Petition updateSTOP all’immissione di microplastiche nei corsi d’acqua superficiali e nei mari!Trovate per la prima volta microplastiche nel sangue umano
Roberto VerneroSan Martino Siccomario (PV), Italy
Apr 11, 2022

Un caro saluto a tutti gli interessati a questa petizione.

Dopo davvero parecchio tempo, torno a proporre un aggiornamento sulle questioni ambientali alla base di questa petizione, quelle delle microplastiche.

Sono passati più di un paio d’anni, in cui l’attenzione pubblica quasi inevitabilmente è stata monopolizzata prima dalla pandemia e da sei settimane a questa parte dall’invasione russa dell’Ucraina. Tutto quanto inquadrato in una cornice di avvicendamenti non molto più che formali di alcuni dei decisori al governo. Con il risultato che tra le altre cose si è purtroppo continuato ad ignorare pure gli argomenti qui proposti.

Oggi provo a riferire di alcuni recenti progressi nella conoscenza scientifica a proposito della spiccata tendenza di questi materiali ad introdursi negli organismi viventi, esseri umani compresi. Tali ricerche medico/scientifiche dimostrano la presenza appunto delle microplastiche nei polmoni e di qui nel sangue umani.

https://www.rainews.it/video/2022/04/futuro24-inquinamento-salute-e-ambiente-c1a8adca-f0de-4e5c-8e44-79017afd85ff.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/24/trovate-per-la-prima-volta-microplastiche-nel-sangue-umano-lo-studio-olandese-solleva-un-caso-presenti-nell80-dei-donatori-testati/6536346/

https://www.rainews.it/video/2022/04/futuro24-inquinamento-salute-e-ambiente-c1a8adca-f0de-4e5c-8e44-79017afd85ff.html

https://luce.lanazione.it/microplastiche-polmoni/

In esse viene specificato che i ricercatori ancora non sono in grado di esprimersi con sufficiente certezza sul grado di rischio dato dalla presenza di tali sostanze nei corpi di bambini, adulti ed anziani ma viene assolutamente ribadita l’estrema urgenza di determinarlo!

Non fosse altro per il sacrosanto “principio di precauzione”; seppur ancora non conosciamo i loro effetti sulla salute, è invece praticamente certo l’aumento dell’esposizione a tali agenti inquinanti cui già siamo stati soggetti e che subiremo anche maggiormente in futuro.

Stime senz’altro autorevoli (in capo al WWF) informano infatti che la produzione di plastica raddoppierà entro il 2040, addirittura triplicando (e poi quadruplicando nel 2050) la quantità di rifiuti plastici nei mari rispetto all’attuale, già ora pazzesca:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/02/08/allarme-del-wwf-entro-il-2050-la-plastica-negli-oceani-sara-quadruplicata-roma-e-la-citta-di-inquinante-del-mediterraneo/6486198/

Dobbiamo dunque auspicare che i vari decisori, a partire già dagli attuali governanti, trovino dunque tempo e voglia di intervenire velocemente ed efficacemente anche sulle suddette questioni.

In considerazione di quanto avvenuto negli scorsi decenni, mi pare chiaro che per i suddetti decisori uno dei motivi principali per farlo sarà l’eventuale pressione politico/economica/giuridica che i cittadini/consumatori, se resisi consapevoli, sapranno eventualmente esercitare per indurli a cambiare drasticamente rotta.

Pur consapevoli delle immani tragedie in atto, dovremmo forse inoltre esigere ci venisse spiegato chiaramente se guerre e situazioni sanitarie in atto daranno risvolti tendenzialmente peggiori rispetto agli effetti  ambientali/climatici che l’ultimo report di IPCC dà non più solo per molto probabili bensì sostanzialmente già per certi:

https://greenreport.it/news/clima/nuovo-rapporto-ipcc-gli-impatti-e-i-rischi-per-italia-mediterraneo-ed-europa/

Nel contempo riflettere se la matrice di tutti questi problemi non sia in ultima istanza la stessa, legata a schemi di economia pervicacemente consumistica. Di qui dedurre cosa bisognerebbe dunque provare a cambiare, sia nell’immediato che rispetto a prospettive di più ampio respiro.

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