Dimissioni di Calderoli. #iostoconCecileKyenge

Il problema

Le battute di Calderoli contro la ministra Kyenge (“sembra un orango”) sono la spia di una sub cultura razzista per troppo tempo accettata o derubricata a “eccessi verbali”. Nelle sue parole, come sempre, traspare l’odio per la ministra Kyenge, che ha il doppio torto di essere donna e di non avere la pelle bianca. Questa spirale va ora stroncata. Ci auguriamo che già alla prossima seduta del Senato sia posta la richiesta di far dimettere questo signore, quantomeno dalla carica di vicepresidente del Senato e che siano disertate le sedute da lui eventualmente presiedute.

Per raggiungere questo obiettivo abbiamo deciso di avviare una raccolta di firme sul sito Change.org per chiedere le dimissioni di Calderoli, vice presidente del Senato ed invieremo al presidente Grasso le firme già raccolte per chiedere al Parlamento Europeo le dimissioni di Borghezio, protagonista di analoghe imprese, petizione vittoriosa con oltre 130mila firme. Il parlamento europeo ha duramente censurato quelle parole e Borghezio è stato messo alla porta dal gruppo. Non vi è ragione alcuna perché l’Italia non faccia lo stesso, anzi di più.

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Il problema

Le battute di Calderoli contro la ministra Kyenge (“sembra un orango”) sono la spia di una sub cultura razzista per troppo tempo accettata o derubricata a “eccessi verbali”. Nelle sue parole, come sempre, traspare l’odio per la ministra Kyenge, che ha il doppio torto di essere donna e di non avere la pelle bianca. Questa spirale va ora stroncata. Ci auguriamo che già alla prossima seduta del Senato sia posta la richiesta di far dimettere questo signore, quantomeno dalla carica di vicepresidente del Senato e che siano disertate le sedute da lui eventualmente presiedute.

Per raggiungere questo obiettivo abbiamo deciso di avviare una raccolta di firme sul sito Change.org per chiedere le dimissioni di Calderoli, vice presidente del Senato ed invieremo al presidente Grasso le firme già raccolte per chiedere al Parlamento Europeo le dimissioni di Borghezio, protagonista di analoghe imprese, petizione vittoriosa con oltre 130mila firme. Il parlamento europeo ha duramente censurato quelle parole e Borghezio è stato messo alla porta dal gruppo. Non vi è ragione alcuna perché l’Italia non faccia lo stesso, anzi di più.

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I decisori

Pietro Grasso
Leader di Liberi e Uguali
Roberto Maroni
Roberto Maroni
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Petizione creata in data 14 luglio 2013