

Annullate il concerto di Anna Netrebko al Teatro alla Scala e i futuri concerti in Italia


Annullate il concerto di Anna Netrebko al Teatro alla Scala e i futuri concerti in Italia
Il problema
Al sindaco di Milano Giuseppe Sala
Alla direzione del Teatro alla Scala
Vista la risoluzione del Parlamento Europeo del 23 novembre 2022 che ha definito la Russia uno “Stato sponsor del terrorismo”;
Visto il decreto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky del 7 gennaio 2023 che impone sanzioni personali contro 119 personalità della cultura russa, tra cui Anna Netrebko;
Noi, attivisti che sostengono Ucraina dopo l'invasione dell'esercito russo nel paese, chiediamo di cancellare il recital di Anna Netrebko del 19 marzo al Teatro alla Scala e annullare tutti i concerti futuri di Anna Netrebko in Italia.
Dopo un anno di invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, nell'ambito dell'aggressione di quest'ultima dal 2014, ci sembra immorale tenere un concerto in Italia, uno Stato membro democratico dell'UE, di una cantante lirica russa che non ha ancora preso una posizione decisa esprimendosi con forza contro le politiche della Russia. La “timidezza” di Anna Netrebko in questa vicenda non può certo essere spiegata con la repressione in Russia, visto che, come noto, ha anche la cittadinanza austriaca e vive a Vienna. Più probabilmente, si tratta dei redditi russi della cantante, da cui non vuole separarsi. Nel 2014, ad esempio, il Teatro dell'Opera e del Balletto di Kazan ha pagato un compenso di 5,7 milioni per il concerto di Netrebko. Nel dicembre 2021, il Teatro Mariinsky di San Pietroburgo ha pagato a Netrebko 13,5 milioni di rubli per gli spettacoli. Il 18 settembre 2021 il Palazzo di Stato del Cremlino ha ospitato un concerto in onore del compleanno di Anna Netrebko, il cui partner generale era la società petrolifera russa Rosneft, una società per azioni pubblica. La Rosneft è guidata da Igor Sechin, uno dei più stretti alleati del presidente russo Vladimir Putin, responsabile della guerra: è ovvio che la società non sponsorizzerebbe un concerto di una persona non simpatica al Cremlino.
Se Anna Netrebko volesse veramente “non mischiare la politica con la cultura”, perché fin dal 2014 è stata una fedele sostenitrice delle politiche di Putin? Nel 2014 Anna Netrebko ha donato un milione di rubli dai suoi fondi personali al Teatro dell'Opera di Donetsk, gravemente danneggiato durante le ostilità e da ristrutturare. L'evento di beneficenza si è svolto il 7 dicembre presso il Forum culturale internazionale di San Pietroburgo. Anche se il gesto sembra un semplice atto di beneficienza, in occasione di questo evento è stata scattata una foto in cui Anna Netrebko era ritratta con Oleg Tsarev, che figura nelle liste di sanzioni del parlamento non legittimo dell'unione delle “repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk”, cioè dei territori ucraini occupati dalla Russia. È proprio tramite Tsarev che Netrebko ha donato denaro al Teatro dell'Opera di Donetsk. Dunque, Anna Netrebko sostiene non solo il governo russo, ma in particolare i cosiddetti separatisti in Ucraina.

Il problema
Al sindaco di Milano Giuseppe Sala
Alla direzione del Teatro alla Scala
Vista la risoluzione del Parlamento Europeo del 23 novembre 2022 che ha definito la Russia uno “Stato sponsor del terrorismo”;
Visto il decreto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky del 7 gennaio 2023 che impone sanzioni personali contro 119 personalità della cultura russa, tra cui Anna Netrebko;
Noi, attivisti che sostengono Ucraina dopo l'invasione dell'esercito russo nel paese, chiediamo di cancellare il recital di Anna Netrebko del 19 marzo al Teatro alla Scala e annullare tutti i concerti futuri di Anna Netrebko in Italia.
Dopo un anno di invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, nell'ambito dell'aggressione di quest'ultima dal 2014, ci sembra immorale tenere un concerto in Italia, uno Stato membro democratico dell'UE, di una cantante lirica russa che non ha ancora preso una posizione decisa esprimendosi con forza contro le politiche della Russia. La “timidezza” di Anna Netrebko in questa vicenda non può certo essere spiegata con la repressione in Russia, visto che, come noto, ha anche la cittadinanza austriaca e vive a Vienna. Più probabilmente, si tratta dei redditi russi della cantante, da cui non vuole separarsi. Nel 2014, ad esempio, il Teatro dell'Opera e del Balletto di Kazan ha pagato un compenso di 5,7 milioni per il concerto di Netrebko. Nel dicembre 2021, il Teatro Mariinsky di San Pietroburgo ha pagato a Netrebko 13,5 milioni di rubli per gli spettacoli. Il 18 settembre 2021 il Palazzo di Stato del Cremlino ha ospitato un concerto in onore del compleanno di Anna Netrebko, il cui partner generale era la società petrolifera russa Rosneft, una società per azioni pubblica. La Rosneft è guidata da Igor Sechin, uno dei più stretti alleati del presidente russo Vladimir Putin, responsabile della guerra: è ovvio che la società non sponsorizzerebbe un concerto di una persona non simpatica al Cremlino.
Se Anna Netrebko volesse veramente “non mischiare la politica con la cultura”, perché fin dal 2014 è stata una fedele sostenitrice delle politiche di Putin? Nel 2014 Anna Netrebko ha donato un milione di rubli dai suoi fondi personali al Teatro dell'Opera di Donetsk, gravemente danneggiato durante le ostilità e da ristrutturare. L'evento di beneficenza si è svolto il 7 dicembre presso il Forum culturale internazionale di San Pietroburgo. Anche se il gesto sembra un semplice atto di beneficienza, in occasione di questo evento è stata scattata una foto in cui Anna Netrebko era ritratta con Oleg Tsarev, che figura nelle liste di sanzioni del parlamento non legittimo dell'unione delle “repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk”, cioè dei territori ucraini occupati dalla Russia. È proprio tramite Tsarev che Netrebko ha donato denaro al Teatro dell'Opera di Donetsk. Dunque, Anna Netrebko sostiene non solo il governo russo, ma in particolare i cosiddetti separatisti in Ucraina.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 9 marzo 2023