CARCERE PER CHI UCCIDE ANIMALI - Petizione popolare

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Lo scopo è quello di ottenere un immediato inasprimento delle pene che prevedano la certezza del carcere per chi maltratta ed uccide animali in ogni ambito dai canili lager agli allevamenti intensivi e tradizionali dai laboratori di sperimentazione ai circhi ai trasporti di bestiame e quanto altro.

Le attuali normative vigenti concernenti l’uccisione e maltrattamento degli animali, compiuti con crudeltà e senza necessità,  prevedono pene inferiori ai quattro anni (limite di pena che impone la sospensione dell'ordine di esecuzione) pertanto gli autori di tali reati mai varcheranno la soglia del carcere ma verranno affidati in prova ai servizi sociali (sei mesi di lavoro non retribuito in un canile comunale è stata la pena scontata dai quattro assassini del randagio Angelo di Sangineto, nella provincia di Cosenza).

Allo stato attuale la legge italiana  punisce con la galera un borseggiatore e lascia libero chi uccide con coscienza e volontà  un animale da compagnia . Di fatto il legislatore attribuisce maggiore valore ad un oggetto piuttosto che ad un essere senziente.

In virtù dell’Art. 13, Titolo II, del Trattato di Lisbona concernente il Trattato sull’Unione Europea ed il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, “…, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti,” ratificato dall’Italia con Legge n. 130 del 2 agosto 2008 abbiamo chiesto a tutti i capigruppo parlamentari di volere inserire nell’agenda politica la discussione di questa legge, ormai inadeguata e non armonizzata con gli ordinamenti giuridici dell’UE e degli Stai membri, al fine di inasprire le pene che prevedano la certezza del carcere per chi commette reati contro gli animali.

Visto che le tematiche sugli animali d’affezione coinvolgono oltre l’80% della popolazione italiana chiediamo di prendere posizione, senza personalismi ed in modo trasversale tra tutte le forze politiche rappresentative, in merito alla questione garantendo l’impegno, non più procrastinabile, di modificare una legge ormai inadeguata per i valori di una società migliore e considerata ingiusta dall’opinione pubblica.

LINK LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, DEL SENATO E DELLA CAMERA 

http://www.agenpress.it/notizie/2016/11/07/giustizia-angelo-cane-impiccato-pae-chiede-ai-rappresentanti-parlamentari-limmediata-modifica-della-legge/

 



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