PETIZIONE CHIUSA

Alla giunta regionale del Piemonte, al parlamento italiano: CHIUDERE IL SAN LORENZO E' MALASANITA', OLTRE CHE UN ATTACCO ALLA SANITA' PUBBLICA

Questa petizione aveva 3.204 sostenitori


La giunta regionale piemontese vuole chiudere uno degli ospedali con maggiori prospettive di sviluppo dell'intera regione Piemonte: il San Lorenzo di Carmagnola (per vedere e "sapere" cosa è il "San Lorenzo", vedere questi due link:: http://europaconcorsi.com/albo/52-Ordine-degli-Architetti-Pianificatori-Paesaggisti-e-Conservatori-della-provincia-di-Torino/projects/12376-Ampliamento-Ospedale-Storico-Monumentale-Di-Carmagnola-torino- , http://www.sanitaeassistenza.com/ospedale-di-carmagnola

La scelta della Regione si basa sulla manipolazione di dati per privilegiare scelte di parte (e partitiche), anche a costo della loro onerosità. Questa scelta pone di fatto il San Lorenzo sul mercato della salute, a tutto vantaggio del settore privato. Un ospedale gioiello per le sue strutture, con sale operatorie all'avanguardia, con spazi e possibilità architettoniche per l'investimento in tecnologie, rispondente a tutti i requisiti e le norme, sia dal punto di vista tecnico che di umanizzazione, viene spogliato delle sue potenzialità per una riconversione che non ha niente a che vedere con scelte di tutela della salute del territorio. Un’ eccellenza gettata alle ortiche! E’ una scelta contro ogni logica di buon governo.

Lo scempio ha preso avvio operativamente (ma come strategia ben prima!) nel 2011 con l’assegnazione all’ASL TO5 (dove c’è il “San Lorenzo”) di Briccarello Giovanna (testa di ponte partitica del governatore Cota), uno dei peggiori Direttori che mai la Sanità piemontese abbia avuto. Con la scusa della “riorganizzazione estiva” e del “risparmio” cosa fa? Chiude per i tre mesi estivi il “punto nascita” (ostetricia e nido, con ovvie ricadute sulla pediatria), servizio d’eccellenza dell’ASL. La mossa, di una scorrettezza pari al personaggio che l’ha adottata, è di grande e sottile perfidia: prepara il campo al futuro depotenziamento, negando tre mesi di regime operativo e, di conseguenza,  sottostimando le statistiche (numeri di interventi e ricoveri) che determineranno la “produttività” dell’anno 2011 e di quello successivo (per effetto”traino”) nei primi mesi. I dati depotenziati, creati ad arte, saranno adottati dalla Regione Piemonte, per avvallare le proprie scelte di indebolimento generale dell’ospedale di Carmagnola a favore del privato.

Ma non solo! Nulla avviene per caso, ma tutto è frutto di una strategia suggerita non dall’abilità politica della Giunta Regionale, ma dai potentati della Sanità privata che con la Giunta stessa hanno stretto un patto sodale.

E' necessario sapere, infatti, che è stato scelto per il 2012 e 2013 a 106.000 euro all'anno, come consulente della Giunta regionale per la valorizzazione immobiliare e la gestione del patrimonio, Ferruccio Luppi (http://www.anaaopiemonte.info/anaaopiemonte/wp-content/uploads/2013/03/consulenza-luppi.pdf). Luppi è membro del CDA del più grande ente di gestione fondi immobiliari (Idea Fimit SGR, holding con 10 miliardi di masse in gestione e 31 fondi immobiliari di cui 5 quotati nel segmento MIV, Mercato Telematico degli Investment Vehicles, di Borsa Italiana), ma soprattutto è presidente di Générale de Santé, il gruppo ospedaliero con 110 strutture di cura private e oltre 35.000 dipendenti in Francia, leader nel settore della sanità privata (Il Gruppo. recupera strutture pubbliche per trasformarle in strutture private. Un colosso che ha tra i principali soci Antonino Ligresti, De Agostini e Mediobanca: fa parte, quindi, di un progetto che, in prospettiva, ha come scopo quello di finanziare le strutture private con i soldi pubblici. E il "San Lorenzo" è un boccone prelibato e succulento, come si può vedere nei link riportati all’inizio).

Luppi, in maniera furba, dopo aver intascato quello che poteva e aver dettato le regole di svendita del patrimonio pubblico sanitario ed averne individuato i gioielli da dismettere, ha lasciato la consulenza ai primi di maggio 2013. Una mossa abile e cinica  per aver mano libera nella gestione privatistica.  Queste le sue affermazioni: “Parte delle proposte da me formulate sono in corso di realizzazione…”. Chiaro? Dal conflitto di interesse all’interesse dal conflitto.

Per questo difendere il San Lorenzo non è una scelta campanilistica, ma un atto di consapevolezza civica per evitare maggiori sprechi nonchè il costante ricorso a  dispendiose e continue ristrutturazioni e manutenzioni, come impongono, invece, gli altri ospedali della stessa ASL (e lo dicono i periti e gli esperti in materia! VEDI AL PROPOSITO LA RELAZIONE TECNICA PUBBLICATA A QUESTO LINK: http://sanlurens.wordpress.com/). Quello che sta avvenendo è una vera e scientifica opera di sciacallaggio, mascherata dall'alibi della crisi economica: si comincerà dal settore della tutela materna infantile (nido, ostetricia, pediatria), per passare poi alla ginecologia, alla medicina e chirurgia (già furbescamente ridimensionati in parte con la scusa del periodo estivo), per finire poi al ridimensionamento finale del Pronto Soccorso; il tutto seguendo tempi da metronomo in modo che la popolazione perda nel tempo la voglia e le energie per ribellarsi, illudendola sapientemente con menzogne demagogiche e spergiuri sul futuri. Si tratterà solo di qualche anno, se va bene. Quello che sta avvenendo con l'Ospedale San Lorenzo di Carmagnola è un paradigma dell'intero percorso che si vorrebbe applicare a tutta la sanità italiana.  Qualcuno ha il coraggio di dire che quanto sta succedendo nella sanità piemontese è un modello e un esempio virtuoso in campo sanitario. Parole rivolte non ai cittadini, ma con compiacenza agli investitori privati che stanno piazzando le loro pedine nei settori di consulenza dell’assessorato alla sanità per dettare le tattiche in questa strategia più ampia di privatizzazione. .Per questo motivo il nostro appello a firmare la petizione è rivolto no solo ai carmagnolesi, ai piemontesi, ma a tutti i cittadini italiani: questo modello non può assolutamente essere esportato e non è esportabile! Tutti devono sapere che si regge  sul peccato originale delle menzogne e dei numeri taroccati e procrastinati ad arte nelle varie letture e documenti. Più che un modello è un vero e proprio attentato ad uno dei diritti fondamentali dell’uomo: quello della salute. Infine, bisogna tristemente annotare che la scelta che si sta perseguendo è un'offesa nei confronti di tutti coloro che in passato hanno costruito le condizioni per una dignitosa sanità locale e che adesso, oltre che scippati, vedono umiliati i loro sforzi e i loro sacrifici spesi per le generazioni successive. Oltre che a incapacità gestionale e previsionale, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio atto di cinismo e di furto di patrimonio pubblico.  UN CASO EMBLEMATICO CHE HA BISOGNO DEL SOSTEGNO DI TUTTI!

 



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