Lettera aperta al Sindaco di Ferrara: Ora Basta!

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Signor sindaco,
                         lei ha scritto: “Clandestini, violenti, spacciatori e bivaccatori seriali, che altro non fanno che rendere meno sicura la nostra città, non possono pretendere alcun diritto, devono solo tornare da dove sono venuti. Per noi non sono né risorse né persone da integrare a nostre spese. Sono solo un tumore da sradicare” (vedi link).

Le sue sono parole di odio e di disprezzo senza precedenti per la loro gravità nei
confronti di persone che in gran parte sono “gli ultimi e i disperati” della Terra.
Pensiamo in particolare a clandestini e bivaccatori (chiunque siano questi ultimi). E
anche chi delinque ha diritto a un giusto processo, non alla gogna. Lei e il Diritto
siete alternativi.

Per la legge il sindaco rappresenta il Comune e lei in quanto sindaco rappresenta tutti i ferraresi.

Non siamo più disposti a tollerare in silenzio parole di odio e di disprezzo da lei o,
come avviene con allarmante frequenza, dal suo vicesindaco.

Ha superato il limite. Non ci rappresenta più.

Mai un sindaco di Ferrara era caduto così in basso con parole tanto violente. Un
clandestino non è un tumore da sradicare.

La cultura del diritto dello Stato liberale e lo Stato di diritto e democratico
garantiscono che tutti i cittadini abbiano diritti come indicato dalle leggi e dalla
nostra Costituzione, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla
Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea; non sono tumori da sradicare.

Mai, chiunque essi siano e qualunque sia il loro comportamento. Semmai è lei che
dovrebbe essere allontanato dall’alto incarico che ricopre per le sue parole.
Dalla criminalizzazione del clandestino a quella della persona con diverso colore il
passo è breve, forse inesistente; poi verrà criminalizzato ogni “diverso” e giù siamo
su quella strada: forse non lo sa ma lei è già fuori dalla storia dell’Occidente e dalle
sue conquiste di civiltà.

Anche Papa Francesco, rivolgendosi a cattolici e non, sostiene che dobbiamo tutti
creare un radicale cambiamento nelle nostre società e che è necessario rifiutare “tutte le ingiustizie che oggi cercano la loro giustificazione nella ‘cultura della scarto’- una malattia ‘pandemica’ del mondo contemporaneo”.

E aggiunge che bisogna dare voce ai "senza voce". E tra questi ultimi indica
“migranti, rifugiati e sfollati, che vengono ignorati, sfruttati, violentati e maltrattati
nel silenzio colpevole di molti”. E il suo non è silenzio, la sua è istigazione attiva.

Con le sue parole lei ha posto se stesso fuori dalla cultura giuridica dello Stato di
diritto e ha fatto precipitare Ferrara, che lei dovrebbe rappresentare, nella barbarie.

Crediamo fermamente che la grandissima maggioranza dei ferraresi abbia queste sensibilità e che quindi lei non parli a nome dei ferraresi, ma a nome di alcuni odiatori. Lei è venuto meno all’onore che deve contraddistinguere le persone che ricoprono incarichi istituzionali.

Ora basta! Non siamo più disposti a tollerare parole di odio e di disprezzo!
Quindi le chiediamo di smentire le sue stesse parole e di chiedere scusa a tutti i ferraresi.
Se non lo farà da qui potrà partire la riscossa della città democratica.

— Mario Zamorani

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Fonte dell'immagine - estense.com