Riapertura e Potenziamento del punto nascita dell'ospedale di Petralia Sottana


Riapertura e Potenziamento del punto nascita dell'ospedale di Petralia Sottana
Il problema
I cittadini delle Madonie, da maggio, attendono di conoscere la decisione del ministro Lorenzin sulla richiesta di deroga alla disposta chiusura del punto nascita di Petralia Sottana .
Il silenzio di questi mesi preoccupa non poco soprattutto perché, l'approssimarsi della stagione invernale, ripropone i problemi dì viabilità e le paure di chi, per partorire, deve affrontare strade dissestate, innevate e pericolose per le future mamme e per i nascituri.
Si ha l'impressione che i Madoniti siano considerati, dalla politica regionale e nazionale, come cittadini di serie B, a cui tutto si chiede ma nulla si da'
Di silenzio, però, si muore!
E così il nostro punto nascita continua a tenere chiuse le porte. Nonostante 13 operatori tra ostetrici e ginecologi, assunti prima della richiesta di deroga, capaci già da oggi di garantire la guardia attiva h24, e una dotazione che con pochissimo sarebbe in linea con le indicazioni del ministero.
Parte di questo personale, però, è precario e a dicembre scadranno le graduatorie già attive dei concorsi. Cosa succederà alla scadenza? Ci verrà detto di pazientare fino all'espletamento delle nuove selezioni?
Intanto appaiono oscuri i meccanismi e gli stratagemmi con i quali si siano disposte alcune deroghe ed alcune chiusure e, ci si chiede da più parti, cosa induca i burocrati, a parità di condizioni, ad esprimere un si o un no: interessi personali, partitici o peggio ancora di correnti?
La salute ha tempi diversi dalla burocrazia e la politica deve farsi carico di questo, se non vuole che i cittadini disertino le competizioni politiche imminenti e future.
Diciamo basta a questo immobilismo che uccide i progetti e le speranze di molti. Oggi chi decide di mettere al mondo un figlio è costretto a subire disagi e costi che non sono sopportabili in questo periodo storico di grandi difficoltà economiche.
Non cancellate con un colpo di penna l'ospedale: è una grande risorsa per la salute di chi ha deciso di continuare a vivere in queste zone denominate oggi "disagiate" perché abbandonate da tutta la politica per un disegno oscuro ed incomprensibile. Incomprensibile ancor più oggi, proprio quando le Madonie sono state individuate come zone prototipali nel progetto SNAI.
Noi vogliamo vivere in montagna con un ospedale potenziato nei reparti di ortopedia, cardiologia e ginecologia: è nostro diritto di cittadini. Un diritto che vale anche e soprattutto per chi vive in aree ricche di vitalità e cultura ma spesso sacrificate da scelte miopi.

Il problema
I cittadini delle Madonie, da maggio, attendono di conoscere la decisione del ministro Lorenzin sulla richiesta di deroga alla disposta chiusura del punto nascita di Petralia Sottana .
Il silenzio di questi mesi preoccupa non poco soprattutto perché, l'approssimarsi della stagione invernale, ripropone i problemi dì viabilità e le paure di chi, per partorire, deve affrontare strade dissestate, innevate e pericolose per le future mamme e per i nascituri.
Si ha l'impressione che i Madoniti siano considerati, dalla politica regionale e nazionale, come cittadini di serie B, a cui tutto si chiede ma nulla si da'
Di silenzio, però, si muore!
E così il nostro punto nascita continua a tenere chiuse le porte. Nonostante 13 operatori tra ostetrici e ginecologi, assunti prima della richiesta di deroga, capaci già da oggi di garantire la guardia attiva h24, e una dotazione che con pochissimo sarebbe in linea con le indicazioni del ministero.
Parte di questo personale, però, è precario e a dicembre scadranno le graduatorie già attive dei concorsi. Cosa succederà alla scadenza? Ci verrà detto di pazientare fino all'espletamento delle nuove selezioni?
Intanto appaiono oscuri i meccanismi e gli stratagemmi con i quali si siano disposte alcune deroghe ed alcune chiusure e, ci si chiede da più parti, cosa induca i burocrati, a parità di condizioni, ad esprimere un si o un no: interessi personali, partitici o peggio ancora di correnti?
La salute ha tempi diversi dalla burocrazia e la politica deve farsi carico di questo, se non vuole che i cittadini disertino le competizioni politiche imminenti e future.
Diciamo basta a questo immobilismo che uccide i progetti e le speranze di molti. Oggi chi decide di mettere al mondo un figlio è costretto a subire disagi e costi che non sono sopportabili in questo periodo storico di grandi difficoltà economiche.
Non cancellate con un colpo di penna l'ospedale: è una grande risorsa per la salute di chi ha deciso di continuare a vivere in queste zone denominate oggi "disagiate" perché abbandonate da tutta la politica per un disegno oscuro ed incomprensibile. Incomprensibile ancor più oggi, proprio quando le Madonie sono state individuate come zone prototipali nel progetto SNAI.
Noi vogliamo vivere in montagna con un ospedale potenziato nei reparti di ortopedia, cardiologia e ginecologia: è nostro diritto di cittadini. Un diritto che vale anche e soprattutto per chi vive in aree ricche di vitalità e cultura ma spesso sacrificate da scelte miopi.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

Petizione creata in data 8 gennaio 2016
