Indipendenza da Google e Apple nell’accesso ai servizi digitali fondamentali

Indipendenza da Google e Apple nell’accesso ai servizi digitali fondamentali

Firmatari recenti
Lucia Corsi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Negli ultimi anni l’accesso ai servizi digitali fondamentali della vita civile — identità digitale, sanità, previdenza, home banking e pubblica amministrazione — è diventato sempre più dipendente dall'utilizzo di applicazioni mobili distribuite esclusivamente attraverso ecosistemi privati controllati primariamente da Google e Apple. In molti casi, le applicazioni necessarie per accedere a servizi quali CieID, INPS, SSN, SPID e home banking non sono scaricabili senza un account Google o Apple, o non funzionano in assenza di componenti proprietari come Google Play Services. Questa evoluzione:

  • limita la libertà tecnologica dei cittadini, costringendoli ad avvalersi come intermediari di servizi di terze parti, per di più soggetti a giurisdizioni extra-UE e a politiche di gestione dei dati che sollevano gravi interrogativi sulla privacy;
  • introduce una dipendenza di fatto da soggetti commerciali privati per l’accesso a servizi considerabili come fondamentali per la vita civile;
  • ostacola l’uso di software libero e sistemi orientati alla privacy;
  • discrimina i cittadini che non desiderano o non possono aderire a tali ecosistemi.

È importante distinguere i diversi modelli tecnologici e le loro implicazioni. Un ecosistema proprietario come quello Apple è intrinsecamente chiuso e centralizzato, e la distribuzione delle applicazioni tramite App Store è coerente con questa architettura. Diverso è il caso di Android Open Source Project, nato come piattaforma aperta, nel quale l’introduzione di logiche di controllo simili a quelle di iOS rappresenta quindi una riduzione della libertà originaria del sistema. In questo contesto, l’uso di Android senza servizi Google è una possibilità legittima e coerente con la sua apertura; l’adozione di software libero, sistemi “degoogled” o configurazioni orientate alla privacy non implica minori livelli di sicurezza, ma risponde alla scelta consapevole di ridurre tracciamento, profilazione e dipendenza da grandi piattaforme.

Sui personal computer, del resto, è sempre stata prassi comune scaricare software direttamente dai siti ufficiali dei produttori tramite browser, senza intermediari centralizzati o account obbligatori, mentre su smartphone e tablet si è affermato un modello fortemente accentrato in cui poche piattaforme controllano distribuzione e installazione delle app, spesso giustificando tale scelta con motivazioni di sicurezza. Tuttavia, l’idea che il download diretto di applicazioni dal browser sia intrinsecamente insicuro non è una verità tecnica, ma una scelta di modello di controllo non proporzionata alle reali esigenze di sicurezza.

Per questo motivo, si ritiene necessario che i servizi digitali pubblici garantiscano modalità di accesso indipendenti da servizi terzi quali Google o Apple:

  • consentendo lo scaricamento delle proprie applicazioni anche per via diretta tramite browser dai relativi siti istituzionali, sotto forma di pacchetti verificabili, senza obbligo di passaggio da store proprietari o creazione di account presso terze parti;
  • consentendo lo scaricamento delle proprie applicazioni anche tramite canali di distribuzione alternativi e indipendenti che non richiedano creazione di account (ad esempio Aurora Store), senza vincoli di ecosistema;
  • supportando piattaforme Android prive di componenti proprietari;
  • offrendo alternative web complete e realmente funzionanti.

Questi principi devono valere non solo per la pubblica amministrazione, ma anche per tutti i servizi digitali ormai essenziali alla partecipazione economica e sociale. Si ritiene dunque necessario che vengano introdotte normative nazionali o europee volte a garantire l'applicazione di tali principi anche nei casi di soggetti privati che operano come infrastrutture di fatto della vita civile, quali i servizi bancari, assicurativi e di autenticazione digitale.

avatar of the starter
Irene V.Promotore della petizione

92

Firmatari recenti
Lucia Corsi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Negli ultimi anni l’accesso ai servizi digitali fondamentali della vita civile — identità digitale, sanità, previdenza, home banking e pubblica amministrazione — è diventato sempre più dipendente dall'utilizzo di applicazioni mobili distribuite esclusivamente attraverso ecosistemi privati controllati primariamente da Google e Apple. In molti casi, le applicazioni necessarie per accedere a servizi quali CieID, INPS, SSN, SPID e home banking non sono scaricabili senza un account Google o Apple, o non funzionano in assenza di componenti proprietari come Google Play Services. Questa evoluzione:

  • limita la libertà tecnologica dei cittadini, costringendoli ad avvalersi come intermediari di servizi di terze parti, per di più soggetti a giurisdizioni extra-UE e a politiche di gestione dei dati che sollevano gravi interrogativi sulla privacy;
  • introduce una dipendenza di fatto da soggetti commerciali privati per l’accesso a servizi considerabili come fondamentali per la vita civile;
  • ostacola l’uso di software libero e sistemi orientati alla privacy;
  • discrimina i cittadini che non desiderano o non possono aderire a tali ecosistemi.

È importante distinguere i diversi modelli tecnologici e le loro implicazioni. Un ecosistema proprietario come quello Apple è intrinsecamente chiuso e centralizzato, e la distribuzione delle applicazioni tramite App Store è coerente con questa architettura. Diverso è il caso di Android Open Source Project, nato come piattaforma aperta, nel quale l’introduzione di logiche di controllo simili a quelle di iOS rappresenta quindi una riduzione della libertà originaria del sistema. In questo contesto, l’uso di Android senza servizi Google è una possibilità legittima e coerente con la sua apertura; l’adozione di software libero, sistemi “degoogled” o configurazioni orientate alla privacy non implica minori livelli di sicurezza, ma risponde alla scelta consapevole di ridurre tracciamento, profilazione e dipendenza da grandi piattaforme.

Sui personal computer, del resto, è sempre stata prassi comune scaricare software direttamente dai siti ufficiali dei produttori tramite browser, senza intermediari centralizzati o account obbligatori, mentre su smartphone e tablet si è affermato un modello fortemente accentrato in cui poche piattaforme controllano distribuzione e installazione delle app, spesso giustificando tale scelta con motivazioni di sicurezza. Tuttavia, l’idea che il download diretto di applicazioni dal browser sia intrinsecamente insicuro non è una verità tecnica, ma una scelta di modello di controllo non proporzionata alle reali esigenze di sicurezza.

Per questo motivo, si ritiene necessario che i servizi digitali pubblici garantiscano modalità di accesso indipendenti da servizi terzi quali Google o Apple:

  • consentendo lo scaricamento delle proprie applicazioni anche per via diretta tramite browser dai relativi siti istituzionali, sotto forma di pacchetti verificabili, senza obbligo di passaggio da store proprietari o creazione di account presso terze parti;
  • consentendo lo scaricamento delle proprie applicazioni anche tramite canali di distribuzione alternativi e indipendenti che non richiedano creazione di account (ad esempio Aurora Store), senza vincoli di ecosistema;
  • supportando piattaforme Android prive di componenti proprietari;
  • offrendo alternative web complete e realmente funzionanti.

Questi principi devono valere non solo per la pubblica amministrazione, ma anche per tutti i servizi digitali ormai essenziali alla partecipazione economica e sociale. Si ritiene dunque necessario che vengano introdotte normative nazionali o europee volte a garantire l'applicazione di tali principi anche nei casi di soggetti privati che operano come infrastrutture di fatto della vita civile, quali i servizi bancari, assicurativi e di autenticazione digitale.

avatar of the starter
Irene V.Promotore della petizione

I decisori

Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP)
Garante per la Protezione dei Dati Personali (GPDP)
Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN)
Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN)
Agenzia per l'Italia Digitale (AgID)
Agenzia per l'Italia Digitale (AgID)
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la trasformazione digitale
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la trasformazione digitale

Aggiornamenti sulla petizione