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AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA: Archiviate il procedimento disciplinare contro il pm Antonino Di Matteo

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È notizia di oggi, 3 aprile 2013, che il Consiglio superiore della magistratura ha espresso solidarietà al dott. Nino Di Matteo per le lettere di minacce ricevute nei giorni scorsi. Il consigliere di Magistratura indipendente Antonio Racanelli, anche a nome dei colleghi di corrente Alessandro Pepe e Tommaso Virga, ha richiamato il caso in apertura del plenum esprimendo la solidarietà al pm “impegnato in inchieste particolarmente delicate e complesse”. Alla solidarietà si sono poi associati diversi consiglieri tra i quali Vittorio Borraccetti, anche a nome degli altri colleghi di Area, Mariano Sciacca (Unicost), e il laico del Pdl Bartolomeo Romano.

A tutti loro rivolgiamo un appello accorato: archiviate il procedimento disciplinare aperto nei confronti di Antonino Di Matteo!

Come è noto il procedimento riguarda la sua intervista, rilasciata a Repubblica il 22 giugno scorso, nella quale il magistrato aveva risposto alla giornalista senza rivelare alcun segreto relativo alle telefonate tra Mancino e Napolitano di cui peraltro era stato Panorama.it a parlarne per primo. Secondo il pg della Cassazione, Gianfranco Ciani, Di Matteo sarebbe stato invece colpevole di avere ammesso l’esistenza di tali telefonate “seppure non espressamente’’. Da qui l’avvio di un’azione disciplinare la cui richiesta di archiviazione è oggetto del nostro appello.

Il nostro Paese si trova in una delicatissima fase politico-sociale contrassegnata da una forte instabilità governativa all’interno di una crisi economica globale. Parallelamente alcuni magistrati stanno affrontando indagini importantissime su mafia e politica sfociate in altrettanti importantissimi procedimenti penali. Ed è esattamente su costoro che si sta concentrando l’aspettativa di chi chiede giustizia e verità per tutte le vittime della violenza politico-mafiosa. Su questi stessi magistrati si sta condensando ugualmente una forte pressione criminale proveniente da apparati istituzionali “deviati” strettamente legati a Cosa Nostra. Siamo di fronte a quelli che Giovanni Falcone definiva “ibridi connubi” i quali intendono fermare con ogni mezzo la ricerca della verità sulla trattativa Stato-mafia e sui mandanti esterni delle stragi del ‘92/’93. Nino Di Matteo è indubbiamente tra i magistrati più esposti in questo momento. Le recenti lettere minatorie giunte alla procura di Palermo confermano il clima ostile creatosi attorno a lui. I rischi per la sua incolumità sono altissimi ed è per questo motivo che Vi chiediamo di attivarvi per far archiviare il procedimento aperto nei suoi confronti. Sarebbe un segnale di protezione estremamente importante nei suoi confronti, in antitesi all’isolamento e alla delegittimazione scaturiti da un procedimento che non ha ragione di esistere. Il rischio di nuove stragi appare sempre più concreto. Stragi dietro le quali per troppi anni abbiamo visto l’ignavia o la tacita complicità di alcuni colleghi delle vittime.
Le note vicissitudini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (in primis) legate a determinate decisioni del Consiglio superiore della magistratura non devono più ripetersi.

Oggi il Csm ha la possibilità di scrivere una nuova pagina di storia lasciando dietro di sé gli anni bui delle aspre polemiche e delle sterili divisioni. Fatelo il prima possibile! Prima che sia troppo tardi.

In tal caso accanto a voi avrete la parte migliore di questo Paese.

Giorgio Bongiovanni e tutta la redazione di Antimafia Duemila
Salvatore Borsellino e il movimento delle Agende Rosse

Foto © Castolo Giannini

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AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Archiviare il procedimento disciplinare contro il pm Antonino Di Matteo