Petition updateALLARMANTE NUMERO DI TIR - PETIZIONE A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA IN VAL DI SUSA

Sitaf - Regione - Arpa. Chi controlla e chi deve essere controllato?

Comitato salute pubblica e ambienteItaly
Oct 27, 2023

Probabilmente è risaputo ma è giusto aver presente in modo chiaro che il trasporto delle merci su gomma è uno dei grossi problemi che abbiamo di fronte.

Camion, tir, furgoni sono responsabili del 25 % dell'inquinamento atmosferico totale in Italia, da statistiche ISPRA aggiornate. L'ISPRA è l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale.

Se questa fonte di inquinamento viene introdotta in una stretta e lunga valle di montagna come la Val di Susa e il transito di TIR viene raddoppiato rispetto al passato, a che percentuali stiamo arrivando?

E' probabile che i TIR in questo momento stiano responsabili di oltre il 50 % di inquinamento della valle. Per questo bisogna occuparsene e per questo vanno drasticamente e subito limitati. Specie se come già abbiamo fatto presente, non si tratta di un problema solo fino al 18 Dicembre, ma di un problema di 4-5 mesi l'anno per i prossimi 18 anni. Senza contare che prima di Ottobre era dimezzato, ma era pur sempre un bel problema. 

Nella risposta della Regione all'interpellanza presentata dal consigliere Francesca Frediani (che abbiamo pubblicato negli aggiornamenti della pagina della petizione), si legge che si delega "la Sitaf a fare le opportune verifiche con propria strumentazione analitica con riferimento ai parametri di PM10, IPA (in particolare benzo(A)pirene) e piombo, in quattro postazioni lungo il tracciato autostradale A32 (Sant'Ambrogio, Avigliana, Oulx, Bardonecchia). In seguito l'Arpa le confronterà con le proprie rilevazioni provenienti dalla Rete di monitoraggio regionale". 

E' nostro parere che questo sistema di controllo, a parte essere alquanto contorto (prima la Sistaf fa rilevazioni poi l'Arpa le confronta con le proprie, poi non si sa cosa succede), mette un'altra volta in evidenza che l'ente pubblico sembra "favorire" l'ente privato Sitaf (fiducia a priori), dandogli addirittura una sorta di compito di autocontrollo. Chiaramente Arpa dovrà esprimersi, ma non si capisce perché non lo passa fare subito in forma indipendente senza riferirsi al monitoraggio Sitaf. Dovrebbe infatti essere questo il suo mestiere. Fare rilevamenti diretti e indipendenti per verificare se le condizioni ambientali rispettano i parametri di legge. Poi tutto e tutti devono adeguarsi.

Pare quasi che a Sitaf venga riconosciuto un ruolo simile ad un profilo istituzionale, cioè quello di un ente pubblico di garanzia. Al pari di un'Unione Montana ad esempio, che invece ha dovuto bussare alla porta per poter entrare nella cabina di regia di queste verifiche, non è stata subito invitata. 

E' giusto e comprensibile che la Regione senta Sitaf e si confronti. Ma è chiaro che la dinamica dei ruoli non può essere paritaria. La Regione (l'Arpa) deve controllare, Sitaf deve farsi controllare da fonte terza. Senza se e senza ma.

Chiediamo quindi che l'Arpa:

  • svolga il suo ruolo in modo indipendente dalle rilevazioni Sitaf
  • faccia le sue rilevazioni, che le faccia tutte e ovunque necessario (dichiari dove di preciso), periodicamente con cadenza sufficiente a garantire la salute pubblica
  • documenti i risultati con costanza non solo alla Regione, ma che li renda pubblici alla cittadinanza, immediatamente. Si tratta pur sempre di atti pubblici a cui i cittadini devono poter accedere. 

Restiamo in attesa di una pronta risposta da parte della Regione e dell'Arpa. 

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