PETIZIONE CHIUSA

Acqua: Gela come Messina. Da sempre.

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L’emergenza idrica di cui tanto si parla in questi giorni, causata dalla frana che ha distrutto una tratto dell’acquedotto nei pressi di Calatabiano, che ha comportato l'interruzione della fornitura d’acqua nella città di Messina, non è (purtroppo) l’unica in Sicilia.

A Gela, la sesta città più popolosa dell’isola, il problema dell’acqua esiste da sempre, frutto di un intreccio di interessi politici ed economici, oltre che della incapacità gestionale e delle mancanze strutturali che interessano la condotta idrica.

A tutto ciò si aggiunge la miopia della classe politica locale, che ha stipulato un contratto di fornitura che ha reso tutti i cittadini schiavi della società erogatrice, che non fornisce un servizio continuo e richiede il pagamento massimo del canone, come se l’acqua fosse potabile.

In moltissime occasioni, infatti, ne è stato inibito l’uso alla cittadinanza a causa della contaminazione da batteri fecali. Ovviamente parliamo di uso per l’igiene personale, dato che nessuno si sognerebbe mai di utilizzarla come acqua da bere, attesa la non potabilità della stessa.

L’emergenza idrica a Gela è perenne.

L’acqua viene erogata ogni due/tre giorni, durante le ore notturne. I cittadini si sono attrezzati predisponendo nelle cantine e nelle terrazze delle proprie abitazioni cisterne di varia capienza, per fronteggiare il problema. Molti devono alzarsi nel cuore della notte, nei giorni di erogazione, per riempire i serbatoi. Il più delle volte tutto questo non è sufficiente, in quanto capita spesso e volentieri che (per qualche recondita ragione!) l’erogazione avvenga soltanto una volta alla settimana, lasciando così interi quartieri a secco per giorni e giorni e costringendo i più fortunati (possessori di una cisterna) a ricorrere all’approvvigionamento attraverso autobotti private che, nemmeno a dirlo, fanno pagare a caro prezzo il prezioso liquido.

È proprio ciò che accadendo in queste settimane nella parte alta della città dove, tra l’altro, è ubicato il solo ospedale di Gela e dove tante famiglie, in un momento anche di forte crisi economica, hanno dovuto ricorrere al pagamento della solita autobotte privata.

A fronte della tempestiva e più che legittima mobilitazione per il disagio idrico di Messina, chiediamo agli organi competenti di utilizzare la stessa attenzione e la stessa celerità anche nei confronti di Gela. Urge trovare immediate soluzioni di medio termine, capaci di liberare Gela dall’annoso problema che la attanaglia, assicurando ai cittadini tutti un giornaliero approvvigionamento di acqua potabile e non inquinata al giusto prezzo, come dovrebbe essere in ogni paese che voglia dirsi civile.

 Paola Giudice, Vincenzo Scichilone, Giorgia Turco, Paola Turco



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