Soldati italiani a Mosul... ripensateci!

Soldati italiani a Mosul... ripensateci!

Il problema

Questa Lettera è indirizzata alla Ministra Roberta Pinotti, e con lei al Governo tutto, perché si receda dall'idea del progettato invio di truppe a Mosul. 

Questa opinione va sostenuta con tante firme.  

Gentile Ministra della Difesa,

mi permetto di scriverle per esortare lei, e tramite lei l'intero Consiglio dei Ministri, a voler riconsiderare e quindi revocare l'annunciata decisione di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul.

Lei sa che l'Italia in Iraq é ricordata come uno dei paesi che ha preso parte ai bombardamenti nella prima guerra del Golfo e all'occupazione militare successiva alla seconda; lei sa che i soldati italiani in Iraq sono già stati vittime di un attentato stragista a Nassiriya e che Mosul é nelle mani dell'Isis. In Iraq purtroppo siamo stati parte di una coalizione bellica e di occupazione che ha commesso atroci ed infami crimini di guerra e crimini contro l'umanità, e quindi inevitabilmente da molte, moltissime persone veniamo percepiti male. 

Per tutto ciò é necessario recedere al più presto dalla decisione del dispiegamento di centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul, che, lungi dal garantire adeguata protezione alle maestranze civili, le espone alla furia omicida dei terroristi

L'Italia può e deve contribuire a contrastare il terrorismo, ma inviare truppe italiane in Iraq é assolutamente irragionevole; la nostra presenza militare invece di contrastarli favorirà apocalittici disegni, scellerati crimini nonchè un'abominevole propaganda dell'Isis e metterà in pericolo le vite di tanti innocenti, militari e civili.

Altro è ciò che possiamo e dobbiamo fare: non atti di guerra o percepiti come tali, ma il sostegno a un'azione di polizia internazionale adeguata, un aiuto umanitario alle popolazioni vittime dell'organizzazione terrorista e schiavista dell'Isis, un contributo economico e politico alla ricostruzione in Iraq, come in Siria, come in Libia, di infrastrutture e servizi sociali con ordinamenti giuridici legittimi, democratici, rispettosi dei diritti umani.

La invitiamo, perciò, a farsi promotrice nel Consiglio dei Ministri di una riconsiderazione sulla non meditata e pericolosissima decisione.

Augurandole ogni bene,

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani"

Viterbo, 29 dicembre 2015

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

 

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Angelo CifattePromotore della petizione
Questa petizione aveva 1158 sostenitori

Il problema

Questa Lettera è indirizzata alla Ministra Roberta Pinotti, e con lei al Governo tutto, perché si receda dall'idea del progettato invio di truppe a Mosul. 

Questa opinione va sostenuta con tante firme.  

Gentile Ministra della Difesa,

mi permetto di scriverle per esortare lei, e tramite lei l'intero Consiglio dei Ministri, a voler riconsiderare e quindi revocare l'annunciata decisione di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul.

Lei sa che l'Italia in Iraq é ricordata come uno dei paesi che ha preso parte ai bombardamenti nella prima guerra del Golfo e all'occupazione militare successiva alla seconda; lei sa che i soldati italiani in Iraq sono già stati vittime di un attentato stragista a Nassiriya e che Mosul é nelle mani dell'Isis. In Iraq purtroppo siamo stati parte di una coalizione bellica e di occupazione che ha commesso atroci ed infami crimini di guerra e crimini contro l'umanità, e quindi inevitabilmente da molte, moltissime persone veniamo percepiti male. 

Per tutto ciò é necessario recedere al più presto dalla decisione del dispiegamento di centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul, che, lungi dal garantire adeguata protezione alle maestranze civili, le espone alla furia omicida dei terroristi

L'Italia può e deve contribuire a contrastare il terrorismo, ma inviare truppe italiane in Iraq é assolutamente irragionevole; la nostra presenza militare invece di contrastarli favorirà apocalittici disegni, scellerati crimini nonchè un'abominevole propaganda dell'Isis e metterà in pericolo le vite di tanti innocenti, militari e civili.

Altro è ciò che possiamo e dobbiamo fare: non atti di guerra o percepiti come tali, ma il sostegno a un'azione di polizia internazionale adeguata, un aiuto umanitario alle popolazioni vittime dell'organizzazione terrorista e schiavista dell'Isis, un contributo economico e politico alla ricostruzione in Iraq, come in Siria, come in Libia, di infrastrutture e servizi sociali con ordinamenti giuridici legittimi, democratici, rispettosi dei diritti umani.

La invitiamo, perciò, a farsi promotrice nel Consiglio dei Ministri di una riconsiderazione sulla non meditata e pericolosissima decisione.

Augurandole ogni bene,

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani"

Viterbo, 29 dicembre 2015

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

 

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Angelo CifattePromotore della petizione

I decisori

Roberta Pinotti
Roberta Pinotti

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Petizione creata in data 29 dicembre 2015