NEL RECINTO NON CI STO - VOGLIO CRESCERE IN SALUTE GIOCANDO INSIEME

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ATTIVIAMOCI PER EDUCARE = gli “IRRINUNCIABILI PRINCIPI EDUCATIVI” 0-6 da considerare indipendentemente dai vincoli comunitari/culturali/sociali/ sanitari esistenti.

Come studiosi e professionisti impegnati da anni in ambito pedagogico e nei servizi per l’infanzia, apprezziamo la possibilità di concreta riapertura dei servizi educativi rivolti ai bambini dai 0 ai 6 anni che in questi mesi di ‘silenzio assordante’ su di essi sono rimasti chiusi in casa.

L’emergenza sanitaria in cui ci dibattiamo rischia, in molti casi, di azzerare buone prassi di benessere, salute e alta qualità educativa costruite e sostenute dalla ricerca in campo psicopedagogico e delle neuroscienze e consolidate nel nostro Paese grazie all’impegno di professionisti che operano nelle numerose realtà educative di eccellenza, prese a modello a livello mondiale. Peraltro, le raccomandazioni che vengono ora indicate per la gestione dell'emergenza e la prevenzione del contagio (piccoli gruppi, figure stabili di riferimento, organizzazione adeguata degli spazi, utilizzo maggiore di spazi all'aperto, attenta pulizia e cura della persona... ) sono di fatto i principi per i quali la pedagogia di Maria Montessori, Elinor Goldschmied e Loris Malaguzzi - solo per citare i più grandi educatori e pensatori per l'infanzia del '900 - hanno fatto scuola in Italia e nel mondo.

Consapevoli delle differenze esistenti a livello regionale, sia nella diffusione dei servizi sia negli aspetti gestionali ed educativi, è in ogni caso importante riconoscere che esistono sinergie di rete che hanno saputo realizzare luoghi “buoni” per i bambini nelle diverse realtà territoriali. Gli esiti di riconosciuta qualità educativa sono stati finora raggiunti e possono esserlo per il presente e per il futuro se si costruiscono le condizioni atte a garantire una sinergia tra le responsabilità politico/istituzionali, le competenze psico-pedagogiche, il lavoro degli educatori e gli apporti del mondo della ricerca.

I servizi educativi sono innanzitutto luoghi di vita e di apprendimento che offrono occasioni di crescita attraverso le quali bambine e bambini possono arricchire la loro esperienza e trovare contesti e supporti per elaborarla e costruirla, ciascuno secondo il proprio ritmo e la propria individualità.

In questo periodo di emergenza sanitaria l’esigenza prioritaria di tutelare la salute deve essere bilanciata con la possibilità di garantire ai bambini il diritto di giocare, di sentirsi protetti e riconosciuti e di condividere interessi ed esperienze insieme ad altri bambini e adulti.

Progettare e mettere a punto nuovi modi per costruire benessere nei luoghi educativi in un tempo del tutto inedito e complesso quale quello che stiamo vivendo, non può prescindere dall’offerta di opportunità educative di qualità fondate su criteri pedagogici e scelte organizzative in grado di garantire la costruzione di relazioni significative tra pari e con gli educatori di riferimento.

In quest’ottica è necessario siano considerati quelli che possono essere definiti degli ‘irrinunciabili educativi’, intesi come condizioni essenziali per accompagnare la crescita dei bambini dai 0 ai 6 anni in una dimensione di collettività, indipendentemente dai vincoli comunitari/culturali/sociali/ sanitari esistenti.

Stabilità delle figure di riferimento e composizione dei gruppi

Per poter crescere bene, ogni bambino ha bisogno di trovare nel nido e nella scuola dell’infanzia stabilità e continuità nelle relazioni con gli adulti e con gli altri bambini. La stabilità e la continuità delle relazioni con gli adulti e con i compagni rappresentano i criteri che garantiscono la qualità del clima relazionale, la costruzione di legami affettivi tra adulti e bambini e offrono le condizioni di base per esprimere le competenze emergenti e la spinta a crescere. Pertanto è necessario prevedere:

-       Un’educatrice/educatore (o due, in base all’organizzazione del servizio), come figura stabile per ogni gruppo, per garantire a ciascun bambino/a e ai suoi genitori la possibilità di trovare sempre un riferimento emotivo sicuro che permetta di sentirsi bene nel contesto educativo.  Questa possibilità è centrale per sostenere la costruzione di sentimenti di fiducia e sicurezza, a prescindere dalle necessità di tutela della salute che l’attuale situazione impone. Non solo quindi perchè "i gruppi devono considerarsi come unità epidemiologiche" ed occorre la tracciabilità dei contatti in caso di contagio.

-       Il piccolo gruppo come contesto privilegiato di relazione tra i bambini che consente la condivisione di esperienze educative in grado di arricchire, consolidare e potenziare le conquiste evolutive personali. Nella consapevolezza che le scelte organizzative in merito alla numerosità e alla composizione dei gruppi possono variare in base all’età dei bambini, alle caratteristiche e alle esigenze concrete del contesto educativo, l’obiettivo rimane quello di assicurare a tutti i  bambini un’attenzione individualizzata e all’adulto di riferimento la possibilità di una gestione serena delle proposte nel corso dei diversi momenti della giornata educativa. La possibilità per ciascun bambino di stare bene e di sentirsi riconosciuto all’interno del gruppo passa anche attraverso il giusto bilanciamento tra ritmi collettivi e ritmi individuali. Da sempre siamo alla ricerca di un rapporto numerico educatore/bambini idealmente basso che mai si è potuto realizzare per insostenibilità economica. Questa emergenza ce ne offre la possibilità.

L’organizzazione degli spazi

In questo periodo viene scritto che "Lo spazio deve consentire la maggiore dispersione possibile dei bambini ed evitare assembramenti e contatti ravvicinati", perchè "potenzialmente pericolosi per la salute di ciascuno". Noi riteniamo che sempre vanno evitati gruppi di bambini che corrono scalmanati nei saloni e nei corridoi.

Parlare di dimensione pedagogica dello spazio implica riferirsi al suo essere soggetto educante, capace di comunicare significati, valori e possibilità d’uso, indipendentemente dall’azione diretta degli educatori.

L’allestimento della sezione e degli spazi comuni è la traduzione operativa delle idee di bambino, di relazione educativa, di nido e di scuola che sostengono l’intera progettazione ed è strettamente connesso a tutte le dimensioni della crescita.

Il coinvolgimento dell’intero corpo nell’esplorazione dell’ambiente e le diverse posture che i bambini assumono durante la giornata (in piedi, sdraiati, seduti a terra o sulle sedie, in braccio all’adulto) favoriscono la percezione dello spazio da diverse angolature, attraverso gli occhi, le orecchie, la pelle, i muscoli. Di tali esperienze i bambini non possono essere privati neppure in tempi di emergenza sanitaria: va garantita in ogni caso l’esplorazione, la manipolazione, la trasformazione di arredi e materiali sorretta, ovviamente, da una sicura condizione igienica degli ambienti e degli oggetti.

La capacità di leggere ed interpretare i bisogni dei bambini nella loro globalità deve promuovere la pari dignità tra i luoghi. La predisposizione degli spazi del gioco, della sperimentazione autonoma, delle attività e della cura, deve comunicare un senso di continuità esperienziale contro una frammentarietà che “impegna” i bambini durante le attività strutturate e li “libera” durante il gioco. Tutti i luoghi devono diventare occasione di esperienza e di relazione: le stanze e le sezioni andranno organizzate in varie proposte e zone di gioco; il pranzo deve mantenere anche le caratteristiche della socialità ed è possibile pranzare su uno stesso tavolo grande con un sufficiente distanziamento; i bagni sono luoghi dove andare non solo per curare la propria igiene personale ma possono offrire tante opportunità; i giardini e l’ambiente esterno alla struttura possono essere maggiormente valorizzati e vissuti quotidianamente quali preziosi e insostituibili luoghi di esplorazione, scoperta e apprendimento.

Le relazioni con i genitori

Il panorama delle famiglie italiane è profondamente cambiato negli ultimi decenni a seguito di sostanziali mutamenti economici, politici, sociali e culturali. Sebbene non sia questa la sede per approfondire questo aspetto, è importante ricordare che la costruzione di relazioni positive tra tutti i protagonisti della vita dei servizi educativi (bambini, genitori, operatori) assicura la creazione di quel clima di accoglienza, autenticità, rispetto e fiducia di cui si nutre la mente dei bambini.

Questa impostazione si fonda sull’idea che i genitori conoscono il proprio bambino meglio di chiunque altro: la loro esperienza e i loro saperi sono risorse indispensabili e complementari a quelle degli educatori nella realizzazione di un progetto comune. La crescita di ogni bambino è così frutto di un lavoro in partnership tra il bambino ed i suoi adulti, genitori ed educatori. Costruire relazioni positive fra loro significa, in questo momento più che mai, imparare a muoversi insieme in un tempo complesso e delicato, dove la collaborazione - lungi dall’essere automatica o regolativa - è invece frutto di un confronto attento e consapevole, basato sulla motivazione a mantenere apertura comunicativa ed a rimettersi in gioco nella relazione con l’altro.

Crediamo in sintesi che, fornite a livello nazionale le basilari indicazioni sui corretti comportamenti finalizzati ad impedire un riacutizzarsi della diffusione pandemica, debba essere demandata ad ogni struttura educativa la responsabilità nell’individuare modi e condizioni che, oltre a tutelare la salute di tutti (adulti e bambini), orientino e stabilizzino l’offerta educativa per garantire, ora come in situazione di normalità, contesti rispondenti alle necessità di crescita e alle potenzialità evolutive dei bambini.

Chiediamo quindi:

1.     che vengano ufficialmente segnalate come dannose per l’integrità fisica e psichica dei bambini 0-6 anni tutte le interpretazioni restrittive che propongono l’isolamento dei singoli bambini in recinzioni e similari;

2.     che venga permesso agli adulti di riferimento quanto meno dei bambini 0-3 di poter essere visti in viso per un immediato riconoscimento della mimica facciale;

3.     che vengano considerati come irrinunciabili i principi sopra indicati, come pre-requisito di una “crescita in salute” che sta alla base di ogni difesa del proprio sistema immunitario.

Il documento è stato sottoscritto da:

Maria Paola Casali, Pedagogista e Kinesiologa Educativa, presidente di INFINITIFORM-AZIONE aps, Castel San Niccolò (AR)

Cristina Ombra, Psicoterapeuta INFINITIFORM-AZIONE aps, Genova

Lidia Magistrati, Presidente di ELINOR GOLDSCHMIED EDU-CARE aps, Milano

Irene Auletta, Pedagogista di ELINOR GOLDSCHMIED EDU-CARE aps, Milano

Giovanna Gorla, Psicologa di ELINOR GOLDSCHMIED EDU-CARE aps, Milano

Alessandra Bai, Educatrice e Pedagogista di ELINOR GOLDSCHMIED EDU-CARE aps, Milano

Giordana Maggioni, Coordinatrice Casa dei Bambini, ELINOR GOLDSCHMIED EDU-CARE aps, Milano

Barbara Ongari, Psicologa Università di Trento, Autrice, Responsabile Comitato Scientifico ELINOR GOLDSCHMIED EDU-CARE aps, Trento

Raffaele Mantegazza, Professore Associato di Pedagogia Generale e Sociale dell’Università Bicocca, Milano

Anna Oliverio Ferraris, Scrittrice e Psicoterapeuta, Prof. Emerito Psicologia dello Sviluppo Università La Sapienza, Roma

Rosa Giudetti, Presidente Associazione Montessori Brescia aps

Mario Valle, Presidente Associazione Montessori Scuola Pubblica, Cinisello Balsamo (MI)

Sigrid Loos, International Faculty EDUCATIONAL KINESIOLOGY FOUNDATION, Rapallo

Marirosa Tosiani, Presidente di EDUK-BRAINGYM® NETWORK ITALIA aps, Meolo (VE)

Maria Dari, Presidente di IRSEF Istituto di Ricerca e Studi sull'Educazione e la Famiglia, Faenza (RA)

Marzia Del Negro, Pedagogista Clinico LA CORDATA associazione culturale internazionale, Tarvisio (UD)

Giovanni Gamberini, Presidente Club CavalGiocare®, UISP Nazionale, Sovicille (SI)

Chiara Parenti, istruttore equestre Club CavalGiocare® e presidente di AIT La Casella, Sovicille (SI)

Valeria Roncalli, Pedagogista educatrice di micronido Casa Maternità, Milano

Carlo Alberti, Sociologo, formatore educatori prima infanzia, PERCORSI PER CRESCERE coop ONLUS, Legnano (MI)

Barbara Zoccatelli, Coordinatrice Pedagogica Nido Università di Trento

Patrizia Orler, Coordinatrice Pedagogica Nido Azienda Provinciale Servizi Sanitari Trento

Doriana Allegri, Pedagogista e Coordinatrice Pedagogica del Comune di Genova e Regione Liguria