Petition updateAiutami a salvare la SCUOLA dal BURNOUT e dal MOBBING! Proposta di leggeContro ogni stigma, discriminazione e pregiudizio.
Teresa Roberta RussoBologna, Italy
10 Oct 2025

Negli ultimi anni il termine burnout è entrato nel linguaggio comune, soprattutto tra i lavoratori della scuola. Tuttavia, intorno a questo fenomeno continuano a gravitare falsi miti, paure e, purtroppo, pregiudizi che sfociano in atteggiamenti discriminatori e di isolamento per chi li subisce. È necessario, per non dire doveroso, fare chiarezza.
Non è vero che, dichiarando di vivere una condizione di burnout, il lavoratore venga automaticamente inviato dal medico competente e relegato in mansioni d’ufficio, lontano dalla propria professionalità. Il burnout non funziona così.

📢Il burnout esiste. È una sindrome riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “fenomeno professionale - occupazionale” inserito nell’ICD-11. Non si tratta di depressione, non è una fragilità personale né una malattia psichiatrica da nascondere. È invece il risultato di uno stress cronico, emotivo e psico-fisico, strettamente correlato al contesto di lavoro e all’impossibilità di gestirne la pressione in modo adeguato.

Chi vive il burnout non è “debole”, né “inadatto”. È un lavoratore che si trova ad affrontare condizioni tossiche, disfunzioni organizzative, sovraccarico burocratico ed emotivo, mancanza di riconoscimento. È quindi una condizione sistemica, non individuale.

Molti docenti e lavoratori, però, temono ripercussioni nel dichiarare apertamente di essere in burnout: il timore è di subire etichette, svalutazioni, demansionamenti. Questo timore non dovrebbe esistere. Serve una cultura del lavoro che riconosca e tuteli il burnout come sindrome professionale, senza trasformarlo in stigma. Ecco che allora viene in aiuto la “Proposta di legge contro il burnout dei docenti” che mira a tutelare la professionalità e promuove il benessere emotivo e psicofisico della categoria, come definita dall’OMS,  altamente usurante. 

Il burnout non è un tabù, non è un difetto, non è un motivo di esclusione. È un chiaro segnale che qualcosa, nell’organizzazione del lavoro, non funziona. E come tale va affrontato: con responsabilità, con dignità e con il rispetto dovuto a ogni lavoratore.

Il pregiudizio si evita dando dignità al fenomeno, trattandolo come una questione di benessere sul lavoro e non come una fragilità individuale.  Chi alimenta il pregiudizio è solo un abietto, perché nega la realtà e scarica la responsabilità sul singolo, invece che sulle condizioni organizzative che generano il malessere. Il pregiudizio, quando è rivolto verso sé stessi, diventa una prigione interiore; quando è rivolto verso chi soffre, diventa un atto infamante e di disumanità. 

COMITATO DOCENTI - contro il burnout 

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Comitato Nazionale Docenti contro il Burnout
Comitato Docenti - contro il BURNOUT

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