
Cogliamo l'occasione del recente articolo intervista alla Dott.ssa Costantino, Direttore di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico di Milano, ADHD: un disturbo iperdiagnosticato oppure sottostimato? per porre nuovamente la domanda:
PERCHE' QUANDO C'E' ANCHE L'AUTISMO NON SI SEGUONO LE REGOLE DELL'ADHD ?
Di seguito l'estratto dell'articolo con la domanda relativa ai farmaci e alla loro somministrazione:
Il trattamento farmacologico? Sì nei casi gravi, subordinato a un approccio comportamentale
«Il disturbo lieve è molto influenzato dal contesto ambientale – spiega – ed è facilmente risolvibile con interventi che incidano proprio su questo fattore, mentre per il disturbo grave è necessario intervenire, oltre che a livello comportamentale, pedagogico e ambientale, che rappresentano comunque la prima scelta di trattamento, anche a livello farmacologico, a supporto delle altre linee di intervento. Anche qui – osserva la specialista – c’è una sostanziale differenza tra il modello italiano e quello di altri Paesi tra cui gli Stati Uniti, nel quale il trattamento farmacologico subentra prioritariamente, indipendentemente dal livello di gravità del disturbo».
Ebbene la risposta è semplice:
PERCHE' PREVALE LA MEDICINA DIFENSIVA SULLA SCIENZA E SUL BUON SENSO!
o come avevamo già scritto in maniera ironica e provocatoria: