Decision Maker

Stefano Bonaccini

  • Presidente Regione Emilia-Romagna

Does Stefano Bonaccini have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Victory
Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
67,037 supporters
Petitioning Sergio Mattarella

Operatori Ssn, sosteniamo chi lotta contro il Coronavirus

Da settimane le lavoratrici e i lavoratori del nostro Servizio sanitario nazionale sono alle prese con la battaglia per contrastare l’epidemia del virus Covid-19. Turni massacranti, esposizione della propria salute ma anche spirito di servizio pubblico e grande professionalità: questo hanno dimostrato gli operatori del Serviziosanitario nazionale. Il Paese ha il dovere morale di riconoscere questo sacrificio e questa dedizione alla cura delle persone. Il personale, principalmente - ma non solo - quello delle zone rosse, sta lavorando senza pause, a volte in carenza degli strumenti e dei dispositivi di protezione individuali necessari, operando in un contesto di assoluta emergenzae a rischio per la propria incolumità personale. C’è bisogno di un gesto concreto che testimoni agli operatori del Sistema sanitario quanto il nostro Paese riconosca il loro valore. Come Cgil e Funzione Pubblica Cgil chiediamo: che alle prime assunzioni autorizzate si affianchi subito un nuovo provvedimento che a regime riporti l’organico del Ssn a un fabbisogno adeguato che stanzi risorse tali da incrementare la retribuzione di quei lavoratori per ogni settimana di lavoro svolto in emergenza, oltre il valore dello straordinario per ogni ora lavorata il riconoscimento di un’indennità specifica oraria Covid-19 per chi ha lavorato e lavora in questa battaglia per salvare la nostra salute. Servono assunzioni e il riconoscimento adeguato per chi lavora in sanità.Riconosciamo il loro lavoro e il loro sacrificio!

Funzione Pubblica Cgil
64,524 supporters
Petitioning Virginio Merola, Stefano Bonaccini, Nicola Zingaretti, Sergio Costa

Salva 27 ettari di bosco urbano ORA!

In una delle zone più inquinate di Bologna, via Saffi, sorgono abitazioni, scuole e un importante ospedale della città. Qui è avvenuta una magia: la natura si è impossessata di 27 ettari di un'ex area militare dove c'erano capannoni della logistica e si svolgevano esercitazioni. Si tratta del bosco spontaneo dei Prati di Caprara EST. Dalle macerie di questo luogo, che non è mai stata una polveriera (anche perché era abitato da militari e civili) si sono fatte avanti vegetazioni pioniere come robinie e pioppi per lasciare spazio nel giro di 20 anni a una biodiversità di flora e fauna impossibile da riscontrare in una città.  Ma una politica del Comune che punta come obiettivo principale alla cementificazione sistematica, portando avanti l'interesse dei costruttori, vuole distruggere questo dono ecologico unico sia per ricchezza che per dimensioni. "Rigenerare" non vuole dire radere al suolo un bosco per farne grattacieli decorati da una striscia di alberi. Rigenerare vuole dire ristrutturare l'esistente garantendo la sopravvivenza di enormi polmoni verdi fondamentali per la salute degli abitanti della zona. Il Comune può cambiare in qualsiasi momento il Piano Operativo Comunale (POC), uno strumento di pianificazione urbanistica che può decidere la destinazione dell'area. È vergognoso che il partito al governo della città si faccia passare come ambientalista per interessi elettorali e poi sia promotore di azioni lesive per i cittadini. Al Sindaco chiediamo una moratoria immediata sulla zona est dei Prati di Caprara attraverso la modifica del POC con l'obiettivo di mantenere integro il bosco spontaneo per l'intera sua superficie. Ai cittadini del mondo chiediamo di firmare questa petizione per dimostrare che siamo stufi di una politica ambigua e manipolatoria e che siamo pronti a difendere con il nostro voto e con le nostre azioni un bosco cittadino simbolico di un'emergenza planetaria. Per la salvaguardia dell'ambiente e dei nostri diritti. Per ulteriori informazioni scrivi a grupposk@posta.indivia.net

Gruppo S.C.A.P.P.A.
52,690 supporters
Petitioning Stefano Bonaccini

Il metodo Aba per l'autismo sia gratuito in Emilia Romagna

Sono Giovanna la mamma di Francesco Pio di 3 anni affetto d'autismo.In Italia nel 2016 e stato riscontrato che 1 bambino su 100  nasce con questa patologia (fonte Il Sole 24Ore) ma questi numeri sono ogni anno sempre di più in quanto è la patologia che ha avuto un incremento di oltre il 40 percento in solo 10 anni. Tra le terapie logopedistiche indicate per l'autismo vi è la terapia ABA,che costituisce l'applicazione sistemica dei principi comportamentali individuati dalla scienza, che studia il comportamento e le leggi che lo regolano.Grazie a questa pratica medica si regolarizzano i comportamenti inadeguati e l' apprendimento di nuove abilità. Se si comincia la terapia entro i 4 anni di età, i successi di autonomia sono maggiori rispetto a quelli cominciati più tardi e, per avere dei veri risultati,si dovrebbe garantire la  terapia per 40 ore settimanali ma i costi si aggirerebbero intorno ai 20.000 Euro all' anno. Attualmente la regione Emilia Romagna non riconosce questa pratica e per questo dobbiamo ricorrere ai privati spendendo oltre 15 euro all' ora per un terapista.La diagnosi precoce e le tempestive e giuste terapie fanno sì che i bambini affetti da questa patologia possano avere maggiori possibilità di sviluppare l' autonomia garantendo così loro la possibilità di vivere una vita quanto più normale nonostante non ci siano ancora cure che garantiscano una guarigione. Vi chiedo per questo aiuto affinché tutti i bambini residenti in Emilia Romagna siano adeguatamente seguiti da terapisti attraverso le ASL di competenza o che ci sia sostegno da parte dello Stato per la spese di queste onerose terapie. Ci tengo a precisare che un autistico ha diritto a percepire fino ai 18 anni un assegno di frequenza di circa 290 euro mentre se si percepisce l'accompagnento la somma è di circa 500 euro. Ci tengo infine a precisare che l'autismo non è una malattia sistematica e uguale per tutti ma è diversa da individuo a individuo pertanto le cifre stimate che le famiglie devono affrontare sono maggiori se oltre ai problemi comportamentali ci sono anche disturbi motori.

maria giovanna carlini
23,139 supporters
Petitioning Virginio Merola, Stefano Bonaccini, Midi SRL - Unipol Group, Pierluigi Stefanini

#OZNONSIFERMA: una casa per OZ Bologna. UNIPOL-CALPESTA-OZ

PETIZIONE POPOLARE – UNA CASA PER OZ BOLOGNA / oznonsiferma/ UNIPOL-CALPESTA-OZ OGGETTO Proroga della data di sgombero dello spazio Oz prevista per il 31/05/2018 e assegnazione di una nuova sede adeguata alle attività. AL SINDACO DI  BOLOGNA VIRGINIO MEROLA ALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA AL COMPLESSO MIDI SRL AL GRUPPO UNIPOL I sottoscritti titolari dei diritti di partecipazione rivolgono la seguente petizione PREMESSO CHE:   -         Lo spazio sito in via Stalingrado 59, attualmente noto come OZ  Bologna, è stato gestito dall’Associazione Eden ASD per 5 anni con regolare contratto di Comodato d’Uso Gratuito, in totale legalità e tutelando con apposite assicurazioni i propri soci. -         Il recupero dello stabile in degrado iniziato da Ass. Planimetrie Culturali, è stato successivamente portato avanti da una cordata di associazioni coordinate da Eden ASD,  in completa autonomia sia dal punto di vista economico che di risorse umane. -         In 5 anni di attività è stato creato il Parco Sportivo per  sport  urbani e attività circensi più grande ed efficiente d’Europa,  una fucina culturale di produzione video, fotografica e artistica, uno spazio di aggregazione e socializzazione. -         All’interno dello spazio sono presenti numerose attrezzature tecniche di grossa mole il cui smantellamento richiede lunghe tempistiche (es. parete attrezzata da 200 mq per arrampicata, 1200 mq di tubi e pannellature per Parkour, ed altri) -         Lo spazio conta ad oggi più di 6000 soci presenti e attivi e produce mediamente più di 200 collaborazioni sportive lavorative annue. CHIEDIAMO: 1.     Proroga di almeno sei mesi sulla data di sgombero indicata al 31/05/2018 secondo il procedimento 119/1T . 2.     Individuazione e assegnazione di uno stabile adeguato al proseguimento di tutte le attività interne di OZ (sportive e culturali). 3.     Supporto Economico per lo spostamento delle strutture e materiali in nuova sede N.B. i punti 1 e 2 devono essere contemporanei ed imprescindibili.

OZ BOLOGNA
17,665 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Stefano Bonaccini

Riconoscimento Operatori Benessere Animale Toelettatura Addestramento Allevamento Pensione

Con grande rispetto per le decisioni finora prese dal Governo e dalle Amministrazioni regionali, al fine del contenimento del contagio da COVID 19, si chiede di valutare il Riconoscimento di tutte le Attività che ruotano attorno al Benessere Animale: Allevamento, Addestramento, Toelettatura, Pensione.  In merito alle toelettature a vantaggio degli animali d'affezione, che allietano la vita della maggior parte delle famiglie italiane, nonostante i proprietari si siano occupati con grande diligenza della cura e dell'igiene dei loro compagni, in questo momento straordinario, bisogna ricordare che spesso i nostri animali sono validi sostegni, come Pet Therapy, per persone anziane e disabili e pertanto non è semplice accudirli, come correttamente andrebbe fatto. Sono stati raccolti i pareri di molti professionisti a rafforzare la tesi di quanto possa essere indispensabile tale lavoro e pertanto è pensiero comune che le toelettature, igienizzate ad ogni turno, sono attrezzate per l'accoglienza del cane previo appuntamento e senza far sostare il padrone, utilizzando come già nel passato mascherina e guanti.  Per quanto riguarda l'Allevamento, necessita anch'esso di una normativa chiara e soprattutto severa, in difesa degli animali oggetto di interesse della moda del momento, e pertanto di sfruttamento da parte dei cagnari. Si auspica la diffusione di una più corretta informazione degli standard di razza e delle proprie Peculiarità, affinché ognuno, che si approcci alla ricerca del cucciolo adatto alla propria famiglia e alle proprie esigenze, sappia esattamente cosa aspettarsi da una determinata razza e come interagire per un perfetto equilibrio. Un'ottima opportunità offerta al pubblico, per approfondire la conoscenza di una razza, sono anche le Esposizioni Enci, organizzate dai vari Club, e dove si potrà constatare quanta passione e dedizione lega un allevatore alla sua specifica razza.  In merito all'addestramento e al servizio di pensione sono anch'esse attività che richiedono grandi professionalità e conoscenze specifiche per essere di sostegno sia all'allevatore che al proprietario.  Esistono infatti razze, che per intelligenza e selezione sono predisposte per il salvataggio, per la Pet therapy, per le gare di agility per la caccia e per la protezione, pertanto anche questa figura è estremamente importante e fondamentale.  La nostra richiesta si pone dunque all'attenzione urgente degli organi preposti a prendere le decisioni più consone con l'intento di mettere in evidenza il Benessere dei nostri animali e di conseguenza delle nostre famiglie. Si ringrazia, certi di un favorevole accoglimento della proposta sovracitata.

Rosa Maria Lombardo
16,462 supporters
Petitioning Roberto Speranza, Giuseppe Conte, Fabiana Dadone, Stefano Bonaccini

CORONAVIRUS : APPELLO DEL SINDACATO NURSING UP- AIUTIAMO GLI INFERMIERI IN TRINCEA

CORONAVIRUS   SITUAZIONE ORGANIZZATIVA DEGLI INFERMIERI IN TRINCEA SULL’ORLO DEL COLLASSO APPELLO DEL SINDACATO NURSING UP  In queste ore continuiamo a ricevere da parte di infermieri impegnati nelle attività di contrasto al coronavirus nelle aziende sanitarie delle regioni del Nord Italia valanghe di segnalazioni sulle pessime condizioni in cui si trovano costretti ad operare. Vi sono realtà dove nonostante si venga a contatto con persone infette, sulla base delle recenti decisioni di fonte istituzionale i colleghi sono costretti a lavorare come nulla fosse, in attesa dell’effettuazione dei tamponi , e i tamponi arrivano anche dopo una settimana.Pure le altre delegazioni regionali del sindacato segnalano ogni giorno che l'assenza di mascherine, tamponi e dispositivi di sicurezza ha raggiunto ormai livelli di gravità. Dispositivi di fortuna e per di più erogati con il contagocce, in alcuni casi vengono addirittura fornite mascherine ben lungi dal garantire la qualità che si deve , fatte con materiali che nulla hanno a che vedere con quelli delle mascherine FFP3 o FFP2 che invece gli infermieri dovrebbero usare , in svariate condizioni di esposizione a rischio, e non solo in caso di aerosolizzazione . A tutto questo, se già non fosse troppo, si aggiunge anche la previsione, contestata dal ns sindacato, contenuta nell’ articolo 7 del D.L. 9 marzo 2020 n. 14 , con la quale viene previsto che i dipendenti soggetti alla sorveglianza sanitaria debbano continuare a lavorare come nulla fosse, anche se potenzialmente infetti, con il potenziale pericolo di essere loro stessi vettori di infezione verso le famiglie ed il resto del mondo . Tale previsione è pericolosa e deve essere cancellata senza indugio in sede di conversione.Insomma , non si può pensare di affrontare l’emergenza a danno della salute degli infermieri, perché in un momento come questo chi mette a rischio gli infermieri danneggia i cittadini e ciò vale anche per coloro i quali , investiti delle proprie responsabilità istituzionali, non ancora si rendono conto che un infermiere non protetto è un soggetto che, più di chiunque altro rischia di ammalare, e che se si ammala viene messo fuori gioco. Certo è che un infermiere fuori gioco oggi, equivale ad una garanzia assistenziale in meno per il cittadino.Non va bene nemmeno quanto previsto in un recente DL, dove si è deciso di prevedere incarichi temporanei agli infermieri necessari per l’emergenza . Registriamo, infatti, che all’ ombra della minaccia chiamata coronavirus, si è deciso di assumere 15.000 infermieri , peccato che poi, invece di ringraziare tutti i professionisti ai quali viene chiesto di scendere in campo in un momento delicato e pericoloso come questo, le aziende sanitarie vengono lasciate libere di mandarli a casa da disoccupati.Questo per ogni persona di buon senso è davvero troppo.!Non è la prima volta che in Italia si danno incarichi a breve scadenza , ma questo non è quello che serve al nostro SSN ora . Come sindacato siamo profondamente convinti che sarà molto difficile reperire colleghi disponibili a farsi assumere in un momento delicato e pericoloso come questo, stante la loro consapevolezza di ritrovarsi a casa con un solenne ben servito dopo 6 mesi di trincea oppure, a chi proprio andasse bene, di trovarsi comunque disoccupato a distanza di due anni.Ci chiediamo cosa farebbe qualsiasi cittadino, se egli stesso fosse un infermiere e se gli venisse proposto di essere assunto a tempo determinato in un momento di emergenza come questo , quindi di lavorare con gravi limitazioni dei dispositivi di prevenzione individuali e mettendo a repentaglio l’incolumità fisica propria e quella della famiglia, nella consapevolezza che esiste una norma che consentirà all’ azienda sanitaria di rimandarlo a casa al più tardi dopo 2 anni, il tempo necessario per spremerlo ben bene e senza complimenti.Insomma, noi infermieri vogliamo continuare a fare il nostro lavoro con coscienza e professionalità. Abbiamo sino ad ora messo a disposizione la nostra competenza e dedizione in favore dei cittadini per mero spirito di civico servizio , ma abbiamo il sacrosanto diritto di farlo in sicurezzaSotto il profilo dell'informazione , il Nursing Up chiede da tempo attraverso i media, e da ultimo reiterando formalmente la richiesta il 16 di marzo, i "dati dettagliati" sul numero di infermieri infettati ma ci vengono opposte solo laconiche percentuali .Perché nessuno risponde? Quale timore non consente di rivelare i dati precisi relativi agli infermieri infetti ? Perché tanta titubanza nel fornire informazioni che sicuramente le competenti autorità possiedono ?Da giorni chiediamo che le aziende sanitarie predispongano servizi di assistenza psicologica in favore degli operatori sanitari, perché la situazione che si è creata è dilaniante e rappresenta un viatico per gravi sequele di tipo post traumatico e burnout a danno degli infermieri, ma ciò nonostante, incomprensibilmente, anche qui ci si oppone un assurdo silenzio!PERALTRO, AL MOMENTO DI POSTARE QUESTA PETIZIONE SIAMO STATI INFORMATI CHE IL GOVERNO HA APPENA ADOTTATO UN PROPRIO PROVVEDIMENTO , SI CHIAMA " DECRETO MARZO" , E CI RISERVIAMO DI APPROFONDIRLO NEL DETTAGLIO. Cio' nonostante, almeno dalle prime informazioni in nostro possesso , non ci risulta che il testo contenga disposizioni in grado di rispondere in maniera risolutiva rispetto alle doglianze oggetto di questa petizione . Per tutte le ragioni sopra esposte, chiediamo al Governo:-di rompere questo silenzio assordante, e di attivarsi immediatamente per risolvere le gravi carenze denunciate mettendo in sicurezza infermieri ed altri operatori sanitari impegnati nella lotta al coronavirus.-di impegnarsi all'immediata costituzione in disponibilità di ogni tipo di Dispositivo di Protezione Individuale agli infermieri che svolgono la loro attività professionale in condizioni di rischio da coronavirus come indicato dall' OMS ( camici, calzari, tute contenitive, caschi , guanti ecc.ecc.) ,ma anche mascherine di tipologia FFP2 e/o FFP3 a seconda dei casi, perchè gli infermieri sono esposti costantemente al contagio. - Di impegnarsi affinchè vengano effettuate assunzioni di infermieri "a tempo indeterminato", perchè il nostro SSN risente ormai da anni di gravi contrazioni di organico e perchè, superata l'emergenza, tali professionisti possano continuare a lavorare per un servizio sanitario universale, solidale e di qualità a disposizione dei cittadini . - Di impegnarsi , in sede di conversione del D.L. 9 marzo 2020 n. 14 , a cancellare la previsione da noi contestata , contenuta nell’ articolo 7 , con la quale viene previsto che i dipendenti soggetti alla sorveglianza sanitaria ( perchè venuti a contatto con soggetti positivi al coronavirus ) debbano continuare a lavorare come nulla fosse, anche se potenzialmente infetti, con il potenziale pericolo di essere loro stessi vettori di infezione verso le famiglie ed il resto del mondo . Tale previsione è pericolosa per tutti, e deve essere cancellata senza indugio .-Di impegnarsi a modificare prima possibile le norme vigenti, anche quelle adottate da ultimo, in vigenza di emergenza da coronavirus, e che consentono di qualificare come "malattia" , l' eventualità che un operatore sanitario cadesse malato in ragione del servizio svolto, prevedendo senza indugio che tale condizione venga considerata come "infortunio sul lavoro" e che venga coperta dalle tutele previste per tale categoria. Stessa cosa dicasi per il periodo di eventuale quarantena degli operatori sanitari a seguito di eventuale contagio .-Di coinvolgere senza indugio ed a tutti i livelli , i sindacati che rappresentano gli infermieri e gli altri operatori del comparto sanita', per discutere l’immediata attivazione di un confronto costante, finalizzato all'emergenza coronavirus , e per dare risposte tempestive alle problematiche che , di giorno in giorno, emergono nelle aziende sanitarie.- Di impegnarsi a convocare tempestivamente le parti indicate dall’articolo 13 del D.L. 9 marzo 2020 n. 14 , coinvolgendo le organizzazioni sindacali degli infermieri della sanità ai fini dell' accordo quadro ivi previsto e , nel frattempo, invitare le aziende interessate a non superare i regimi massimi di impiego del personale sanitario previsti dai vigenti CCNL . - Di impegnarsi ad individuare specifici fondi e risorse che consentano al personale impegnato in prima linea di onorare gli impegni economici che discendono dalle maggiori spese ,soprattutto familiari , che lo stesso è costretto a sostenere per garantire la costante presenza negli ospedali, prevedendo che lo Stato tenga a proprio esclusivo carico "il 100% " delle spese familiari sostenute per servizi o attività che avrebbero dovuto essere svolte direttamente dal personale sanitario ( ad esempio baby sitter, accompagnamento figli a scuola ecc. ecc.) ogni qual volta tali operatori abbiano dovuto abdicare ai propri doveri per motivi di garanzia del servizio reso presso le strutture sanitarie pubbliche .Alle regioni chiediamo:- per quanto di loro competenza, di dare tempestive rassicurazioni ai responsabili territoriali del sindacato Nursing Up , affinchè questi possano tranquillizzare i colleghi sulla pronta costituzione in disponibilità di camici idonei , di calzari, ma anche mascherine e guanti di ogni tipo , necessari per impedire il contagio .- di dare tempestive indicazioni alle aziende sanitarie dei territori di competenza , affinchè si provveda ad una massiva attività di coinvolgimento e di informazione dei professionisti infermieri ivi operanti ,per le loro elevate competenze professionali e per l'apporto che possono fornire in tema di attività che attengono alla gestione organizzativa dell'emergenza.Infine, chiediamo alla stampa di sostenerci per evitare un male peggiore, chiediamo di darci una mano a sensibilizzare il Governo , ad ognuno chiediamo di fare quello che puo’ , nella consapevolezza che un infermiere non protetto diventa potenziale veicolo di contagio sia per la propria famiglia che per i cittadini .Proteggere gli infermieri significa proteggere se stessi , Nursing Up - Il Sindacato degli Infermieri Italiani

NURSING UP - Sindacato Infermieri Italiani
10,268 supporters
Petitioning Stefano Bonaccini, ASL Modena, Beatrice Lorenzin, Roberto Speranza

Non si può vivere dove non si può nascere!

Raccolta firme a sostegno della riapertura del Punto Nascite di Pavullo Nel Frignano (MO). Non si può vivere dove non si può nascere! NOI, residenti del Frignano, turisti ed utenti di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni, cittadini italiani residenti all'estero originari della zona montana della Provincia di Modena CHIEDIAMO ai sensi del DM 11/11/2015 l'applicazione della Deroga alla chiusura del punto nascite di Pavullo nel Frignano (Mo) per le sue condizioni orografiche difficili trattandosi di un ospedale di montagna che serve un territorio vastissimo tutto montano nel raggio di ulteriori 60 km oltre Pavullo fino al confine con la Toscana con strade che rendono oltremodo lungo e tortuoso il percorso di trasporto delle partorienti fino all'ospedale di Sassuolo (73,6 km da FIUMALBO, quasi 2 ore di macchina in condizioni climatiche ottimali) mettendo a rischio la loro sicurezza.Il trasporto per "gomma" in emergenza urgenza di una donna in travaglio (l'elisoccorso è PRECLUSO) è aggravato in caso di nevicate soprattutto per la viabilità montana e per la strozzatura del Carrai che a Pavullo spesso impedisce di poter uscire dal Paese con camion intraversati che bloccano per ore il passaggio agli stessi mezzi di soccorso. Inoltre da Pavullo a Sassuolo per la tempistica del trasporto delle partorienti si deve tenere conto anche dell'intenso traffico e degli incollonnamenti di camion ed autovetture che caratterizzano la SS12 e la pedemontana che porta a Sassuolo.Il rischio del trasporto é estremamente elevato e prevale nel bilanciamento con la presunta maggiore sicurezza dell'ospedale di Sassuolo che non è neppure dotato dei reparti di neonatologia e di rianimazione.    https://www.facebook.com/selvaggia28/videos/1758475147557655/

Maria Cristina Bettini
10,263 supporters
Closed
Petitioning Egr. Dr. Carlo Calenda, Ministro per lo Svilippo Economico, Egr. Dr. Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, Egr. Dr. Davide Drei, Sindaco di Forlì, Egr. Dr. Paolo Lucchi, Sinda...

RICHIESTA DI REVOCA DEL PERMESSO DI RICERCA DI GAS E PETROLIO IN ROMAGNA

Ai primi di Marzo 2017, tramite fonti ufficiose, prevalentemente tramite social network, i cittadini romagnoli sono venuti a conoscenza di un’autorizzazione per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo dei comuni di Cesena, Bertinoro, Forlimpopoli, Forlì e Meldola.Per le motivazioni di seguito riportate, si chiede la sospensione e la revoca di tale concessione. Premesso che: - il Ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato un permesso di ricerca in favore della società Po Valley Energy (sede legale in Australia) per cercare idrocarburi, gas e petrolio, nella Provincia di Cesena-Forlì; - il Conferimento del permesso di ricerca «TORRE DEL MORO» alla Società Po Valley Operations Pty è stato autorizzato l’8 Febbraio 2017 e pubblicato (con numero di pubblicazione: 17) nel BOLLETTINO UFFICIALE DEGLI IDROCARBURI E DELLE GEORISORSE (Anno LXI - N. 2) il 28 dello stesso mese (1). Rilevato che:- il permesso di ricerca ha una estensione territoriale pari a 111 kmq e interessa i Comuni di Cesena (compreso il centro abitato della città), Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Meldola;- è prevista la perforazione di un pozzo esplorativo - da realizzare entro 48 mesi - fino ad un massimo di 4.500 metri di profondità;- per le attività di ricerca la Po Valley dovrà corrispondere un canone annuo di circa 573 euro. Constatato che la Regione Emilia-Romagna con propri atti amministrativi nel 2013 e nel 2015 ha dato il proprio “nulla osta” al progetto di prelievo in oggetto. (vedi note 2 e 3). Tutto ciò si è svolto nell’assoluto silenzio politico, nella totale mancanza di informazione pubblica e senza il coinvolgimento delle popolazioni locali.Considerato che:- l’attività di ricerca di cui all’oggetto verrà realizzata in un territorio densamente popolato, caratterizzato in prevalenza da attività agricole intensive (orticole e frutticole) di prodotti tipici locali e da moltissime attività produttive manifatturiere anche in compresenza insediativa di industrie pericolose;- l’area perimetrata dal piano di estrazione idrocarburi coincide con un territorio ad elevata vocazione termale con preziose acque minerali nel sottosuolo;- l’area insiste su una più ampia zona interessata da un nuovo progetto di marketing turistico denominato “wellness valley - la Romagna del benessere” sul quale la stessa Regione Emilia-Romagna ha deciso di destinare risorse economiche consistenti;- “la subsidenza nella pianura cesenate è ancora attiva con valori massimi di 1.2 – 1.5 cm/anno nella zona Pievesestina - Casemurate” così come evidenziato dal Consorzio di Bonifica della Romagna in una propria Relazione Geologica, Idrogeologica, Geotecnica - Consorzio di Bonifica della Romagna (revisione 27/11/2012) (4) da cui si deduce che “L’abbassamento del suolo rappresenta un fenomeno particolarmente preoccupante per l’assetto del territorio. Le cause principali sono riconducibili, come è ormai noto da diversi studi, all’estrazione di fluidi dal sottosuolo (idrocarburi liquidi e gassosi, acque). Nell’area di intervento non sono presenti giacimenti di idrocarburi e quindi la causa primaria è senza dubbio imputabile al prelievo intenso di acque sotterranee per usi civili, agricoli ed industriali. […]”. Ai fini di una corretta valutazione delle problematiche esposte è doveroso adottare il “principio di precauzione” in quanto, in base a questo stesso principio nel 2012 l’allora Presidente della Regione Emilia-Romagna sospese ogni attività di estrazione di idrocarburi a seguto del fenomeno sismico registrato in Emilia.Nel 2014 il Report on the Hydrocarbon Exploration and Seismicity in Emilia Region (5) redatto da una commissione tecnico-scientifica composta da esperti di altissimo livello internazionale affermava che «l'attuale stato delle conoscenze e l'interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito a innescare l'attività sismica del 2012 in Emilia». Considerato inoltre che la zona interessata dall’intervento di estrazione idrocarburi è ricompresa in un’area classificata sismica di seconda categoria con grado di sismicità S = 9 e coefficiente di intensità sismica pari 0.07 (6).Considerando ancora gli aspetti di ordine sismico che chiamano in causa anche il problema della liquefazione e cioè la possibilità che i terreni perdano la capacità portante quando sono investiti da onde sismiche di particolare intensità.Considerarto infine che la Regione Emilia-Romagna, nelle proprie “Osservazioni” (7), approvate l’11 marzo 2014 dall’Assemblea Legislativa - Legislatura IX - oggetto 5281, sulla “Risoluzione sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e Parlamento europeo sulla ricerca e la produzione di idrocarburi” EVIDENZIAVA «come siano, purtroppo, numerosi i casi di sismicità indotta o riattivata da sfruttamenti di risorse del sottosuolo in sovrapressione, o da fratturazione idraulica, che hanno determinato terremoti di magnitudo elevata (superiore a 3) che, data la scarsa profondità, hanno causato effetti dannosi in superficie. [...]» E PER QUESTO CHIEDEVA DI VIETARE LA TECNICA DELLA FRATTURAZIONE IDRAULICA: «In conclusione [...] si invitano il Governo e il Parlamento nazionali ad adottare una legge che, analogamente a quanto già fatto da altri Stati europei, preveda espressamente il divieto di utilizzo della tecnica della fratturazione idraulica nel territorio italiano per lo sviluppo di progetti di sfruttamento delle risorse del sottosuolo in aree sensibili, in mare o terraferma.» Per tutto quanto sopra esposto i cittadini romagnoli ritengono che il “principio di precauzione” imponga una riflessione aggiuntiva a quelle precedenti riportate e per questo chiedono che venga immediatamente sospesa l’autorizzazione di cui all’oggetto, si avvi una fase di corretta, completa e comprensibile informazione pubblica, una consultazione civica popolare sul tema e si adotti ogni atto pubblico per il definitivo annullamento dell’autorizzazione stessa a tutela e nell’interesse sociale ed economico della cittadinanza romagnola. Note:1) BOLLETTINO UFFICIALE DEGLI IDROCARBURI E DELLE GEORISORSE (Anno LXI - N. 2) http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2036126-bollettino-ufficiale-degli-idrocarburi-e-delle-georisorse-online-il-numero-di-febbraio2) Numero adozione: 725 Data adozione: 10/06/2013 Num. reg. proposta: GPG/2013/796 Pubblicazione BUR: Num. 180 del 03/07/2013 Oggetto: VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) RELATIVA AL PERMESSO DI RICERCA IDROCARBURI DENOMINATO "TORRE DEL MORO", ATTIVATA DA PO VALLEY OPERATIONS PTY - PRESA D'ATTO DELLE DETERMINAZIONI DELLA CONFERENZA DI SERVIZI (TITOLO III LR 18 MAGGIO 1999, N. 9 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI).http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=leggi&cod_protocollo=GPG/2013/7963) Numero adozione: 2124 Data adozione: 21/12/2015 Num. reg. proposta: GPG/2015/2268 Oggetto: INTESA STATO-REGIONI. ISTANZA DI PERMESSO DI RICERCA DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI "TORRE DEL MORO" NELLA PROVINCIA DI FORLÌ-CESENA. SOCIETÀ PO VALLEY OPERATIONS PTY. http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/deliberegiunta/servlet/AdapterHTTP?action_name=ACTIONRICERCADELIBERE&operation=leggi&cod_protocollo=GPG/2015/22684) Relazione Geologica, Idrogeologica, Geotecnica - Consorzio di Bonifica della Romagna (revisione 27/11/2012) http://www.bonificaromagna.it/Documenti/1_04%20Relazione%20Geolog-Idrogeol-Geotec.pdf5) Report on the Hydrocarbon Exploration and Seismicity in Emilia Region http://mappegis.regione.emilia-romagna.it/gstatico/documenti/ICHESE/ICHESE_Report.pdf6) http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/geologia/temi/sismica/lemilia-romagna#section-27) Risoluzione http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:attoindirizzoapprovato:9;5281PS. VUOI SAPERNE DI PIU'? CLICCA QUI Romagna Trivelle NO Grazie

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