STOP all’immissione di microplastiche nei corsi d’acqua superficiali e nei mari!

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Sempre più documenti ufficiali nazionali (ad es. http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/decalogo_interf_endocr_13032014.pdf  oppure https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/004/935/2017_04_04_-Marevivo.pdf) riportano che le “microplastiche” di origine antropica sono non solo pericolose per l’ambiente ma entrando addirittura nella stessa catena alimentare umana producono pericolosissimi rischi per la salute: esse sono sostanziali precorritrici dei cosiddetti “interferenti endocrini”. Sul sito dell'EFSA, l'Agenzia Europea per la sicurezza degli alimenti, si legge infatti:

"Le sostanze attive a livello endocrino (EAS) sono sostanze in grado di interagire o interferire con la normale azione ormonale. Se producono effetti avversi sulla salute, sono chiamate “interferenti endocrini” (ED). Il sistema endocrino è importante per la salute dell’uomo e degli animali perché regola e controlla il rilascio di ormoni." (cfr. https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/endocrine-active-substances).

In parallelo, altri organismi pubblici italiani (cfr. http://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/EAI/anno-2011/n.-6-2011-novembre-dicembre-2011/world-view/le-micro-particelle-di-plastica-inquinano-i-mari-del-mondo-tutta-colpa-delle-lavatrici ) attestano come una grossa fonte di microplastiche arrivi nei corsi d’acqua e nei mari attraverso i reflui domestici. ENEA sostiene testualmente:

“I ricercatori hanno così scoperto che le responsabili di questo inquinamento sono le comuni lavatrici domestiche, che convogliano le microparticelle nelle acque di scarico. Date le loro piccole dimensioni, questi nuovi inquinanti riescono ad arrivare facilmente al mare, superando perfino i sistemi di depurazione delle acque reflue urbane. Un esperimento compiuto su un lavaggio di indumenti ha dimostrato che ogni singolo capo di biancheria produce in ogni lavaggio circa 1900 microfibre, costituite da poliesteri e da materiale acrilico, che si frantumano in altrettante microparticelle.”

“Gli scienziati raccomandano di prevenire l’intensificazione di questo fenomeno di inquinamento marino dotando le lavatrici di sistemi di filtraggio idonei, per impedire che tali microparticelle finiscano nelle acque di scarico e adeguando i sistemi di depurazione delle acque reflue con sistemi capaci di eliminare le microscopiche particelle in sospensione.”

In considerazione di ciò si chiede che con la dovuta solerzia legata a questioni di sanità pubblica ed ambientali:

·       il Ministero dell’Ambiente e quello della Salute provvedano SINERGICAMENTE a regolare i livelli di concentrazioni di microplastiche ammissibili negli scarichi prodotti da apparecchiature di lavaggio domestico;

·        il MiSE disponga l’obbligo per chi immetta sul mercato lavatrici ed apparecchiature simili di adottare adeguati dispositivi tecnologici filtranti in grado di arginare il problema, così da rispettare le indicazioni dei suddetti due Ministeri. L’obbligo di analoghi dispositivi andrebbe eventualmente previsto anche come “retrofit” per tutti le macchine lavatrici già in funzione.



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