Decision Maker

Stefano Bonaccini

  • Presidente Regione Emilia-Romagna

Does Stefano Bonaccini have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Victory
Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
67,081 supporters
Petitioning Virginio Merola, Stefano Bonaccini, Nicola Zingaretti, Sergio Costa

Salva 27 ettari di bosco urbano ORA!

In una delle zone più inquinate di Bologna, via Saffi, sorgono abitazioni, scuole e un importante ospedale della città. Qui è avvenuta una magia: la natura si è impossessata di 27 ettari di un'ex area militare dove c'erano capannoni della logistica e si svolgevano esercitazioni. Si tratta del bosco spontaneo dei Prati di Caprara EST. Dalle macerie di questo luogo, che non è mai stata una polveriera (anche perché era abitato da militari e civili) si sono fatte avanti vegetazioni pioniere come robinie e pioppi per lasciare spazio nel giro di 20 anni a una biodiversità di flora e fauna impossibile da riscontrare in una città.  Ma una politica del Comune che punta come obiettivo principale alla cementificazione sistematica, portando avanti l'interesse dei costruttori, vuole distruggere questo dono ecologico unico sia per ricchezza che per dimensioni. "Rigenerare" non vuole dire radere al suolo un bosco per farne palazzine decorate da una striscia di alberi. Rigenerare vuole dire ristrutturare l'esistente garantendo la sopravvivenza di enormi polmoni verdi fondamentali per la salute degli abitanti della zona. Il Comune può cambiare in qualsiasi momento il Piano Operativo Comunale (POC), uno strumento di pianificazione urbanistica che può decidere la destinazione dell'area. È vergognoso che il partito al governo della città si faccia passare come ambientalista per interessi elettorali e poi sia promotore di azioni lesive per i cittadini. Al Sindaco chiediamo una moratoria immediata sulla zona est dei Prati di Caprara attraverso la modifica del POC con l'obiettivo di mantenere integro il bosco spontaneo per l'intera sua superficie. Ai cittadini del mondo chiediamo di firmare questa petizione per dimostrare che siamo stufi di una politica ambigua e manipolatoria e che siamo pronti a difendere con il nostro voto e con le nostre azioni un bosco cittadino simbolico di un'emergenza planetaria. Per la salvaguardia dell'ambiente e dei nostri diritti. Per ulteriori informazioni scrivi a grupposcappa@gmail.com

Gruppo S.C.A.P.P.A.
52,590 supporters
Petitioning Stefano Bonaccini

Il metodo Aba per l'autismo sia gratuito in Emilia Romagna

Sono Giovanna la mamma di Francesco Pio di 3 anni affetto d'autismo.In Italia nel 2016 e stato riscontrato che 1 bambino su 100  nasce con questa patologia (fonte Il Sole 24Ore) ma questi numeri sono ogni anno sempre di più in quanto è la patologia che ha avuto un incremento di oltre il 40 percento in solo 10 anni. Tra le terapie logopedistiche indicate per l'autismo vi è la terapia ABA,che costituisce l'applicazione sistemica dei principi comportamentali individuati dalla scienza, che studia il comportamento e le leggi che lo regolano.Grazie a questa pratica medica si regolarizzano i comportamenti inadeguati e l' apprendimento di nuove abilità. Se si comincia la terapia entro i 4 anni di età, i successi di autonomia sono maggiori rispetto a quelli cominciati più tardi e, per avere dei veri risultati,si dovrebbe garantire la  terapia per 40 ore settimanali ma i costi si aggirerebbero intorno ai 20.000 Euro all' anno. Attualmente la regione Emilia Romagna non riconosce questa pratica e per questo dobbiamo ricorrere ai privati spendendo oltre 15 euro all' ora per un terapista.La diagnosi precoce e le tempestive e giuste terapie fanno sì che i bambini affetti da questa patologia possano avere maggiori possibilità di sviluppare l' autonomia garantendo così loro la possibilità di vivere una vita quanto più normale nonostante non ci siano ancora cure che garantiscano una guarigione. Vi chiedo per questo aiuto affinché tutti i bambini residenti in Emilia Romagna siano adeguatamente seguiti da terapisti attraverso le ASL di competenza o che ci sia sostegno da parte dello Stato per la spese di queste onerose terapie. Ci tengo a precisare che un autistico ha diritto a percepire fino ai 18 anni un assegno di frequenza di circa 290 euro mentre se si percepisce l'accompagnento la somma è di circa 500 euro. Ci tengo infine a precisare che l'autismo non è una malattia sistematica e uguale per tutti ma è diversa da individuo a individuo pertanto le cifre stimate che le famiglie devono affrontare sono maggiori se oltre ai problemi comportamentali ci sono anche disturbi motori.

maria giovanna carlini
22,923 supporters
Petitioning Virginio Merola, Stefano Bonaccini, Midi SRL - Unipol Group, Pierluigi Stefanini

#OZNONSIFERMA: una casa per OZ Bologna. UNIPOL-CALPESTA-OZ

PETIZIONE POPOLARE – UNA CASA PER OZ BOLOGNA / oznonsiferma/ UNIPOL-CALPESTA-OZ OGGETTO Proroga della data di sgombero dello spazio Oz prevista per il 31/05/2018 e assegnazione di una nuova sede adeguata alle attività. AL SINDACO DI  BOLOGNA VIRGINIO MEROLA ALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA AL COMPLESSO MIDI SRL AL GRUPPO UNIPOL I sottoscritti titolari dei diritti di partecipazione rivolgono la seguente petizione PREMESSO CHE:   -         Lo spazio sito in via Stalingrado 59, attualmente noto come OZ  Bologna, è stato gestito dall’Associazione Eden ASD per 5 anni con regolare contratto di Comodato d’Uso Gratuito, in totale legalità e tutelando con apposite assicurazioni i propri soci. -         Il recupero dello stabile in degrado iniziato da Ass. Planimetrie Culturali, è stato successivamente portato avanti da una cordata di associazioni coordinate da Eden ASD,  in completa autonomia sia dal punto di vista economico che di risorse umane. -         In 5 anni di attività è stato creato il Parco Sportivo per  sport  urbani e attività circensi più grande ed efficiente d’Europa,  una fucina culturale di produzione video, fotografica e artistica, uno spazio di aggregazione e socializzazione. -         All’interno dello spazio sono presenti numerose attrezzature tecniche di grossa mole il cui smantellamento richiede lunghe tempistiche (es. parete attrezzata da 200 mq per arrampicata, 1200 mq di tubi e pannellature per Parkour, ed altri) -         Lo spazio conta ad oggi più di 6000 soci presenti e attivi e produce mediamente più di 200 collaborazioni sportive lavorative annue. CHIEDIAMO: 1.     Proroga di almeno sei mesi sulla data di sgombero indicata al 31/05/2018 secondo il procedimento 119/1T . 2.     Individuazione e assegnazione di uno stabile adeguato al proseguimento di tutte le attività interne di OZ (sportive e culturali). 3.     Supporto Economico per lo spostamento delle strutture e materiali in nuova sede N.B. i punti 1 e 2 devono essere contemporanei ed imprescindibili.

OZ BOLOGNA
17,669 supporters
Petitioning Stefano Bonaccini, ASL Modena, Beatrice Lorenzin, Roberto Speranza

Non si può vivere dove non si può nascere!

Raccolta firme a sostegno della riapertura del Punto Nascite di Pavullo Nel Frignano (MO). Non si può vivere dove non si può nascere! NOI, residenti del Frignano, turisti ed utenti di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni, cittadini italiani residenti all'estero originari della zona montana della Provincia di Modena CHIEDIAMO ai sensi del DM 11/11/2015 l'applicazione della Deroga alla chiusura del punto nascite di Pavullo nel Frignano (Mo) per le sue condizioni orografiche difficili trattandosi di un ospedale di montagna che serve un territorio vastissimo tutto montano nel raggio di ulteriori 60 km oltre Pavullo fino al confine con la Toscana con strade che rendono oltremodo lungo e tortuoso il percorso di trasporto delle partorienti fino all'ospedale di Sassuolo (73,6 km da FIUMALBO, quasi 2 ore di macchina in condizioni climatiche ottimali) mettendo a rischio la loro sicurezza.Il trasporto per "gomma" in emergenza urgenza di una donna in travaglio (l'elisoccorso è PRECLUSO) è aggravato in caso di nevicate soprattutto per la viabilità montana e per la strozzatura del Carrai che a Pavullo spesso impedisce di poter uscire dal Paese con camion intraversati che bloccano per ore il passaggio agli stessi mezzi di soccorso. Inoltre da Pavullo a Sassuolo per la tempistica del trasporto delle partorienti si deve tenere conto anche dell'intenso traffico e degli incollonnamenti di camion ed autovetture che caratterizzano la SS12 e la pedemontana che porta a Sassuolo.Il rischio del trasporto é estremamente elevato e prevale nel bilanciamento con la presunta maggiore sicurezza dell'ospedale di Sassuolo che non è neppure dotato dei reparti di neonatologia e di rianimazione.    https://www.facebook.com/selvaggia28/videos/1758475147557655/

Maria Cristina Bettini
9,881 supporters
Closed
Petitioning Egr. Dr. Carlo Calenda, Ministro per lo Svilippo Economico, Egr. Dr. Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Egr. Dr. Davide Drei, Sindaco di Forlì, Egr. Dr. Paolo Lucchi, Sinda...

RICHIESTA DI REVOCA DEL PERMESSO DI RICERCA DI GAS E PETROLIO IN ROMAGNA

Ai primi di Marzo 2017, tramite fonti ufficiose, prevalentemente tramite social network, i cittadini romagnoli sono venuti a conoscenza di un’autorizzazione per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo dei comuni di Cesena, Bertinoro, Forlimpopoli, Forlì e Meldola.Per le motivazioni di seguito riportate, si chiede la sospensione e la revoca di tale concessione. Premesso che: - il Ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato un permesso di ricerca in favore della società Po Valley Energy (sede legale in Australia) per cercare idrocarburi, gas e petrolio, nella Provincia di Cesena-Forlì; - il Conferimento del permesso di ricerca «TORRE DEL MORO» alla Società Po Valley Operations Pty è stato autorizzato l’8 Febbraio 2017 e pubblicato (con numero di pubblicazione: 17) nel BOLLETTINO UFFICIALE DEGLI IDROCARBURI E DELLE GEORISORSE (Anno LXI - N. 2) il 28 dello stesso mese (1). Rilevato che:- il permesso di ricerca ha una estensione territoriale pari a 111 kmq e interessa i Comuni di Cesena (compreso il centro abitato della città), Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Meldola;- è prevista la perforazione di un pozzo esplorativo - da realizzare entro 48 mesi - fino ad un massimo di 4.500 metri di profondità;- per le attività di ricerca la Po Valley dovrà corrispondere un canone annuo di circa 573 euro. Constatato che la Regione Emilia-Romagna con propri atti amministrativi nel 2013 e nel 2015 ha dato il proprio “nulla osta” al progetto di prelievo in oggetto. (vedi note 2 e 3). Tutto ciò si è svolto nell’assoluto silenzio politico, nella totale mancanza di informazione pubblica e senza il coinvolgimento delle popolazioni locali.Considerato che:- l’attività di ricerca di cui all’oggetto verrà realizzata in un territorio densamente popolato, caratterizzato in prevalenza da attività agricole intensive (orticole e frutticole) di prodotti tipici locali e da moltissime attività produttive manifatturiere anche in compresenza insediativa di industrie pericolose;- l’area perimetrata dal piano di estrazione idrocarburi coincide con un territorio ad elevata vocazione termale con preziose acque minerali nel sottosuolo;- l’area insiste su una più ampia zona interessata da un nuovo progetto di marketing turistico denominato “wellness valley - la Romagna del benessere” sul quale la stessa Regione Emilia-Romagna ha deciso di destinare risorse economiche consistenti;- “la subsidenza nella pianura cesenate è ancora attiva con valori massimi di 1.2 – 1.5 cm/anno nella zona Pievesestina - Casemurate” così come evidenziato dal Consorzio di Bonifica della Romagna in una propria Relazione Geologica, Idrogeologica, Geotecnica - Consorzio di Bonifica della Romagna (revisione 27/11/2012) (4) da cui si deduce che “L’abbassamento del suolo rappresenta un fenomeno particolarmente preoccupante per l’assetto del territorio. Le cause principali sono riconducibili, come è ormai noto da diversi studi, all’estrazione di fluidi dal sottosuolo (idrocarburi liquidi e gassosi, acque). Nell’area di intervento non sono presenti giacimenti di idrocarburi e quindi la causa primaria è senza dubbio imputabile al prelievo intenso di acque sotterranee per usi civili, agricoli ed industriali. […]”. Ai fini di una corretta valutazione delle problematiche esposte è doveroso adottare il “principio di precauzione” in quanto, in base a questo stesso principio nel 2012 l’allora Presidente della Regione Emilia-Romagna sospese ogni attività di estrazione di idrocarburi a seguto del fenomeno sismico registrato in Emilia.Nel 2014 il Report on the Hydrocarbon Exploration and Seismicity in Emilia Region (5) redatto da una commissione tecnico-scientifica composta da esperti di altissimo livello internazionale affermava che «l'attuale stato delle conoscenze e l'interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito a innescare l'attività sismica del 2012 in Emilia». Considerato inoltre che la zona interessata dall’intervento di estrazione idrocarburi è ricompresa in un’area classificata sismica di seconda categoria con grado di sismicità S = 9 e coefficiente di intensità sismica pari 0.07 (6).Considerando ancora gli aspetti di ordine sismico che chiamano in causa anche il problema della liquefazione e cioè la possibilità che i terreni perdano la capacità portante quando sono investiti da onde sismiche di particolare intensità.Considerarto infine che la Regione Emilia-Romagna, nelle proprie “Osservazioni” (7), approvate l’11 marzo 2014 dall’Assemblea Legislativa - Legislatura IX - oggetto 5281, sulla “Risoluzione sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e Parlamento europeo sulla ricerca e la produzione di idrocarburi” EVIDENZIAVA «come siano, purtroppo, numerosi i casi di sismicità indotta o riattivata da sfruttamenti di risorse del sottosuolo in sovrapressione, o da fratturazione idraulica, che hanno determinato terremoti di magnitudo elevata (superiore a 3) che, data la scarsa profondità, hanno causato effetti dannosi in superficie. [...]» E PER QUESTO CHIEDEVA DI VIETARE LA TECNICA DELLA FRATTURAZIONE IDRAULICA: «In conclusione [...] si invitano il Governo e il Parlamento nazionali ad adottare una legge che, analogamente a quanto già fatto da altri Stati europei, preveda espressamente il divieto di utilizzo della tecnica della fratturazione idraulica nel territorio italiano per lo sviluppo di progetti di sfruttamento delle risorse del sottosuolo in aree sensibili, in mare o terraferma.» Per tutto quanto sopra esposto i cittadini romagnoli ritengono che il “principio di precauzione” imponga una riflessione aggiuntiva a quelle precedenti riportate e per questo chiedono che venga immediatamente sospesa l’autorizzazione di cui all’oggetto, si avvi una fase di corretta, completa e comprensibile informazione pubblica, una consultazione civica popolare sul tema e si adotti ogni atto pubblico per il definitivo annullamento dell’autorizzazione stessa a tutela e nell’interesse sociale ed economico della cittadinanza romagnola. Note:1) BOLLETTINO UFFICIALE DEGLI IDROCARBURI E DELLE GEORISORSE (Anno LXI - N. 2) http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2036126-bollettino-ufficiale-degli-idrocarburi-e-delle-georisorse-online-il-numero-di-febbraio2) Numero adozione: 725 Data adozione: 10/06/2013 Num. reg. proposta: GPG/2013/796 Pubblicazione BUR: Num. 180 del 03/07/2013 Oggetto: VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) RELATIVA AL PERMESSO DI RICERCA IDROCARBURI DENOMINATO "TORRE DEL MORO", ATTIVATA DA PO VALLEY OPERATIONS PTY - PRESA D'ATTO DELLE DETERMINAZIONI DELLA CONFERENZA DI SERVIZI (TITOLO III LR 18 MAGGIO 1999, N. 9 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI).http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=leggi&cod_protocollo=GPG/2013/7963) Numero adozione: 2124 Data adozione: 21/12/2015 Num. reg. proposta: GPG/2015/2268 Oggetto: INTESA STATO-REGIONI. ISTANZA DI PERMESSO DI RICERCA DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI "TORRE DEL MORO" NELLA PROVINCIA DI FORLÌ-CESENA. SOCIETÀ PO VALLEY OPERATIONS PTY. http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=leggi&cod_protocollo=GPG/2015/22684) Relazione Geologica, Idrogeologica, Geotecnica - Consorzio di Bonifica della Romagna (revisione 27/11/2012) http://www.bonificaromagna.it/Documenti/1_04%20Relazione%20Geolog-Idrogeol-Geotec.pdf5) Report on the Hydrocarbon Exploration and Seismicity in Emilia Region http://mappegis.regione.emilia-romagna.it/gstatico/documenti/ICHESE/ICHESE_Report.pdf6) http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/geologia/temi/sismica/lemilia-romagna#section-27) Risoluzione http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:attoindirizzoapprovato:9;5281PS. VUOI SAPERNE DI PIU'? CLICCA QUI Romagna Trivelle NO Grazie

Romagna Ambiente
9,813 supporters
Petitioning Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini

CANI IN SPIAGGIA. NON ABBANDONARLI, PORTALI CON TE IN VACANZA.

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.- M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948) Si fanno tante campagne contro l'abbandono degli animali e poi? Non si possono portare in spiaggia. L'inciviltà non è la loro ma quella di alcuni padroni. Non per questo allora si deve vietare a prescindere. Per lo stesso ragionamento allora esistono anche gli automobilisti indisciplinati.... ma non ci pare che si vieti la circolazione su strada a chiunque. Chiediamo che vengano rispettate tutte le regole ma sul divieto assoluto NO. Almeno che si apra un tavolo di discussione per individuare più aree per i nostri amici a quattro zampe  CANI IN SPIAGGIAA marzo 2019 è stato depositato un testo di legge in regione Emilia-Romagna per regolamentare l'accesso dei cani sulla spiaggia.Il testo di legge è fermo in Regione. Si sono aperte delle consultazioni per permettere ai gruppi politici di comprendere le criticità legate al testo di legge, e eventualmente per proporre modifiche. Ad oggi tutto è FERMO.Chiediamo alla regione Emilia-Romagna di calendarizzare il testo che ha impegnato nella stesura avvocati, università, professionisti, imprenditori dell'area balneare, associazioni, enti, etc. Nel frattempo dal 30 maggio al 2 giugno, secondo i numeri dell’Aidaa, associazione italiana difesa animali e ambiente sono, stati 361 i cani abbandonati da padroni senza cuore. Il maggior numero si è registrato in Puglia.Dietro la Puglia, che detiene il triste record con 110 abbandoni, si posizionano Sicilia, con 54, Sardegna (51), Campania (44) ed Emilia Romagna (38). Basse, fortunatamente, le segnalazioni di animali vaganti provenienti da Umbria e Marche.Solo nei primi tre mesi 4.300 amici a quattro zampe sono stati abbandonati da coloro di cui si fidavano ciecamente e con cui avevano condiviso giornate più o meno indimenticabili: meno di un terzo di essi è stato lasciato al canile, 700 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. seguiteci anche su fb alla pagina " Un mare anche per me"

Giacomo Gelmi
5,406 supporters
Closed
Petitioning Maurizio Sacconi, Alessandro Pagano, Stefano Bonaccini, Giuseppe Pagano

CAREGIVER FAMILIARE, UNA LEGGE GIUSTA E A TUTELA DI TUTTI

Per chi come me e almeno per altri 9 milioni di persone in Italia, assistere un familiare stretto, un figlio non autosufficiente o un genitore o il proprio partner,  è un lavoro non riconosciuto, che impiega 24 ore al giorno, tutti i giorni, per sempre. Chi svolge questo lavoro di cura si chiama "caregiver familiare". Non esistono ferie e non esistono tutele, di nessun tipo, specie quando si è costretti ad abbandonare il proprio lavoro perchè è incompatibile con il careviging familiare. Non esistono scuole o corsi di formazione che ti preparino per questa professione di cura, che non è una scelta ma un obbligo, in quanto non esistono reti di servizi, a partire da quello psicologico per finire con quello economico, passando per tutta una serie di ausili fondamentali per la persona che svolge un lavoro di cura di un proprio caro. Il caregiver familiare è spesso abbandonato al suo destino e quando l'età avanza chiunque può immaginare l'epilogo obbligato, per tacere di quando il caregiver viene a mancare all'improvviso. Inoltre la durata di vita, proprio per il tipo di lavoro molto usurante, è notevolmente più corta del resto della popolazione . Per rimediare alla situazione in cui versano 9 milioni di italiani e relative famiglie al Governo è in itinere, dal 2015, una legge che per la prima volta normerebbe la figura del caregiver familiare in Italia e, di conseguenza, tutto quanto pertiene a questa professione non riconosciuta. Al momento è in esame al parlamento uno schema di testo unificato che si compone di 4 articoli e che avrebbe dovuto riunire 3 DDL precedenti sullo stesso argomento, ma il risultato annulla le aspettative e i diritti di tutti i caregiver familiari italiani. Per una legge giusta e di tutela si chiede all'On. Maurizio Sacconi, al relatore Giuseppe Pagano di accettare ogni emendamento ragionevole, proposto direttamente dalle associazioni di caregiver e non da qualcun altro che dica di rappresentare questa categoria, senza averne i titoli. Si chiede anche al Direttore della Conferenza delle Regioni  e delle province Autonome di accertarsi sul contenuto della Legge in quanto, logisticamente ed economicamente, la sua attuazione sembrerebbe ricadere sulle Regioni. Il tempo non è molto per fare una buona legge, solo fino a dicembre 2017, chiedo perciò la solidarietà di tutti per essere in tanti a sostenere questa petizione perchè, volendo, si può fare una buona legge che tuteli tutti.

alessandrra corradi
3,961 supporters
Petitioning Stefano Bonaccini, Giuseppe Conte, Boccia Francesco

SI ALLA SCUOLA DELLA REPUBBLICA, NO ALLA REGIONALIZZAZIONE DELL'ISTRUZIONE

Noi sottoscritte/i chiediamo al Presidente della Regione Emilia Romagna di ritirare la richiesta di autonomia differenziata in materia di istruzione.Noi sottoscritte/i chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro per gli affari regionali e le autonomie di respingere tutte le richieste di autonomia delle diverse Regioni in materia di istruzione. Il dibattito in atto sull’ autonomia differenziata in tema di istruzione è argomento fortemente divisivo per il Paese e sbagliato nella sostanza. La Regione Emilia Romagna ha fatto richiesta formale al governo di “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” su una serie di materie fra le quali le “NORME GENERALI SULL’ ISTRUZIONE” chiedendo competenze legislative e amministrative per: “realizzare un sistema  unitario e integrato di istruzione secondaria di secondo ciclo e di istruzione e formazione professionale”* ( art. 27 dell’Intesa)Si prevede un sistema scolastico regionale diverso da quello statale. Diventa ammissibile definire autonomamente “l’organizzazione della rete scolastica e la programmazione dell’offerta di istruzione regionale”* (art. 28) “organizzare la rete scolastica e la programmazione dell’offerta di istruzione regionale, definendo la relativa dotazione dell’organico ”, nonché la sua “integrazione” a livello regionale.* (art. 28)Gestire l’organico potrebbe comportare, in futuro, la programmazione della distribuzione degli insegnanti in tutti gli ordini di scuola, dalla scuola dell’infanzia a quella superiore La Regione chiede inoltre di poter gestire l’istruzione tecnica superiore, l’edilizia scolastica, il diritto allo studio, e di integrare i percorsi universitari. La Regione chiede che per tali fini siano “trasferiti i beni e le risorse finanziarie, umane e strumentali” (art. 4)* oggi gestiti dallo Stato. La richiesta della Regione è che il trasferimento sia fisso e ricorrente (art. 5)* e non più variabile annualmente in base alle condizioni materiali delle singole Regioni (ad es. numero di alunni, eventi ambientali, investimenti locali). Vista l’ampia area di competenze richieste che abbracciano tutti gli ordini scolastici e formativi il rischio concreto è che si crei un sistema scolastico specifico e parallelo dell’Emilia Romagna, con gran parte del personale alle dirette dipendenze della Regione. Altre Regioni hanno chiesto ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materia di istruzione, ognuna diversa dalle altre. Il rischio è di avere tanti sistemi scolastici con programmi e gestione del personale locali, titoli di studio differenti senza più validità nazionale. La scuola è un’istituzione a fondamento dell’unità del paese e tale deve rimanere. Lo sgretolamento dell’istruzione in competenze locali minaccia l’unità stessa della Repubblica. Questa petizione è promossa dalle seguenti organizzazioni sindacali e associazioni dell’EMILIA ROMAGNA:CISL SCUOLA, COBAS SCUOLA, FLCGIL, GILDA UNAMS, SGB, UIL SCUOLA RUA.ASS.NE ART. 33, C.E.S.P., COMITATI LIP SCUOLA, COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, COMITATO BOLOGNESE SCUOLA E COSTITUZIONE, LA SCUOLA SIAMO NOI-PARMA, LIBERTA’ E GIUSTIZIA-BOLOGNA, LINK, PROTEO FARE SAPERE, RETE DELLA CONOSCENZA, UNIONE DEGLI STUDENTI *Il testo dell’intesa fra Governo e Regione non è mai stato pubblicato dalle Istituzioni nella sua interezza. La fonte di riferimento, che si basa sul testo redatto il 15/05/2019 è https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2019/07/bozza-Emilia-Romagna.pdf

Comitato bolognese Scuola e Costituzione
3,273 supporters