

Salviamo la Tonnara di Bivona (VV)


Salviamo la Tonnara di Bivona (VV)
Il problema
Gentile Presidente On.le Occhiuto,
avevamo accolto con favore il finanziamento per il Recupero e Valorizzazione della Tonnara di Bivona di Vibo Valentia, ottenuto grazie al PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE 2014-2020, FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE, Piano di Azione per la Valorizzazione Turistica delle Aree di Interesse Naturalistico delle fiumare e dei Parchi Naturali Regionali, Sub-azione 3: Promozione e valorizzazione della biodiversità delle aree marino-costiere, Realizzazione del centro regionale per la tutela, promozione e valorizzazione della biodiversità delle aree marine e costiere.
L’intervento prevedeva, come descrive la stessa scheda di finanziamento, la realizzazione del Museo del Mare e della pesca, con la “riqualificazione e la valorizzazione della ex-tonnara di Bivona (…) un complesso architettonico unico, strutturalmente rappresentativo, che riassume il rapporto uomo-mare vissuto e vivibile nel nostro territorio (…) luogo della memoria della civiltà del mare oltre che (…) uno straordinario esempio di archeologia industriale tra i più significativi d’Italia costituendo un complesso architettonico con diverse strutture funzionali diverse attività legata alla pesca ed alla lavorazione del tonno”.
Decine di tavoli tecnici tenutisi tra Ministero della Cultura, Regione Calabria, Agenzia del Demanio e Comune di Vibo Valentia, per definire l’intervento alla luce delle rispettive competenze, hanno però partorito un disastro:
dalla stampa e dalla risposta ad una interrogazione comunale si apprende però che il 30/11/2021, la Giunta Comunale, con Deliberazione n° 254, ha proceduto ad approvare la definitiva Scheda Tecnica che divide inopinatamente l’integrità strutturale del bene storico monumentale in tre parti distinte, ad uso esclusivo degli enti coinvolti, contraddicendo le premesse del progetto:
“Al Parco Marino Regionale: l'intero primo piano della palazzina gentilizia e, nella stessa palazzina, i locali del piano terra posti a sinistra del vano scala;
Al Museo del Mare e della Pesca: i locali del piano terra della palazzina gentilizia posti a destra del vano scala, escluso la cappella, che rimane ad uso condiviso, e l'intero loggia dove sono custoditi gli antichi barconi;
Al Comune dí Vibo Valentia: l'antica dimora del Rais”.
In data 16/12/2021 - Il Dirigente del Settore 3 -16 Parchi ed Aree Naturali Protette - del Dipartimento Territorio e Tutela dell'Ambiente della Regione Calabria, con proprio Decreto n. 13043, ha provveduto all'approvazione del Progetto, sottoscritta in dicembre la Convenzione Rep. n° 10810/2021 regolante il finanziamento di € 1.000.000,00 e nell’aprile di quest’anno, con Decreto n° 3060/2022, ha disposto l'erogazione dell'anticipazione del 40% del finanziamento, vale a dire € 400.000,00.
Siamo molto preoccupati per quello che appare come un lesivo frazionamento, smembramento del Bene Storico, che "spacchettato" in tre pezzetti (ricorda il nefasto spacchettamento del parco archeologico urbano di Vibo Valentia) anche solo per le diverse modalità gestionali ed esclusive degli enti coinvolti, renderà grave danno all’integrità della struttura di Archeologia Industriale, al suo essere essa stessa contenuto museale, che per tale unicità è vincolato con decreto del Ministero della Cultura .
Ricordo che la Tonnara è un bene monumentale indisponibile del patrimonio Demaniale dello Stato, e che attualmente l'unico modo per poterlo usare è legato alle Concessioni Demaniali.
Attualmente il comune di Vibo Valentia ha inoltrato richiesta di concessione dell’intero compendio, ma solo per la sua cantierizzazione; concessione non onerosa che esclude perciò l'uso diverso.
Incerto è dunque il futuro del bene demaniale perchè una concessione d'uso al termine dei lavori dovrà essere richiesta ed ancora nessuno degli enti coinvolti in questa "progettazione" ha espresso la volontà di richiederla. E' d'altronde proibita per legge la subconcessione, cosa che si prefigurerebbe se la concessione la richiedesse uno degli enti, ospitando gli altri due.
Le chiediamo perciò di intervenire, se può, al più presto presso gli enti coinvolti in questa orribile soluzione, affinchè si possa scongiurare il rischio che con la imminente progettazione definitiva si concretizzi questa sbagliata destinazione dei locali; a tale scopo si chiede la costituzione di un gruppo tecnico-scientifico che governi l’istituzione giuridica di un museo della Tonnara, allocato nell’immobile e che ad oggi non risulta istituito (mentre oggi, riferendosi al Museo del Mare, si fa riferimento ad una possibile sede staccata del museo statale di Vibo Valentia, dedicata all'archeologia subacquea).
Sono troppi i punti oscuri delle scelte, compresa quella della Sede dei Parchi Marini Regionali, Ente Regionale commissariato da anni e dunque tutt'altro che organizzato nei suoi organi statutari e competenze, e se una serie infinita di incontri non sono riuscite a chiarire le ragioni delle scelte d’uso fin qui fatte è necessario che qualcuno sovraintenda alla progettazione e l’organizzazione degli spazi e degli allestimenti definitivi, in virtù dell’esaltazione delle caratteristiche strutturali della stessa tonnara, stabilendo come obiettivo prevalente la valorizzazione e fruizione del bene storico, rispetto all’utilizzo informe ed esclusivo dei locali degli enti coinvolti in tale progetto.
Nella convinzione che sia la stessa tonnara il vero “contenuto museale evidente”, con i suoi barconi e la sua evoluzione storica, si chiede altresì un progetto complessivo di valorizzazione che concretizzi in modo organico e funzionale all’allestimento definitivo, il recupero dell’intero “varcarizzo” dei barconi custoditi al suo interno, con un finanziamento ben più sostanzioso ed adeguato allo scopo, affinchè gli stessi barconi ed i loro reperti lignei siano tutti pronti e fruibili all’apertura del previsto museo stesso: nessun uso dell'antica loggia, anche solo al fine espositivo di reperti archeologici a cura della soprintendenza della Calabria, sarà mai possibile se quel locale resterà occupato dai barconi ancora da restaurare e dalle centinaia di monconi di legname, cordame e attrezzi ancora non schedati e recuperati, e che oggi ne occupano l’intero spazio.
Fiduciosi
Mirella Barracco (Fondazione Napoli 99)
Sergio Bonanzinga (Etnomusicologo)
Gioacchino Criaco (Scrittore)
Francesco Cuteri (Antropologo)
Gianfranco Donadio (Documentarista)
Danilo Gatto (Etnomusicologo)
Patrizia Giancotti (Antropologa)
Silvio Greco (Biologo marino)
Silvana Iannelli (Archeologa)
Manlio Lilli (Archeologo)
Donatella Loprieno (Costituzionalista)
Tomaso Montanari (Storico dell'arte)
Antonio Montesanti (Artista)
Carlo Petrini (Presidente Slow Food Internazional)
Giap Parini (Sociologo)
Vito Teti (Antropologo)

Il problema
Gentile Presidente On.le Occhiuto,
avevamo accolto con favore il finanziamento per il Recupero e Valorizzazione della Tonnara di Bivona di Vibo Valentia, ottenuto grazie al PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE 2014-2020, FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE, Piano di Azione per la Valorizzazione Turistica delle Aree di Interesse Naturalistico delle fiumare e dei Parchi Naturali Regionali, Sub-azione 3: Promozione e valorizzazione della biodiversità delle aree marino-costiere, Realizzazione del centro regionale per la tutela, promozione e valorizzazione della biodiversità delle aree marine e costiere.
L’intervento prevedeva, come descrive la stessa scheda di finanziamento, la realizzazione del Museo del Mare e della pesca, con la “riqualificazione e la valorizzazione della ex-tonnara di Bivona (…) un complesso architettonico unico, strutturalmente rappresentativo, che riassume il rapporto uomo-mare vissuto e vivibile nel nostro territorio (…) luogo della memoria della civiltà del mare oltre che (…) uno straordinario esempio di archeologia industriale tra i più significativi d’Italia costituendo un complesso architettonico con diverse strutture funzionali diverse attività legata alla pesca ed alla lavorazione del tonno”.
Decine di tavoli tecnici tenutisi tra Ministero della Cultura, Regione Calabria, Agenzia del Demanio e Comune di Vibo Valentia, per definire l’intervento alla luce delle rispettive competenze, hanno però partorito un disastro:
dalla stampa e dalla risposta ad una interrogazione comunale si apprende però che il 30/11/2021, la Giunta Comunale, con Deliberazione n° 254, ha proceduto ad approvare la definitiva Scheda Tecnica che divide inopinatamente l’integrità strutturale del bene storico monumentale in tre parti distinte, ad uso esclusivo degli enti coinvolti, contraddicendo le premesse del progetto:
“Al Parco Marino Regionale: l'intero primo piano della palazzina gentilizia e, nella stessa palazzina, i locali del piano terra posti a sinistra del vano scala;
Al Museo del Mare e della Pesca: i locali del piano terra della palazzina gentilizia posti a destra del vano scala, escluso la cappella, che rimane ad uso condiviso, e l'intero loggia dove sono custoditi gli antichi barconi;
Al Comune dí Vibo Valentia: l'antica dimora del Rais”.
In data 16/12/2021 - Il Dirigente del Settore 3 -16 Parchi ed Aree Naturali Protette - del Dipartimento Territorio e Tutela dell'Ambiente della Regione Calabria, con proprio Decreto n. 13043, ha provveduto all'approvazione del Progetto, sottoscritta in dicembre la Convenzione Rep. n° 10810/2021 regolante il finanziamento di € 1.000.000,00 e nell’aprile di quest’anno, con Decreto n° 3060/2022, ha disposto l'erogazione dell'anticipazione del 40% del finanziamento, vale a dire € 400.000,00.
Siamo molto preoccupati per quello che appare come un lesivo frazionamento, smembramento del Bene Storico, che "spacchettato" in tre pezzetti (ricorda il nefasto spacchettamento del parco archeologico urbano di Vibo Valentia) anche solo per le diverse modalità gestionali ed esclusive degli enti coinvolti, renderà grave danno all’integrità della struttura di Archeologia Industriale, al suo essere essa stessa contenuto museale, che per tale unicità è vincolato con decreto del Ministero della Cultura .
Ricordo che la Tonnara è un bene monumentale indisponibile del patrimonio Demaniale dello Stato, e che attualmente l'unico modo per poterlo usare è legato alle Concessioni Demaniali.
Attualmente il comune di Vibo Valentia ha inoltrato richiesta di concessione dell’intero compendio, ma solo per la sua cantierizzazione; concessione non onerosa che esclude perciò l'uso diverso.
Incerto è dunque il futuro del bene demaniale perchè una concessione d'uso al termine dei lavori dovrà essere richiesta ed ancora nessuno degli enti coinvolti in questa "progettazione" ha espresso la volontà di richiederla. E' d'altronde proibita per legge la subconcessione, cosa che si prefigurerebbe se la concessione la richiedesse uno degli enti, ospitando gli altri due.
Le chiediamo perciò di intervenire, se può, al più presto presso gli enti coinvolti in questa orribile soluzione, affinchè si possa scongiurare il rischio che con la imminente progettazione definitiva si concretizzi questa sbagliata destinazione dei locali; a tale scopo si chiede la costituzione di un gruppo tecnico-scientifico che governi l’istituzione giuridica di un museo della Tonnara, allocato nell’immobile e che ad oggi non risulta istituito (mentre oggi, riferendosi al Museo del Mare, si fa riferimento ad una possibile sede staccata del museo statale di Vibo Valentia, dedicata all'archeologia subacquea).
Sono troppi i punti oscuri delle scelte, compresa quella della Sede dei Parchi Marini Regionali, Ente Regionale commissariato da anni e dunque tutt'altro che organizzato nei suoi organi statutari e competenze, e se una serie infinita di incontri non sono riuscite a chiarire le ragioni delle scelte d’uso fin qui fatte è necessario che qualcuno sovraintenda alla progettazione e l’organizzazione degli spazi e degli allestimenti definitivi, in virtù dell’esaltazione delle caratteristiche strutturali della stessa tonnara, stabilendo come obiettivo prevalente la valorizzazione e fruizione del bene storico, rispetto all’utilizzo informe ed esclusivo dei locali degli enti coinvolti in tale progetto.
Nella convinzione che sia la stessa tonnara il vero “contenuto museale evidente”, con i suoi barconi e la sua evoluzione storica, si chiede altresì un progetto complessivo di valorizzazione che concretizzi in modo organico e funzionale all’allestimento definitivo, il recupero dell’intero “varcarizzo” dei barconi custoditi al suo interno, con un finanziamento ben più sostanzioso ed adeguato allo scopo, affinchè gli stessi barconi ed i loro reperti lignei siano tutti pronti e fruibili all’apertura del previsto museo stesso: nessun uso dell'antica loggia, anche solo al fine espositivo di reperti archeologici a cura della soprintendenza della Calabria, sarà mai possibile se quel locale resterà occupato dai barconi ancora da restaurare e dalle centinaia di monconi di legname, cordame e attrezzi ancora non schedati e recuperati, e che oggi ne occupano l’intero spazio.
Fiduciosi
Mirella Barracco (Fondazione Napoli 99)
Sergio Bonanzinga (Etnomusicologo)
Gioacchino Criaco (Scrittore)
Francesco Cuteri (Antropologo)
Gianfranco Donadio (Documentarista)
Danilo Gatto (Etnomusicologo)
Patrizia Giancotti (Antropologa)
Silvio Greco (Biologo marino)
Silvana Iannelli (Archeologa)
Manlio Lilli (Archeologo)
Donatella Loprieno (Costituzionalista)
Tomaso Montanari (Storico dell'arte)
Antonio Montesanti (Artista)
Carlo Petrini (Presidente Slow Food Internazional)
Giap Parini (Sociologo)
Vito Teti (Antropologo)

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 21 maggio 2022