Decision Maker

Vincenzo De Luca

  • Presidente Regione Campania

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Victory
Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
67,094 supporters
Petitioning Luigi De Magistris

Salviamo la nostra terra: risanare il terreno della Terra dei fuochi attraverso il Pioppo.

Testo in ITALIANO - ENGLISH BELOW Cos'è la Terra dei fuochi? La Terra dei fuochi comprende un territorio di 1076 km², nel quale sono situati 57 comuni, nei quali risiedono circa 2 milioni e mezzo di abitanti: 33 comuni sono situati nella provincia di Napoli e 24 comuni sono ubicati nella provincia di Caserta. Dati preoccupanti Nella Terra dei fuochi ci si ammala di più di tumore rispetto al resto del Sud e si muore di più rispetto a tutta Italia. Al confronto con il Mezzogiorno, il tasso complessivo di incidenza di tutti i carcinomi maligni nell’Asl 3 Napoli Sud arriva a essere più alto del 46% per gli uomini e del 21% in più per le donne. Abbiamo la presenza di metalli tossici nei suoli, di arsenico, cadmio, vanadio e zinco che è spesso ben oltre i limiti d’intervento fissati dal Dlgs 152/2016.  Il mio progetto Risanare il terreno inquinato. Come? Attraverso una bonifica ecosostenibile che ripristina la fertilità del terreno. Come ripristinare la fertilità del terreno inquinato da rifiuti tossici? La mia idea è quella di creare delle vere e proprie zone verdi formate da Pioppo o altre piante in grado di fitoestrarre metalli pesanti dal terreno, in particolare il Pioppo. Ecco le altre piante in grado di fitoestrarre metalli pesanti: Vetiver (Chrysopogon zizanioides) – assorbe metalli pesanti; Arabetta (Cardaminopsis talleri) - assorbe cadmio; Alisso (Alyssum wulfenianum) - assorbe nichel; Sebertis acuminata – assorbe il nichel; Amaranto (Amaranthus retroflexus) – assorbe il cesio radioattivo Girasole selvatico (Helianthus rigidus) – assorbe nichel e cromo; Girasole comune (Helianthus annuus) - assorbe cesio e stronzio; Senape indiana (Brassica juncea) – assorbe piombo, cromo, cadmio, nichel, zinco, selenio e altri metalli pesanti; Senape selvatica (Thlaspi goesingense) - assorbe nichel, cadmio e zinco; Colza (Brassica napus) - assorbe il selenio; Festuca (Festuca arundinacea) - assorbe selenio; Pioppo ibrido (Populus) - assorbe arsenico, cadmio e zinco. Piantare alberi di questo genere in specifiche zone nella provincia di Caserta e Napoli.  Bonifica ecosostenibile e a basso costo.  Cos'è il Pioppo? Il Pioppo è un albero molto noto e diffuso nell'emisfero settentrionale. Appartiene alla famiglia delle Salicaceae. Cresce molto rapidamente, fino a 30 Mt. In Italia viene coltivato vicino alle rive del Po'. Una soluzione del genere, formando quindi delle vere e proprie zone verdi nelle aree inquinate, ridurrà i rischi per la nostra salute, e soprattutto permetterà di riportare alla luce terreni distrutti dall'inquinamento ambientale. Perché proprio il Pioppo? Perché il Pioppo può essere utilizzato per creare aree verdi in modo tale da risanare un terreno inquinato? Questo si chiama FITORISANAMENTO.Il PIOPPO è una pianta dall’alto potere evapotraspirativo (che ne denota il flusso del passaggio dell’acqua dallo stato liquido a quello di vapore e la diffusione del vapore acqueo dalla superficie vegetale all’atmosfera circostante) e ad alta formazione di biomassa, è capace di assorbire e accumulare nei suoi tessuti notevoli quantità di metalli durante il suo ciclo di vita. Cos'è il FITORISANAMENTO Il fitorisanamento è una tecnologia naturale di bonifica dei suoli che utilizza alcune piante che sono in grado di fitoestrarre metalli pesanti e/o indurre la degradazione di composti organici in terreni contaminati.     ENGLISH   What is the Land of Fires? The Land of Fires includes a territory of 1076 km², in which there are 57 municipalities, in which there are about 2 and a half million inhabitants: 33 municipalities are located in the province of Naples and 24 municipalities are located in the province of Caserta.   Worrying data In the Land of fires we get more cancer than the rest of the South and we die more than in Italy. In comparison with the South, the overall incidence rate of all malignant carcinomas in the ASL 3 Napoli Sud comes to be 46% higher for men and 21% higher for women.We have the presence of toxic metals in soils, of arsenic, cadmium, vanadium and zinc which is often well beyond the intervention limits set by Legislative Decree 152/2016.   My project Repair the polluted soil. As? Through an eco-sustainable reclamation that restores the fertility of the land. How to restore the fertility of the soil polluted by toxic waste?My idea is to create real green areas formed by Poplar or other plants able to extract heavy metals from the ground, in particular the Poplar. Here are the other plants able to extract heavy metals: Vetiver (Chrysopogon zizanioides) - absorbs heavy metals;Arabetta (Cardaminopsis talleri) - absorbs cadmium;Alisso (Alyssum wulfenianum) - absorbs nickel;Sebertis acuminata - absorbs nickel;Amaranth (Amaranthus retroflexus) - absorbs radioactive cesiumWild sunflower (Helianthus rigidus) - absorbs nickel and chromium;Common Sunflower (Helianthus annuus) - absorbs cesium and strontium;Indian mustard (Brassica juncea) - absorbs lead, chromium, cadmium, nickel, zinc, selenium and other heavy metals;Wild mustard (Thlaspi goesingense) - absorbs nickel, cadmium and zinc;Colza (Brassica napus) - absorbs selenium;Festuca (Festuca arundinacea) - absorbs selenium;Hybrid poplar (Populus) - absorbs arsenic, cadmium and zinc. To plant trees of this kind in specific areas in the province of Caserta and Naples.Eco-friendly and low-cost reclamation.   What is Poplar? The Poplar is a very well known and widespread tree in the northern hemisphere. It belongs to the Salicaceae family. It grows very quickly, up to 30 Mt. In Italy it is cultivated near the banks of the Po '.A solution of this kind, thus forming real green areas in the polluted areas, will reduce the risks to our health, and above all it will allow us to bring back light destroyed by environmental pollution.   Why the Poplar? Why can the Poplar be used to create green areas in order to restore polluted soil?This is called FITORISANAMENTO.The POPLAR is a plant with a high evapotranspirative power (which denotes the flow of water from the liquid to the vapor state and the diffusion of water vapor from the plant surface to the surrounding atmosphere) and with a high biomass formation. capable of absorbing and accumulating considerable amounts of metals in its tissues during its life cycle.   What is FITORISANAMENTO? Phytoremediation is a natural soil remediation technology that uses some plants that are able to extract heavy metals and / or induce the degradation of organic compounds in contaminated soil.  

Domenico Gagliardi
50,037 supporters
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Petitioning Comando Forestale Campania, Paolo Foti , Edoardo Stoppa, Comune di Avellino, Vincenzo De Luca, Fulvio Bonavitacola, Augusto Penna, Corte dei Conti Campania, Guardia Di Finanza Avellino

CHIUDIAMO il canile lager LA SFINGE di Brusciano (NA)!

È urgente per favore diffondeteCHIUDIAMO il canile LA SFINGE di Brusciano (NA) di proprietà del Sig. Beneduce!Questo signore, era il gestore del canile di Marigliano, sequestrato dai NAS e ASL perchè si trattava di un canile lager.Questo non è bastato a fermare il Sig. Beneduce che dopo un mese ha aperto a Brusciano. In questo canile è impossibile entrare per adottare i cani che vi sono detenuti; non è permesso girare con serenità; ai volontari è proibito l'accesso e di conseguenza fare foto ai cani e poterli proporre in adozione.È facile intuire il destino di queste povere anime che hanno un biglietto di sola andata per l'inferno. Questi appalti dei canili funzionano con il prezzo più basso senza considerare il benessere psico fisico dei cani. Di quest'ultimo ai comuni che danno in gestione i cani accalappiati sul loro territorio non importa nulla, l'importante è che i costi siano bassi e in questo modo condannano queste povere anime all'ergastolo. Diventeranno molto in fretta un numero senza identità e senza speranza..uno fra tanti ...nessuno.Nessuno saprà mai della loro esistenza perché se ne andranno come sono entrati..da anonimi in un anomimo sacco nero...o in una fossa comune.Soldi pubblici, soldi a un personaggio a cui hanno già sequestrato un canile!Sindaci che così cagionano un danno erariale alle casse del comune che una volta dato l'appalto al canile si disinteressa della salute dei suoi cani.Una vergogna che va avanti da una decina di anni. Siamo nel 2017 e in un paese, l'Italia, considerato un paese civile, ci sono ancora fosse infernali come queste dove nessuno può entrare, nessuna associazione animalista presente a tutela del benessere di questi cani.Un nuovo Olocausto animale Chiediamo la testa delle istituzioni che permettono questa follia legalizzandola.È una vergogna che deve cessare subito, una vera e propria frode ai danni dello Stato.NAS CARABINIERI CAMPANIAVia Irno, 11, 84135 Salerno SA06 5994 4308lgcmpnurp@carabinieri.it CORPO COMANDO FORESTALE CAMPANIACentro Direzionale Collina Liguorini, 83100 Avellino AV0825 765501 DIRIGENTE REGIONE CAMPANIAVincenzo De Luca (Presidente giunta regionale)segui.presidente@regione.campania.it ASSESSORE AMBIENTE CAMPANIAFulvio Bonavitacola (Vice Presidente regione Campania)assessore.bonavitacola@regione.campania.it COMUNE AVELLINOtel 08252001ufficioprotocollo@cert.comune.avellino.it SINDACO AVELLINOPaolo Fotitel. 0825200239sindaco@comune.avellino.it ASSESSORE AMBIENTE AVELLINOAugusto Penna STRISCIA LA NOTIZIAcamilla@edoardostoppa.com CORTE DEI CONTIsezione.controllo.campania@corteconti.it GUARDIA DI FINANZA AVELLINOtel 082532891av1110000p@pec.gdf.it

Danilo Fuda
26,325 supporters
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Petitioning Dario Franceschini, Vincenzo De Luca

Salviamo il Museo Campano di Capua. Salviamo la nostra storia

L’Italia e la Regione Campania devono salvare il Museo Campano di Capua! Il Museo Campano di Capua, fondato nel 1870, custodisce reperti archeologici, mosaici, quadri, manoscritti e volumi di importanza enorme per la storia della Campania, dell’Italia, dell’Europa. Fu chiamato campano e fu posto a Capua perché, quando nacque la provincia di Caserta, si volle creare un luogo della memoria del territorio circostante (la pianura campana) nella città che, per un millennio, ne era stata il centro politico, succedendo, nel nome e nelle funzioni, alla Capua antica, odierna Santa Maria Capua Vetere. Il fiore all’occhiello del Museo è la collezione delle Matres matutae, unica al mondo. Si tratta di oltre 130 statue votive antichissime (dal IV al I sec. a.C.), oggetto da sempre dell’interesse degli studiosi e dei visitatori. Tra i tanti tesori, il Museo custodisce gli archivi storici del Comune di Capua (dal XIV secolo) e dell’Ospedale dell’Annunziata (dal XV secolo), con documenti estremamente rari nell’Italia meridionale.  Il Museo, privato di risorse a causa del dissesto della Provincia di Caserta, che ne detiene la proprietà, rischia di chiudere per sempre al pubblico. Nessuno sa quale sarà il suo destino. Nonostante la mobilitazione di associazioni e di esponenti della società civile, nonostante due recenti interrogazioni parlamentari, nulla è stato fatto per trovare una soluzione. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e la Regione Campania hanno mostrato l’intenzione di farsi carico del Museo, accogliendolo nel proprio patrimonio. Chiediamo al Ministro Dario Franceschini e al governatore Vincenzo De Luca di passare dalle parole ai fatti, di salvare il Museo, e con esso un pezzo importante della nostra storia e della nostra identità. Il rischio della chiusura va scongiurato e il Museo va messo in grado di assolvere al meglio a tutte le sue funzioni grazie a risorse finanziarie sicure, un organico stabile, una direzione scientifica all’altezza del suo enorme valore culturale. Ecco, in ordine alfabetico, le prime adesioni di istituzioni, enti di ricerca, associazioni, singoli: Dipartimento di Economia, Università della Campania Luigi Vanvitelli Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Università della Campania Luigi Vanvitelli Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione, Università del Molise Dipartimento di Studi Umanistici, Università Federico II di Napoli Facoltà di Scienze della Formazione, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Laboratorio di restauro delle tele diretto dalla prof. A. Aprile, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli Società Napoletana di Storia Patria, Napoli Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli. Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti, Napoli AIB, Associazione italiana biblioteche AIRSC, Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema) ANA, Associazione Nazionale Archeologi Archivisti in Movimento Capuanova CESURA, Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese SISSCO, Società Italiana per lo studio della Storia Contemporanea Società per gli studi di Storia delle istituzioni, Roma Urbe Capua Giancarlo Abbamonte, Università Federico II di Napoli Giancarlo Alfano, Università Federico II di Napoli Antonella Ambrosio, Università Federico II di Napoli Francesco Aceto, Università Federico II di Napoli Silvia Acocella, Università Federico II di Napoli Paolo Amodio, Università Federico II di Napoli Luca Arcari, Università Federico II di Napoli Caterina Arcidiacono, Università Federico II di Napoli Ignasi J. Baiges Jardí, Universitat de Barcelona Raffaella Biundo, Università Federico II di Napoli Gennaro Maria Barbuto, Università Federico II di Napoli Giulia Barrera, Direzione generale archivi, Roma Annunziata Berrino, Università Federico II di Napoli Patricia Bianchi, Università Federico II di Napoli Giancarmine Bongo, Università Federico II di Napoli Antonella Borgo, Università Federico II di Napoli Irene Bragantini, Università L’Orientale di Napoli Luisa Breglia, Università Federico II di Napoli Alessandra Bulgarelli, Università Federico II di Napoli Giuseppe Cacciatore, Università Federico II di Napoli Francesco Caglioti, Università Federico II di Napoli Corrado Calenda, Università Federico II di Napoli Marcella Campanelli, Università Federico II di Napoli Carmela Capaldi, Università Federico II di Napoli Maria Teresa Catena, Università Federico II di Napoli Massimo Cattaneo, Università Federico II di Napoli Michela Cennamo, Università Federico II di Napoli Luigi Cicala, Università Federico II di Napoli Alessandra Coen, Università della Campania Luigi Vanvitelli Gemma Colesanti, Cnr ISEM, Roma Anna Maria Compagna, Università Federico II di Napoli Silvia Condorelli, Università Federico II di Napoli Alessandro Cont, Soprintendenza per i beni culturali di Trento Ferruccio Conti Bizzarro, Università Federico II di Napoli Paola D’Alconzo, Università Federico II di Napoli Giambattista D’Alessio, Università Federico II di Napoli Alessandro D’Arienzo, Università Federico II di Napoli Nicola De Blasi, Università Federico II di Napoli Chiara De Caprio, Università Federico II di Napoli Fulvio Delle Donne, Università della Basilicata Costanzo Di Girolamo, Università Federico II di Napoli Bianca De Divitiis, Università Federico II di Napoli Daniela De Liso, Università Federico II di Napoli Gianluca Del Mastro, Università Federico II di Napoli Renata De Lorenzo, Università Federico II di Napoli Marco De Nicolò, Università Federico II di Napoli Barbara De Rosa, Università Federico II di Napoli Almerinda Di Benedetto, Università della Campania Luigi Vanvitelli Paolo Di Luca, Università Federico II di Napoli Rosalba Di Meglio, Università Federico II di Napoli Silvia Disegni, Università Federico II di Napoli Paolo Donadio, Università Federico II di Napoli Andrea D’Onofrio, Università Federico II di Napoli Teresa D’Urso, Università della Campania Luigi Vanvitelli Lucia Donsì, Università Federico II di Napoli Francesca M. Dovetto, Università Federico II di Napoli Carlo Ebanista, Università del Molise Giovanna Farina, Tempo digitale web Agency Eduardo Federico, Università Federico II di Napoli Bianca Ferrara, Università Federico II di Napoli Giuseppe Ferraro, Università Federico II di Napoli Flaviana Ficca, Università Federico II di Napoli Vittoria Fiorelli, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Maria Francesca Freda, Università Federico II di Napoli Giuseppe Galasso, Università Federico II di Napoli Giuseppe Germano, Università Federico II di Napoli Cristina Giannini, Università della Campania Luigi Vanvitelli Raffaele Giglio, Università Federico II di Napoli Paolo Greco, Università Federico II di Napoli Raffaele Grisolia, Università Federico II di Napoli Laura Guidi, Università Federico II di Napoli Bernhard Arnold Kruse, Università Federico II di Napoli Antonietta Iacono, Università Federico II di Napoli Andrea Improta, Università Federico II di Napoli Giovanni Indelli, Università Federico II di Napoli Pasquale Iorio Mario Lamagna, Università Federico II di Napoli Riccardo Lattuada, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli Simona Leonardi, Università Federico II di Napoli Giuliana Leone, Università Federico II di Napoli Fabrizio Lomonaco, Università Federico II di Napoli Ottavio Lucarelli, Presidente Ordine giornalisti Campania Flavia Luise, Università Federico II di Napoli Giovanni Maffei, Università Federico II di Napoli Savatore Marino, Universitat de Barcelona Marcella Marmo, Università Federico II di Napoli Francesca Marone, Università Federico II di Napoli Ettore Massarese, Università Federico II di Napoli Edoardo Massimilla, Università Federico II di Napoli Adriana Mauriello, Università Federico II di Napoli Eugenio Mazzarella, Università Federico II di Napoli Andrea Mazzucchi, Università Federico II di Napoli Marco Meriggi, Università Federico II di Napoli Gabriella Messeri, Università Federico II di Napoli Orazio Miglino, Università Federico II di Napoli Lorenzo Miletti, Università Federico II di Napoli Daniela Milo, Università Federico II di Napoli Antonio Milone, Università Federico II di Napoli Laura Minervini, Università Federico II di Napoli Elena Miranda, Università Federico II di Napoli Tomaso Montanari, Università Federico II di Napoli Francesco Montuori, Università Federico II di Napoli Giovanni Muto, Università Federico II di Napoli Alessandro Naso, Università Federico II di Napoli Adele Nunziante Cesaro, Università Federico II di Napoli Ugo Maria Olivieri, Università Federico II di Napoli Marco Pacciarelli, Università Federico II di Napoli Mariantonietta Paladini, Università Federico II di Napoli Felice Ciro Papparo, Università Federico II di Napoli Lidia Palumbo, Università Federico II di Napoli Matteo Palumbo, Università Federico II di Napoli Santina Parrello, Università Federico II di Napoli Sandra Perriccioli, Università della Campania Luigi Vanvitelli Valerio Petrarca, Università Federico II di Napoli Maria Gabriella Pezone, Università della Campania Luigi Vanvitelli Raffaella Pierobon, Università Federico II di Napoli Natalia Piombino, Università Federico II di Napoli Teresa Piscitelli, Università Federico II di Napoli Rocco Pititto, Università Federico II di Napoli       Antonella Prenner, Università Federico II di Napoli Anna Maria Rao, Università Federico II di Napoli Federico Rausa, Università Federico II di Napoli Marcello Rotili, Università della Campania Luigi Vanvitelli Giorgio Ruberti, Università Federico II di Napoli Annamaria Rufino, Università della Campania Luigi Vanvitelli Mario Rusciano, Università Federico II di Napoli Luigi Russo, Università Federico II di Napoli Pasquale Sabbatino, Università Federico II di Napoli Antonio Saccone, Università Federico II di Napoli Paola Santorelli, Università Federico II di Napoli Eliodoro Savino , Università Federico II di Napoli Oriana Scarpati, Università Federico II di Napoli Francesco Senatore, Università Federico II di Napoli Laura Sestito, Università Federico II di Napoli Valeria Sorge, Università Federico II di Napoli Maddalena Spagnolo, Università Federico II di Napoli          Marisa Squillante, Università Federico II di Napoli Michele Stanco, Università Federico II di Napoli Alfredina Storchi, Università Federico II di Napoli Maura Striano, Università Federico II di Napoli Marina Taliercio, Università Federico II di Napoli Tobia Toscano, Università Federico II di Napoli Pierluigi Totaro, Università Federico II di Napoli Isabella Valente, Università Federico II di Napoli Rossana Valenti, Università Federico II di Napoli Adriana Valerio, Università Federico II di Napoli Simona Venezia, Università Federico II di Napoli Piero Ventura, Università Federico II di Napoli Giuliana Vitale, Università L’Orientale di Napoli Giovanni Vitolo, Università Federico II di Napoli --- Nuove adesioni pervenute per mail al 18 giugno 2017 Giuseppe Angelone, Università del Molise  Antonella Agnoli, Bibliotecaria, saggista  Luigi Amodio, Direttore Science Center, Fondazione Idis Città della Scienza Mirella Barracco, Presidente Fondazione Napoli 99 Luigi Carrino Giovanni Cerchia,  Università del Molise  M. Luisa Chirico, Università della Campania Luigi Vanvitelli Rosanna Cioffi, Prorettrice alla Cultura, Università della Campania Luigi Vanvitelli Alfonsina De Felice, Università Federico II di Napoli Achille Flora, Università della Campania Luigi Vanvitelli Marco Giovagnoli - Università di Camerino Maria Rosaria Iacono, vice Presidente Nazionale di "Italia Nostra" Ugo Leone, Università Federico II di Napoli Vincenzo Moretti, Università di Salerno, fondazione di Vittorio, Elisabetta Moro, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Luigia Melillo, Università Telematica Pegaso Marino Niola, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Luigi Nicolais, Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello Paolo Orefice, Università di Firenze Maria Piccinelli, direttore dipartimento Scienze Politiche, Università della Campania Luigi Vanvitelli Annamaria Rufino, Università della Campania Luigi Vanvitelli Astrid Pellicano, Università della Campania Luigi Vanvitelli Isaia Sales, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Simona Valente, Università della Campania Luigi Vanvitelli Domenico Proietti, Università della Campania Luigi Vanvitelli  

Francesco Senatore
14,726 supporters