Mettiamo l'Italia in sicurezza!
Il problema
Il sisma del 24 agosto 2016 in Centro Italia ha ucciso quasi trecento persone, tra cui molti bambini.
Se è vero che non si può prevedere quando arriva un terremoto è altrettanto vero che i danni e le vittime si possono evitare, con la necessaria messa in sicurezza degli edifici, come già accade in altri Paesi a rischio sismico.
Per questo motivo, se vogliamo che la prevenzione sia fatta davvero e con i criteri giusti, sosteniamo la richiesta dei geologi, degli ingegneri e degli architetti, con una petizione al governo. Prima della Legge di Stabilità, chiediamo tre cose concrete:
- un Piano Nazionale Straordinario di messa in sicurezza dell’Italia dal rischio idrogeologico, completando la cartografia - attualmente ferma - e verificando l’intera filiera delle costruzioni con controlli più efficaci dalla progettazione all’esecuzione;
- il Fascicolo del Fabbricato obbligatorio, con una classificazione sismica degli edifici e l’integrazione degli studi sulla pericolosità del territorio nei Piani Urbanistici;
- un piano di investimento in educazione e formazione sui rischi sismici e ambientali, a partire dai più piccoli nella scuola primaria.
Nonostante le tante vite spezzate dai terremoti più recenti, a San Giuliano di Puglia, a L’Aquila e in Emilia-Romagna, le istituzioni hanno fatto poco in questi anni per una seria opera di prevenzione, informazione e controllo.
Il fondo per la prevenzione del rischio sismico gestito dalla Protezione Civile è passato da 195 milioni di euro degli anni scorsi ai soli 44 milioni per il 2016 mentre i dipartimenti universitari di geologia rischiano di chiudere a causa della carenza di finanziamenti.
Un taglio di risorse inaccettabile per il nostro Paese, dove 24 milioni di persone e oltre 5 milioni di edifici sono esposti ad alto rischio sismico.
Vogliamo vivere sicuri nelle nostre case e nelle nostre città, non vogliamo piangere altre vittime sotto le macerie, mai più.

Il problema
Il sisma del 24 agosto 2016 in Centro Italia ha ucciso quasi trecento persone, tra cui molti bambini.
Se è vero che non si può prevedere quando arriva un terremoto è altrettanto vero che i danni e le vittime si possono evitare, con la necessaria messa in sicurezza degli edifici, come già accade in altri Paesi a rischio sismico.
Per questo motivo, se vogliamo che la prevenzione sia fatta davvero e con i criteri giusti, sosteniamo la richiesta dei geologi, degli ingegneri e degli architetti, con una petizione al governo. Prima della Legge di Stabilità, chiediamo tre cose concrete:
- un Piano Nazionale Straordinario di messa in sicurezza dell’Italia dal rischio idrogeologico, completando la cartografia - attualmente ferma - e verificando l’intera filiera delle costruzioni con controlli più efficaci dalla progettazione all’esecuzione;
- il Fascicolo del Fabbricato obbligatorio, con una classificazione sismica degli edifici e l’integrazione degli studi sulla pericolosità del territorio nei Piani Urbanistici;
- un piano di investimento in educazione e formazione sui rischi sismici e ambientali, a partire dai più piccoli nella scuola primaria.
Nonostante le tante vite spezzate dai terremoti più recenti, a San Giuliano di Puglia, a L’Aquila e in Emilia-Romagna, le istituzioni hanno fatto poco in questi anni per una seria opera di prevenzione, informazione e controllo.
Il fondo per la prevenzione del rischio sismico gestito dalla Protezione Civile è passato da 195 milioni di euro degli anni scorsi ai soli 44 milioni per il 2016 mentre i dipartimenti universitari di geologia rischiano di chiudere a causa della carenza di finanziamenti.
Un taglio di risorse inaccettabile per il nostro Paese, dove 24 milioni di persone e oltre 5 milioni di edifici sono esposti ad alto rischio sismico.
Vogliamo vivere sicuri nelle nostre case e nelle nostre città, non vogliamo piangere altre vittime sotto le macerie, mai più.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 26 settembre 2016

