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Petitioning Elenco destinatari in coda alla petizione

5 PROPOSTE PER COMBATTERE L’UTILIZZO DEL CONTANTE: serve per evadere e corrompere oltre che costare, inquinare, sporcare e alimentare rapine.


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Questa è la prima petizione al mondo per chiedere alle Istituzioni interventi più efficaci nella lotta al contante:

1. Eliminare le banconote da 500 euro

2. Diffondere i pagamenti con smartphone

3. Libere commissioni bancarie

4. Più incentivi

5. Più comunicazione

Il tutto senza finire nella solita trafila delle limitazioni e degli impedimenti, tutti a scapito del cittadino (vedi limiti di spesa cash, pensioni su conto corrente e altro), perché si può fare anche senza intaccare direttamente libertà e abitudini delle persone. La lotta al contante è decisiva in quanto lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, al riciclaggio, ai suoi costi esorbitanti, a rapine e furti oltre che eliminare dalle nostre tasche uno strumento scomodo e obsoleto.

La lotta al contante è una vera e propria battaglia di civiltà, l'affermarsi di sistemi di  pagamento elettronici rappresenta un vantaggio in termini di comodità e sicurezza per le famiglie, le imprese e le pubbliche amministrazioni.

Sottoscrivete la lettera che Waroncash.org invierà alla Commissione Europea e alle Istituzioni italiane per chiedere misure più decise nella guerra al contante.

Letter to
Elenco destinatari in coda alla petizione
In un’ottica di lotta al contante efficace e veloce, Waroncash.org lancia la prima petizione pubblica rivolta alle Istituzioni al fine di sensibilizzarle verso un percorso più deciso volto alla graduale soppressione di banconote e monete come strumenti di pagamento.
Waroncash.org da tempo conduce la propria battaglia attraverso l’informazione, pubblicando post circa i nuovi strumenti di pagamento e i danni che il contante provoca: evasione fiscale, corruzione, riciclaggio, delinquenza, costi di gestione esorbitanti e numerose scomodità per il cittadino come l’assenza di garanzia in caso di furto, di falsificazione e di distruzione.

Ci rivolgiamo ai legislatori europei e italiani per richiamare l’attenzione e ottenere segnali concreti sui seguenti punti:

1 - ELIMINAZIONE IN EUROPA DELLE BANCONOTE DA 500 EURO
Chiediamo che le oltre 400milioni di banconote da 500 euro che complessivamente rappresentano un valore di 200 miliardi di euro, vengano messe fuori corso perché, alla luce delle informazioni che si possono facilmente raccogliere, non possono essere considerate semplici strumenti di pagamento, ma tagli ottimali per evadere, corrompere e riciclare denaro sporco.
C’è un sola banconota, tra le grandi valute occidentali, a superare il taglio da 500 euro, quella svizzera da 1000 franchi (circa 800 euro), negli USA le banconote da 100 dollari sono state ritirate, in Giappone il taglio più grosso è quello da 10mila yen (poco più di 100 euro) e in Inghilterra sopra le 50 sterline non c’è niente.
In Italia i ¾ delle banconote da 500 euro vengono tracciate a ridosso del confine con la Svizzera, in provincia di Forlì (quindi San Marino) e nel Triveneto. Questo significa evasione e riciclaggio.
Un milione di euro in banconote da 500 euro pesa solo 1,6 chili; 12 mila pezzi (6 milioni di euro), entrano tranquillamente in una borsa per computer e 10 mila euro entrano facilmente in una borraccia da bicicletta (come dimostrano le cronache delle «scalate» a San Marino degli spalloni ciclisti).

2 – PAGARE CON LO SMARTPHONE
Chiediamo uno sviluppo dei nuovi sistemi di pagamento elettronico, in particolare quelli di prossimità (contactless) e quelli attraverso i cellulari evoluti (m-payment) e chiediamo che il Governo sostenga le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, municipalizzate e partecipate nel dotarsi dei nuovi strumenti puntando così all’eliminazione del contante anche per i biglietti dei mezzi pubblici, parchimetri, utenze, multe, taxi, bici pubbliche, mense scolastiche, tessere bibliotecarie ecc.
Le stime dicono che nei prossimi 5 anni, l’80% degli smartphone sarà equipaggiato con tecnologia NFC (Near Field Communication) che permetterà di pagare avvicinando il proprio cellulare ai POS.
È quindi imperativo dotare tutte le amministrazioni pubbliche e municipalizzate di POS in grado di leggere la tecnologia NFC e permettere una più veloce transazione anche per i micropagamenti.
Nel frattempo, si possono utilizzare già i POS mobile, piccoli dispositivi che, inseriti nella presa audio del proprio smartphone, lo trasforma immediatamente in un accettatore di carte di pagamento, senza costi fissi né particolari autorizzazioni, stimolando così l’uso del pagamento elettronico anche tra privati.

3 – LIBERE COMMISSIONI PER CONTENERE I COSTI BANCARI
Chiediamo che le commissioni interbancarie non ricevano eccessive regolamentazioni dall’alto e che venga privilegiata l’autoregolamentazione del sistema “banca/circuito/commerciante/consumatore”. Un intervento invasivo da parte del legislatore su questo delicato meccanismo potrebbe generare privilegi a tutti tranne che al consumatore il quale si troverebbe appesantito da costi bancari creati per compensare le perdite causate dalla regolamentazione stessa.
L’interchange fee, quella percentuale che la banca del commerciante versa alla banca del consumatore ogni volta che avviene una transazione con carta, sostiene il sistema dei pagamenti elettronici. La Spagna tra il 2006 e il 2010 ha deciso di abbassare progressivamente le interchange fee fino al 57%. Il risultato è che i consumatori spagnoli non hanno ottenuto alcun beneficio, anzi: a fronte di un risparmio di 2,75 miliardi di euro in cinque anni da parte dei commercianti, i costi per i consumatori sono aumentati di uno sbalorditivo 50% nello stesso periodo. Questo si traduce in un carico aggiuntivo di 2,35 miliardi di euro che i consumatori hanno dovuto sostenere, solo per l’utilizzo delle proprie carte di pagamento. Il motivo è che a causa dell’interchange fee più bassa, le banche emittenti delle carte hanno ottenuto entrate significativamente inferiori, e questo ha comportato una compensazione a danno dei consumatori da parte delle banche.

4 – INTRODURRE IL CONTRASTO DI INTERESSI E INCENTIVI AI PAGAMENTI NO CASH
Chiediamo che, esaminando con attenzione le indicazioni che il parlamento italiano ha espresso in termini di contrasto d’interessi, si legiferi presto per fare in modo che si possa detrarre dal proprio reddito le spese regolarmente documentate con scontrino o fattura.
Uno degli strumenti per combattere l’evasione è la possibilità di detrarre le spese sostenute e documentate con scontrini o fatture, un strumento che può rivelarsi molto utile soprattutto se unito a incentivi per chi dimostra di non accettare contante per le proprie prestazioni professionali. In particolare, riteniamo che gli incentivi debbano privilegiare il consumatore finale con l'obiettivo di stimolarlo al progressivo passaggio verso forme di pagamento no cash.

5 - COMUNICARE I VANTAGGI DEL DENARO ELETTRONICO E I DANNI DI QUELLO CONTANTE
Chiediamo che le Istituzioni Europee, Centrali e Locali aderiscano a tutte le iniziative di promozione all’uso di strumenti di pagamento alternativi al contante, attraverso la partecipazione diretta o con il proprio patrocinio.
Non si può concepire un cambiamento senza la partecipazione della cittadinanza e senza il suo consenso; è quindi della massima importanza sviluppare o aiutare azioni d’informazione, educazione e coinvolgimento. Auspichiamo quindi di vedere numerose campagne e azioni di comunicazione volte a spiegare ai tutti i pubblici, soprattutto quelli più deboli, (anziani, giovani, stranieri) come stanno cambiando i mezzi di pagamento e come poterli sfruttare per tutte le proprie necessità. Inoltre si chiede maggiore informazione sui livelli di sicurezza delle carte, oggi molto alti, ma ancora percepiti inadeguati dal pubblico.

LA PETIZIONE E' INDIRIZZATA A:
José Manuel Barroso, Presidente Commissione Europea
Neelie Kroes, Vicepresidente Commissione Europea
Antonio Tajani, Vicepresidente Commissione Europea
Olli Rehn Vicepresidente Commissione Europea
Rita Wezenbeek, Capo unità Payment Systems Commissione Europea
Jean-Yves Muylle, Capo unità Retail financial services and consumer policy Commissione Europea
Maria Cristina Russo, Capo unità Financial Services and Redress SANCO Commissione Europea
Vittorio Grilli, Ministro dell’economia e delle finanze
Vieri Ceriani, Sottosegretario all’economia e alle finanze
Gianfranco Polillo, Sottosegretario all’economia e alle finanze
Alessandro RIvera, Capo Direzione Sistema Bancario e Finanziario
Giuseppe Tripoli, Capo Dipartimento Impresa e Internazionalizzazione del Ministero per lo Sviluppo Economico
Mario Mauro, Parlamento Europeo
Leonardo Domenici, Parlamento Europeo
Alfredo Pallone, Parlamento Europeo
Claudio Morganti, Parlamento Europeo
Matteo Salvini, Parlamento Europeo
Sergio Cofferati, Parlamento Europeo
Cesare Cursi, Presidente Commissione X Senato
Filippo Bubbico, Capogruppo PD Commissione X Senato
Enzo Giorgio Ghigo, Capogruppo PDL Commissione X Senato
Mario Baldassarri, Presidente Commissione VI Finanze Senato
Raffaele Lauro, Capogruppo PDL Commissione VI Senato
Giuliano Barbolini, Capogruppo PD Commissione VI Senato
Manuela Dal Lago, Presidente Commissione X Camera
Andrea Lulli, Capogruppo PD Commissione X Camera
Stefano Scaglia, Capogruppo PDL Commissione X Camera
Conte Gianfranco, Presidente Commissione VI Finanze Camera
Bernardo Maurizio, Capogruppo PDL Commissione VI Camera
Fluvi Alberto, Capogruppo PD Commissione VI Camera
Mario Draghi, Presidente BCE
Ignazio Visco, Governatore Bankitalia