Petition updateSTOP all’immissione di microplastiche nei corsi d’acqua superficiali e nei mari!"La plastica è perfetta sotto il punto di vista economico..."
Roberto VerneroSan Martino Siccomario (PV), Italy
May 22, 2019

Buongiorno a tutti,

con questo aggiornamento sono a proporvi anzitutto alcune segnalazioni riguardanti il problema dell’inquinamento da plastica (padre dunque di quello delle microplastiche su cui ci stiamo concentrando con questa petizione) che auspico vorrete approfondire attraverso i seguenti link.

La più recente è di ieri e riguarda l’allarme lanciato da Greenpeace e rilanciato dalla stampa:

https://www.repubblica.it/ambiente/2019/05/20/news/greenpeace_e_cnr_salpano_per_il_tirreno_tre_settimane_per_capire_quanto_e_malato_-226722915/?refresh_ce

Con la seconda vi propongo una puntata della  trasmissione (a mio parere bellissima, anche e soprattutto per i risvolti umani che arrivano nonostante ci sia di mezzo appunto uno schermo) “Che ci faccio qui” condotta dal giornalista Domenico Iannaccone e messa in onda giovedì 16/05:

https://www.raiplay.it/video/2019/05/Che-ci-faccio-qui-Alex-Bellini-tra-i-fiumi-di-plastica-72b4fb50-3aa3-4b93-985f-bfc3ce4f857c.html

Rispondendo a Iannaccone, Alex Bellini - il protagonista di quella puntata, si definisce un moderno esploratore dei nuovi mondi creati dall'inquinamento - pronuncia una frase da ritenersi davvero emblematica: “La plastica è perfetta sotto il punto di vista economico, però è orribilmente imperfetta dal punto di vista ecologico, è un problema di salute".

Stimolato dall'incipit di tale frase, ho provato ad informarmi a proposito appunto dell’importanza della plastica dal punto di vista economico (e di conseguenza finanziario!) a livello globale, trovando queste due notizie “vecchie di un anno” ma comunque dai contenuti scommetto ancora sostanzialmente attuali:

https://www.wwf.it/news/notizie/?uNewsID=37160

https://www.lastampa.it/2018/04/19/economia/chi-produce-pi-plastica-nel-mondo-uF5O7mzoQ82NyVVrbrr7eI/pagina.html

Seguendo un filo logico che mi pare abbastanza evidente, vi propongo a questo punto la mia personalissima riflessione sul fatto che oltre anzitutto al comportamento virtuoso di ciascuno, uno dei pochi strumenti efficaci che le persone, anzi forse è meglio parlare delle “collettività”, hanno di fronte allo strapotere di economia e finanza che creano simili mostri è nonostante tutto la POLITICA.

Una parola che purtroppo sembra ormai paradossalmente infastidire tanta gente e che invece andrebbe interpretata piuttosto in base ad una chiave di lettura tipo  quella che proponeva Papa Paolo VI: “la politica è la forma più alta della carità”.

Sono io il primo ad osservare che quel pontefice, poi dichiarato pure Santo, poteva fare una simile affermazione perché aveva davanti a se personaggi della politica, da Dossetti a La Pira, da Aldo Moro a Lazzati e tanti altri che davvero vivevano la loro esperienza politica come servizio al Paese.

Viceversa ai nostri tempi -mi sia permesso questo breve inciso- ci ritroviamo con dei personaggi che oltre ad indossare (impropriamente, almeno secondo tanti me compreso) indumenti con le scritte più improbabili nonché il logo delle più svariate Associazioni, apparati dello Stato e delle FF.AA. etc.,  purtroppo si sentono addirittura in diritto di impugnare la corona del Rosario durante i propri comizi.

Al di là di dei diversi spessore e qualità dei vari personaggi, resta comunque per fortuna ancora la possibilità  appunto per le collettività di scegliersi i propri rappresentanti in base a quelli che ritengono essere le proprie esigenze più sentite.

A chi sostiene questa petizione immagino stiano a cuore, MOLTO, anche le questioni ambientali.

A loro anzitutto (ma mi permetto di farlo un po’ a tutti) rivolgo dunque il mio invito a leggere i programmi delle forze politiche per le quali ci stiamo apprestando a votare nel prossimo weekend. Così come a tenere nella dovuta considerazione le scelte finora effettuate da tali soggetti nel passato, a partire da quello più recente. Infatti a meno di folgorazioni esistenziali, possibili ma solitamente alquanto improbabili, le scelte future delle persone -comprese dunque quelle da cui possiamo scegliere di farci rappresentare a livello sociale!- hanno le radici nel loro passato.

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