Decision Maker

Maurizio Martina

  • Ministro delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari

Maurizio Martina è un politico italiano, dal 22 febbraio 2014 Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con delega ad Expo, nel Governo Renzi.


Does Maurizio Martina have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Matteo Renzi

Vogliamo il VERO "Made in Italy" #veromadeinitaly

Ma secondo voi quando vi comprate un sugo pronto con su scritto "prodotto in Italia" o “Made in Italy”, dentro cosa c'è? Perché se è MADE IN ITALY vien da pensare che dentro ci siano pomodori italiani. E invece non è così! Perché per diventare Made in Italy, per la legge italiana, basta che la lavorazione sostanziale sia fatta in Italia. E "sostanziale", sostanzialmente, non vuol dire nulla! Abbiamo scoperto che potremmo comprarci un sugo pronto fatto con il 100% di pomodoro cinese, ma con su scritto “Made in Italy”. E visto che i controlli in dogana sono pochi e le leggi su metalli pesanti e fitofarmaci sono molto diverse tra i vari paesi del mondo, rischiamo di mangiarci una marea di schifezze senza neanche saperlo. Chiediamo che su TUTTI i prodotti alimentari inscatolati venga dichiarata la provenienza degli ingredienti, come si fa per l'olio extravergine di oliva e pochissimi altri alimenti inscatolati, per cui bisogna scrivere la provenienza: Italia, UE, extra UE. Poi sarà il consumatore a decidere. Vogliamo il VERO “Made in Italy”.

Le Iene
524,737 supporters
Petitioning Beatrice Lorenzin

Chiudiamo gli allevamenti intensivi

Chiediamo quanto prima la chiusura degli allevamenti intensivi presenti in Italia e di non importare carni e derivati da questo tipo di allevamento a favore di realtà più piccole e più rispettose del benessere animale insieme ad una promozione di diete a base vegetale che incoraggino il consumo di cibi vegetali e scoraggino l'eccessivo consumo di carne e derivati. Esistono gli allevamenti intensivi perché vi è una domanda sempre più alta di cibi animali e questo non è più sostenibile da parte dell'ambiente e dall'uomo. Moltissime e sempre più frequenti sono le malattie del benessere legate ad un'alimentazione ricca di carne e derivati e povera di frutta e verdura lontana anni luce dalla vera dieta mediterranea e cioè una dieta a base vegetale con un utilizzo sporadico di carne e derivati, tutto questo a discapito degli animali e del sistema sanitario sempre più provato dall'alto costo delle cure che paghiamo tutti noi contribuenti per diabete,obesità e malattie cardiovascolari, prevenibili il più delle volte attuando uno stile di vita sano e seguendo una dieta a base vegetale. Antibiotico resistenza e allevamenti: minaccia per la salute pubblica. Possono i batteri degli animali se resistenti trasferirsi a noi? La risposta è sì, possono. Il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo finisce negli allevamenti intensivi. In quelli avicoli, per esempio, analisi commissionate dall’Unione Europea hanno trovato elevate percentuali di batteri resistenti. Batteri che ritroviamo nel piatto perché le linee di macellazione non proteggono integralmente dalla contaminazione. Animali portati al limite delle proprie possibilità in nome della produzione e del guadagno: per farlo è necessario usare grandi quantitativi di antibiotici. Le altissime densità a cui gli animali sono ammassati nei capannoni, le cattive condizioni ambientali e la selezione genetica, una violenza alla natura che crea animali destinati a soffrire fin dalla nascita, rendono necessario l’uso sistematico di antibiotici negli allevamenti intensivi. Diciamo basta a tutto questo. Firma la petizione!

Filippo Coluccia
183,809 supporters
Petitioning Angelino Alfano (Ministro degli Affari Esteri)

L'Italia si opponga all'accordo TTIP!

Cos’è il TTIP? Crozza spiega agli italiani i danni potenziali del TTIP. Il TTIP è un trattato in discussione fra Europa e Stati Uniti per costruire un unico grande libero mercato: Transatlantic Trade Investment Partnership. Niente dazi, niente limiti al commercio e regole uguali per tutti. Detta così non è male. E allora, perché è a rischio il nostro patrimonio agro-alimentare? Perché verremo invasi da cibo americano: "Guarda che bello questo pollo. Non solo è bello, ma costa anche molto meno dei nostri. Ha un solo difetto. È trattato con la candeggina... E, se sei vegetariano? Non preoccuparti: al supermercato potrai infilarti così tanta verdura OGM nella busta della spesa che la cosa più naturale che ti porterai a casa sarà la BUSTA." Crozza spiega in maniera molto semplice come, qualora l'accordo venisse siglato, migliorare o anche mantenere i nostri standard per i prodotti alimentari, i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori, diventerà molto più difficile. E in Italia, con il nostro enorme patrimonio agro-alimentare e tutte le relative tutele volte a proteggere salute dei cittadini e ambiente, abbiamo tanto da perdere. Chiediamo al Governo Italiano, al Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni, al Ministro delle politiche agricole: Maurizio Martina, al Ministro della Sanità: Beatrice Lorenzin, al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Gian Luca Galletti, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale: Angelino Alfano, al Dipartimento per le politiche europee, al Ministro dello Sviluppo Economico: Carlo Calenda, al Ministro dell'Economia e delle Finanze: Pier Carlo Padoan, al Presidente Stefano Bonaccini e al Vicepresidente Giovanni Toti della Conferenza delle regioni e delle province autonome, di opporsi all'accordo tra Unione Europea-Usa-Canada TTIP e CETA.   L'UE intende firmare due accordi commerciali di vasta portata: 1. con gli Stati Uniti (TTIP = Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) 2. con il Canada (CETA = accordo economico e commerciale globale) La linea ufficiale è che questi accordi creeranno posti di lavoro e aumenteranno la crescita economica, mentre i veri beneficiari saranno le multinazionali e non i cittadini. Scenario futuro se gli accordi venissero firmati: - Settlement Investor-State-Dispute (ISDS): le aziende canadesi e statunitensi avrebbero il diritto di citare in giudizio per danni i governi dei singoli paesi o dell'intera unione europea, se credono di aver subito delle perdite economiche (per esempio con l'introduzione di nuove leggi per la tutela dell'ambiente o dei diritti dei consumatori). - Sarà molto più difficile, migliorare o mantenere i nostri standard per i prodotti alimentari, i diritti dei lavoratori, la tutela dell'ambiente e i diritti dei consumatori. - L'UE e i suoi Stati membri si troverebbero sotto pressione al fine di consentire tecnologie a rischio come per esempio: il fracking (frantumazione idraulica del sottosuolo per estrarre gas da argille o petrolio) e la modificazione genetica (ogm). Gli accordi CETA e TTIP aumenterebbero il potere delle multinazionali a scapito della democrazia, della sovranità delle nazioni e dei diritti dei cittadini.   

Mattia Petterlini
88,643 supporters
Closed
Petitioning Maurizio Martina

Indicare la provenienza delle olive nelle bottiglie dell'olio extravergine

Da un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano è emerso che l'olio che abitualmente compriamo e quotidianamente utilizziamo in cucina non è assolutamente prodotto con olive italiane. Nonostante la dicitura che compare sulla bottiglia dell'olio "Made in Italy", di "Italy" c'è solo il 16% delle olive utilizzate, mentre il restante 84% è di provenienza estera (Spagna, Grecia, Turchia, Marocco). Inoltre, il giornale spiega che "Un presunto cartello dell’olio italospagnolo che tiene bassi i prezzi, bypassa la qualità del prodotto ed elude le regole sulla concorrenza, ottenendo il marchio made in Italy pur avendo solo il 16% di olio italiano. Lo denuncia il nucleo di intelligence anti frode dell’Agenzia delle Dogane, che dal 2009 al 2013 ha redatto una serie di report che sono stati tutti secretati dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle contraffazioni". Come sempre, chi di competenza, chi dovrebbe dare delle risposte preferisce nascondersi e non dare le dovute spiegazioni. A tal proposito, il deputato del M5S Francesco Cariello "ha proposto un ordine del giorno in sede di approvazione del Disegno di legge (A.C.1864) intitolato “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013 bis” con cui chiede che venga istituita, presso il Ministero dell’Agricoltura, una banca dati rappresentativa delle diverse produzioni di oli extra vergini di oliva". Vorrei dire basta al falso Made in Italy, vorrei che si ricominciasse a rivalutare e a dare prestigio alla vera Qualità Italiana. Chiedo che nelle nostre tavole ci siamo in VERO MADE IN ITALY e che ci sia una maggiore TRASPARENZA tra i produttori e i consumatori. 

ML Bon
84,431 supporters
Petitioning Maurizio Martina, dr. Maurizio Martina, dr. Matteo Renzi, Michela Vittoria Brambilla, Paolo Bernini, Coop, in persona del legale rappresentante pro tempore, Barilla S.p.A., Francesco Pugliese

STOP PULCINI NEL TRITACARNE ! Fermiamo il tritacarne con una firma.

Per favore... basta pulcini nel tritacarne.. 1) Circa nove miliardi di pulcini l'anno vengono tritati VIVI nelle fabbriche di uova in quanto 'inutili' (non potranno mai produrre nemmeno un uovo in quanto maschi e non sono della stessa razza impiegata per i polli 'da carne').   Basta pulcini nel tritacarne!  Riconosciamoli come Animali da compagnia tutelati dalla legge. 2) Chiediamo inoltre di VIETARE le macellazioni rituali e/o qualsiasi altra macellazione che non comporti un effettivo, reale e indolore stordimento preventivo. Nessuno dovrà più essere macellato DA VIVO. Questo ci sembra il minimo da richiedere in una società civile. 3) Chiediamo l'immediato DIVIETO di compiere QUALSIASI TIPO DI MALTRATTAMENTO ai danni degli Animali 'da macello': apprendiamo infatti dalla cronaca che vengono BRUCIATI VIVI, BOLLITI VIVI (oggetto di questa barbarie sono... non solo i pulcini nelle fabbriche di uova,... ma anche come sappiamo le aragoste), SCHIACCIATI VIVI come se fossero uva, TRITURATI VIVI, gettati VIVI NELL'ACQUA GELIDA per farli morire assiderati, nonché inseriti VIVI in sacchi di plastica per farli morire per soffocamento, nonché in qualsiasi altro modo doloroso (gassazione, triturazione od altro). 4) Chiediamo di attivarvi per RIDURRE drasticamente a livello globale i consumi di uova, pollo e qualsiasi altro animale, sia per limitare i danni ambientali provocati dalle deiezioni di questi animali negli allevamenti intensivi, sia per portare avanti un'ideologia di vita nuova, in cui il rispetto per gli Animali e la natura sia un valore degno di essere tutelato, anche con incentivi economici che possano spingere il mercato verso altri settori, abbandonando gradualmente il settore degli allevamenti e macelli, siano essi per il consumo di carni, uova o altri derivati animali. https://firmiamo.it/inseriamo-tutela-degli-animali-nel-codice-penale  5)  Chiediamo l'immediato DIVIETO di spezzare le zampe ai polli, o a qualsiasi altro Animale, per caricarli sui camion ovvero per qualsiasi altro motivo. Non esiste che si legittimi una tale aberrante 'pratica' ai danni dei più indifesi, come ai danni di qualsiasi altro Animale.   Come di certo saprete, a dicembre dell'anno scorso abbiamo trovato in autostrada un pollo con le zampe spezzate. Subito l'abbiamo portato dal Veterinario, credendo sì che fosse caduto da uno dei tantissimi camion diretti al macello, ma che si fosse semplicemente spezzato le zampe nella caduta. Abbiamo invece con sgomento appreso che pare sia 'pratica comune' tra gli operatori del settore quella di SPEZZARE LE ZAMPE ai polli all'atto di caricarli sui camion, così da stiparne di più (un pollo in piedi occupa il doppio di spazio di un pollo ripiegato su se stesso! Un po' come RIPIEGARE UNA SEDIA!!!!)   e così anche per 'gestirli meglio': quelli che gettano sui camion, così orribilmente storpiati, non possono più riscendere e scappare... Immagino cosa abbia provato Lucia (è così che abbiamo chiamato questa povera creatura trovata letteralmente con le zampe spezzate ai bordi di un'autostrada).....e immagino anche che si sia domandata più volte PERCHE' le avevano fatto questo....Cosa aveva fatto di male per meritarsi una tale orribile menomazione........ Ora, cosa possiamo risponderle? Che l'hanno rovinata così orribilmente per sempre 'al solo fine di stiparne di più dentro ai camion'??   http://coordinamento-movimentolam.blogspot.it/2017/04/continuano-gli-aggiornamenti-sugli.html  Album: https://www.flickr.com/photos/coordinamentolam/sets/72157683691883441 https://www.change.org/p/stop-pulcini-nel-tritacarne-fermiamo-il-tritacarne-con-una-firma/u/20788024     Per saperne di più:1)  U.S.A.:  Le uova NON sono salutari, vietato pubblicizzarle: https://www.change.org/p/stop-pulcini-nel-tritacarne-fermiamo-il-tritacarne-con-una-firma/u/20379179 2)  CHICKEN TORTURE: guarda il filmato dell'investigazione e per favore firma la petizione:https://www.change.org/p/stop-pulcini-nel-tritacarne-fermiamo-il-tritacarne-con-una-firma/u/20537360   ECCO ALCUNI ASPETTI DI QUANTO RICHIESTO CON LA PETIZIONE 'Stop pulcini nel tritacarne' IN QUESTI MESI (APPROFONDIMENTO DA FAR PARTE INTEGRANTE DELLA PRESENTE PETIZIONE, inserito in un pdf solo per motivi di spazio). Per il PDF da stampare e allegare alla petizione al momento della consegna: https://drive.google.com/open?id=0B-_YJtl9VGw4STFrdVVfZHRmekE Salva un animale ogni giorno! Scegli di diventare VEGAN: http://coordinamento-movimentolam.blogspot.it/ Cosa si nasconde dietro l'uovo? http://infouova.weebly.com/ Per firmare la petizione e condividerla: https://www.change.org/p/stop-pulcini-nel-tritacarne-fermiamo-il-tritacarne-con-una-firma Grazie da parte dei pulcini.  Simona - Coordinamento LAM

Coordinamento LAM Lega Anti Macellazioni
76,276 supporters
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Petitioning Maurizio Martina

Salviamo gli agricoltori che coltivano il pomodoro italiano, combattiamo lo sfruttamento della mano d’opera

Circa il 95 per cento del pomodoro pelato "Sammarzano" trasformato nel mondo, e che ritroviamo sulle nostre tavole, proviene dalla provincia di Foggia. D'improvviso le industrie conserviere del Sud Italia hanno portato il prezzo del pomodoro pelato da 0,10 cent (prezzo da accordo sottoscritto in fase di contrattazione all’interno delle regole del Distretto Sud del pomodoro da industria) a 0,08 cent al kg, decretando un effetto a pioggia che si riversa non solo sugli agricoltori e le loro famiglie, ma anche sulla mano d'opera e sullo sfruttamento ulteriore di tante povere persone. Più del 30 per cento delle aziende agricole è a rischio fallimento. A pagarne le spese sarà soprattutto il consumatore finale, che compra a non meno di 0,90 cent al kg (per le marche private label): con una differenza di prezzo, quindi, di 0,82 cent, pari a più del 1000 per cento di differenziale. Il pomodoro rappresenta l’ingrediente base dell’alimentazione degli italiani. Non è giusto che i consumatori debbano subire un prezzo così elevato, rispetto al valore reale del prodotto. Restituiamo dignità all’oro rosso del Mezzogiorno e a chi, con fatica, ogni giorno si impegna per produrlo. La nostra terra ha tanto da offrire e può contribuire in modo concreto alla crescita e al reale sviluppo. Dobbiamo continuare a crederci e a fare in modo che si creino prospettive di futuro per i giovani agricoltori, senza farli fuggire verso altri lavori apparentemente più dignitosi.  VaZapp è il primo hub rurale in Puglia, voluto da don Michele de Paolis, sacerdote salesiano volato in cielo lo scorso ottobre e che all’età di 93 anni amava leggere libri sul tablet e scrivere post su Facebook. VàZapp’ nasce nell’Azienda Agricola “Cascina Savino”, al suo interno ci sono spazi di coworking dove ci si incontra per ascoltare gli agricoltori, per creare eventi e format su agricoltura sostenibile e innovativa, workshop e format. Il prossimo step sarà quello di costruire una serra al cui interno si coltivino idee, con tavoli sedie e connessione a internet. Mission di “VàZapp’ – Coltiviamo idee” è quella di ridare dignità agli agricoltori. Abbiamo a cuore il futuro dell’agricoltura e soprattutto delle nuove generazioni. Se non si porranno le basi del cambiamento, saremo costretti ad abbandonare i nostri terreni e vedere fallire il nostro futuro nella nostra terra. Chiediamo che il ministro dell’Agricoltura Martina venga a Foggia per riscrivere le regole di una sana contrattazione, considerata la disattenzione degli accordi sottoscritti da parte dell’Industria di trasformazione e recepiti nell’accordo Quadro Pomodoro nell’annata 2015. Chiediamo che venga riconosciuto un prezzo equo per gli agricoltori e la riduzione della forbice del prezzo pagato dai consumatori finali. Chiediamo al ministro dell’Agricoltura Martina un incontro al fine di confrontarci sulla crisi e di mettere in campo tutte le forze affinché questo problema venga affrontato e risolto.

VàZapp'
42,644 supporters
Victory
Petitioning Maurizio Martina

Niente latte in polvere per i formaggi sardi, no alle imposizioni europee

CON LE NUOVE IMPOSIZIONI EUROPEE PER L'UTILIZZO DI LATTE IN POLVERE PER I PRODOTTI LATTIERO CASEARI SAREBBE DISTRUTTA LA GRANDE QUALITA' DEI PRODOTTI SARDI. La norma del 1974 che vieta l'uso di latte in polvere per la produzione di formaggi non deve essere modificata da imposizione europee con il solo obiettivo di favorire speculazioni e favorire gli inganni lattiero - caseari.  Il fatto che in tutta Europa viene utilizzato abitualmente latte in polvere e latte concentrato rende ancora più importante mantenere ferme le caratteristiche organolettiche dei formaggi sardi. Per questo motivo è importante firmare questa petizione per impedire che si consenta l'utilizzo di latte in polvere per i prodotti lattiero caseari della Sardegna.

Mauro Pili
37,070 supporters
Petitioning Ministro della Salute B.Lorenzin, MINISTRO DELL'AGRICOLTURA Maurizio Martina, Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Sindaco del Comune di Viterbo Leonardo Michelini

FERMIAMO IL PROLIFERARE DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI A GROTTE SANTO STEFANO DI VITERBO

    Chiediamo al Ministro della Salute Pubblica, al Ministro dell’Agricoltura , al Presidente della Regione Lazio ed al Sindaco di Viterbo, di intervenire sui seguenti problemi e dare delle risposte in proposito : Grotte Santo Stefano, frazione del Comune di Viterbo, conta circa 2.837 abitanti e ca700 polli a testa allevati intensivamente nei capannoni che sorgono attorno al centro abitato ed anche a meno di 100 metri dalle singole case più esterne, non contando gli allevamenti di suini ed altro. Questi allevamenti occupano anche terreni particolarmente fertili ed in luoghi dove il paesaggio non viene proprio considerato un bene comune né dai progettisti né da chi concede i permessi; Gli impianti sono in continuo aumento a seguito di ulteriori approvazioni comunali per capannoni da costruire anche a minime distanze da villette e ferrovia; C’è anche da tenere conto che il trasporto dei polli, stipati in cassette di plastica aperte, avviene inevitabilmente percorrendo il centro del Paese, con rilascio nell’aria, al loro passaggio, di una scia di forfora pollina e micro particelle di piume,che tutti respiriamo;Nei mesi estivi, in particolare, è impossibile stare all’aperto  per l’aria maleodorante e malsana, in seguito alle frequenti  aperture dei capannoni, attuate allo scopo di rinfrescare l’ambiente surriscaldato degli stessi. Sigg. Ministri, Sig. Presidente della Regione Lazio , Sig. Sindaco di Viterbo vogliamo sapere quale è il vostro piano di difesa e protezione degli abitanti di Grotte Santo  Stefano ( e degli altri centri in condizioni simili ) , in caso di una eventuale epidemia aviaria e chiediamo per la nostra tutela: La modifica della normativa che permette la realizzazione di impianti zootecnici intensivi (da 1 a più capannoni )  in qualsiasi terreno agricolo a meno di 4 km dal centro abitato e, comunque, a meno di 800 m. da case di campagna  già esistenti ed abitate;Che vengano subito revocati i permessi dei progetti non ancora realizzati,  se in pericolosa promiscuità con le vicine abitazioni, come da normativa richiesta al punto precedente;   

veronica lorenzetti
21,631 supporters
Closed
Petitioning Ministero delle Politiche Agricole Maurizio Martina

Difendi la produzione delle arance in Sicilia!

I coltivatori di arance in Sicilia stanno protestando perchè non viene valorizzato e protetto il loro prodotto, più sano e controllato delle tonnellate di arance che arrivano da Spagna, Argentina e nord Africa a prezzi più bassi, ma di dubbia qualità. Aiutiamo la loro giusta protesta! Firma la petizione e diffondi: non è solo questione di tradizioni ma anche di salute!

Sandra Moldi
13,778 supporters
Petitioning Maurizio Martina

No Frozen, Sì Mozzarella

Petizione popolare per chiedere la bocciatura delle modifiche al Disciplinare  avanzate dal Consorzio Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP La mozzarella di bufala è uno dei prodotti gastronomici italiani più conosciuti al mondo e tra i maggiori segni identificativi della nostra produzione agroalimentare e artigianale. La sua importanza nel panorama nazionale è tale che alla mozzarella di bufala è stata riconosciuta nel 1996 la garanzia e la tutela riservata alla Denominazione di Origine Protetta (DOP), cioè il massimo grado di tutela per un prodotto agroalimentare. La tutela e il rispetto del disciplinare di produzione è stato affidato dall’Italia al Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP che deve vigilare sul prodotto immesso in commercio, rappresentare l’intera filiera produttiva e garantire l’applicazione delle singole norme tra cui quella che statuisce che “La Mozzarella di Bufala Campana è prodotta esclusivamente con latte di bufala intero fresco” (art. 3), cioè l’essenza stessa del prodotto che ha ricevuto il beneficio della DOP.  La cronaca ha dimostrato più volte che questa attività di controllo è purtroppo fallace (si guardi all’ultimo caso dello scandalo della mozzarella di bufala con soda caustica) a danno dei consumatori che sembrano esterni al meccanismo di tutela, ma cui sono dirette le azioni – positive e negative – del consorzio.   A distanza di 5 anni (luglio 2012), il Consiglio Direttivo del Consorzio ha presentato nuove richieste di modifica del disciplinare di produzione (già modificato nel 2008) per cercare di riproporre nelle fasi di produzione il congelamento già sonoramente bocciato. Dopo i reiterati tentativi di rendere possibile l’utilizzo per la mozzarella di bufala DOP del latte congelato e poi della cagliata congelata, la nuova richiesta di una mozzarella congelata - che quindi si inserisce nella fase finale della produzione - cerca con artificio di introdurre nel disciplinare pratiche che sono già state bocciate in tempi diversi.  Per far questo, il Consorzio chiede espressamente di far perdere alla mozzarella “la tipicità di un prodotto fresco finito che potrà essere utilizzato come ingrediente per ulteriori prodotti e potrà essere, nel caso, commercializzata anche senza acqua di governo”.  Le modifiche immaginano 5 diverse tipologie di una mozzarella non conosciuta dalla tradizione e dalle buone pratiche. In particolare il Consorzio vuole far produrre ai propri consorziati mozzarella “Esclusivamente per uso professionale – non destinato al consumatore finale” (IV), come se questo prodotto non dovesse far parte dell’alimentazione umana e, soprattutto, mozzarella “Frozen”, cioè congelata (III) in totale spregio alle bocciature degli anni scorsi.  Poiché la mozzarella di bufala identifica un territorio e una capacità di produrre eccellenze alimentari, rivolgiamo questa petizione ai tanti italiani e non italiani che amano e mangiano la vera mozzarella di bufala che esiste da 500 anni e che ora sono considerati numeri insufficienti per le politiche commerciali del Consorzio che dovrebbe garantire tutela al prodotto originale scoraggiando il consumo di finta mozzarella congelata prodotta da altri Paesi e invitando anche a un consumo turistico in loco piuttosto che correre dietro alla logica della quantità a tutti i costi. Grazie per il supporto che vorrete dare con la vostra preziosa firma.   Direttivo Comitato - No frozen Per La Mozzarella Di Bufala Dop: Valentino Tafuri – Presidente, Nunzio Vitolo – Segretario Helga Liberto – Rapporti con le Pizzerie Vincenzo Citro – Rapporti con i Caseifici Vincenzo Pagano – Portavoce Comitato Giuseppe Salvatore e Giuseppe Bovi – rapporti con le amministrazioni Sergio Miccù - Relazioni Pizzerie Nel Mondo   Comitato Promotore - No frozen Per La Mozzarella di Bufala Dop: Vitale Torsiello – Presidente Confesercenti Battipaglia Valentino Tafuri – Pizzeria 3 Voglie Nunzio Vitolo – Presidente Associazione a717 Battipaglia Cosimo Paraggio – in rappresentanza “Caseificio la Fattoria” Aldo Ambrosca – in rappresentana “Caseificio Collebianco” Vincenzo Citro – In rappresentanza “Caseificio Valtusciana” Antonio Mogavero Titolare lol Pizzeria Giuseppe Salvatore – Consigliere Comunale Battipaglia Lazzaro Iemma – in Rappresentanza “Caseificio Iemma” Davide Ciancio – Chef “Nostro” Helga Liberto – Chef Pizzaiola “Pizz Art” Daniele Palo – Titolare Casa Bufala Maria Provenza – Frantoio Torretta Giuseppe Bovi – Consigliere Comunale Battipaglia Francesca Napoli - Assessore allo sviluppo e Agricoltura Battipaglia Carmine Libretto – Direttore Confagricoltura Salerno Rosario Rago - presidente Confagricoltura Salerno e componente Giunta nazionale Confagricoltura per delega Vincenzo Pagano – Scatti di Gusto Sergio Miccù  - Presidente dell’associazione Internazionale “APN Associazione Pizzaiuoli Napoletani” per delega CONTATTI: Facebook E-Mail: nofrozensimozzarella@gmail.com     Questa petizione è stata notificata al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali della Repubblica Italiana

Comitato No frozen per la Mozzarella di Bufala Campana DOP
11,532 supporters