APPELLO per FRANCESCA ALBANESE


APPELLO per FRANCESCA ALBANESE
Il problema
APPELLO per FRANCESCA ALBANESE
Denunciamo la gravissima violazione del diritto internazionale
Il 9 luglio 2025, con Ordine Esecutivo del Segretario di Stato Rubio, il governo USA ha esteso a Francesca Albanese, nominata a marzo 2022 “Relatrice Speciale sulla situazione dei Diritti Umani nei Territori Palestinesi occupati dal 1967” dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, le sanzioni contenute nell’Executive Order n. 14203 del Presidente Trump. Tale Ordine Esecutivo, emesso il 6 febbraio 2025, prevede che qualsiasi persona straniera, «incluso il personale della Corte Penale Internazionale» (CPI) rischia il blocco dei beni e le restrizioni all’ingresso negli Stati Uniti se «ha materialmente assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico, o beni o servizi a, o a supporto» di una indagine della CPI su persone protette.
Persona protetta comprende i cittadini statunitensi o i cittadini di stati alleati degli USA che hanno rifiutato la giurisdizione della CPI, quale Israele.
A febbraio le sanzioni erano state comminate al Procuratore della CPI e il 5 giugno estese ad altri quattro giudici della Corte. È evidente che lo scopo di Stati Uniti ed Israele sia screditare ogni attività di accertamento dei crimini di genocidio e delle violazioni dei Diritti Umani in Palestina e, rispetto alla Relatrice Speciale, colpire il suo lavoro, in particolare il contenuto del III Rapporto (16.6.2025) che individua con precisione le aziende che, supportando le attività militari, traggono lucrosi vantaggi dalla economia del genocidio.
Francesca Albanese, si legge nell’Ordine esecutivo, ha «sfacciatamente diffuso antisemitismo, espresso sostegno al terrorismo e aperto disprezzo per gli Stati Uniti, Israele e l’Occidente […] inclusa la sua raccomandazione alla CPI di emettere mandati di arresto contro il Primo Ministro israeliano B. Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Y. Gallant».
Le conseguenze delle sanzioni per Francesca Albanese sono gravissime, benché abbia già anticipato che non fermeranno lo svolgimento del suo incarico: divieto di ingresso negli Stati Uniti, anche per svolgere il suo lavoro presso le Nazioni Unite; blocco dei beni e congelamento dei conti correnti con contestuale impossibilità di aprire un conto estero (considerato che tutto il circuito bancario opera in dollari e sono previste sanzioni secondarie per gli istituti di credito che si sottraggono); impossibilità di ricevere donazioni, contributi. Sanzioni estese a coniuge e figli e a tutte le persone e/o associazioni che sostengono una indagine della CPI, e che possono comportare fino a 20 anni di carcere e /o multe fino a 1 milione di dollari .
Tali pesanti sanzioni, sotto altro profilo, possono dissuadere le ONG con sede negli USA dall’assistere o persino comunicare con il personale della CPI, soffocando di fatto la possibilità di documentare le violazioni dei Diritti Umani e la presentazione di memorie .
L’Executive Order 14203 viola apertamente la Carta delle Nazioni Unite, le norme che garantiscono la previsione di immunità dei funzionari che perseguono i fini fissati nello Statuto, oltre alla Convenzione del febbraio 1946 sui privilegi e le immunità (immunità da arresto e agevolazioni concesse agli agenti diplomatici), Convenzione sottoscritta anche dagli Stati Uniti.
Chiediamo che il Governo Italiano si attivi per la immediata rimozione delle sanzioni a Francesca Albanese, dichiarando illegali le sanzioni prescritte da un ente extraterritoriale (USA), allineandosi agli altri 79 Stati firmatari dello Statuto della CPI e alla denuncia del Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Chiediamo inoltre che il Governo Italiano si attivi immediatamente presso la Commissione Europea affinché disconosca e neutralizzi, ai sensi del Regolamento di Blocco n. 2271/1996 e di successive modifiche ed integrazioni, l'applicazione delle sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, dal momento che le stesse violano il diritto internazionale.
Donne in Nero - Rovereto
Casa delle Donne - Rovereto
Centro Pace, Diritti, Ecologia – Rovereto
ANPI Rovereto – Vallagarina
Coordinamento Donne ANPI Trentino
Pace per Gerusalemme onlus

6206
Il problema
APPELLO per FRANCESCA ALBANESE
Denunciamo la gravissima violazione del diritto internazionale
Il 9 luglio 2025, con Ordine Esecutivo del Segretario di Stato Rubio, il governo USA ha esteso a Francesca Albanese, nominata a marzo 2022 “Relatrice Speciale sulla situazione dei Diritti Umani nei Territori Palestinesi occupati dal 1967” dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, le sanzioni contenute nell’Executive Order n. 14203 del Presidente Trump. Tale Ordine Esecutivo, emesso il 6 febbraio 2025, prevede che qualsiasi persona straniera, «incluso il personale della Corte Penale Internazionale» (CPI) rischia il blocco dei beni e le restrizioni all’ingresso negli Stati Uniti se «ha materialmente assistito, sponsorizzato o fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico, o beni o servizi a, o a supporto» di una indagine della CPI su persone protette.
Persona protetta comprende i cittadini statunitensi o i cittadini di stati alleati degli USA che hanno rifiutato la giurisdizione della CPI, quale Israele.
A febbraio le sanzioni erano state comminate al Procuratore della CPI e il 5 giugno estese ad altri quattro giudici della Corte. È evidente che lo scopo di Stati Uniti ed Israele sia screditare ogni attività di accertamento dei crimini di genocidio e delle violazioni dei Diritti Umani in Palestina e, rispetto alla Relatrice Speciale, colpire il suo lavoro, in particolare il contenuto del III Rapporto (16.6.2025) che individua con precisione le aziende che, supportando le attività militari, traggono lucrosi vantaggi dalla economia del genocidio.
Francesca Albanese, si legge nell’Ordine esecutivo, ha «sfacciatamente diffuso antisemitismo, espresso sostegno al terrorismo e aperto disprezzo per gli Stati Uniti, Israele e l’Occidente […] inclusa la sua raccomandazione alla CPI di emettere mandati di arresto contro il Primo Ministro israeliano B. Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Y. Gallant».
Le conseguenze delle sanzioni per Francesca Albanese sono gravissime, benché abbia già anticipato che non fermeranno lo svolgimento del suo incarico: divieto di ingresso negli Stati Uniti, anche per svolgere il suo lavoro presso le Nazioni Unite; blocco dei beni e congelamento dei conti correnti con contestuale impossibilità di aprire un conto estero (considerato che tutto il circuito bancario opera in dollari e sono previste sanzioni secondarie per gli istituti di credito che si sottraggono); impossibilità di ricevere donazioni, contributi. Sanzioni estese a coniuge e figli e a tutte le persone e/o associazioni che sostengono una indagine della CPI, e che possono comportare fino a 20 anni di carcere e /o multe fino a 1 milione di dollari .
Tali pesanti sanzioni, sotto altro profilo, possono dissuadere le ONG con sede negli USA dall’assistere o persino comunicare con il personale della CPI, soffocando di fatto la possibilità di documentare le violazioni dei Diritti Umani e la presentazione di memorie .
L’Executive Order 14203 viola apertamente la Carta delle Nazioni Unite, le norme che garantiscono la previsione di immunità dei funzionari che perseguono i fini fissati nello Statuto, oltre alla Convenzione del febbraio 1946 sui privilegi e le immunità (immunità da arresto e agevolazioni concesse agli agenti diplomatici), Convenzione sottoscritta anche dagli Stati Uniti.
Chiediamo che il Governo Italiano si attivi per la immediata rimozione delle sanzioni a Francesca Albanese, dichiarando illegali le sanzioni prescritte da un ente extraterritoriale (USA), allineandosi agli altri 79 Stati firmatari dello Statuto della CPI e alla denuncia del Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Chiediamo inoltre che il Governo Italiano si attivi immediatamente presso la Commissione Europea affinché disconosca e neutralizzi, ai sensi del Regolamento di Blocco n. 2271/1996 e di successive modifiche ed integrazioni, l'applicazione delle sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, dal momento che le stesse violano il diritto internazionale.
Donne in Nero - Rovereto
Casa delle Donne - Rovereto
Centro Pace, Diritti, Ecologia – Rovereto
ANPI Rovereto – Vallagarina
Coordinamento Donne ANPI Trentino
Pace per Gerusalemme onlus

6206
Voci dei sostenitori
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 12 settembre 2025