STOP AL RANDAGISMO! Chiediamo l'applicazione della Legge 281/91 in tutta Italia

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Il problema

Pav- Partito VegAnimalista e META chiedono al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che venga fatta rispettare a tutte le Regioni ed a tutti i Sindaci d'Italia la legge 281/91 ovvero, la "Legge quadro in materia di animali di affezione e randagismo".

I punti fondamentali di questa legge sono:

1- Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna
gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine
di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute
pubblica e l'ambiente.

2-  È vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà.

3-  Le regioni provvedono a determinare, con propria legge, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per il risanamento dei
canili comunali e la costruzione dei rifugi per cani. Tali strutture devono
garantire buone condizioni di vita per i cani e il rispetto delle norme igienicosanitarie
e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari delle
unità sanitarie locali. La legge regionale determina altresì i criteri e le modalità
per il riparto tra i comuni dei contributi per la realizzazione degli interventi di
loro competenza. 

4- Le regioni adottano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie,
che operano in ambito regionale, un programma di prevenzione del
randagismo. (comma 3).

5- Il programma di cui al comma 3 prevede interventi riguardanti:
a) iniziative di informazione da svolgere anche in ambito scolastico al fine di
conseguire un corretto rapporto di rispetto della vita animale e la difesa del suo
habitat;
b) corsi di aggiornamento o formazione per il personale delle regioni, degli
enti locali e delle unità sanitarie locali addetto ai servizi di cui alla presente
legge nonché per le guardie zoofile volontarie che collaborano con le unità
sanitarie locali e con gli enti locali. 

6- I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono al
risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel
rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi
destinati a tale finalità dalla regione. 

Se tutti questi punti venissero applicati anche nella pratica, non ci troveremmo ad affrontare l'EMERGENZA RANDAGISMO che attualmente affligge l'Italia, derivante da una quasi totale assenza di campagne di sterilizzazione soprattutto in alcune regioni.

Inoltre, non c'è alcuna traccia di " iniziative di informazione da svolgere anche in ambito scolastico al fine di conseguire un corretto rapporto di rispetto della vita animale e la difesa del suo habitat" altrimenti, con ogni probabilità, verrebbero evitati tutti quei casi di torture sugli animali ad opera di ragazzi, di cui i più recenti sono sicuramente quelli di Angelo, il cane di Sangineto torturato ed ucciso da quattro ragazzi, e del gattino lanciato da tre ragazze a Siracusa. 

Al punto 3 ed al punto 6 si parla di "risanamento dei canili e costruzione di rifugi per cani" ma a distanza di ben 25 anni, i canili che rispettano degli standard decenti per gli ospiti si contano sulla punta delle dita. 

Pensiamo dunque, che sia giunto il momento di far rispettare le leggi esistenti riguardanti la tutela dei diritti degli animali e chiediamo che tutti i soggetti coinvolti ( Regioni, Comuni, etc) si adeguino il prima possibile alla normativa vigente.

Non ci dimentichiamo che il grado di civiltà di un Paese si misura dal modo in cui tratta gli animali.

Certi di un Vostro positivo riscontro, porgiamo i nostri più cordiali saluti. 

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PAVI Partito Attivista Vittime IndifesePromotore della petizione

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