PETIZIONE CHIUSA

NO immunità-impunità al senatore Albertini

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Chiediamo che il Senato non conceda l'immunità a Gabriele Albertini.

La Giunta per le Immunità Parlamentari ha votato per concedere l’immunità a Gabriele Albertini per un processo che lo vede imputato per calunnia aggravata. Il punto è che l’episodio di cui si parla non è stato commesso in un’epoca nella quale Albertini era senatore della Repubblica. Questo precedente è estremamente pericoloso.

Il fatto: nell’ottobre 2012, quando Albertini ha reso le dichiarazioni oggetto del processo, non era un parlamentare. È entrato in Senato solo successivamente: nel marzo 2013. Tutti comprendono che non vi può essere collegamento tra lo scopo dell’immunità - che è quello di garantire il libero esercizio della rappresentanza politica - e un fatto commesso PRIMA che l’interessato fosse eletto in Parlamento.  

L’immunità retroattiva significa una totale impunità anche per reati commessi prima di entrare in Parlamento. Vi è, allora, da chiedersi se la “regola” Albertini dell’immunità retroattiva servirà anche nelle ipotesi di corruzione, di associazione a delinquere, di abusi sessuali, ecc.?

Diciamo chiaramente al Senato che tutto questo è inaccettabile.

Albertini, come si apprende dalla stampa quotidiana, ha minacciato che toglierà l’appoggio al Governo se non gli verrà concessa l’immunità. Se ciò fosse vero, è evidente lo spessore morale e politico dell’uomo: un senatore, infatti, non può fare ricatti ed usare la sua posizione pubblica per un tornaconto personale, né un Governo può entrare nella logica del voto di scambio, sacrificando i principi di legalità.

Occorre far presto! L’Aula discuterà sul se concedere l’immunità ad Albertini il 3 novembre. Insomma, abbiamo pochissimo tempo per fare sentire la voce degli onesti.

Chiediamo al Senato di non concedere l'immunità, o meglio l’impunità, ad Albertini: sarebbe un inaccettabile abuso dello strumento; nonché un pericoloso precedente, che rafforzerebbe la convinzione che essere eletti in Parlamento significhi ricevere l’immunità anche per i reati già commessi. Qui non vi è solo la violazione di principi e norme della Costituzione; ma la conferma di quella crisi della rappresentanza politica avvertita dalla maggioranza dei cittadini che rappresenta purtroppo la crisi della democrazia.

 Prof. Avv. Paolo Pollice

Già Ordinario di Diritto Civile nell’Università degli Studi di Napoli Federico II

pollice@unina.it

 



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