Petitioning Agli Ordini dei Veterinari e loro associazioni

Per un reale consenso informato anche in veterinaria

-Agli Ordini dei Veterinari
- Alle Associazioni di Veterinari

e.p.c. Direttore della Sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero della Salute - Dott. Silvio Borello

Il Codice deontologico Veterinario, approvato dalla Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani il 12/06/2011 agli art. 32-33, prevede l'obbligo di informazione e consenso informato nella pratica veterinaria, riportiamo di seguito alcuni stralci:

- “Il medico veterinario non deve intraprendere attività diagnostica e/o terapeutica senza l'acquisizione del consenso informato esplicito e informato del cliente…”

- “Il Consenso deve essere espresso in forma scritta nei casi in cui, per la particolarità delle prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche o per le possibili conseguenze delle stesse, sia opportuna un'accettazione documentata”


Contrariamente ai medici delle persone umane, però, i veterinari non hanno un vero obbligo di legge,  in merito al “Consenso informato”,  ma solo professionale; di conseguenza, abbiamo appurato che non esiste un modulo di riferimento uguale per tutti i veterinari.  La Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani (FNOVI) interpellata in merito dichiarava:


“I facsimili per il consenso informato sono tracce generali che gli Ordini mettono a disposizione degli Iscritti. Ogni struttura medico veterinaria ed ogni prestazione hanno caratteristiche peculiari e pertanto un modello valido per ogni situazione non può che essere redatto dal singolo professionista o dal direttore sanitario della struttura, come del resto avviene in medicina umana”


Scrive ancora la FNOVI interpellata in merito:


“..Inoltre è diritto dell'utente richiedere ulteriori spiegazioni o dettagli prima della firma. Resta infine la scelta inopinabile da parte del proprietario del paziente di firmare o meno il consenso."


Bene, quindi non firmate se non vi scrivono ( come nel consenso per noi pazienti umani ) quali sono i rischi che approvate.


COSA CI FANNO FIRMARE?


Esaminando alcuni moduli di Consenso Informato Veterinario di diversi Ordini Provinciali Veterinari appare evidente che si tratta piuttosto di liberatorie che servono a tutelare il veterinario e non l'animale oggetto delle cure:
prendiamo ad esempio due moduli proposti rispettivamente: dall'Ordine dei Veterinari di Roma e dall'Ordine dei Veterinari di Milano: 1) :“ Il sottoscritto "dichiara di essere stato compiutamente informato circa i benefici dell’intervento stesso, i rischi generici e specifici, le possibili complicanze ed il decorso postoperatorio, e di accettarli integralmente"(Ordine Veterinari di Roma)

2): “Dichiaro di essere stato informato degli eventuali rischi che tale intervento comporta” (Ordine dei Veterinari di Milano)

In verità, voi sottoscrivete, ma non siete informati dal testo del Consenso Informato su quali sono i “rischi, benefici ecc”..

Si può constatare quanto tutto ciò sia rispondente alla realtà, leggendo il raffronto fra il “Consenso informato per umani” e quello ad uso veterinario a pag. 5 del “Notiziario Animalista” (articolo "c'è Consenso e Consenso"), https://dl.dropboxusercontent.com/u/11464806/Notiziari/157_6_2015.pdf


In effetti, questi documenti non fanno altro che sollevare il veterinario da ogni responsabilità e non dimostrano la vostra informazione in merito alla tipologia di rischi, alla patologia, alla percentuale di successo, alle possibili conseguenze, etc….Il “Consenso informato” è ben altro, infatti, per noi umani viene rilasciato un modulo assai diverso, in cui si spiegano sempre i rischi e i vantaggi.

In attesa di avere una legge che preveda il Consenso informato come per la medicina umana, così come previsto nel disegno di legge della Senatrice Serenella Fucksia, che ha accolto le nostre proposte, esprimiamo alla FNOVI e alle Associazioni di veterinari il nostro “DISSENSO INFORMATO” sui modelli attualmente in uso, chiedendo che siano proposti modelli analoghi a quelli per la medicina umana.

 

 

 

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