
Un saluto a tutti,
proseguendo nei miei tentativi per riuscire a consegnare ai decisori i risultati in termini di firme conseguiti con questa petizione (per i quali ho recentemente intrapreso un'iniziativa della quale vi riferirò il contenuto nei prossimi giorni), sono intanto a proporvi un paio di link molto interessanti sulla questione delle microplastiche e dei rifiuti originati dalle plastiche.
Il primo [https://www.msn.com/it-it/notizie/medical/quanta-plastica-rischiamo-di-%E2%80%9Cmangiare%E2%80%9D-ogni-giorno/ar-BBSGaMQ?ocid=News] propone un quadro attuale e piuttosto esaustivo sulle questioni ambientali e sanitarie legate alle microplastiche. Da esso estraggo alcuni passaggi che mi paiono particolarmente significativi e che lascio alla vostra riflessione:
- Tra le possibili cause d’inquinamento, gli indumenti sintetici (stando ai ricercatori inglesi dell’Università di Plymouth, emettono fino a 700mila microfibre a lavaggio), l’aria (uno studio del 2015 ha evidenziato come a Parigi, ogni anno, arrivino al suolo, e quindi anche nelle acque, fra le tre e le dieci tonnellate di microplastiche) e la cosmesi (le microperle presenti nello scrub)
- È verosimile che tali particelle, se di piccolissime dimensione (sui 130 micron), possano migrare al di fuori del canale digestivo anche nell’uomo, ma a oggi non c’è la certezza che, anche qualora si depositino in un organo bersaglio, possano provocare danni». A tal proposito Spisni (ndr. Enzo Spisni, docente di fisiologia della nutrizione all’Università di Bologna) non è ottimista: «Temo che capiterà quanto accaduto per l’inquinamento dell’atmosfera con le micropolveri (PM10 e PM5). Si capirà, cioè, che più queste fibre sono piccole e più sono potenzialmente dannose, in quanto hanno maggiori probabilità di arrivare a livello intracellulare e di alterare l’attività enzimatica».
- Sono 150 milioni le tonnellate di plastica che si stima “navighino” nei mari», sottolinea Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima). «Un quantità purtroppo destinata ad aumentare con un ritmo di ben otto milioni di tonnellate all’anno (una tonnellata di plastica ogni cinque di pesce). Ogni minuto, in pratica, l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce in acqua. Se nulla dovesse cambiare, entro il 2050 si arriverebbe ad avere più plastica che pesci nell’oceano.
L'altro link [https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-07-18/sul-po-diga-mobile-che-blocca-plastica-191202.shtml?uuid=AEca0nNF&refresh_ce=1 riguarda una soluzione tecnologica studiata e testata in italia contro la diffusione dei rifiuti in materia plastica portati dai fiumi. Si tratta di un'iniziativa senz'altro meritoria ma leggere la presentazione dello spirito con cui e per cui è stata fatta mi ha lasciato davvero allibito! Ne trascrivo qualche passaggio per rendere subito l'idea:
"Ci sono quelli dell’indignazione a comando, del «bisognerebbe», dei proclami plastic free, dello stop ai mari sporcati dalla plastica, della soluzione perfetta, del «basterebbe fare come dico io», dei «dovrebbero», del «ma il problema è un altro».
E poi ci sono quelli che fanno le cose vere: il consorzio italiano Castalia ha posato martedì sul Po una diga sperimentale che raccoglie la plastica che galleggia sul fiume portata dalla corrente fino al mare. È plastica che raccolta non arriverà all’Adriatico e al Mediterraneo. È tecnologia italiana, tutta nata provando e riprovando. Impegnando neuroni e sudore, intelligenza e fatica fisica.
Il progetto sarà esportato ai grandi fiumi del mondo che vomitano nei mari e negli oceani tonnellate di bottiglie e flaconi, il Niger, il Congo, il Fiume Giallo, il Nilo, il Rio delle Amazzoni, il Gange e così via. I costi? Finora le spese sono state sostenute privatamente e nemmeno un soldo pubblico è stato usato; tuttavia questo potrebbe essere uno dei casi in cui il denaro pubblico troverebbe una destinazione meritoria."
Nel caso interessasse a qualcuno, trovo lo stile di queste dichiarazioni di impronta piuttosto "aziendalista" e mi vien da dire anche "tronfio" ma, ribadisco, è solo questione di gusti appunto personali. Viceversa ritengo oggettivamente inaccettabile il fatto che i signori
- di Castalia (azienda leader nel businnes dell'ecologia),
- del Consorzio COREPLA (è il consorzio privato dei produttori di materie plastiche, senza scopo di lucro in senso finanziario e con finalità di interesse pubblico -obbligatorio in quanto istituito per legge nel 1997 e attualmente regolato dal D.lgs 152/06 e successive modifiche- che opera nell’ambito del sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio coordinato dal Consorzio Nazionale Imballaggi -CONAI-, assicurando il ritiro degli imballaggi in plastica raccolti in oltre il 90% dei Comuni, il loro riciclo e recupero),
- della Fondazione Sviluppo Sostenibile guidata dall'ex Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi,
- dell’Autorità distrettuale di bacino del Po (l’ex Magistrato del Po) con il segretario Meuccio Berselli,
- della Giunta comunale di Ferrara guidata dal convintissimo sindaco Tiziano Tagliani
si permettano sulle pagine de de Il Sole 24 ORE di bollare come azioni inconcludenti/inutili anche quelle di chi come tante persone "comuni", a differenza loro che solitamente investono anzitutto denaro in ottica di investimento economico, non avendo tra l'altro risorse finanziarie paragonabili alle loro, spendono quello che hanno: tempo e magari un po' studio personale per delle iniziative a finalità "sociale", per quel che ritengono il bene della comunità, dei figli di tutti oltre che dei propri. Se lorsignori vorranno prendersi la briga di cercare, ad esempio sul sito di garzantilinguistica.it troveranno dunque un termine che forse conoscono solo per sentito dire e che tra le sue definizioni ha pure questa:
volontariato
[vo-lon-ta-rià-to] n.m.
1. attività volontaria e spesso gratuita svolta a favore di persone che presentano gravi necessità o, anche, a tutela della natura, degli animali o del patrimonio artistico e culturale: due anni di volontariato in Africa; fare volontariato nella Croce Rossa, nel WWF| l’insieme delle persone impegnate in questa attività: il mondo del volontariato
Noi siamo quelli dell'indignazione; non serve nessun comando a chi diventa consapevole di quello che sta succedendo nel mondo!
P.S. per lorsignori
Ho scoperto sul web questi due giovani ingegneri che con la loro start up mi pare propongano un prodotto alternativo a quello di Castalia [https://scienze.fanpage.it/pulire-i-fiumi-dalla-plastica-con-un-rivoluzionario-sistema-di-tende-il-progetto-italiano/] La loro comunicazione mediatica sottolinea però altri aspetti: il basso costo e la possibilità di ritorno economico per le comunità locali, sempre rivendendo la plastica recuperata alle società per il riciclo. Che dire? Che la classe non è acqua...