35000 voci

35000 voci

Firmatari recenti
Tatiana Sarbu e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Alle Istituzioni,

al Ministero della Salute,

alle Regioni,

ai cittadini.

 

Siamo i collaboratori degli studi dei Medici di Medicina Generale. Quelli che rispondono al telefono quando nessuno riesce a prenotare. Quelli che accolgono pazienti fragili, anziani, spaventati. Quelli che aiutano il medico di famiglia a gestire ricette, impegnative, visite, urgenze, pratiche burocratiche e spesso anche il peso umano della sanità territoriale.

Esistiamo da anni. Eppure, oggi rischiamo di sparire nel silenzio generale.

La nuova riforma della medicina territoriale non sta solo cambiando l’organizzazione degli studi medici; sta mettendo a rischio il lavoro di migliaia di NOI, che ogni giorno rappresentiamo il primo punto di contatto tra cittadini e medico di famiglia. Dopo anni di servizio, esperienza e responsabilità, La riforma non tiene conto di nessuno di noi, come se la politica volesse cancellarci e sacrificarci insieme ai nostri medici. 

Secondo le stime, siamo circa 35.000 operatori. 35.000 persone che rischiano il posto di lavoro. 35.000 famiglie lasciate nell’incertezza.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo di non essere cancellati.

Chiediamo che le istituzioni si assumano la responsabilità delle conseguenze che ci saranno, con l’eventuale approvazione del decreto legge Schillaci, senza dimenticare il costo umano che tale riforma porterebbe: tantissime persone e famiglie senza lavoro. 

Chiediamo:

​•​La conservazione delle occupazioni attuali e reali negli studi dei MMG e nelle   AFT, e le relative tutele;

​•​riconoscimento professionale;

​•​ garanzie sul futuro di migliaia di lavoratori.

Per anni siamo stati definiti “essenziali”. Oggi non possiamo diventare improvvisamente sacrificabili. Dietro ogni studio medico che funziona c’è anche il lavoro di una segreteria, di un collaboratore, di una presenza costante che tiene insieme organizzazione e umanità. Ignorarlo significa indebolire ulteriormente la sanità territoriale. Questa lettera non è solo una protesta.

È una richiesta di ascolto. Di rispetto. Di responsabilità. 

Perché una riforma sanitaria non può dirsi davvero efficace se, per costruire il futuro, decide di abbandonare chi ha mandato avanti il presente: l’unico effetto reale immediato sarebbe la cancellazione di 35000 posti di lavoro senza neppure garanzia di un ritorno positivo per la salute collettiva 

 

I collaboratori degli studi medici di base #35000Voci

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Amalia SciarraPromotore della petizione

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Alle Istituzioni,

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alle Regioni,

ai cittadini.

 

Siamo i collaboratori degli studi dei Medici di Medicina Generale. Quelli che rispondono al telefono quando nessuno riesce a prenotare. Quelli che accolgono pazienti fragili, anziani, spaventati. Quelli che aiutano il medico di famiglia a gestire ricette, impegnative, visite, urgenze, pratiche burocratiche e spesso anche il peso umano della sanità territoriale.

Esistiamo da anni. Eppure, oggi rischiamo di sparire nel silenzio generale.

La nuova riforma della medicina territoriale non sta solo cambiando l’organizzazione degli studi medici; sta mettendo a rischio il lavoro di migliaia di NOI, che ogni giorno rappresentiamo il primo punto di contatto tra cittadini e medico di famiglia. Dopo anni di servizio, esperienza e responsabilità, La riforma non tiene conto di nessuno di noi, come se la politica volesse cancellarci e sacrificarci insieme ai nostri medici. 

Secondo le stime, siamo circa 35.000 operatori. 35.000 persone che rischiano il posto di lavoro. 35.000 famiglie lasciate nell’incertezza.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo di non essere cancellati.

Chiediamo che le istituzioni si assumano la responsabilità delle conseguenze che ci saranno, con l’eventuale approvazione del decreto legge Schillaci, senza dimenticare il costo umano che tale riforma porterebbe: tantissime persone e famiglie senza lavoro. 

Chiediamo:

​•​La conservazione delle occupazioni attuali e reali negli studi dei MMG e nelle   AFT, e le relative tutele;

​•​riconoscimento professionale;

​•​ garanzie sul futuro di migliaia di lavoratori.

Per anni siamo stati definiti “essenziali”. Oggi non possiamo diventare improvvisamente sacrificabili. Dietro ogni studio medico che funziona c’è anche il lavoro di una segreteria, di un collaboratore, di una presenza costante che tiene insieme organizzazione e umanità. Ignorarlo significa indebolire ulteriormente la sanità territoriale. Questa lettera non è solo una protesta.

È una richiesta di ascolto. Di rispetto. Di responsabilità. 

Perché una riforma sanitaria non può dirsi davvero efficace se, per costruire il futuro, decide di abbandonare chi ha mandato avanti il presente: l’unico effetto reale immediato sarebbe la cancellazione di 35000 posti di lavoro senza neppure garanzia di un ritorno positivo per la salute collettiva 

 

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Petizione creata in data 22 maggio 2026