Decision Maker

Roberto Fico

  • Presidente della Camera dei Deputati

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Victory
Petitioning Roberto Fico

#BastaVitalizi, basta privilegi

Quello dei vitalizi è uno dei più grandi scandali della Repubblica. Per gli sfacciati privilegi che i parlamentari si sono dati, per lo spreco di risorse che hanno comportato e comporteranno, per il peso che continueranno ad avere sui bilanci di Camera e Senato, dunque sulle finanze pubbliche. C’è un esercito di oltre duemila ex deputati e senatori che gode di questi ingiustificati trattamenti. In base ai quali persino chi non ha mai messo piede in Parlamento o ha partecipato a pochissime sedute delle Camere riscuote assegni di circa 2.000 euro netti mensili. Magari sommandoli ad altri vitalizi delle Regioni o del Parlamento europeo, oppure a trattamenti pensionistici maturati per le attività lavorative svolte. Per non parlare dei parlamentari eletti per più legislature, che arrivano ad incassare fino a 7 mila euro netti mensili. Cifre che i comuni cittadini neanche si sognano. Vero che a partire dal 2012 il sistema è stato riformato. E il vecchio sistema di calcolo dei vitalizi è stato rimpiazzato dal contributivo. Ciononostante, il trattamento dei rappresentanti del popolo continua a presentare elementi di smaccato favore rispetto a quello riservato ai normali lavoratori. A cominciare dall’età pensionabile. Per esempio gli eletti per la prima volta nel 2013, considerando il fatto che la legislatura è durata 4 anni 6 mesi e un giorno, con 5 anni di contributi versati, il 15 settembre 2017 hanno maturato a 65 anni il diritto ad una pensione di circa mille euro. Chi sarà eletto anche per un secondo mandato, con 10 anni di contributi, potrà iniziare a percepire l’assegno previdenziale addirittura a 60 anni. Mentre, a partire dal 2018, l’età minima richiesta ai comuni cittadini per andare in pensione salirà a 66 anni e 7 mesi. Per modificare il trattamento previdenziale degli ex parlamentari e rimuovere questo scandalo, non servono né leggi né complesse riforme costituzionali. Basta un semplice cambiamento ai regolamenti interni sui vitalizi varati dagli Uffici di presidenza di Camera e Senato. Nel maggio 2015, con una delibera approvata prima dalla Camere e poi dal Senato, sono stati eliminati i vitalizi solo per gli ex deputati condannati. Chiediamo a tutti i candidati delle elezioni che avverranno in Italia il prossimo 4 marzo, di impegnarsi affinché in futuro attraverso un nuovo regolamento, eliminino definitivamente e una volta per tutte le ingiustificate posizioni di rendita maturate dagli ex parlamentari prima della riforma del 2012 e quelle che, anche dopo quest’ultimo intervento, sono rimaste praticamente inalterate. Chiariteci la vostra posizione e quale sarà il vostro impegno in merito, una volta che salirete al Governo. Noi proponiamo che si ricalcolino tutti i vitalizi attualmente in essere con il sistema contributivo; che si elevi il limite d’età per la percezione dell’assegno previdenziale; che si introduca un tetto massimo al vitalizio di 5.000 euro lordi al mese. Un analogo tetto di 5.000 euro lordi al mese deve valere anche per tutti coloro che godono o godranno di un trattamento previdenziale frutto dei contributi versati nel corso della propria carriera professionale. Antonio Padellaro, Peter Gomez e Marco Travaglio

Il Fatto Quotidiano
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Petitioning Roberto Fico

Vitalizi, poniamo fine al privilegio

Quello dei vitalizi è uno dei più grandi scandali della Repubblica. Per gli sfacciati privilegi che i parlamentari si sono dati, per lo spreco di risorse che hanno comportato e comporteranno, per il peso che continueranno ad avere sui bilanci di Camera e Senato, dunque sulle finanze pubbliche. C’è un esercito di oltre duemila ex deputati e senatori che gode di questi ingiustificati trattamenti. In base ai quali persino chi non ha mai messo piede in Parlamento o ha partecipato a pochissime sedute delle Camere riscuote assegni di circa 2.000 euro netti mensili. Magari sommandoli ad altri vitalizi delle Regioni o del Parlamento europeo, oppure a trattamenti pensionistici maturati per le attività lavorative svolte. Per non parlare dei parlamentari eletti per più legislature, che arrivano ad incassare anche oltre 10 mila euro netti mensili. Cifre che i comuni cittadini neanche si sognano. Vero che a partire dal 2012 il sistema è stato riformato. E il vecchio sistema di calcolo dei vitalizi è stato rimpiazzato dal contributivo. Ciononostante, il trattamento dei rappresentanti del popolo continua a presentare elementi di smaccato favore rispetto a quello riservato ai normali lavoratori. A cominciare dall’età pensionabile.Ecco un esempio. Gli eletti per la prima volta nel 2013, se la legislatura durerà almeno 4 anni 6 mesi e un giorno, con 5 anni di contributi versati, matureranno a 65 anni il diritto ad una pensione di circa mille euro. Chi sarà eletto anche per un secondo mandato, con 10 anni di contributi, potrà iniziare a percepire l’assegno previdenziale addirittura a 60 anni. Mentre, a partire dal 2018, l’età minima richiesta ai comuni cittadini per andare in pensione salirà a 66 anni e 7 mesi. Per modificare il trattamento previdenziale degli ex parlamentari e rimuovere questo scandalo, non servono né leggi né complesse riforme costituzionali. Basta un semplice cambiamento ai regolamenti interni sui vitalizi varati dagli Uffici di presidenza di Camera e Senato. Esattamente come uno dei tanti fatti nel corso del tempo ai primi regolamenti approvati negli anni Cinquanta. E che, progressivamente, hanno determinato le distorsioni e le posizioni di favore che conosciamo per onorevoli e senatori. Ed è proprio agli Uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama che questa proposta-appello si rivolge. Affinché, attraverso un nuovo regolamento, eliminino definitivamente e una volta per tutte le ingiustificate posizioni di rendita maturate dagli ex parlamentari prima della riforma del 2012 e quelle che, anche dopo quest’ultimo intervento, sono rimaste praticamente inalterate.Ecco cosa proponiamo.1) Ricalcolare tutti i vitalizi attualmente in essere con il sistema contributivo in vigore a Montecitorio e Palazzo Madama dal 2012. E che prevede, in sostanza, un ammontare di circa 200 euro lordi al mese per ciascun anno di mandato parlamentare.2) Elevare il limite d’età per la percezione dell’assegno previdenziale allo stesso livello previsto dalla legge Fornero per i comuni lavoratori.3) Introdurre un tetto massimo al vitalizio di 5.000 euro lordi al mese. Anche per coloro che, avendo rivestito cariche in diverse assemblee elettive (Parlamento nazionale, Parlamento europeo e Consigli regionali), percepiscono o percepiranno, in base alle regole attualmente vigenti, più assegni previdenziali.4) Analogo tetto deve valere anche per tutti coloro che godono o godranno di un trattamento previdenziale frutto dei contributi versati nel corso della propria carriera professionale: se la pensione maturata attraverso l’attività lavorativa privata è pari o superiore a 5.000 euro lordi al mese, l’ex parlamentare non avrà diritto al vitalizio erogato dall’organo elettivo nel quale ha svolto il mandato, ma solo al rimborso dei contributi versati. Primo Di Nicola, Antonio Pitoni, Giorgio Velardi (autori del libro Orgoglio e Vitalizio per Paper First)   ---AGGIORNAMENTO: Il testo di questa petizione è stato aggiornato durante le Elezioni Politiche 2018. Il nuovo testo, con tutti gli aggiornamenti e le risposte di alcuni partiti si possono trovare al seguente collegamento: change.org/bastavitalizio

Il Fatto Quotidiano
591,391 supporters
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Petitioning Antonio Campo Dall'Orto, Monica Maggioni, Mario Orfeo , Andrea Fabiano , Roberto Fico, Rosy Bindi

Chiudiamo "Porta a Porta". Cacciamo Bruno Vespa!

Il programma "Porta a Porta" in onda su Rai 1, non ha nulla a che fare con il servizio pubblico,pagato con soldi nostri. Dopo la vicenda con i Casamonica,dopo il figlio di Totò Riina (diversi Sit- in davanti sedi Rai insieme a Sabina Guzzanti), dopo la frase, in occasione del terremoto: "Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l'economia perché pensi l'edilizia che cosa non potrebbe fare...",insieme ad altri episodi vergognosi,chiediamo con forza che venga chiuso definitivamente Porta a Porta,o almeno chiediamo l'allontanamento dalla Rai (ricordo che si tratta di una tv pubblica) di Bruno Vespa. #FuoriVespa  #PortaaPorta

Salvatore Lo Presti
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Petitioning Giuseppe Conte, Sergio Costa, Gian Marco Centinaio, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico

Caccia: stop all'utilizzo dei richiami vivi

L’utilizzo degli uccelli come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele legata alla caccia da "capanni" fissi o temporanei. E' permesso tenere animali rinchiusi tutta la vita in minuscole gabbie, della dimensione di un foglio A4, per fungere da richiamo verso i propri simili ed attirarli così verso lo sparo di un fucile durante il periodo venatorio. I richiami vivi sono detenuti in condizioni durissime, per molto tempo al buio in modo che perdano la percezione del tempo e scambino il periodo in cui verranno esposti al capanno per la primavera. Il loro canto così attirerà maggiormente, riempiendo il carniere del cacciatore. Vivono in gabbia in condizioni igieniche precarie, senza la possibilità di distendere le ali destinate così ad atrofizzarsi e di fare le quotidiane abluzioni e bagni di sabbia, che in natura  amano fare per proteggersi dai parassiti. Costretti ad una detenzione dove le zampe si ricoprono di piaghe e ulcere, nella quale il tasso di mortalità è impressionante. A queste migliaia di piccoli uccelli migratori come allodole, cesene, merli, tordi, colombacci e pavoncelle è negata la libertà quotidiana di volare e seguire il loro istinto che li porterebbe a volare per chilometri e chilometri durante le stagioni migratorie. Migliaia perché ogni anno il "capannista" deve procurarsi degli uccelli freschi, per ragioni di richiamo o per rimpiazzare quanti sono morti nel corso dell’anno precedente. Oltre a queste specie vengono utilizzate anche anatidi per la caccia da appostamenti acquatici. Per questa pratica crudele vengono utilizzati uccelli allevati appositamente, ma troppo spesso anche frutto di catture illegali. Ogni anno  i traffici illeciti di uccelli scoperti sono tantissimi e rappresentano solo la punta di un iceberg di un business incredibile che svuota i nostri cieli e condanna gli uccelli selvatici a un'insopportabile prigionia. Per l'utilizzo ai fini di richiamo, a queste specie verrà negata la possibilità di esplicare l'attività fisiologica, un maltrattamento che cesserà solo con la fine dei loro giorni. Ai cacciatori, in alternativa ai richiami vivi, la normativa già ora consente fischietti o altri strumenti a bocca o a mano, oltre a stampi in plastica raffiguranti specie cacciabili. Mentre è già vietato l'utilizzo di richiami elettroacustici, a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, perché ha una incontrollabile e forte attrattiva per l'avifauna, ne è però ammessa la vendita, cosa che oggigiorno ne porta ad un utilizzo illegale e diffuso. Per tutto quanto sopra esposto io sottoscritto chiedo, anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione : -di abolire la pratica e vietare severamente l'utilizzo di uccelli come richiami vivi. - di mantenere il divieto di utilizzo di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono e di vietarne la vendita.

LAC
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Petitioning Giuseppe Conte Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico, le Commissioni speciali riunite di Camera e Senato per l'esame di ...

ABOLIAMO ASPETTATIVA DI VITA PER DIRITTO ALLA PENSIONE

Il meccanismo di ADEGUAMENTO DELLA SPERANZA DI VITA è stato introdotto con il pretesto di mettere a punto delle misure stabili di contenimento della spesa previdenziale. È un meccanismo permanente di adeguamento dei requisiti pensionistici che determina  UN AUMENTO INFINITO DELL'ETA' UTILE PER ACCEDERE ALLA PENSIONE. La conseguenza è che si sa con certezza quando si incomincia a lavorare ma non si può determinare oggi a che età si andrà in pensione. L’età anagrafica che ci vorrà, sarà legata alla speranza di vita, che è stata aggiornata nel 2013 (di 3 mesi), nel 2016 (di ulteriori 4 mesi per un totale di 7 mesi), e sarà aggiornata, a meno che non si fermi l’aumento dell’aspettativa di vita, nel 2019 e poi da allora in poi ogni due anni (e non più ogni tre anni). PER LA PRIMA VOLTA DALLA FINE DELLA GUERRA QUESTA È DIMINUITA CON UN AUMENTO DRAMMATICO DELLA MORTALITÀ! FIRMA LA PETIZIONE PERCHE': LE PERSONE DEVONO SAPERE CON CERTEZZA QUANDO INIZIANO A LAVORARE QUALE SARÀ L'ETÀ DELLA PENSIONE I CONTRIBUTI VERSATI NELLE CASSE PREVIDENZIALI NON DEVONO PIÙ ESSERE USATI COME BANCOMAT DAL GOVERNO

Luciano Cecchin
83,867 supporters
Petitioning Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giuseppe Conte, Sergio Costa

VIA LA PLASTICA MONOUSO DAI PALAZZI DELLA POLITICA #STOPSINGLEUSEPLASTIC

Marevivo ha scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Vice Presidenti Luigi di Maio e Matteo Salvini, al Presidente della Camera Roberto Fico, alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e a tutti i Ministri per chiedere di dare sin da subito il buon esempio introducendo il divieto dell’impiego di prodotti di plastica monouso (bottiglie, stoviglie, cannucce e tutti gli oggetti in plastica che utilizziamo una volta sola prima di buttare via) nei servizi e negli uffici delle istituzioni. Ogni minuto nel mondo vengono acquistate un milione di bottiglie in plastica. Metà della plastica che viene prodotta è utilizzata soltanto una volta per poi essere gettata via, secondo i dati riportati dall’Unep. Negli ultimi 60 anni si stima che siano state prodotte circa 8,3 miliardi di tonnellate di plastica e di queste circa il 60% sia finito in discarica o disperso nell’ambiente naturale.  “Rifiutare quello che non si può riutilizzare” ha dichiarato Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.  L’attenzione è, dunque, ancora una volta sull’inquinamento da plastica e sulla necessità di agire per contrastare il problema: a questo scopo le Nazioni Unite hanno lanciato la campagna #BeatPlasticPollution, per sensibilizzare i cittadini ed invitarli a ridurre il consumo di plastica monouso. Lo scorso 28 maggio la Commissione Europea ha presentato la Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio, COM(2018) 340 final – 2018/0172 (COD), relativa alla riduzione dell’impatto sull’ambiente, in particolare su quello marino, di alcuni prodotti di plastica. La direttiva prevede per gli Stati membri, entro due anni dalla sua entrata in vigore, l’obbligo di attuare provvedimenti finalizzati a vietare le plastiche monouso e a ridurre l’impatto degli altri rifiuti contenenti plastica. Grazie all’azione di Marevivo, il nostro Paese è stato il primo nell’UE ad approvare misure finalizzate a vietare l’impiego di materiale non biodegradabile nei bastoncini per la pulizia delle orecchie e delle microplastiche nei cosmetici. In vista di questa lungimiranza, l’associazione chiede l’emanazione di un idoneo e appropriato provvedimento che vieti l’uso delle plastiche monouso in tutte le sedi delle istituzioni. Nel 2020 la Francia vieterà la produzione e la vendita di tutte le stoviglie monouso di plastica, spingendo i produttori a sostituirle con quelle biodegradabili. Anche la Regina Elisabetta di Inghilterra ha recentemente bandito l’uso della plastica monouso a Buckingham Palace e nelle altre residenze reali, sia per il pubblico, che per gli addetti agli uffici. E se in Gran Bretagna, come ha sottolineato la Premier Theresa May: “la quantità di plastica monouso sprecata ogni anno riempirebbe 1000 Royal Albert Hall”, nel nostro Paese quante volte la plastica monouso sprecata colmerebbe il Colosseo? Una tua firma può dare forza al nostro appello se credi che il mostro che ci sta invadendo possa essere fermato. Agisci subito!

Marevivo
76,374 supporters
Petitioning Roberto Fico, Giuseppe Conte

Basta condoni edilizi!

Chiediamo ai parlamentari di stralciare dal Decreto Genova, in discussione alla Camera, ogni ipotesi di condono edilizio per Ischia.  La scarsa qualità dell’edificato costruito abusivamente nelle aree interessate da vincolo idrogeologico e paesaggistico dell’isola d’Ischia, ha amplificato gli effetti disastrosi dell’evento sismico del 21 agosto 2017.  L’art. 25 - inserito nel DL 109 del 28 settembre 2018 (“Decreto Genova”), in discussione al Parlamento per favorire la ricostruzione delle aree colpite dal sisma - sancisce l’ammissibilità al condono di tutte le istanze di sanatoria riguardanti le edificazioni abusive realizzate sull’isola di Ischia dal 1983 al 1993 in gran parte non suscettibili di sanatoria secondo le limitazioni della legge 724/94, e tutte quelle abusivamente realizzate dal 1993 al 2003 del tutto escluse in applicazione della legge 326/03. Come rilevato da un sondaggio di Ipsos del febbraio 2018, il 58% degli italiani è contrario al condono edilizio. È ora di dire basta a condoni ad Ischia e nel resto dell’Italia. Con il provvedimento attualmente in discussione al Parlamento, si vorrebbe calare una pietra tombale su tutti gli abusi perpetrati sull’isola d’Ischia, permettendo una sanatoria generalizzata delle costruzioni illegali realizzate in un’area gravata dai vincoli paesaggistici e idrogeologici, concedendo forti riduzioni delle sanzioni economiche previste dalle leggi, e così sfruttando un disastro naturale annunciato da decenni. La norma introdotta presenta evidenti aspetti di illegittimità costituzionale, introducendo disposizioni di favore per i residenti nei territori dei Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio d’Ischia, e sopra ogni cosa, essa confligge con i principi di salvaguardia del paesaggio sanciti dall’art. 9 della Costituzione. Si chiede a tutti i parlamentari di votare per la cancellazione della norma e cogliere l’opportunità di trasformare una tragedia annunciata in una grande occasione per il riassetto razionale del territorio, rilanciando il primato della pianificazione paesaggistica e territoriale.

Italia Nostra
65,457 supporters
Petitioning Alfonso Bonafede, Marco Bussetti, Roberto Fico, Sergio Mattarella

NON PIU' VITTIME DI BULLISMO VOGLIAMO LA VERITA' SULLA MORTE DI GIOVANNI RUGGIERO

Siamo Carmela e Ilaria, le sorelle di Giovanni Ruggiero che si è tolto la vita il 23 febbraio 2016. Giovanni aveva 17 anni e frequentava l' Istituto di Istruzione Superiore Virgilio - Liceo Artistico di Benevento. Era il lunedì 22 Febbraio 2016 quando Giovanni prende il pullman e si reca a scuola come tutte le mattine. Al suo ritorno ci racconta che è accaduto qualcosa di terribile, noi gli chiediamo che cosa, ma lui non approfondisce. Il pomeriggio dello stesso lunedì va in paese a cercare un suo amico al quale voleva confidargli qualcosa ma l’amico non è in casa. Il giorno dopo 23 Febbraio di mattina Giovanni non va scuola e si toglie la vita. La Procura di Benevento che si occupa del caso ha presentato istanza di archiviazione. Il caso è stato sottovalutato perché suicidio ma molti aspetti importanti sono stati trascurati. Giovanni era vittima di bullismo a scuola, ma negli interrogatori dei compagni di classe e dei suoi amici questi hanno dato risposte generiche, vaghe oltre che contraddittorie. Sappiamo che qualcosa era accaduto il lunedì 25 Febbraio e sappiamo che Giovanni è stato a scuola e poi allo stazionamento degli autobus, a nessuno degli interrogati è stato chiesto cosa è accaduto quel lunedì. Un altro ragazzo si era tolto la vita l’anno prima e anche lui frequentava il Liceo Artistico di Benevento e cito “nel corso delle indagini relative al suo decesso l’attività di intercettazione consentiva di addivenire ad un fiorente spaccio di stupefacenti nel quale era coinvolto egli stesso”. Inoltre, nel fascicolo stesso del p.g. si suggerisce di investigare per portare alla luce la presunta attività di spaccio di stupefacenti nel contesto scolastico del Liceo Artistico di Benevento. Nessuna indagine è stata fatta tenendo conto di tutti questi aspetti. Insomma, vogliamo capire cosa accade in questa scuola. Sono già morti due studenti, quanti ancora dovranno morire per portare alla Luce la verità? Sono stati prelevati campioni biologici che non sono stati analizzati perché inutili ai fini dell’investigazione, si tratta di suicidio perché incentivare e approfondire le indagini? Vi rendete conto? E ora si vuole addirittura chiudere il caso come se fosse normale scegliere di togliersi la vita a causa dei tormenti esistenziali dell’adolescenza senza dare alcun valore alla sua vita e alcun peso alla sua morte. Giovanni ha subito qualcosa di davvero grave per scegliere di togliersi la vita. Negli ultimi tempi, era quasi invisibile, aveva negli occhi lo sguardo di chi teme per la propria vita. Le umiliazioni, le offese, gli insulti, gli sguardi minacciosi, il dolore: è un’esistenza insopportabile quella di chi è vittima di bullismo e di coercizione. Un’esistenza vuota ed un dolore che spesso è silenzioso perché chi è vittima dei bulli non vuole e non può parlare di quanto accaduto, per vergogna e per paura. Nulla ci riporterà indietro Giovanni. Ma tutti possiamo e dobbiamo fare in modo di dargli giustizia perché non accada di nuovo ad un altro ragazzo o ragazza e ad altri genitori, fratelli e sorelle. Quanti ancora dovranno morire prima che si capisca che il bullismo è una forma di violenza che porta alla morte? Non si possono chiudere le indagini senza aver vagliato tutte le ipotesi e seguito tutte le piste di indagine che sono venute alla luce. Non abbiamo potuto festeggiare i 18 anni di Giovanni, vederlo rimettere a nuovo un’auto vecchia insieme al babbo, realizzare i suoi sogni, scoprire sé stesso ed il mondo che lo circonda. Noi non vedremo Giovanni emozionato poco prima degli scritti dell' esame di maturità e poi sorridente dopo aver discusso la tesina, non vedremo Giovanni che si districa tra i vari corsi di Laurea per scegliere poi quello grazie al quale costruirà la sua vita. In questi mesi, noi abbiamo creato un'Associazione Culturale a suo nome (ci trovate a questo link https://www.facebook.com/associazionegiovanniruggiero/?ref=bookmarks ed un Concorso "La Giornata dell'Arte Borsa di Studio - Concorso a Premi" grazie alla collaborazione dell'Istituto Comprensivo "A. Oriani" di Sant'Agata dei Goti ideata per ricordare il giovane artista Giovanni Ruggiero, la sua immensa sensibilità, il suo umano divenire nella ricerca costante della conoscenza di sé e del Mondo. In virtù di questi dati oggettivi che meritano di essere approfonditi e soprattutto per il diritto alla giustizia e alla verità che spetta ad ogni persona chiediamo al GIP di Benevento, Dott. Roberto Melone, al Procuratore della Repubblica di Benevento, Dott. Giovanni Conzo, al Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott.ssa Assunta Tillo, di non chiudere il caso di Giovanni Ruggiero e proseguire con le indagini, questa volta con maggiore accortezza, professionalità ed attenzione e chiediamo al Presidente della Camera, Roberto Fico, al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, di scoprire quanto accade tra le mura dell' Istituto di Istruzione Superiore Virgilio- Liceo Artistico di Benevento e di approvare al più presto una Legge contro il bullismo e contro i bulli anche se si tratta di minorenni anzi a partire dai 13 anni che possano essere processati e condannati con pene severe, per aiutare le vittime di bullismo ed evitare che queste non siano più offese, derise e abusate solo perché sensibili e diversi ed evitare che si arrendano scegliendo la morte alla vita. Carmela Ruggiero e Ilaria Ruggiero

ASSOCIAZIONE CULTURALE GIOVANNI RUGGIERO
52,063 supporters
Petitioning Alfonso Bonafede, Roberto Fico, Elisabetta Trenta, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giuseppe Conte, Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana), Giulia Grillo, Alfonso Bonafede, Giu...

Cannabis Terapeutica: Accessibilità, Gratuità, Continuità per TUTTI

Siamo un gruppo di malati con differenti patologie, accomunati dal trattamento con cannabis ad uso medico. Abbiamo tutt’ora grossi problemi nell’accedere a questa specifica terapia, a causa del costo esorbitante dei medicinali ,delle visite private, e per la mancanza di materia prima nelle farmacie. Solo in 11 regioni la terapia viene erogata dal SSR, ma questo avviene solo per alcune patologie “fortunate”, costringendo tutti gli altri a pagarsi le cure in prima persona. Converrete con noi che una tale situazione non è sostenibile. Da un punto di vista farmacologico, è da considerare che Ogni varietà di Cannabis contiene principi attivi peculiari (cannabinoidi, terpeni e molti altri), quindi un’unica varietà, che ne contiene determinate concentrazioni, non può essere adatta a tutte le patologie. Anche per questo motivo siamo in difficoltà nel momento in cui le importazioni delle varietà di Cannabis Olandese e canadese e italiana faticano ad arrivare. In merito a quanto sopra, esprimiamo con forza il nostro disagio 1.    abbiamo grosse difficoltà a reperire farmaci a cui abbiamo pieno diritto, che ci sono regolarmente prescritti da medici privati e strutture ospedaliere. Attendiamo per giorni prodotti che non vengono dispensati con tempistiche adeguate, senza supporto alcuno, con la conseguente interruzione della terapia anche per periodi medio-lunghi; una terapia che, invece, ci permette di condurre vite pressoché normali e dignitose e dovrebbe essere fatta con precisa puntualità e continuità. 2.    Molte farmacie non vendono più le preparazioni a base di cannabinoidi lasciando scoperte intere zone e quindi pazienti, i quali allora devono ricorrere a farmacie più lontane, sostenendo spese di ricerca di queste ultime e di spedizione dei prodotti, investendo tempo ed energie preziose. 3.    Come ci viene riferito da farmacie private ed ospedaliere, manca l'importazione completa del nostro fabbisogno farmaceutico questo rende la vita dei pazienti in cura con un vero inferno, mancando di continuità. Mossi da profonde preoccupazioni e dal bisogno vitale di poterci curare come previsto dai nostri piani terapeutici, chiediamo che: 1.    la cannabis ad uso medico sia dispensata secondo le stesse modalità di tutti gli altri farmaci prescrivibili e per i quali è prevista l'erogazione tramite SSN; 2.    sia garantita la continuità terapeutica necessaria ad assicurare la corretta somministrazione di tutti i prodotti, importati e non, con i tempi e le modalità adeguate, nel rispetto delle prescrizioni mediche fatte ad hoc in base alle diverse patologie di cui soffriamo; 3.    sia integrato l'elenco delle patologie aventi diritto all’accesso alla terapia e alla sua erogazione tramite il SSN; 4.    sia recepito l’art 18 quater per regolare le norme a livello regionale, così da non avere una disparità nelle possibilità di accesso alla cura in base alla regione di residenza; 5.    sia assicurata l'importazione dei prodotti della Bedrocan e della Pedanios a seconda delle necessità reali di noi pazienti e non venga a mancare la fornitura di quelli italiani da parte dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.   Confidiamo che riusciate a cogliere l'importanza della questione che riguarda tutti noi pazienti allo stesso modo e che prendiate seriamente in considerazione le nostre richieste, poste in un momento di estremo disagio e di bisogno impellente di sostegno e appoggio da parte dello Stato, a cui chiediamo di intervenire prontamente

Comitato Pazienti Cannabis Medica
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Petitioning Sergio Mattarella

Fermiamo la guerra in Siria

Pericolosi venti di guerra si addensano sulla già martoriata Siria. E sul mondo intero.  Una coalizione di Stati si prepara ad un intervento armato in quel paese come rappresaglia al presunto bombardamento chimico dell'esercito siriano di un'area civile in cui si annidavano gruppi armati ribelli. Nessuna inchiesta indipendente ha comprovato questo bombardamento chimico e ogni intervento armato rischia di precipitare la Siria ancor di più nel baratro della guerra e di provocare la risposta degli alleati del governo siriano con il rischio di un conflitto ancora più spaventoso e globale. In questi anni le cosidette " guerre umanitarie " hanno saputo solo generare ulteriori conflitti e l'annientamento di fatto di intere nazioni divenute terra di nessuno e di ogni orrore. Le " guerre umanitarie ", come poi si è scoperto, partivano da enormi bugie raccontate all'opinione pubblica mondiale per nascondere e giustificare il loro vero obiettivo cioè quello del controllo di aree e risorse di quei paesi. La Costituzione italiana è fondata sul rifiuto della guerra. Facciamo appello alle vostre alte cariche perché l'Italia spenda ogni possibile energia per evitare ogni recrudescenza della guerra in Siria e il suo possibile e pericolosissimo  allargamento al mondo intero.  Vi chiediamo di adoperarvi perché sia istituita immediatamente una commissione di inchiesta indipendente su quanto accaduto in Siria. Vi invitiamo al rispetto della nostra Costituzione. Nessuna azione di guerra deve vedere il coinvolgimento del nostro paese e delle sue basi militari. Il mondo ha bisogno di pace. Mai più guerra.  

silvestro montanaro
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