
Gentili firmatari, vi scrivo in un momento di grande dolore per la nostra isola, un inferno di fuoco si è abbattuto su di essa cancellando per sempre migliaia di ettari di vita e bellezza che appartenevano a tutti noi. Un celebre film si intitolava Non ci resta che piangere, ora invece, dopo l'ennesimo massacro inferto da mani criminali ancora impunite, non ci resta che pregare, le lacrime sono finite resta la rabbia, lo sconforto e il dolore di chi ha perduto tutto. L'inutile terribile sacrificio di migliaia di animali morti bruciati vivi, dei boschi secolari che faranno spazio a nuova desolazione, il danno che la nostra amata terra sta subendo è incalcolabile e tutti noi pagheremo un caro prezzo per questa perdita. Mi rivolgo al presidente della regione Sardegna e a chi con lui lavora, ho raccolto oltre 10.000 firme in una petizione lanciata un anno fa quando la situazione era analoga, per chiedere che venissero messi a dimora gli alberi che la Sardegna sta perdendo e ha perso in questi decenni, alberi per contrastare la desertificazione certa che avanza inesorabile se non si farà nulla per fermarla, alberi che darebbero un lavoro alle persone che si occuperebbero della terra consentendole di rinascere, mi domando presidente, quanto ancora dovremo andare avanti a lacrime e danni? Quest'inferno è stata l'ennesima dimostrazione che non si sta facendo abbastanza, che le cose non stanno funzionando e che forse tutto questo si sarebbe potuto evitare, io credo che non ci sia più tempo da perdere, forse è il tempo di cambiare paradigma, di creare nuove leggi, di proteggere questa meravigliosa terra difendendola anche con il coltello tra i denti. Questa emergenza non può essere risolta con le pacche sulle spalle e le parole di consolazione per poi aspettare che anno dopo anno l'incubo si ripeta consapevoli che accadrà ancora. Avete utilizzato i droni sulle città deserte, perché non usarli per controllare e difendere i nostri boschi? Intanto, chi pagherà per tutto questo dolore? Chi può e non fa abbastanza, ha le mani sporche di sangue quanto il cuore crudele di chi appicca gli incendi, chi siede al governo, ha il dovere di trovare soluzioni. Ormai sul cuore di chi ama questa terra pesa un macigno, una tristezza infinita accompagnerà un' estate che ancora non è finita e durante la quale anche il più lieve filo di vento ci terrà col fiato sospeso.