Salviamo il territorio dell'Alto Nera dalla desertificazione umana e economica.

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IL PATTO PER L’ALTO NERA per il ripristino e la conservazione del patrimonio e delle attività nei territori di Visso, Ussita e Castelsantangelo Sul Nera

Una proposta di tre associazioni, per salvare il territorio dell'Alto Nera dalla  desertificazione umana e economica, da portare ai Sindaci che sostenuti da una proposta che viene dal basso, potranno presentarla alla  politica. Se anche tu che leggi sei d'accordo, firma la nostra petizione e aiuta i nostri paesi a rinascere dopo il sisma del 2016.

Il presente documento è una sintesi di quello originario  che entro il mese di agosto verrà consegnato ai sindaci delle tre comunità di Visso, Ussita e Castelsantangelo Su Nera ed alle altre istituzioni. Esso vuole essere una traccia,  proposta dal basso dai cittadini e dagli operatori economici dei tre comuni, di un progetto generale,  strategico ed organico di lungo  periodo riguardante il  territorio dell’Alto Nera,  per interrompere l’ineluttabile inerzia, e quindi l’ulteriore distruzione e desertificazione dell’ormai isolato comprensorio, dovuta all’ attuale assenza di progettualità e programmazione. Dovrebbe essere comune a tutti i livelli   istituzionali  la consapevolezza che la ricostruzione materiale non può essere slegata da quella socio-economica e culturale in  questioni intimamente legate ad un comune percorso di rinascita. Forse la seconda è più urgente della prima perché aiuterebbe gli abitanti di questi luoghi, specialmente i giovani rimasti, a superare l’impatto drammatico del sisma 2016.Si può restare solo se si è in buona salute, soprattutto mentale, se si ha un buon sostegno sociale, fiducia nella società, governanti che, consapevoli dello stato delle comunità, prendano decisioni giuste senza discriminazioni e favoritismi. Per combattere la depressione post sisma non è sufficiente  l’assistenza psicologica erogata, occorre un progetto, un documento, una condizione oggettiva e reale, che ti possano far cambiare visione e che ti possano far diventare fattore essenziale di una spinta propulsiva che riattiva l’economia e gli investimenti. Quindi scambi: dare, avere, sapere.In mancanza continueremo fino a l’estinzione ad essere prima migranti economici, ora  profughi non protetti da alcuna convenzione internazionale, costretti ad abbandonare la nostra  terra  su quel che è rimasto dei nostri “barconi”,  non a causa di una guerra ma di un evento sismico catastrofico. Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo essere  “un pezzo d’Africa nelle Marche”.

Il documento integrale è formato da vari capitoli che contengono analisi e riflessioni sui temi come la  nostra storia, il nostro territorio, l’evoluzione demografica, il patrimonio immobiliare, i dati sulle aree più compromesse dagli  eventi sismici del 2016 e successivi, la problematica dell’unificazione dei tre comuni,  le relazioni con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, le fonti normative di riferimento per le proposte esposte ed infine gli obiettivi del Patto per l’Alto Nera e le richieste di intervento da parte dei sindaci dei tre comuni e delle istituzioni.

Di seguito si riportano i contenuti sintetici di rilievo dei vari capitoli (clicca sul link per saperne di più). https://documentcloud.adobe.com/link/track?uri=urn%3Aaaid%3Ascds%3AUS%3A9907ed6d-d830-48b6-a4f2-b7fa899e42be