Actualización de la petición70 Ambasciatori a Giorgia Meloni: Fermare Netanyahu, Riconoscere la Palestina ora!Quale pace? La situazione a Gaza e in Cisgiordania rimane tragica

Pasquale FerraraRome, Italia

27 ene 2026
Care tutte e cari tutti, la petizione dei 70 Ambasciatori per il riconoscimento della Palestina ha ampiamente superato le 79.000 firme. Dopo la cosiddetta "pace" di Sharm-el-Sheik la situazione rimane in realtà tragica per i Palestinesi sia a Gaza che in Cisgiordania. Qualche dato:
- Durante la prima fase di “cessate il fuoco” del Piano, le attività militari mirate da parte di Israele sono proseguite senza tregua, causando la morte di oltre 460 abitanti di Gaza, tra cui 100 bambini. Tutte le operazioni militari israeliane dovrebbero cessare immediatamente.
- La piena fornitura di aiuti umanitari, compresi quelli per la protezione invernale, alla popolazione di Gaza in condizioni di estrema indigenza, nonché l’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni, sono state impedite a causa delle restrizioni israeliane. È indispensabile una revoca totale e immediata di tali restrizioni.
- La cancellazione della registrazione di circa 37 ONG internazionali che fornivano assistenza urgente a Gaza è la conseguenza dell’obbligo imposto loro di operare in modo contrario ai principi umanitari delle Nazioni Unite. La politica ostruzionistica di Israele deve cessare immediatamente e le ONG internazionali e le altre agenzie di aiuto devono poter continuare il loro lavoro salvavita senza ostacoli, anche per prevenire la morte di altri bambini per ipotermia.
- La campagna incessante di Israele volta a screditare l’UNRWA e a cancellare l’identità dei rifugiati palestinesi, ostacolando le operazioni dell’Agenzia a Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, ha raggiunto il suo apice il 20 gennaio con la distruzione fisica dell’Ufficio regionale dell’Agenzia stessa in Cisgiordania, a Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est, alla presenza del Ministro israeliano della Sicurezza Nazionale. L’UNRWA rimane l’unica Agenzia in grado di fornire servizi ai palestinesi su larga scala.
- Nel 2025 Israele ha promosso piani per oltre 47.000 “unità” abitative (in alcuni casi una cosiddetta unità può consistere in un intero complesso di appartamenti) in Cisgiordania, con un aumento dell’81% rispetto al 2024, in palese violazione del Parere Consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024, che ha sottolineato l’obbligo di Israele di cessare tutte le attività di insediamento, evacuare i coloni e porre fine alla loro presenza illegale. L’emissione, da parte delle autorità israeliane, di bandi di costruzione per 3.400 “unità” nel dicembre 2025 nell’area E1 tra Gerusalemme Est e la Cisgiordania è chiaramente volta a distruggere la contiguità geografica della Cisgiordania, impedire la creazione di uno Stato palestinese e minare la soluzione dei due Stati. Queste attività illegali devono cessare immediatamente, così come le azioni sempre più violente dei coloni vigilanti, protetti dalle IDF, che hanno terrorizzato i villaggi palestinesi e i loro abitanti nei Territori Palestinesi Occupati.
- Israele continua a trattenere le entrate fiscali palestinesi e a bloccare i servizi bancari di corrispondenza tra Israele e Palestina, compromettendo il corretto funzionamento dell’Autorità Palestinese e impedendo alle imprese palestinesi di accedere a finanziamenti di cui hanno urgente bisogno. Tali misure devono essere revocate senza indugio.
- A quasi ventotto mesi dal 7 ottobre, ai media internazionali è ancora vietato operare a Gaza, una situazione inaccettabile che deve essere immediatamente invertita. Si ricorda che centinaia di giornalisti, medici e operatori sanitari, insegnanti e operatori umanitari a Gaza sono stati uccisi, in molti casi deliberatamente presi di mira.
Se questa è una pace..! Perciò la nostra campagna non può terminare.
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