A difesa della musica e dei musicisti NO A​.​I.

Firmatari recenti
Maria Elisabetta Sanfilippo e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

DALLA PARTE DI CHI cre(I)A? UNA QUESTIONE ETICA A DIFESA DI CHI PRODUCE MUSICA SENZA A.I.
L'avvento dell'intelligenza artificiale sta di fatto provocando non pochi problemi a molte categorie di lavoratori, e quella dei musicisti è sicuramente tra le più colpite. Non molti sanno che oggi è possibile scaricare delle APP di AI con le quali, senza avere la benché minima conoscenza musicale, si può "produrre" una canzone o una composizione o un arrangiamento. AI attinge in maniera del tutto incontrollata e arbitraria a materiale prodotto in passato da musicisti in carne e ossa, senza l'obbligo di pagare dei diritti che sarebbero sacrosanti per l'utilizzo di creazioni intellettuali altrui. Nessuno si è preoccupato di difendere chi vive di musica: chi la compone mettendo in campo anni di studio e di esperienza, oltre alla necessaria ispirazione; chi scrive un testo sull'onda dell'emotività e della propria padronanza della lingua e della metrica, alla ricerca incessante della poesia; chi arrangia conoscendo armonia, contrappunto e orchestrazione; chi suona uno strumento perché lo ha studiato e lo continua a studiare. Purtroppo i governi non hanno pensato a regolamentare l'utilizzo dell'AI, a difesa della musica prodotta in maniera autentica, con creatività e mestiere. Ed ora è purtroppo in atto un vero e proprio processo di saccheggio e di cannibalizzazione della musica. Per questo chiediamo alla SIAE, società italiana autori ed editori, di scendere in campo per fare valere i diritti dei musicisti:
* Chiediamo che venga introdotto l'obbligo di dichiarare in maniera evidente se le produzioni sono realizzate utilizzando l'AI (composizione della melodia, del testo e degli arrangiamenti);
* Chiediamo che la SIAE non riconosca i diritti d'autore a coloro che producono brani musicali utilizzando l'AI;
Lo slogan della SIAE è "dalla parte di chi crea". Crediamo sia doverosa una presa di posizione da parte di SIAE quindi, in difesa di chi crea davvero la musica, non riconoscendo diritti d'autore a chi pigia solo dei pulsanti virtuali su una APP di AI. Non si può impedire di ingannare il pubblico con prodotti "creati" di fatto senza essere creativi. Ma perché pagare i diritti d'autore a chi autore non è? La SIAE deve prendere posizione a riguardo, altrimenti non è al servizio di chi crea. La creatività non ha nulla a che vedere con l'utilizzo di una APP e gli allievi dei Conservatori e delle tantissime scuole di musica italiane, devono imparare l'arte di cantare, suonare, comporre, arrangiare, non diventare vittime sacrificali del grande inganno proposto da AI.

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Paolo Di SabatinoPromotore della petizione

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Maria Elisabetta Sanfilippo e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

DALLA PARTE DI CHI cre(I)A? UNA QUESTIONE ETICA A DIFESA DI CHI PRODUCE MUSICA SENZA A.I.
L'avvento dell'intelligenza artificiale sta di fatto provocando non pochi problemi a molte categorie di lavoratori, e quella dei musicisti è sicuramente tra le più colpite. Non molti sanno che oggi è possibile scaricare delle APP di AI con le quali, senza avere la benché minima conoscenza musicale, si può "produrre" una canzone o una composizione o un arrangiamento. AI attinge in maniera del tutto incontrollata e arbitraria a materiale prodotto in passato da musicisti in carne e ossa, senza l'obbligo di pagare dei diritti che sarebbero sacrosanti per l'utilizzo di creazioni intellettuali altrui. Nessuno si è preoccupato di difendere chi vive di musica: chi la compone mettendo in campo anni di studio e di esperienza, oltre alla necessaria ispirazione; chi scrive un testo sull'onda dell'emotività e della propria padronanza della lingua e della metrica, alla ricerca incessante della poesia; chi arrangia conoscendo armonia, contrappunto e orchestrazione; chi suona uno strumento perché lo ha studiato e lo continua a studiare. Purtroppo i governi non hanno pensato a regolamentare l'utilizzo dell'AI, a difesa della musica prodotta in maniera autentica, con creatività e mestiere. Ed ora è purtroppo in atto un vero e proprio processo di saccheggio e di cannibalizzazione della musica. Per questo chiediamo alla SIAE, società italiana autori ed editori, di scendere in campo per fare valere i diritti dei musicisti:
* Chiediamo che venga introdotto l'obbligo di dichiarare in maniera evidente se le produzioni sono realizzate utilizzando l'AI (composizione della melodia, del testo e degli arrangiamenti);
* Chiediamo che la SIAE non riconosca i diritti d'autore a coloro che producono brani musicali utilizzando l'AI;
Lo slogan della SIAE è "dalla parte di chi crea". Crediamo sia doverosa una presa di posizione da parte di SIAE quindi, in difesa di chi crea davvero la musica, non riconoscendo diritti d'autore a chi pigia solo dei pulsanti virtuali su una APP di AI. Non si può impedire di ingannare il pubblico con prodotti "creati" di fatto senza essere creativi. Ma perché pagare i diritti d'autore a chi autore non è? La SIAE deve prendere posizione a riguardo, altrimenti non è al servizio di chi crea. La creatività non ha nulla a che vedere con l'utilizzo di una APP e gli allievi dei Conservatori e delle tantissime scuole di musica italiane, devono imparare l'arte di cantare, suonare, comporre, arrangiare, non diventare vittime sacrificali del grande inganno proposto da AI.

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Paolo Di SabatinoPromotore della petizione

I decisori

siae@pec.siae.it
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Al Direttore Generale Matteo Fedeli

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Petizione creata in data 13 aprile 2026