Allarme per gli alberi di Roma

Firmatari recenti
Daniela Proia e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Il caso emblematico di Via Ozanam e Villa Pamphili


Uno dei punti cardini per garantire un futuro all’umanità è percepirci come parti della Natura e non come suoi padroni.
Gli alberi, nella città, svolgono un servizio inestimabile.

Roma che fa? Li taglia tutti!

Negli ultimi tempi è in corso una vera e propria campagna di abbattimenti dei grandi alberi romani. Che siano pini, olmi o robinie, il conteggio degli abbattimenti per questi nobili individui verdi sale ogni ora e prescinde dall’accertamento del loro stato di salute e dalla loro collocazione in strade, parchi o ville.

Un caso emblematico riguarda i massicci abbattimenti di Villa Pamphili e quelli dei rigogliosi olmi storici di Via Ozanam. 
Il Presidente del Municipio XII di Roma, Elio Tomassetti si è limitato a darne comunicazione tramite social, sminuendone così il reale impatto ambientale, paesaggistico, sanitario e soprattutto economico, limitandosi a parlare di "interventi di riqualificazione previsti per il piano giubilare”. 

Vorremmo capire meglio cosa ci promette con il termine di riqualificazione. 

Riqualificazione dà l’idea di un progetto: promette qualità, suona di miglioramento. 

Immaginiamo allora che ci sia un progetto all’altezza dei tempi difficili che stiamo vivendo.

Immaginiamo. 

I fatti mostrano il contrario e sono allarmanti.

Solo nell’ultimo triennio, a Roma sono stati abbattuti 17.825 alberi a fronte dei 2.403 ripiantati, non contando quanti di questi sono stati o saranno in grado di sopravvivere, e questo quando ancora non era in corso la strage ormai sotto gli occhi di tutti, anche dei cittadini più distratti. 
2.403 alberi che faticheranno enormemente a resistere nelle condizioni di inquinamento, temperature in allarmante aumento e scarsa manutenzione.
Non funziona l’idea di sostituire un albero di 50 anni con uno di 2 anni. Il criterio semplicistico e mal applicato della compensazione non può essere un passe-partout che giustifichi tutto. 
L’ecosistema non è una macchina che obbedisce alla logica meccanica. 

Roma Capitale passa a risolvere problemi senza porsi prima domande.


Quali sono i reali costi e impatti economici e sociali degli abbattimenti compulsivi?

Dove trova il Comune oltre 20.000 alberi pronti e resilienti - non piantine - entro il 2025, considerando che non sono stati nemmeno sostituiti i 15.000 già abbattuti precedentemente?

Ci vogliono anni per far crescere un armata verde di questa portata.

Quali sono le immediate conseguenze di una desertificazione urbana portata avanti in questo modo?
- danno estetico: le strade sono più brutte e Roma perde la sua identità

- innalzamento delle temperature: una strada senza alberi raggiunge anche i 50°
- mancanza di ombra e di ventilazione: circolare a piedi o in bici (non è prevista nel nuovo progetto nemmeno una pista ciclabile) diventa impossibile nei mesi caldi, con conseguente incremento dell’utilizzo delle macchine
- aumento del fabbisogno energetico: salgono i costi delle bollette a causa dell’eccessivo utilizzo dei climatizzatori e la rete energetica è sottoposta a rischio di sovraccarico con conseguenti blackout

- danno commerciale: meno shopping, meno interazione sociale, meno turisti 

- impoverimento faunistico: dove non ci sono alberi non c’è Vita

- danno erariale: le abitazioni valgono meno
- impatto sanitario: aumento delle emergenze e dei casi di malattia dovuti al maggior caldo e all’inquinamento; peggioramento sensibile della salute psichica ed emotiva, soprattutto in adolescenti e bambini; ansia per il futuro

Prendere qualsiasi decisione in assenza di una vera progettualità e  senza la migliore mappatura possibile di cause ed effetti può rivelarsi fatale. Ogni progetto porta con sé impatti e conseguenze che necessitano calcoli accurati e competenze professionali specifiche. Oggi abbiamo a disposizione criteri scientifici che ci permettono una corretta valutazione d’insieme da cui non si può più prescindere, in grado di conciliare le varie esigenze della vita umana. 
Una tale responsabilità non può essere delegata soltanto a una ditta edile come sta accadendo per via Ozanam.

Nel 2024 è impensabile essere governati esclusivamente da logiche datate che interpretano l’economia ancora come una categoria a sé stante, in una semplicistica prospettiva di business as usual, che coglie l’opportunità urbanistica del Giubileo per asfaltare e abbattere.
Altresì, sentiamo la necessità di un processo decisionale responsabile ed etico per lo sviluppo di una città sostenibile e resiliente, una città che superi l'antropocentrismo e viva - perché una città sana vive - in equilibrio con l'ambiente naturale.
 
Riceviamo continue segnalazioni da cittadini che vivono la nostra stessa forte preoccupazione; manca l'intelligibilità per i criteri adottati per gli abbattimenti e l'accesso agli atti resta l'unico strumento utile a cercare di capire: "Perché?"; ma intanto un grande albero abbattuto è per sempre.

Dalla perizia allo smaltimento - passando per gli abbattimenti -  sembrano mancare una metodologia e un monitoraggio chiari, seri e competenti. Ciò fa sì che troppo spesso le alberature sacrificate in nome di non si sa cosa, siano sane.
Per l'ennesima volta si dimostra un vuoto enorme, una deleteria disconnessione tra Politica e Cittadini, tra amministratore e vita reale.
E a farne le spese è la Città, il Paese, il Pianeta.

Roma non ha il controllo della situazione e questo ci fa paura.

Chiediamo di sospendere qualsiasi abbattimento finché non sia rivisto nel dettaglio un progetto che valuti tutti gli aspetti sistemici e che rispetti a pieno titolo il Regolamento del Verde. 
Chiediamo che ciò avvenga nel contesto di un progetto urbanistico consapevole dei cambiamenti climatici, della sostenibilità, e che metta al centro il benessere dei cittadini e il Bene comune.

Chiediamo quindi al Sindaco Roberto Gualtieri che fermi l’eccessivo e indiscriminato abbattimento degli alberi. 
Di via Ozanam. 

Di Villa Pamphili. 

Di Roma.

 

Vanessa Cremaschi e Kathrin Bohr

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Kathrin BohrPromotore della petizione

35.686

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Daniela Proia e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Il caso emblematico di Via Ozanam e Villa Pamphili


Uno dei punti cardini per garantire un futuro all’umanità è percepirci come parti della Natura e non come suoi padroni.
Gli alberi, nella città, svolgono un servizio inestimabile.

Roma che fa? Li taglia tutti!

Negli ultimi tempi è in corso una vera e propria campagna di abbattimenti dei grandi alberi romani. Che siano pini, olmi o robinie, il conteggio degli abbattimenti per questi nobili individui verdi sale ogni ora e prescinde dall’accertamento del loro stato di salute e dalla loro collocazione in strade, parchi o ville.

Un caso emblematico riguarda i massicci abbattimenti di Villa Pamphili e quelli dei rigogliosi olmi storici di Via Ozanam. 
Il Presidente del Municipio XII di Roma, Elio Tomassetti si è limitato a darne comunicazione tramite social, sminuendone così il reale impatto ambientale, paesaggistico, sanitario e soprattutto economico, limitandosi a parlare di "interventi di riqualificazione previsti per il piano giubilare”. 

Vorremmo capire meglio cosa ci promette con il termine di riqualificazione. 

Riqualificazione dà l’idea di un progetto: promette qualità, suona di miglioramento. 

Immaginiamo allora che ci sia un progetto all’altezza dei tempi difficili che stiamo vivendo.

Immaginiamo. 

I fatti mostrano il contrario e sono allarmanti.

Solo nell’ultimo triennio, a Roma sono stati abbattuti 17.825 alberi a fronte dei 2.403 ripiantati, non contando quanti di questi sono stati o saranno in grado di sopravvivere, e questo quando ancora non era in corso la strage ormai sotto gli occhi di tutti, anche dei cittadini più distratti. 
2.403 alberi che faticheranno enormemente a resistere nelle condizioni di inquinamento, temperature in allarmante aumento e scarsa manutenzione.
Non funziona l’idea di sostituire un albero di 50 anni con uno di 2 anni. Il criterio semplicistico e mal applicato della compensazione non può essere un passe-partout che giustifichi tutto. 
L’ecosistema non è una macchina che obbedisce alla logica meccanica. 

Roma Capitale passa a risolvere problemi senza porsi prima domande.


Quali sono i reali costi e impatti economici e sociali degli abbattimenti compulsivi?

Dove trova il Comune oltre 20.000 alberi pronti e resilienti - non piantine - entro il 2025, considerando che non sono stati nemmeno sostituiti i 15.000 già abbattuti precedentemente?

Ci vogliono anni per far crescere un armata verde di questa portata.

Quali sono le immediate conseguenze di una desertificazione urbana portata avanti in questo modo?
- danno estetico: le strade sono più brutte e Roma perde la sua identità

- innalzamento delle temperature: una strada senza alberi raggiunge anche i 50°
- mancanza di ombra e di ventilazione: circolare a piedi o in bici (non è prevista nel nuovo progetto nemmeno una pista ciclabile) diventa impossibile nei mesi caldi, con conseguente incremento dell’utilizzo delle macchine
- aumento del fabbisogno energetico: salgono i costi delle bollette a causa dell’eccessivo utilizzo dei climatizzatori e la rete energetica è sottoposta a rischio di sovraccarico con conseguenti blackout

- danno commerciale: meno shopping, meno interazione sociale, meno turisti 

- impoverimento faunistico: dove non ci sono alberi non c’è Vita

- danno erariale: le abitazioni valgono meno
- impatto sanitario: aumento delle emergenze e dei casi di malattia dovuti al maggior caldo e all’inquinamento; peggioramento sensibile della salute psichica ed emotiva, soprattutto in adolescenti e bambini; ansia per il futuro

Prendere qualsiasi decisione in assenza di una vera progettualità e  senza la migliore mappatura possibile di cause ed effetti può rivelarsi fatale. Ogni progetto porta con sé impatti e conseguenze che necessitano calcoli accurati e competenze professionali specifiche. Oggi abbiamo a disposizione criteri scientifici che ci permettono una corretta valutazione d’insieme da cui non si può più prescindere, in grado di conciliare le varie esigenze della vita umana. 
Una tale responsabilità non può essere delegata soltanto a una ditta edile come sta accadendo per via Ozanam.

Nel 2024 è impensabile essere governati esclusivamente da logiche datate che interpretano l’economia ancora come una categoria a sé stante, in una semplicistica prospettiva di business as usual, che coglie l’opportunità urbanistica del Giubileo per asfaltare e abbattere.
Altresì, sentiamo la necessità di un processo decisionale responsabile ed etico per lo sviluppo di una città sostenibile e resiliente, una città che superi l'antropocentrismo e viva - perché una città sana vive - in equilibrio con l'ambiente naturale.
 
Riceviamo continue segnalazioni da cittadini che vivono la nostra stessa forte preoccupazione; manca l'intelligibilità per i criteri adottati per gli abbattimenti e l'accesso agli atti resta l'unico strumento utile a cercare di capire: "Perché?"; ma intanto un grande albero abbattuto è per sempre.

Dalla perizia allo smaltimento - passando per gli abbattimenti -  sembrano mancare una metodologia e un monitoraggio chiari, seri e competenti. Ciò fa sì che troppo spesso le alberature sacrificate in nome di non si sa cosa, siano sane.
Per l'ennesima volta si dimostra un vuoto enorme, una deleteria disconnessione tra Politica e Cittadini, tra amministratore e vita reale.
E a farne le spese è la Città, il Paese, il Pianeta.

Roma non ha il controllo della situazione e questo ci fa paura.

Chiediamo di sospendere qualsiasi abbattimento finché non sia rivisto nel dettaglio un progetto che valuti tutti gli aspetti sistemici e che rispetti a pieno titolo il Regolamento del Verde. 
Chiediamo che ciò avvenga nel contesto di un progetto urbanistico consapevole dei cambiamenti climatici, della sostenibilità, e che metta al centro il benessere dei cittadini e il Bene comune.

Chiediamo quindi al Sindaco Roberto Gualtieri che fermi l’eccessivo e indiscriminato abbattimento degli alberi. 
Di via Ozanam. 

Di Villa Pamphili. 

Di Roma.

 

Vanessa Cremaschi e Kathrin Bohr

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I decisori

ld.gabinetto@comune.roma.it
ld.gabinetto@comune.roma.it
Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma
assessorato.ambiente@comune.roma.it
assessorato.ambiente@comune.roma.it
Sabrina Alfonsi, Assessore all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma
presidenza.mun12@comune.roma.it
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Elio Tomassetti, Presidente Municipio XII, Roma
bonelli_a@camera.it
bonelli_a@camera.it
Angelo Bonelli, Deputato Alleanza Verdi e Sinistra
costa_sergio@camera.it
costa_sergio@camera.it
Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati

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Petizione creata in data 2 febbraio 2024