Tutelate la salute delle persone, fermate le fabbriche


Tutelate la salute delle persone, fermate le fabbriche
Il problema
Sabato 21 Marzo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato al paese annunciando la chiusura delle attività produttive non essenziali. Lo ha fatto in nome di valori comuni, dell'assoluta priorità di salvare la vita umana e di tenere insieme il paese nel momento di crisi più profonda dal secondo dopoguerra.
Domenica 22 Marzo apprendiamo dalla stampa che il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendogli conto della chiusura delle attività produttive e ponendo condizioni per ostacolare l'attuazione del decreto, per farlo slittare in avanti e per limitare fortemente i provvedimenti decisi dal premier in accordo con i sindacati.
È dall'inizio di questa crisi che osserviamo con sbigottimento gli interventi di Confindustria, sordi e ciechi di fronte alla crescita continua del numero di vittime in tutta Italia e del dolore dei loro cari. Da iniziative platealmente immorali come #Italianonsiferma alla lettera di oggi, chiediamo a Confindustria di prendersi la responsabilità, di lasciare chiudere le attività non essenziali immediatamente come deciso nella conferenza stampa di sabato 21 Marzo, perché noi non vogliamo più vittime.

Il problema
Sabato 21 Marzo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato al paese annunciando la chiusura delle attività produttive non essenziali. Lo ha fatto in nome di valori comuni, dell'assoluta priorità di salvare la vita umana e di tenere insieme il paese nel momento di crisi più profonda dal secondo dopoguerra.
Domenica 22 Marzo apprendiamo dalla stampa che il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendogli conto della chiusura delle attività produttive e ponendo condizioni per ostacolare l'attuazione del decreto, per farlo slittare in avanti e per limitare fortemente i provvedimenti decisi dal premier in accordo con i sindacati.
È dall'inizio di questa crisi che osserviamo con sbigottimento gli interventi di Confindustria, sordi e ciechi di fronte alla crescita continua del numero di vittime in tutta Italia e del dolore dei loro cari. Da iniziative platealmente immorali come #Italianonsiferma alla lettera di oggi, chiediamo a Confindustria di prendersi la responsabilità, di lasciare chiudere le attività non essenziali immediatamente come deciso nella conferenza stampa di sabato 21 Marzo, perché noi non vogliamo più vittime.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 22 marzo 2020