È POSSIBILE PERDERE UN INCARICO ISTITUZIONALE PER AVER PARLATO DI PALESTINA?


È POSSIBILE PERDERE UN INCARICO ISTITUZIONALE PER AVER PARLATO DI PALESTINA?
Il problema
È POSSIBILE PERDERE UN INCARICO ISTITUZIONALE
PER AVER PARLATO DI PALESTINA?
A Thiene, in provincia di Vicenza, è successo.
Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale, si è trovato improvvisamente al centro di un attacco mediatico e politico nazionale dopo aver scritto un testo di solidarietà verso il popolo palestinese, a Mohammad Hannoun e alle persone arrestate il 27 dicembre 2025 ,in una operazione repressiva che criminalizza l’aiuto umanitario.
Un testo politico e umano, che rivendica il diritto alla solidarietà internazionale e denuncia la criminalizzazione dell’aiuto umanitario.
A seguito di questa presa di posizione, Alaeddine Kaabouri è stato trascinato in un violento attacco mediatico a livello nazionale:
– definito falsamente “terrorista” e “consigliere filo-Hamas” da diverse testate giornalistiche;
– attaccato politicamente da Fratelli d’Italia, Lega e forze della destra;
– sottoposto a una campagna d’odio che ha incluso minacce personali e alla sua famiglia, nonché offese e attacchi a sfondo razziale.
Di fronte a tutto questo, il Sindaco ha scelto di revocare le deleghe senza alcun confronto preventivo, motivando il provvedimento come atto “fiduciario” e politico, senza però riconoscere il lavoro svolto fino a quel momento, che era stato unanimemente considerato serio, costante ed esemplare.
Riteniamo gravissimo che:
un consigliere comunale perda le proprie deleghe per aver espresso un’opinione politica sulla Palestina;
il Sindaco di Thiene non abbia difeso un membro della propria giunta dagli attacchi d’odio e razzisti;
si sia scelto di assecondare le pressioni della destra nazionale invece di tutelare l’autonomia politica e democratica dell’ente locale.
Ci chiediamo:
DOV’È LA DEMOCRAZIA?
è possibile che in una democrazia locale
un consigliere comunale venga politicamente isolato
per aver espresso solidarietà al popolo palestinese
È possibile che il dissenso venga punito invece di essere discusso?
È possibile che un rappresentante delle istituzioni venga lasciato solo di fronte a minacce e attacchi razzisti?
È possibile che la pressione della destra nazionale condizioni le scelte di un’amministrazione comunale?
Sostenere il popolo palestinese non è terrorismo.
La solidarietà internazionale non è un crimine.
La libertà di espressione non può essere selettiva.
Per questo firmiamo questo appello, per dire che quanto accaduto a Thiene non è normale, non è giusto e non deve passare sotto silenzio.
Alaeddine Kaabouri non è solo.
Parlare di Palestina non può costare l’emarginazione politica.
AltoVicentino per la Palestina

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Il problema
È POSSIBILE PERDERE UN INCARICO ISTITUZIONALE
PER AVER PARLATO DI PALESTINA?
A Thiene, in provincia di Vicenza, è successo.
Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale, si è trovato improvvisamente al centro di un attacco mediatico e politico nazionale dopo aver scritto un testo di solidarietà verso il popolo palestinese, a Mohammad Hannoun e alle persone arrestate il 27 dicembre 2025 ,in una operazione repressiva che criminalizza l’aiuto umanitario.
Un testo politico e umano, che rivendica il diritto alla solidarietà internazionale e denuncia la criminalizzazione dell’aiuto umanitario.
A seguito di questa presa di posizione, Alaeddine Kaabouri è stato trascinato in un violento attacco mediatico a livello nazionale:
– definito falsamente “terrorista” e “consigliere filo-Hamas” da diverse testate giornalistiche;
– attaccato politicamente da Fratelli d’Italia, Lega e forze della destra;
– sottoposto a una campagna d’odio che ha incluso minacce personali e alla sua famiglia, nonché offese e attacchi a sfondo razziale.
Di fronte a tutto questo, il Sindaco ha scelto di revocare le deleghe senza alcun confronto preventivo, motivando il provvedimento come atto “fiduciario” e politico, senza però riconoscere il lavoro svolto fino a quel momento, che era stato unanimemente considerato serio, costante ed esemplare.
Riteniamo gravissimo che:
un consigliere comunale perda le proprie deleghe per aver espresso un’opinione politica sulla Palestina;
il Sindaco di Thiene non abbia difeso un membro della propria giunta dagli attacchi d’odio e razzisti;
si sia scelto di assecondare le pressioni della destra nazionale invece di tutelare l’autonomia politica e democratica dell’ente locale.
Ci chiediamo:
DOV’È LA DEMOCRAZIA?
è possibile che in una democrazia locale
un consigliere comunale venga politicamente isolato
per aver espresso solidarietà al popolo palestinese
È possibile che il dissenso venga punito invece di essere discusso?
È possibile che un rappresentante delle istituzioni venga lasciato solo di fronte a minacce e attacchi razzisti?
È possibile che la pressione della destra nazionale condizioni le scelte di un’amministrazione comunale?
Sostenere il popolo palestinese non è terrorismo.
La solidarietà internazionale non è un crimine.
La libertà di espressione non può essere selettiva.
Per questo firmiamo questo appello, per dire che quanto accaduto a Thiene non è normale, non è giusto e non deve passare sotto silenzio.
Alaeddine Kaabouri non è solo.
Parlare di Palestina non può costare l’emarginazione politica.
AltoVicentino per la Palestina

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Petizione creata in data 4 gennaio 2026