Decision Maker

Nello Musumeci

  • Presidente Regione Sicilia

Does Nello Musumeci have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Giuseppe Conte, Sergio Costa, Nello Musumeci, Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa

Fermiamo l'inquinamento a Siracusa!

Che cosa respiriamo nel quadrilatero industriale di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa? Nel 2017 a seguito di diversi esposti la Procura della Repubblica di Siracusa ha posto sotto sequestro, per la prima volta, due impianti di raffinazione - Esso e Lukoil - perché ha accertato che le immissioni in atmosfera degli impianti erano fuori legge ed ha imposto una serie di prescrizioni per tutelare l’ambiente e di conseguenza la salute dei cittadini. In risposta a tali prescrizioni la Exxon ha venduto i propri impianti e la Lukoil ha accettato di rispettarle. Il monitoraggio della qualità dell’aria è affidato a 3 centraline dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e a 8 centraline della ex Provincia Regionale, purtroppo spesso spente o mal funzionanti. Queste centraline inoltre sono in grado di registrare solo alcuni inquinanti, ma non tutti, a causa del mancato aggiornamento del Catasto Nazionale degli Inquinanti da parte del Governo Nazionale. Che correlazione c’è tra l’inquinamento industriale e i tantissimi casi di morte per tumore che si registrano tra la popolazione di questa zona di Sicilia? Nel 2001 grazie all’inchiesta della Procura di Siracusa denominata “Mare Rosso” del 2001 e grazie al lavoro che ha svolto il dottor Giacinto Franco, primario di pediatria dell’ospedale di Augusta si è accertato che le malformazioni di alcuni bambini erano causate dagli sversamenti di mercurio nella rada del porto di Augusta. Nel 2002 nelle campagne vicino a Priolo si verifica un miracolo: nel pozzo del signor Cannamela invece dell’acqua viene estratta benzina! Si scopre così che questa proviene dai serbatoi dell’AGIP e che sono state compromesse le falde acquifere e con molta probabilità anche il mare di Marina di Priolo è stato contaminato. Non è invece possibile conoscere come mai in queste zone ci sono tutti questi casi di tumore: è impossibile ricevere informazioni su quanti cittadini usufruisco del codice di esenzione 048 per patologie tumorali, l’Azienda Sanitaria Provinciale non è infatti in grado di fornirle. Grazie però al registro che tiene don Palmiro Prisutto, parroco della Chiesa Madre di Augusta, sappiamo che quasi in ogni famiglia c’è un familiare morto per patologia tumorale. Lancio questa petizione per avere risposte dal Governo Nazionale: - per l’aggiornamento del Catasto Inquinanti;- per dire stop alle energie fossili;- per attuare una transizione ecologica;dal Governo della Regione Sicilia:- per avere una migliore rete di monitoraggio della qualità dell’aria;dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa:- per conoscere quanti sono realmente i malati di tumore in questa area- per ottenere un’indagine epidemiologica da svolgere su tutti i cittadini del quadrilatero industriale.

Giuseppe Patti
170,053 supporters
Petitioning Nello Musumeci, Ruggero Razza, Antonio Scavone

Le persone con disabilità in Sicilia non possono più aspettare!

Dopo anni di richieste e di diritti negati, non ci resta che esprimere i nostri bisogni e le nostre necessità attraverso questo manifesto nel quale, con il dovuto rispetto nei confronti di coloro che si impegnano quotidianamente a perorare la nostra causa, proponiamo le possibili soluzioni nel rispetto della convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità! MANIFESTO SUGLI INTERVENTI NECESSARI AL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA DELLE PERSONE CON DISABILITA’ NELLA REGIONE SICILIA ATTI A GARANTIRNE E TUTELARNE LA DIGNITA’ E IL DIRITTO ALL’ESISTENZA. Facendo riferimento alla Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità, alle Linee Guida Nazionali e Regionali, nonché alle normative vigenti sia in ambito terapeutico e riabilitativo che in ambito scolastico, sociale e lavorativo, elenchiamo di seguito gli interventi che occorre mettere in atto su tutto il territorio siciliano: 1. Informatizzare in maniera condivisa tra gli Enti, attraverso la collaborazione dei dipartimenti di statistica universitari e associazioni di categoria, una banca dati che contenga il percorso di vita delle persone con disabilità, tenendo conto degli aspetti sanitari, sociali e previdenziali. Ciò consentirebbe di avere immediata contezza del numero delle diagnosi presenti sul territorio regionale e sui reali bisogni dei singoli territori provinciali. Potrebbe essere molto utile l’apertura di uno sportello “multimediale” che consenta alle Associazioni Onlus dislocate sul territorio di interagire con gli Enti preposti al fine di segnalare in tempo reale, tutte le anomalie che, nonostante vengano denunziate, restano inevase. 2. Ottimizzare le risorse ospedaliere attivando un percorso diagnostico, convenzionato, intensivo e precoce in collaborazione e su modello dell’IRRCS Oasi di Troina (riferimento diagnostico di tutto il territorio nazionale). Ciò consente di utilizzare reparti ospedalieri per ogni DSM o nella misura di almeno 1 per ogni Provincia, in particolar modo per la diagnosi precoce della Sindrome Dello Spettro Autistico, esentando la Neuropsichiatria distrettuale e concentrandola sulla presa in carico globale della famiglia nonché sugli aspetti socio sanitari. 3. Garantire un percorso abilitativo e riabilitativo attraverso lo stanziamento di fondi per l’apertura di un numero di centri convenzionati sufficiente a coprire l’utenza in maniera complessiva. L’ampliamento del budget destinato al convenzionamento di nuove strutture e/o delle strutture ad oggi operative ed in “overbooking” , inoltre, solleverebbe le famiglie dall’onere di dover ricorrere alle terapie private, le quali gravano enormemente sul budget delle famiglie e in alcuni casi anche con scarsi risultati. 4. Attivare un percorso di vigilanza e controllo periodico sui centri di abilitazione e riabilitazione convenzionati, volto alla verifica puntuale dei percorsi terapeutici in linea con le tempistiche indicate nelle Linee Guida monitorandone anche la formazione che rimane un aspetto fondamentale sul nostro territorio. 5. Predisporre un organo di controllo e vigilanza affinchè tutte le ASP territoriali garantiscano, durante la presa in carico familiare e intervento intensivo precoce, la continuità delle verifiche diagnostiche periodiche come previsto dalle linee guida convocando almeno una volta ogni tre mesi le famiglia senza dover attendere la sollecitazione da parte di queste ultime. 6. Promuovere la formazione interna all’Azienda Sanitaria e interna alla Scuola riguardo tutti gli strumenti a disposizione indicati nel nomenclatore tariffario e approvati , indicati e consigliati dal MIUR. 7. Avvalersi anche dei consultori per i percorsi di sostegno alle famiglie. Lavorare in rete con le Associazioni Onlus di familiari per promuovere l’orientamento delle famiglie sui diritti/doveri che esse hanno nel corso del tempo. E’ importante ricordare che la presa in carico della Famiglia nella sua totalità, consente di rendere maggiormente efficace il lavoro svolto attorno alla persona con disabilità e favorisce la sinergia con la scuola e la terapia. 8. Favorire la collaborazione tra ASP e Scuola volta al reale inserimento sociale dell’alunno disabile, attraverso controlli incrociati e periodici affinchè l’inclusione non sia solo una parola istituzionale da inserire nella stesura dei piani triennali ma un fatto concreto nella vita di ogni giorno. A tal proposito codificare anche a livello regionale il termine entro il quale deve essere convocato il P.E.I. (programma educativo individualizzato o anche detto progetto di vita), indipendentemente dalla validità del documento redatto in precedenza, auspicabilmente entro 60 gg dall’inizio dell’anno scolastico. E’ necessario, inoltre, al termine di ogni anno scolastico, inserire immediata richiesta dei servizi igienico personale, di assistenza all’autonomia e alla comunicazione per l’anno successivo garantendone la copertura sin dal primo giorno scolastico ed in maniera continuativa fino alla conclusione dell’anno accademico, nel rispetto del diritto allo studio degli alunni che in assenza di tali servizi, non possono frequentare. 9. Assicurare una rete di collaborazione scuola/terapia/famiglia volta ad evolvere il percorso abilitativo della persona con disabilità in tutte le fasi della crescita e dello sviluppo, dedicando particolare attenzione alla fase preadolescenziale. L’orientamento alla sessualità, l’educazione e l’accettazione del proprio corpo sono necessari per lo sviluppo della consapevolezza della persona con disabilità soprattutto in contesti familiari complessi. 10. Utilizzare gli sportelli Autismo già presenti all’interno delle Asp territoriali per raccogliere segnalazioni ed attuare interventi immediati. Promuovere l’apertura di sportelli territoriali o comunali volti alla ricezione delle segnalazioni da parte degli utenti riguardo tutte le disabilità. 11. Vigilare e garantire l’alternanza scuola lavoro. 12. Aumentare i fondi stanziati per il progetto di vita indipendente secondo ex art.14 della Lg 328/2000, vigilando affinché vi sia una corretta erogazione e gestione da parte dei distretti socio sanitari favorendone la più celere erogazione quindi attivazione dei progetti presentati. Soprattutto, garantendone la continuità inn particolar modo nei casi di disabilità gravissima che necessitano di assistenza H24. 13. Adeguare la normativa in materia di lavoro, ai tempi moderni, indicando l’inserimento di persone con disabilità in contesti lavorativi nei quali venga favorito il lavoro a distanza attraverso canali multimediali. Ciò garantirebbe alla persona con disabilità sia grave che gravissima di configurarsi come cittadino contribuente e garantirsi una reale autodeterminazione. 14. Garantire uno stanziamento definitivo e stabile, adeguato alla platea dei beneficiari, dell’Assegno di Cura per le persone con disabilità maturando la convinzione che non si possa discriminare la disabilità grave, indicata dal comma 3 art 3 della Lg 104/92, e stabilirlo in maniera definitiva e chiara. 15. Applicare i 54 articoli della Convenzione Onu per i diritti della persona con disabilità, al fine di eliminare le barriere architettoniche, sociali e culturali a 360°; riscattare la Regione Sicilia dalla mala gestio e speculazione che sinora hanno avuto luogo, in una terra che per caratteristiche umane, geografiche, ambientali, climatiche e naturalistiche, sarebbe dovuta essere “avanguardia” su tutto il territorio Europeo. L’Italia, con legge n°18 del 3 marzo 2009 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2009) ha ratificato e resa esecutiva la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 13 dicembre 2006 ed entrata in vigore il 3 maggio 2008. Con il medesimo provvedimento (art.3) istituisce l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

Insieme per l'Autismo ONLUS
39,934 supporters
Closed
Petitioning Sergio Mattarella, Nello Musumeci, Dario Franceschini, Giuliano Volpe, Maria Elena Volpes

No al trasferimento della Dea di Morgantina dal Museo Archeologico di Aidone

La statua di divinità femminile del tardo V secolo a.C. nota in tutto il mondo come ‘Afrodite Getty’ o ‘Venere di Morgantina’, oggi ribattezzata ‘la dea di Morgantina’, fu trafugata negli anni Ottanta dall’area archeologica nel cuore della Sicilia e acquistata nel 1987 dal J. Paul Getty Museum di Malibù. A conclusione di decenni di complesse indagini giudiziarie e lunghe trattative diplomatiche che ne hanno permesso l’attribuzione a Morgantina e la restituzione all’Italia, la statua è stata rimpatriata nel 2011, trasportata direttamente da Los Angeles al Museo Archeologico Regionale di Aidone - scelta all’epoca caldamente suggerita dal museo americano - evitando qualsiasi tappa espositiva intermedia che potesse comprometterne lo stato di conservazione e determinare danni connessi alla fragilità della pietra calcarea di cui la scultura è fatta. Arrivata in Italia imballata in sette enormi casse di legno e ricomposta dagli stessi conservatori del Getty Museum al Museo Archeologico di Aidone con una complessa e delicatissima operazione di montaggio durata diversi giorni, saldamente ancorata a una base antisismica donata dallo stesso museo americano, la statua della ‘dea di Morgantina’ ha rappresentato una svolta epocale nella storia del piccolo museo archeologico di Aidone, già interessato da restituzioni di capolavori illecitamente scavati da Morgantina e rimpatriati di recente: nel 2009 ad arrivare ad Aidone fu la coppia di statue greche arcaiche note come gli ‘acroliti’, già nella collezione Tempelsman, e nel 2010 toccò al tesoro di argenti di età greca restituito dal MET di New York. Il fortissimo risalto mediatico a livello internazionale della vicenda della ‘dea di Morgantina’, assurta nel mondo a simbolo della lotta contro il traffico illecito di reperti archeologici, ha determinato un aumento esponenziale del numero dei visitatori al museo di Aidone, non solo rafforzando nella comunità locale il senso di identità derivante dal riconoscere in quella pregevolissima scultura un eccezionale segno tangibile del proprio glorioso passato ma anche risollevando l’economia del paese che, nel passato unicamente dedito alle attività agricole, ha scoperto nel turismo culturale una nuova opportunità di crescita. Per la Regione Siciliana questa restituzione, oltre a rafforzare l’identità del museo archeologico di Aidone come sede privilegiata per il racconto del mito di Demetra e Persefone, divinità greche a cui l’isola di Sicilia era consacrata in antico (ciò motivando la scelta da parte dello stesso Assessorato ai Beni Culturali e Identità Siciliana dell’icona della dea come simbolo del museo di Aidone, che la custodisce), ha rappresentato anche un momento molto importante nei rapporti diplomatici con le istituzioni museali straniere.                                                 Ciò premesso, in riscontro alla proposta avanzata di recente dall'Assessore ai Beni Culturali e Identità Siciliana, On. Vittorio Sgarbi, in occasione prima di un’intervista televisiva (TG 3 Linea Notte) e poi in varie dichiarazioni alla stampa nazionale e regionale, nonché personalmente ribadita nel corso di un intervento non programmato al Museo Archeologico di Aidone lo scorso 6 Gennaio c.a.,  circa la volontà di trasferire a breve termine la pregevole statua della dea dal Museo Archeologico di Aidone al Museo Salinas di Palermo in occasione degli eventi per ‘Palermo Capitale della Cultura 2018’ e a Roma per un’esposizione temporanea presso il Quirinale, con l’obiettivo di promuovere Morgantina, -          ritenendo la proposta di trasferimento del reperto seriamente dannosa per la statua - come già dichiarato nel 2010/2011 dai tecnici del Getty Museum che la smontarono in California per rimontarla direttamente in Sicilia, argomento in questi giorni ribadito ulteriormente dal Professore Malcolm Bell, direttore della Missione Archeologica Americana a Morgantina e conoscitore della scultura - oltre che eccessivamente rischiosa e eccessivamente onerosa rispetto al beneficio che il territorio di provenienza ne trarrebbe; -          considerando la proposta di trasferimento del reperto inaccettabile anche da un punto di vista strettamente politico, poiché in palese contrasto con tutto il percorso progettuale portato avanti dalle Istituzioni e dalla comunità locale in relazione al rientro dei tesori di Morgantina, percorso basato sulla ferma volontà di valorizzare il patrimonio culturale nel proprio contesto di appartenenza; -          considerando che la normativa nazionale (Legge 137/2002 e successivo D. Lgsl. 42/2004) e regionale (D.G. 155/2013) ha posto limiti alla possibilità di spostare dai musei le opere che costituiscono il fondo principale di una determinata e organica sezione di un museo, in particolare di quelle a rischio di depauperamento. Eventuali deroghe a tale normativa possono essere giustificate solamente per rilevanti motivazioni scientifiche, che nel caso specifico non sono state esplicitate; -          ritenendo tale progetto l’ennesimo atto che penalizzerebbe fortemente un territorio già fortemente danneggiato dall’inadeguatezza delle infrastrutture e dalla debolezza delle strategie progettuali in ambito promozionale e turistico; -          ritenendo assolutamente non trascurabile la circostanza che il prestito di reperti da Morgantina, concessi in anni recenti dal museo di Aidone a prestigiose istituzioni regionali, nazionali e internazionali, non ha dato al territorio di provenienza la visibilità tanto attesa. Esempio ne è il “Tesoro di Eupolemo”, il gruppo dei famosi argenti di Morgantina, che da tre anni si trova nuovamente esposto presso il Metropolitan Museum di New York a seguito di quell’accordo per quel prestito periodico quarantennale imposto all’atto della restituzione all’Italia nel 2010. La permanenza degli argenti presso il MET continua a non sortire alcun beneficio per Aidone e il suo Museo in termini di maggiori presenze da parte di visitatori statunitensi. Inoltre, sia l’esposizione degli Acroliti all’Expo di Milano nel 2015 che la ‘tournée’ tra Palermo e Lampedusa dell’ultimo reperto rimpatriato dagli USA in Sicilia nel 2016, la cosiddetta ‘testa di Ade’, non ha minimamente svolto quella funzione promozionale del territorio di provenienza né ha in alcun modo influito sull’incremento dei flussi turistici ad Aidone e all’area archeologica di Morgantina.                                             si chiede con urgenza ai Rappresentanti Istituzionali in indirizzo di attenzionare con urgenza e con grande cautela il progetto dell’Assessore Sgarbi, evitandone la realizzazione, e di adoperarsi a livello regionale e nazionale nella progettazione e realizzazione di più consoni interventi derivanti da un’analisi approfondita delle reali e concrete esigenze sia del sito archeologico di Morgantina che del museo archeologico regionale di Aidone. In particolare si ritiene quanto mai urgente migliorare le infrastrutture e i collegamenti tra il centro della Sicilia e il resto dell'isola; investire in interventi di tutela e valorizzazione del sito archeologico di Morgantina; potenziare i servizi offerti ai visitatori sia a Morgantina che al museo archeologico di Aidone; realizzare di un piano di comunicazione e una strategia di marketing seri ed efficaci; attrarre investimenti privati e pubblici a sostegno dello sviluppo economico del territorio ennese; riprendere a livello regionale il percorso di istituzione del parco archeologico di Morgantina, che possa finalmente garantire autonomia economica al sito e al suo museo. Per favorire il turismo nelle aree marginali della Sicilia, come la provincia di Enna, non si ritiene prioritario promuovere il patrimonio culturale con esposizioni fuori dall’isola ma piuttosto creare valide occasioni di promozione e valorizzazione in loco. Ciò che risulta assolutamente improcrastinabile è intervenire sulla viabilità ma anche, più semplicemente, garantire l’ordinaria manutenzione dei siti che godono già di un’impareggiabile bellezza, meritevole di essere salvaguardata e preservata da interventi che ne snaturerebbero la vera essenza. L'Identità Siciliana e i suoi Beni Culturali vanno difesi e valorizzati non depauperando quelle comunità che, seppur piccole per dimensioni, sono grandi per cultura e storia ma sostenendole in un percorso virtuoso di tutela, valorizzazione e promozione! Alessandra Mirabella, presidente Archeoclub d'Italia Onlus sede "Aidone-Morgantina" Serena Raffiotta, archeologa

Archeoclub d' Italia Onlus sede Aidone-Morgantina
11,180 supporters
Petitioning Maurizio De Luca, Nello Musumeci

No al nuovo macello di Partinico

La Sicilia é una terra bellissima, piena di ricchezze naturalistiche e storiche; in questi  giorni si stanno discutendo gli accordi, tra il sindaco di Partinico e la Regione Sicilia, per approvvigionare d'acqua il macello che sta per aprire. In Sicilia ci sono aree che ancora soffrono la sete. Veramente vogliamo  impiegare la nostra preziosa acqua per pulire il sangue di animali che verranno uccisi per l'alimentazione umana?  Sostenere l'apertura di un nuovo macello significa ,ancora una volta, legittimare un olocausto che viene consumato ogni secondo e sprecare una delle risorse più preziose, l' ACQUA, essenziale alla vita. Per produrre un chilo di carne servono 15.000 litri d'acqua: ne vale davvero la pena? Non lasciamo che sia dato il via ad un'altra struttura dove gli animali vengono torturati, abusati e poi uccisi. Vogliamo che la Sicilia si muova verso la vita, non verso la morte . Troviamo vie alternative al guadagno e muoviamoci insieme verso una sostenibile gestione delle risorse planetarie. Di seguito l' articolo che mi ha spinto a creare la petizione:07 febbraio 2019Il Mattatoio intercomunale di Partinico fa un passo avanti verso l’apertura. Questa mattina, infatti, dopo un vertice all’Assessorato regionale all’Energia, è stata trovata l’intesa tra i Comuni di Partinico ed Alcamo per garantire l’approvvigionamento idrico all’immobile: un litro e mezzo al secondo arriverà dal pozzo Rakali, che si trova in territorio di Partinico ma che è di esclusivo utilizzo al momento di Alcamo.L’immobile sarà assegnato dall’ex Provincia attraverso un bando per la gestione. “Fin dal mio insediamento – commenta il sindaco di Partinico Maurizio De Luca – ho chiesto alla Regione massima attenzione sulla problematica, fornendo proposte e ipotesi di soluzione”.  

Valeria Turino
7,633 supporters