Salviamo la E.454.001, prima locomotiva monocabina italiana dalla demolizione


Salviamo la E.454.001, prima locomotiva monocabina italiana dalla demolizione
Il problema
Dopo la E.404.000 è giunto l'ordine di demolire anche la E.454.001 ultima superstite di due gruppi di locomotive che hanno rappresentato il primo esempio di macchine monocabina delle Ferrovie dello Stato.
Costruite a cavallo fra gli anni '80 e '90, furono realizzate da un consorzio formato da Breda, Ansaldo, Fiat Ferroviaria e ABB, con il design affidato a Pininfarina, che realizzò una forma estremamente particolare e molto diversa da quanto circolante fino ad allora.
Questo portò ad una linea spigolosa ma filante, caratterizzata da una cassa rosso fuoco e grigio antracite e dalla cabina in grigio scuro, staccate nettamente da una linea di demarcazione diagonale.
Dopo alcuni anni di esercizio nelle zone della Toscana, tutte le 5 unità dei gruppi E.453 ed E.454 sono state accantonate e ad oggi ben 4 sono state demolite.
Un supplemento di esistenza è stato concesso in modo del tutto fortuito (ne era già stata decretata la demolizione) alla E.454.001, che a partire dal 1998 è stata presa in carico dal Centro Prove Elettriche FS “Cesare Bianchi” di Empoli, dove in collaborazione con l'Università di Firenze ha svolto su un tratto di catenaria appositamente attrezzata i test di sviluppo del nuovo pantografo a spinta impressa ATR90 progettato da Ansaldo, che avrebbe poi equipaggiato gli ETR 500, le nuove E.402B ed in seguito anche gli ETR 485.
Supplemento di esistenza che adesso, nel gennaio 2014, a 25 anni dalla consegna, sembra volgere al termine, dal momento che ne è stato deciso il definitivo trasferimento per demolizione.
Dotata di un design d'effetto, innegabilmente figlio dei controversi anni '80, che piace o non piace, senza mezze misure, capostipite della scelta tecnica di utilizzare per il servizio locale e interregionale treni reversibili composti da locomotore monocabina e vettura pilota all'altra estremità, che è tutt'altro che morta con questi prototipo ma anzi, ha dato vita al più numeroso gruppo (E.464), con 688 esemplari, di tutta la storia delle Ferrovie Italiane, probabilmente nel suo piccolo meriterebbe altro destino.
Noi ci proviamo.

Il problema
Dopo la E.404.000 è giunto l'ordine di demolire anche la E.454.001 ultima superstite di due gruppi di locomotive che hanno rappresentato il primo esempio di macchine monocabina delle Ferrovie dello Stato.
Costruite a cavallo fra gli anni '80 e '90, furono realizzate da un consorzio formato da Breda, Ansaldo, Fiat Ferroviaria e ABB, con il design affidato a Pininfarina, che realizzò una forma estremamente particolare e molto diversa da quanto circolante fino ad allora.
Questo portò ad una linea spigolosa ma filante, caratterizzata da una cassa rosso fuoco e grigio antracite e dalla cabina in grigio scuro, staccate nettamente da una linea di demarcazione diagonale.
Dopo alcuni anni di esercizio nelle zone della Toscana, tutte le 5 unità dei gruppi E.453 ed E.454 sono state accantonate e ad oggi ben 4 sono state demolite.
Un supplemento di esistenza è stato concesso in modo del tutto fortuito (ne era già stata decretata la demolizione) alla E.454.001, che a partire dal 1998 è stata presa in carico dal Centro Prove Elettriche FS “Cesare Bianchi” di Empoli, dove in collaborazione con l'Università di Firenze ha svolto su un tratto di catenaria appositamente attrezzata i test di sviluppo del nuovo pantografo a spinta impressa ATR90 progettato da Ansaldo, che avrebbe poi equipaggiato gli ETR 500, le nuove E.402B ed in seguito anche gli ETR 485.
Supplemento di esistenza che adesso, nel gennaio 2014, a 25 anni dalla consegna, sembra volgere al termine, dal momento che ne è stato deciso il definitivo trasferimento per demolizione.
Dotata di un design d'effetto, innegabilmente figlio dei controversi anni '80, che piace o non piace, senza mezze misure, capostipite della scelta tecnica di utilizzare per il servizio locale e interregionale treni reversibili composti da locomotore monocabina e vettura pilota all'altra estremità, che è tutt'altro che morta con questi prototipo ma anzi, ha dato vita al più numeroso gruppo (E.464), con 688 esemplari, di tutta la storia delle Ferrovie Italiane, probabilmente nel suo piccolo meriterebbe altro destino.
Noi ci proviamo.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 18 gennaio 2014