Addio barriere architettoniche: firmiamo per il corso di Reggio Calabria

Addio barriere architettoniche: firmiamo per il corso di Reggio Calabria

Il problema

Ciao, sono Anna Chiricosta, ho 30 anni, vivo a Reggio Calabria e sono qui per chiedere il vostro supporto.

All’età di 3 anni mi è stata diagnosticata una patologia autoimmune cronica, l’Artrite Idiopatica Giovanile, patologia che può portare a limitazioni articolari importanti. Nel mio caso, sono stati molto colpiti gli arti inferiori, portandomi a utilizzare la carrozzina negli spostamenti più lunghi e importanti.

Da qui i problemi di cui vi voglio parlare.

Reggio Calabria è sicuramente una città architettonicamente bella e turistica ma è davvero poco (o per nulla) accessibile per chi ha difficoltà motorie, in particolare il Corso Garibaldi, centro e snodo principale della città, dove sono presenti anche molte attività e servizi.

La mia esperienza e il pensiero di alcuni cittadini, con altrettante problematiche motorie, evidenziano alcuni problemi che non possono passare in secondo piano: - mancanza di adeguate rampe nei marciapiedi e (spesso bloccate da macchine parcheggiate);
- presenza di un numero elevato di buche per tutto il percorso pedonale;

- parcheggi per persone con disabilità in punti poco comodi e sicuri;
- la presenza di un basolato lavico originario senza un percorso alternativo accessibile, in sicurezza, alle persone con disabilità o alle persone con difficoltà motorie;  
- presenza di scalini e mancanza di rampe mobili all’entrata di molte attività e locali aperti al pubblico.

Più volte mi sono rifiutata di fare un giro con gli amici perché non mi sento sicura a passeggiare in quella zona, senza che qualcuno abbia una buona dimestichezza nell’aiutarmi nel percorso.

Nel 2021, la sicurezza, l’accessibilità e l’inclusività di una città sono requisiti necessari per il suo progresso, il suo prestigio e per evitare forme di discriminazione cittadina.
Nel 2001 l’OMS pubblica l’ICF, Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, che definisce la disabilità anche sulla base del contesto in cui si vive: un ambiente più accessibile e con meno impedimenti possibili aiuta a ‘ridimensionare’ la propria disabilità o le proprie difficoltà e a sentirsi più autonomi rispetto un contesto con molte barriere.  

La verità è che come me, molte persone, troppe volte, hanno rinunciato a una passeggiata, a sbrigare delle commissioni o a raggiungere il loro posto di lavoro solo per evitare di fare la strada sul Corso Garibaldi.
Non siamo noi a doverci ‘sistemare’, siete voi che dovete rendere accessibili i luoghi pubblici, come da legge.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, firmata a New York il 13 dicembre 2006, ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, che «al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita» obbliga gli Stati Parti ad adottare «misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali».

Questa non è una guerra o un attacco agli organi della mia città ma solo un monito per tutti, affinché si trovino delle soluzioni a dei reali problemi.
Cerchiamo insieme di rendere più unita ed efficiente la città in modo che nessuno rimanga indietro, com’è giusto che sia.
Ci sono soluzioni più semplici e altre più complesse, iniziamo a cooperare per il bene di tutti.

Una prima soluzione potrebbe essere quella di rendere più ‘liscia’ la pavimentazione del basolato lavico o creare un percorso più accessibile e sicuro per carrozzine e/o passeggini. Inoltre, si potrebbero dotare di pedane mobili, da utilizzare all’occorrenza, gli edifici aperti al pubblico (come i negozi) con scale o gradini.

Abbiamo il dovere di non ledere le libertà di nessuno, rispettando i diritti di tutti.

Vi chiedo di firmare questa petizione, che voglio rivolgere al Sindaco Giuseppe Falcomatà e all’Urbanistica di Reggio Calabria, poiché serve il supporto di tutti e non solo di chi ha delle difficoltà motorie.
Ricordiamo sempre che siamo tutti cittadini con pari diritti e opportunità.

Se volete conoscere meglio la mia storia, questa petizione e le mie battaglie inclusive seguitemi su INSTAGRAM.

Grazie, Anna.

avatar of the starter
Anna ChiricostaPromotore della petizione

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Il problema

Ciao, sono Anna Chiricosta, ho 30 anni, vivo a Reggio Calabria e sono qui per chiedere il vostro supporto.

All’età di 3 anni mi è stata diagnosticata una patologia autoimmune cronica, l’Artrite Idiopatica Giovanile, patologia che può portare a limitazioni articolari importanti. Nel mio caso, sono stati molto colpiti gli arti inferiori, portandomi a utilizzare la carrozzina negli spostamenti più lunghi e importanti.

Da qui i problemi di cui vi voglio parlare.

Reggio Calabria è sicuramente una città architettonicamente bella e turistica ma è davvero poco (o per nulla) accessibile per chi ha difficoltà motorie, in particolare il Corso Garibaldi, centro e snodo principale della città, dove sono presenti anche molte attività e servizi.

La mia esperienza e il pensiero di alcuni cittadini, con altrettante problematiche motorie, evidenziano alcuni problemi che non possono passare in secondo piano: - mancanza di adeguate rampe nei marciapiedi e (spesso bloccate da macchine parcheggiate);
- presenza di un numero elevato di buche per tutto il percorso pedonale;

- parcheggi per persone con disabilità in punti poco comodi e sicuri;
- la presenza di un basolato lavico originario senza un percorso alternativo accessibile, in sicurezza, alle persone con disabilità o alle persone con difficoltà motorie;  
- presenza di scalini e mancanza di rampe mobili all’entrata di molte attività e locali aperti al pubblico.

Più volte mi sono rifiutata di fare un giro con gli amici perché non mi sento sicura a passeggiare in quella zona, senza che qualcuno abbia una buona dimestichezza nell’aiutarmi nel percorso.

Nel 2021, la sicurezza, l’accessibilità e l’inclusività di una città sono requisiti necessari per il suo progresso, il suo prestigio e per evitare forme di discriminazione cittadina.
Nel 2001 l’OMS pubblica l’ICF, Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, che definisce la disabilità anche sulla base del contesto in cui si vive: un ambiente più accessibile e con meno impedimenti possibili aiuta a ‘ridimensionare’ la propria disabilità o le proprie difficoltà e a sentirsi più autonomi rispetto un contesto con molte barriere.  

La verità è che come me, molte persone, troppe volte, hanno rinunciato a una passeggiata, a sbrigare delle commissioni o a raggiungere il loro posto di lavoro solo per evitare di fare la strada sul Corso Garibaldi.
Non siamo noi a doverci ‘sistemare’, siete voi che dovete rendere accessibili i luoghi pubblici, come da legge.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, firmata a New York il 13 dicembre 2006, ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, che «al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita» obbliga gli Stati Parti ad adottare «misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali».

Questa non è una guerra o un attacco agli organi della mia città ma solo un monito per tutti, affinché si trovino delle soluzioni a dei reali problemi.
Cerchiamo insieme di rendere più unita ed efficiente la città in modo che nessuno rimanga indietro, com’è giusto che sia.
Ci sono soluzioni più semplici e altre più complesse, iniziamo a cooperare per il bene di tutti.

Una prima soluzione potrebbe essere quella di rendere più ‘liscia’ la pavimentazione del basolato lavico o creare un percorso più accessibile e sicuro per carrozzine e/o passeggini. Inoltre, si potrebbero dotare di pedane mobili, da utilizzare all’occorrenza, gli edifici aperti al pubblico (come i negozi) con scale o gradini.

Abbiamo il dovere di non ledere le libertà di nessuno, rispettando i diritti di tutti.

Vi chiedo di firmare questa petizione, che voglio rivolgere al Sindaco Giuseppe Falcomatà e all’Urbanistica di Reggio Calabria, poiché serve il supporto di tutti e non solo di chi ha delle difficoltà motorie.
Ricordiamo sempre che siamo tutti cittadini con pari diritti e opportunità.

Se volete conoscere meglio la mia storia, questa petizione e le mie battaglie inclusive seguitemi su INSTAGRAM.

Grazie, Anna.

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Anna ChiricostaPromotore della petizione

I decisori

Sindaco Giuseppe Falcomatà
Sindaco Giuseppe Falcomatà
Urbanistica Reggio Calabria
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Petizione creata in data 12 febbraio 2021