Vittoria

"Estensione dei diritti sindacali ed associativi a carattere professionale per i cittadini militari".

Questa petizione ha creato un cambiamento con 996 sostenitori!


PREMESSA
Pandolfi Studio Legale su delega dell'associazione "Il Movimento Libera Rappresentanza", ha avviato la raccolta firme finalizzata alla preparazione di un progetto legislativo di modifica dell’attuale sistema ( anche a seguito delle recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui noti casi Matelly e Adefdromil ); è importante il contributo di tutti.  
La nostra associazione sostiene inoltre l'iniziativa dello Studio legale Bitti  per la delega ad avviare un ricorso nazionale per poi approdare in sede europea per tale rivendicazione in materia di diritti sindacali ed associativi per i militari;  

Altre Nazioni europee sono avanti, l’Italia è ancora indietro.  

Fai la Tua parte.

ADERISCI 
Saremo sempre liberi, una volta formato un gruppo consistente di aderenti, di dare forma ad altre iniziative.

Per informazioni/adesioni: www.ilmovimentoliberarappresentanza.it 

Considerato CHE:

Art. 11 CEDU: ogni persona ha diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà d’associazione, ivi compreso il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi.
L’esercizio di questi diritti non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale e alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.
Il presente articolo non osta a che restrizioni legittime siano imposte all'esercizio di tali diritti da parte dei membri delle Forze Armate, della Polizia o dell’Amministrazione dello Stato.

Considerato CHE:

Il sistema italiano della rappresentanza militare è ormai giunto ad un bivio: sembra necessario un ripensamento di tutto il sistema di garanzie e di diritti da riconoscersi ai cittadini in divisa, ciò soprattutto a seguito delle spinte riformiste provenienti dall'Europa.
In questo attuale quadro normativo, il pieno riconoscimento del sindacato libero è ancora impedito dal principio di coesione delle Forze Armate.

Considerato CHE:

Oggi come oggi, la partecipazione dell’ordinamento militare ai principi generali dell’amministrazione pubblica è caratterizzata da ampi profili di specialità.
I caratteri specifici della funzione delle Forze Armate concorrono a definire la fisionomia dell’apparato anche dal punto di vista giuridico; dalla funzione costituzionale della difesa dell’ordinamento repubblicano deriva una ponderazione degli interessi generali (alla coesione ed efficienza dell’apparato) che può prevalere sui diritti individuali degli appartenenti.
In questo quadro bisogna leggere la scelta del legislatore italiano di non dare pieno sviluppo alla libertà di associazione professionale dei militari-lavoratori, del tutto negata in origine e sviluppata in seguito solo in forme di rappresentanza non sindacale (permanendo un divieto generale di associazione diretta a tali fini);       scelta che rappresenta in modo chiaro la natura ibrida dell’apparato militare, tra istituzionalismo e piena partecipazione all'ordinamento democratico. 

Considerato CHE

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha posto il seguente principio innovatore: il divieto generale di formare o aderire a un sindacato usurpa l’essenza stessa della libertà di associazione, e non può essere considerato proporzionato e non è necessario in una società democratica ( 2 ottobre 2014 – sentenza nel caso Matelly vs Francia -ricorso n. 10609/10 ).
Questa pronuncia è assai importante in quanto devia il tradizionale corso interpretativo delle norme in materia e innova profondamente, dando rilievo al principio di libertà associativa e di partecipazione alla creazione di un sindacato, sia pur in un’ottica di controllo statale funzionale alle esigenze e agli scopi delle FFAA.
Non dimentichiamo che, molti anni fa, con la risoluzione del 18/5/1984 il Parlamento europeo aveva invitato tutti gli Stati membri ad accordare in periodi di pace ai loro militari il diritto di fondare associazioni professionali per la salvaguardia dei loro interessi sociali, di aderirvi e di svolgervi un ruolo attivo.

Considerato CHE

Fino a quando in Italia permane il divieto di formare o aderire ad un sindacato, è chiaro che ciascun appartenente alle FFAA si vede privato di un fondamentale diritto, consacrato nell’art. 11 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali. 

Considerato CHE                                                                                                    

L'azione di controllo dell'amministrazione deve sempre conciliare le esigenze dell'istituzione con la difesa della libertà di espressione (Art.21), evitando situazioni che possano, al di là delle intenzioni, configurarsi come pressioni psicologiche sui delegati e sugli organismi di cui fanno parte,

Considerato CHE                                                                                                   

I firmatari della presente petizione chiedono al GOVERNO ITALIANO, di garantire i  normali diritti sindacali ed associativi a carattere professionale ai cittadini militari delle Forze Armate italiane nel rispetto della recente sentenza della CEDU.

Iniziativa - STUDIO LEGALE PANDOLFI /  su delega dell'Associazione "IL MOVIMENTO LIBERA RAPPRESENTANZA"

Autore: Francesco Damasco (Coordinatore).

 



Oggi: Girolamo conta su di te

Girolamo Foti ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Al Presidente della Repubblica, al presidente del consiglio, Al Presidente del Senato, al presidente della camera, Al ministro della difesa, Ai Sottosegretari della Difesa, Al Presidente della Comm...: "Estensione dei diritti sindacali ed associativi p...". Unisciti con Girolamo ed 995 sostenitori più oggi.