Stop alle “staffette” della morte

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Con il termine “staffetta” viene definito il trasporto su strada di animali di affezione, in particolare di cani, organizzato per consentire che gli animali chiesti in adozione ai volontari giungano alle loro famiglie impossibilitate, per un motivo o per un altro, a prendere l’animale nel luogo di partenza.

Quasi sempre queste staffette partono dalle regioni del Sud Italia per raggiungere le regioni del Nord Italia.

Alle staffette organizzate in modo professionale, che garantiscono il benessere dell’animale per tutto il tragitto, si aggiungono quelle staffette in cui la dignità dell’animale viene calpestata.

Il 1 aprile 2017 a Santa Maria Capua Vetere (CE) viene fermato un furgone Ducato proveniente dalla Calabria con destinazione le regioni del Nord Italia. All’interno del furgone erano stipati all’inverosimile 61 cani (di cui tre sprovvisti di microchip) di cui una ventina cuccioli. Le foto scattate al momento del fermo mostrano 5 o più cani chiusi in un singolo trasportino! Tre cani, a causa delle loro condizioni fisiche, sono stati ricoverati in una clinica ma uno non ce l’ha fatta ed è morto: il suo nome era Denny.

Spesso in questi viaggi organizzati non a norma di legge, i cuccioli, in particolare, si ammalano durante il viaggio e muoiono.

Il costo per il trasporto di un cane si aggira sui 60 euro che moltiplicato per il numero dei cani trasportati si raggiunge una cifra considerevole che incassa (spesso in nero) chi ha organizzato la staffetta.

Il report dell’EFSA e le regole IATA danno indicazioni rispetto: 1) al numero massimo di cani per contenitore, in funzione di peso ed età, in particolare: cani di età superiore ai 6 mesi vanno sempre trasportati in contenitori singoli; cani di peso superiore ai 14 kg vanno sempre trasportati in contenitori singoli; cani da 8 settimane di vita a 6 mesi, con peso inferiore ai 14 kg, possono essere trasportati in numero massimo di 3 per contenitore. 2) alle misure del contenitore per il trasporto dei cani, e cioè: altezza: 15 cm più alto della testa del cane in posizione naturale; lunghezza: 15 cm più lungo della lunghezza del cane calcolata dalla punta del naso all’attaccatura della coda; larghezza: il doppio della larghezza del cane misurata tra le due scapole.

Considerato che con cadenza settimanale il territorio della penisola è percorso da staffette i cui furgoni sono stracarichi di cani e quindi non sono sempre fatte secondo criteri accettabili, anche per il benessere degli animali trasportati;

Considerato che spesso i cani sono sprovvisti di microchip;

Considerato che esiste un vasto traffico di cani randagi che prelevati in Italia vengono dirottati e venduti in Germania, Austria e Svizzera ed anche in altri Paesi dove non esiste l’anagrafe canina e le cui diverse leggi prevedono la soppressione degli animali d’affezione o ne legittimano la cessione ai test di laboratorio (Cfr: Circolare n. 33 del 12/08/1993 del Ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia);

Considerato che nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili e che il trasporto deve sempre avvenire nel rispetto delle esigenze etologiche della specie, del benessere animale e della sicurezza;

Considerato che il Regolamento (UE) N. 576/2013 definisce «movimento a carattere non commerciale» qualsiasi movimento che non ha come scopo la vendita o il passaggio di proprietà di un animale da compagnia e stabilisce che il numero massimo di animali da compagnia (cani, gatti e furetti) che possono accompagnare il proprietario o una persona autorizzata durante un singolo movimento a carattere non commerciale non è superiore a cinque;

Considerato che la Corte di Giustizia Europea, con sentenza del 3 dicembre 2015, ha precisato che “«la nozione di «attività economica», ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97, deve essere interpretata nel senso che essa comprende un’attività relativa al trasporto di cani randagi, da uno Stato membro a un altro, effettuato da un’associazione di pubblica utilità, al fine di affidare tali cani alle persone che si sono impegnate ad accoglierli pagando una somma che copre in linea di massima le spese sostenute a tal fine da detta associazione”;

Considerato che in tutti i trasporti di animali devono essere rispettate le disposizioni generali del Regolamento CE n. 1/2005;

I sottoscritti firmatari chiedono che le autorità competenti aumentino la vigilanza sul fenomeno dell’abusivismo nel trasporto degli animali d’affezione, in particolare dei cani randagi, dalle regioni del Sud Italia alle regioni del Nord Italia non solo per ragioni di benessere animale ma anche per i rischi connessi alla sanità animale.

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Per saperne di più:

http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2017/04/05/staffetta-bloccata-61-cani-in-un-furgone/

http://www.repubblica.it/ambiente/2017/04/05/foto/il_viaggio_da_incubo_di_61_cani_dal_sud_al_nord_italia-162264116/#1

http://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/2013/05/08/cinquanta-cani-e-gatti-in-un-furgone-verso-nord-interviene-loipa/

https://www.youtube.com/v/brIP_ebLgkQ

http://www.tipresentoilcane.com/2013/04/17/trasporti-e-staffette-di-cani-da-adottare-nessuna-legge-nessuna-tutela-tante-truffe/



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