

ABBASSIAMO LE LUCI PER LA PACE E PER L’AMBIENTE
Il problema
Siamo tutti coinvolti in una crisi internazionale derivante da una guerra, che avrà profonde ed importanti implicazioni economiche, legate alle fonti energetiche e al loro sfruttamento.
Le prime vittime di una guerra non sono in primo luogo l’economia, l’ambiente o l’informazione, ma le persone che muoiono, che restano ferite, che restano sole e senza speranze per il futuro, e queste sono le priorità che devono guidare le iniziative e gli interventi dei paesi democratici per fermare la catastrofe in Ucraina, traendone insegnamento per affrontare le altre guerre che si stanno combattendo sul nostro pianeta e purtroppo spesso non particolarmente degne della nostra attenzione.
Questo appello nasce dalla consapevolezza che tutti noi possiamo fare qualcosa per intaccare alcune motivazioni alla base della presente crisi e contribuire anche se minimamente alla sua soluzione. L’attuale aggressione all’Ucraina ha avuto immediate ripercussioni sui costi delle forniture energetiche, mettendo in evidenza la forte dipendenza dell’Italia per l’approvvigionamento di gas e petrolio dalla Russia. Tale dipendenza, oltre a rappresentare una forma di protezione per l’aggressore, crea gravi problemi alle famiglie ed al sistema produttivo italiano, costringendo anche il governo a riproporre l’utilizzo del carbone, con impatto devastante sull’ambiente.
Noi proponiamo di intervenire nell’immediato per ridurre la nostra dipendenza dalle forniture di fonti energetiche riducendo l’illuminazione pubblica. E’ una azione che non comportando alcun sacrificio per la popolazione, pur nella sua limitatezza, permette un risparmio per tutta la collettività e può contribuire alla causa della pace e della tutela ambientale.
L’illuminazione pubblica in Italia è proliferata a dismisura negli ultimi anni, a volte con motivazioni associate alla sicurezza in termini di minori aggressioni ed incidenti. Siamo un Paese illuminato il doppio rispetto ai vicini europei sebbene il numero di aggressioni e incidenti non sia la metà degli altri paesi. La spesa italiana per illuminazione pubblica nel 2017 è stata pari a 1,7 miliardi di euro. Con una spesa pro capite di 28,7 euro, molto più alta della media dei principali paesi europei (16,8 euro), di Francia (20,3 euro), Regno Unito (14,2 euro) e Germania (5,8 euro), dati riportati dall’Osservatorio conti pubblici italiani (vedi “Illuminazione pubblica: spendiamo troppo” di Cottarelli, Bonata, Falchi, Furgoni e Valdes").
Intendiamo quindi proporre a tutte le amministrazioni pubbliche di ridurre ragionevolmente l’illuminazione, consapevoli che questo non comporterà problemi per la popolazione, ma ci indirizza verso la strada di una maggiore efficienza ed un abbattimento degli sprechi.
RICHIEDIAMO:
LA RIDUZIONE DELLA POTENZA EROGATA NELL'ILLUMINAZIONE PUBBLICA ANCHE TRAMITE LA RIDUZIONE DEI CORPI ILLUMINANTI E IL LORO ORARIO DI ACCENSIONE.
Nella convinzione che l’eliminazione di questi sprechi concorra alla riduzione della bolletta energetica, a calmierare il prezzi, a ridurre la dipendenza energetica, ridurre l’impatto ambientale, favorire la pace e … rivedere le stelle.
Il problema
Siamo tutti coinvolti in una crisi internazionale derivante da una guerra, che avrà profonde ed importanti implicazioni economiche, legate alle fonti energetiche e al loro sfruttamento.
Le prime vittime di una guerra non sono in primo luogo l’economia, l’ambiente o l’informazione, ma le persone che muoiono, che restano ferite, che restano sole e senza speranze per il futuro, e queste sono le priorità che devono guidare le iniziative e gli interventi dei paesi democratici per fermare la catastrofe in Ucraina, traendone insegnamento per affrontare le altre guerre che si stanno combattendo sul nostro pianeta e purtroppo spesso non particolarmente degne della nostra attenzione.
Questo appello nasce dalla consapevolezza che tutti noi possiamo fare qualcosa per intaccare alcune motivazioni alla base della presente crisi e contribuire anche se minimamente alla sua soluzione. L’attuale aggressione all’Ucraina ha avuto immediate ripercussioni sui costi delle forniture energetiche, mettendo in evidenza la forte dipendenza dell’Italia per l’approvvigionamento di gas e petrolio dalla Russia. Tale dipendenza, oltre a rappresentare una forma di protezione per l’aggressore, crea gravi problemi alle famiglie ed al sistema produttivo italiano, costringendo anche il governo a riproporre l’utilizzo del carbone, con impatto devastante sull’ambiente.
Noi proponiamo di intervenire nell’immediato per ridurre la nostra dipendenza dalle forniture di fonti energetiche riducendo l’illuminazione pubblica. E’ una azione che non comportando alcun sacrificio per la popolazione, pur nella sua limitatezza, permette un risparmio per tutta la collettività e può contribuire alla causa della pace e della tutela ambientale.
L’illuminazione pubblica in Italia è proliferata a dismisura negli ultimi anni, a volte con motivazioni associate alla sicurezza in termini di minori aggressioni ed incidenti. Siamo un Paese illuminato il doppio rispetto ai vicini europei sebbene il numero di aggressioni e incidenti non sia la metà degli altri paesi. La spesa italiana per illuminazione pubblica nel 2017 è stata pari a 1,7 miliardi di euro. Con una spesa pro capite di 28,7 euro, molto più alta della media dei principali paesi europei (16,8 euro), di Francia (20,3 euro), Regno Unito (14,2 euro) e Germania (5,8 euro), dati riportati dall’Osservatorio conti pubblici italiani (vedi “Illuminazione pubblica: spendiamo troppo” di Cottarelli, Bonata, Falchi, Furgoni e Valdes").
Intendiamo quindi proporre a tutte le amministrazioni pubbliche di ridurre ragionevolmente l’illuminazione, consapevoli che questo non comporterà problemi per la popolazione, ma ci indirizza verso la strada di una maggiore efficienza ed un abbattimento degli sprechi.
RICHIEDIAMO:
LA RIDUZIONE DELLA POTENZA EROGATA NELL'ILLUMINAZIONE PUBBLICA ANCHE TRAMITE LA RIDUZIONE DEI CORPI ILLUMINANTI E IL LORO ORARIO DI ACCENSIONE.
Nella convinzione che l’eliminazione di questi sprechi concorra alla riduzione della bolletta energetica, a calmierare il prezzi, a ridurre la dipendenza energetica, ridurre l’impatto ambientale, favorire la pace e … rivedere le stelle.
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Petizione creata in data 16 aprile 2022