Decision Maker

Matteo Salvini

  • Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell'Interno e Segretario della Lega Nord

Does Matteo Salvini have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Sergio Costa, Giuseppe Conte

#Bastaplastica: fermiamo la produzione e l'abbandono della plastica usa e getta.

La seguente petizione è in italiano, inglese e spagnolo. The following petition is in Italian, English and Spanish. La siguiente petición es en italiano, inglés y castellano. Italiano: Più di un milione ogni minuto, 20mila al secondo: sono questi i numeri delle bottiglie di plastica acquistate nel mondo. E moltissime di queste bottiglie finiscono nei nostri mari a causa del sovrappopolamento, della noncuranza dei produttori e dei consumatori o dell'inadeguatezza delle strutture adibite allo smaltimento dei rifiuti. Il rilascio di questa smisurata quantità di plastica nel mare (anche nel Mediterraneo) e la sua conseguente frammentazione in microplastiche, provoca enormi danni ambientali che si stanno ripercuotendo sulla salute dei cittadini, giacché queste vengono ingerite dai pesci di ogni taglia, finendo nei loro tessuti e, spesso, anche nei piatti dei consumatori. Tutti noi siamo coinvolti, dato che si tratta di un unico pianeta e, nonostante le piccole decisioni di ognuno facciano sicuramente la differenza, in certi casi sono necessarie decisioni più "grandi" provenienti dall'alto. Come fatto in passato per le buste di plastica, è necessario che venga imposto a chi imbottiglia acqua e/o altre bevande di utilizzare esclusivamente materiali completamente biodegradabili, dato che adesso questi materiali esistono (acido polilattico, PLA o Ingeo™ biopolymer, ad esempio) e non ci sono più scuse, se non quelle di alcune aziende che ancora trovano la plastica un materiale su cui lucrare. Che abbiate figli o meno, che apparteniate alla generazione che ha contribuito a creare tutto questo oppure no, vi prego, firmate. Per saperne di più: 'A Plastic Ocean' prodotto da Leonardo di Caprio, 'Nel mondo venduto un milione di bottiglie di plastica al minuto' di SkyTG24, 'Pacific Trash Vortex' di Wikipedia, 'L’isola di plastica del Pacifico che potrebbe diventare uno Stato' di corriere.it, 'Microplastiche in mare, senatori vogliamo metterle al bando?' di lastampa.it, 'Nel Mediterraneo i pesci vivono in un mare di plastica' di video.sky.it *Dal 6 settembre 2018 collaboriamo su Change.org con WWF Italia per raggiungere insieme il nostro obiettivo. Per saperne di più, puoi consultare anche la loro petizione: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia * Questa petizione fa parte di una campagna più grande contro la produzione e   l'abbandono della plastica usa e getta. English: More than a million per minute, 20,000 per second: these are the numbers of the plastic bottles purchased around the world. A lot of of these bottles end up in our oceans because of overpopulation,  producers' and consumers' carelessness or because of the inadequacy of the structures designed for garbage disposal. The release of this huge amount of plastic into the sea (even the Mediterranean) and its consequent fragmentation into micro-plastic fibers, provokes enormous environmental damage which might affect citizens' health, since these fragments are ingested by all sorts of fish, ending up in their tissues and, often, also in the plates of consumers. We are all involved, since we all share this one planet and, although everyone's small choices surely make a difference, in certain cases 'greater' decisions coming from above are required. As well as what happened with plastic shopping bags in the past, it is now necessary to produce bottles for water and other drinks using only biodegradable materials, because they now exist (polylactic acid or PLA, for instance) and there are no more excuses, but those provided by some corporations which still find plastic a lucrative business. Whether you have children or not, please sign this petition. *On September 6th 2018 we started a collaboration with WWF Italy to reach our common goal together. Should you be interested in learning more, you could read the content of their petition here: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia If you want to find out more about this topic: watch 'A Plastic Ocean', produced by Leonardo Di Caprio and read about the Pacific Trash Vortex. * This petition is part of a bigger campaign against disposable plastic production and misuse. Castellano: Más de un millón por minuto, 20.000 por segundo: estos son los números de las botellas de plástico compradas en el mundo entero. Muchas de estas botellas acaban en nuestros mares debido a la superpoblación, el descuido de los productores y consumidores o debido a la insuficiencia de las estructuras diseñadas para el aprovechamiento de la basura. La liberación de esta enorme cantidad de plástico en el mar (hasta en el Mediterráneo) y su fragmentación consiguiente en fibras micro plásticas, provoca  un enorme daño ambiental que es asombroso y que afecta la salud de los ciudadanos, ya que estas son ingeridas por todos los tipos del pescado, acaban en sus tejidos y, a menudo, también en los platos de los consumidores. Todos estamos implicados, ya que compartimos este planeta y, aunque pequeñas elecciones de cada uno de nosotros seguramente hagan la diferencia, en ciertos casos se requieren decisiones 'más grandes' que vienen desde arriba. Así como lo que pasó con las bolsas para las compras de plástico en el pasado, es ahora necesario producir botellas para el agua y otras bebidas que usen sólo materiales biodegradables, ya que ahora estos existen (el ácido poliláctico o PLA, por ejemplo) y no hay más excusas, sino aquellas proveídas por algunas empresas que todavía ven en el plástico un negocio lucrativo. Que tengas hijos o menos, por favor firma esta petición. *El día 6 de septiembre de 2018 empezamos una colaboración con WWF Italia para alcanzar nuestro objetivo juntos. Si te interesa saber más, puedes leer su petición aquí: https://www.change.org/p/giuseppeconteit-e-sergiocosta-min-rendiamo-plasticfree-i-mari-d-italia Para saber más: ver "A Plastic Ocean", producido por Leonardo Di Caprio y leer sobre la Gran Mancha de Basura en el Pacifico.    * Esta petición es parte de una campaña más grande en contra de la producción de plástico desechable. Ph: Debora Fabietti, 28/01/2018

Debora Fabietti
606,497 supporters
Petitioning Matteo Salvini, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Pietro Grasso, Beatrice Lorenzin, Raffaele Fitto, Luigi Di Maio, Giorgia Meloni, Forza Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali

#Fermiamolacorruzione, colpiamola sul piano finanziario

La corruzione in Italia è un buco nero che ingoia ogni anno decine e decine di miliardi di euro. Per fermarla occorre ripensare la normativa anticorruzione recuperando il meglio della lotta alla mafia: i corrotti vanno colpiti sul piano finanziario. Questo già accade per i mafiosi grazie alla legge antimafia Rognoni-La Torre fortemente voluta da Pio La Torre, il segretario siciliano del Pci ucciso da Cosa nostra nel 1982. È questo il senso della proposta di legge anticorruzione La Torre Bis, scritta da Antonio Ingroia con Franco La Torre, figlio di Pio, e altri esperti.  La proposta di legge prevede di estendere ai colletti bianchi indiziati dei reati più gravi, la normativa voluta da Pio La Torre. Come la mafia, anche la corruzione deve essere colpita sul piano finanziario: solo così si potrà arginare un fenomeno ormai diventato sistemico e salvare l'Italia degli onesti dalla bancarotta causata dai corrotti. Con questa petizione chiediamo a tutti i candidati delle elezioni che avverranno in Italia il prossimo 4 marzo, di impegnarsi a esaminare e approvare la proposta di legge La Torre bis, in modo da dotare quanto prima la magistratura di un nuovo e più efficace strumento normativo contro la corruzione. È l’ultima occasione per salvare l’anima onesta del Paese, altrimenti vincerà ancora una volta la classe dirigente criminale che controlla le nostre vite.

Antonio Ingroia
149,154 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Gian Marco Centinaio, Governo Italiano, Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Sergio Mattarella, Paolo De Castro

Salviamo l'olio italiano, difendiamo i produttori e tuteliamo i consumatori

Chiediamo a tutti i produttori e i consumatori di firmare questa petizione per salvare l'olio extravergine d'oliva italiano da chi maldestramente punta a cancellarlo. Chiediamo attraverso questa petizone di dar forza all’azione di Governo improntata, in queste prime settimane, alla tutela del vero Made in Italy. Con questa petizione chiediamo che la difesa dell’olio extravergine d’oliva 100% Italiano non resti solo nelle intenzioni e nelle parole ma venga portata avanti con serietà ascoltando le istanze ed i progetti di chi, da sempre, prova a valorizzare l’extravergine d’oliva italiano vero, il lavoro giornaliero dei produttori nei campi, la salute dei consumatori, le radici della nostra terra, il patrimonio storico e valoriale rappresentato da questa eccellenza. L’olio extravergine d’oliva italiano è l’alimento principe della dieta Mediterranea, il più importante per le sue caratteristiche organolettiche che lo rendono una medicina naturale antitumorale, antiossidante, in grado di prevenire anche patologie cardiovascolari. Difendiamo tutti, insieme! Firmando questa petizione ci aiuterai a tutelare l'olio d'extravergine d'oliva 100% Italiano - produttori e consumatori - e a dire:NO a furbate commerciali o a bizzarre strategie futuristiche, in realtà “italian sounding” camuffati, come “Italico”, legittimazione di miscele di olio italiano con oli comunitari ed extracomunitari, perché il futuro dell’olio extravergine d’oliva italiano è nella valorizzazione delle singole peculiarità (monocultivar, Bio, Dop, Igp, etc.) e non nell’abbraccio della morte con prodotti di dubbia provenienza, qualità e tracciabilità; NO a chi spaccia falso olio italiano piazzandolo sugli scaffali a 3-4 € al litro; NO a chi non vuole riconoscere i costi minimi di produzione agli olivicoltori; NO a tutti coloro che operano nell’illegalità e che, attraverso frodi e contraffazioni di prodotto, rovinano l’immagine di un simbolo italiano nel mondo; NO a chi pensa all’olio extravergine d’oliva ancora come una commodity; NO alle invasioni indiscriminate di olio extracomunitario avallate dall’Europa; NO a qualsiasi revisione del panel test, l’analisi organolettica degli oli, unico strumento che consente di riconoscere un olio extravergine da uno di scarsa qualità; NO a chi mira a fare cartello per abbassare il prezzo dell’olio extravergine d’oliva italiano mettendo sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie che vivono di olivicoltura. #salviamololioitaliano #noallemiscele #difendiamoiproduttori #tuteliamoiconsumatori  

Consorzio Nazionale degli Olivicoltori
135,262 supporters
Petitioning Giuseppe Conte

Immigrazione: diamo una possibilità a chi se la merita

GUARDA IL SERVIZIO DI GIULIO GOLIA SULL'ACCADEMIA PER L'INTEGRAZIONE DI BERGAMO Le Iene, nella puntata di domenica 11 novembre, hanno mostrato l’Accademia per l’Integrazione di Bergamo: una realtà sperimentale dove è possibile accogliere realizzando una vera integrazione e che potrebbe essere avviata in tutta Italia. Ma che sarebbe in pericolo se il Decreto Sicurezza diventasse legge. Così com’è, il decreto abolisce la concessione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari. Gli immigrati irregolari nel nostro paese ora sono 500mila. Con questa abolizione, secondo le stime, diventeranno più di 600mila nel giro di due anni. 600mila irregolari che non potranno essere rimpatriati e che, non potendo avere contratti di lavoro regolari, non avranno possibilità di integrazione e finiranno a chiedere l’elemosina per strada o a delinquere. Secondo le statistiche infatti un immigrato irregolare delinque 20 volte di più di un immigrato regolare. Perché non permettere a questi ragazzi, che stanno dimostrando impegno e una grandissima volontà ad integrarsi, di avere un permesso di soggiorno che permetta loro di lavorare onestamente nel nostro paese? Perché rischiare di farli delinquere quando esiste un’ottima alternativa? L’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha proposto un importantissimo emendamento (Emendamento 6) al Decreto Sicurezza, già approvato in Senato, che nei prossimi giorni sarà discusso e votato alla Camera. Se venisse approvato l’emendamento, si permetterebbe di diminuire il numero di irregolari sul nostro territorio dando una possibilità a quelli che se lo meritano.  A quelli, cioè, che vogliono integrarsi davvero: imparando la nostra lingua, la nostra cultura, le nostre regole, che hanno frequentato con un successo un corso di formazione, che stiano frequentando un tirocinio e che stiano lavorando regolarmente. Anche tu vuoi le nostre città più sicure? Allora chiediamo insieme a tutti i parlamentari, firmando la petizione, di fare una scelta di buonsenso e di garantire la sicurezza dei cittadini approvando l'emendamento 6! Che cosa dice nello specifico l'Emendamento 6?  All’articolo 1, comma 2, dopo la lettera a) inserire la seguente lettera a bis): a bis) All’articolo 32 dopo il comma 3 bis inserire il seguente comma 3 ter:  “3 ter. In ogni caso, qualora la Commissione territoriale non accolga la domanda di protezione internazionale ma verifichi che il richiedente asilo si sia distinto per comprovata volontà di integrazione, trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso speciale di soggiorno. Ai fini del rilascio, il Questore verifica la sussistenza delle seguenti condizioni: a) possesso di certificazione di apprendimento della lingua italiana equivalente almeno al livello A2; b) possesso di regolare contratto di lavoro ovvero di documentazione attestante che sia in corso di svolgimento un tirocinio formativo c) possesso di una certificazione che attesti l’avvenuto svolgimento di almeno 100 ore di volontariato, rilasciata dall’ente per il quale abbia svolto il servizio. Tale permesso di soggiorno ha durata pari al tirocinio o al contratto di lavoro incrementata di sei mesi, convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo o subordinato. Tale permesso può essere rilasciato anche in pendenza di eventuale ricorso avverso la decisione della Commissione territoriale, qualora il Questore verifichi il ricorrere delle condizioni di cui al precedente periodo”. 

Le Iene
131,267 supporters
Petitioning Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede

Il disegno di legge Pillon su separazione e affido va ritirato

In questi giorni, mentre i media riportano quotidianamente storie di femminicidi, di stupri, di violenze, di abusi in una sequenza cronicizzata di orrore, non solo continuiamo a sentir parlare del problema come di un’emergenza sociale a dispetto dell’evidenza dei dati che dimostrano ampiamente come la violenza maschile contro le donne sia un problema strutturale e profondamente radicato nel nostro paese, ma registriamo l’avanzare indisturbato di proposte di legge che, se approvate, favorirebbero inevitabilmente il persistere della violenza, in particolare quella intra familiare. Riteniamo che il DDL 735, presentato dal senatore Pillon ed altri, rappresenti paradigmaticamente quanto sostanzialmente, la sistematizzazione di un processo di riappropriazione del potere maschile minacciato dalle nuove norme transnazionali e in particolare dalla Convenzione di Istanbul. Il disegno di legge “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità“ intende dare attuazione a quanto previsto in materia nel contratto di governo introducendo modifiche normative riguardanti:-       la mediazione civile obbligatoria in tutte le separazioni in cui siano coinvolti i figli minorenni;-       l’equilibrio tra entrambe le figure genitoriali e tempi paritari nella cura e nell’educazione e quindi affidamento congiunto e doppio domicilio per i minori;-       il mantenimento in forma diretta dei figli, senza automatismi nel riconoscimento di un assegno da corrispondere al coniuge attribuendo a ciascuno specifici capitoli di spesa, in misura proporzionale al reddito e ai tempi di permanenza presso ciascun genitore del minore;-       il contrasto dell’alienazione genitoriale che, disconfermata dal mondo scientifico, rientra mal camuffata come supposta tutela dei “diritti relazionali” dei minori. Il DDL fa pensare che chi ha redatto il testo sia completamente decontestualizzato e non tenga conto di cosa accade nei tribunali, nei territori e soprattutto tra le mura domestiche. Il testo sembra quasi completamente ignorare la pervasività e l’insistenza della violenza maschile che determina in maniera molto significativa le richieste di separazioni e genera le situazioni di maggiori tensioni nell’affidamento dei figli che diventano per i padri oggetto di contesa e strumento per continuare ad esercitare potere e controllo sulle madri. Ignora inoltre il persistente squilibrio di potere e di accesso alle risorse proponendo un’equiparazione tra i genitori, il doppio domicilio dei minori, l’eliminazione dell’assegno di mantenimento e dando per scontate disponibilità economiche molto spesso impossibili da garantire per le donne in un paese con elevatissimi tassi di disoccupazione femminile, dove è ancora presente il gap salariale, che continua ad espellere dal mercato del lavoro le madri, ne penalizza la carriera e garantisce sempre meno servizi in grado di conciliare le scelte genitoriali con quelle professionali, mentre scarica i crescenti tagli al welfare sulle donne schiacciate dai compiti di cura.  Già oggi nei tribunali le donne incontrano difficoltà enormi nel denunciare le violenze subite, non sono credute, devono affrontare una pesante ri-vittimizzazione da parte di un sistema giuridico e sociale che ancora tende a spostare la responsabilità degli atti violenti sulla vittima del reato piuttosto che sull’autore. Inoltre colpevolizza in ogni caso le madri, accusate di inadeguatezza genitoriale per non essere riuscite a tenere insieme la famiglia, per non aver tutelato i minori dalla violenza diretta e assistita o per non consentire ai padri di continuare a mantenere una relazione con i figli generando in essi “estraniazione”, “avversità”, “alienazione”. La presenza di violenza rende sconsigliabile se non impraticabile secondo le normative attuali, ma anche secondo le diverse discipline scientifiche chiamate in causa, sia la mediazione familiare che l’affidamento congiunto così come è palesemente riconosciuta l’inefficacia di percorsi prescrittivi e coatti ampiamente previsti nella proposta di legge in questione. Un tale dispositivo normativo, se approvato, comporterebbe quindi per una gran parte delle donne, in particolare per quelle con minori opportunità e risorse economiche, l’impossibilità di fatto a chiedere la separazione e a mettere fine a relazioni violente determinando il permanere in situazioni di pregiudizio e di rischio in aperta contraddizione con l’attenzione alla sicurezza tanto centrale per questo governo. Il dispositivo proposto appare una presa di posizione consapevole e di parte che alimenta il senso di frustrazione e di rivalsa dei padri separati, rischia di sostenere gli interessi della parte peggiore di ordini professionali, oltre che supportare una cultura patriarcale e fascista che, fingendo di mettere al centro la famiglia come istituto astratto e borghese, tenta di schiacciare la soggettività e la libertà delle donne ancorché dei minori. Per tutto questo noi come centri antiviolenza con la nostra esperienza trentennale di lavoro con le donne, come movimento delle donne, come singole, riteniamo assolutamente inaccettabile che tale provvedimento possa procedere nel suo iter di approvazione e ci opporremo con tutte le modalità possibili per bloccarlo dichiarandone il suo vero intento liberticida e il pericolo che rappresenta. Invitiamo in piazza a Roma il 10 novembre per una mobilitazione generale donne e uomini della società civile, del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, gli ordini professionali e i sindacati e trasversalmente chi ritiene urgente in questa complessa fase politica ripristinare la piena agibilità democratica e contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne.   * Immagine tratta dal film “L’affido” di Xavier Legrand, distribuito in Italia da Nomad Film Distribution e PFA Films.  

D.i.Re Donne in rete contro la violenza
119,961 supporters
Petitioning Giulia Grillo, Cecilia WIKSTRÖM, Presidente del consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, Matteo Salvini

Lo Stato italiano riconosca Fibromialgia, ME, MCS e Ehs come malattie invalidanti

In Europa 14 milioni di persone soffrono di Fibromialgia, una patologia caratterizzata da dolori muscolari cronici e diffusi. Il Parlamento europeo, nel 2008, l’ha riconosciuta come malattia estremamente invalidante. Il governo italiano, invece, si ostina a non farlo, nonostante a soffrirne, in Italia, siano almeno in 2 milioni. La conseguenza è la negazione del diritto delle persone fibriomialgiche a una buona qualità di vita. Mi chiamo Morena, ho 53 anni e sono affetta da Fibromialgia primaria. Ho scoperto la mia malattia sette anni fa, ma da quando ne conosco tutte le caratteristiche ho capito di esserne affetta da sempre. In passato risolvevo in silenzio i problemi e le difficoltà che mi creava: nonostante la mia carriera da infermiera, non collegavo sintomi e patologia. Non avevo mai sentito parlare di questa malattia: con dispiacere, ho dovuto studiarla sul mio corpo. Ho sempre avuto dolori ai muscoli e difficoltà nelle lunghe prestazioni fisiche. Ma ho sempre provato a combattere contro i miei limiti: gli altri mi facevano pressione, ovunque sembravo inadatta. Mi hanno voluta convincere che fossi depressa e per anni mi sono sottoposta a varie psicoterapie, ma senza alcun risultato: nulla attenuava la mia sofferenza di vivere, il mio desiderio, appena sveglia, che fosse già sera per poter ritornare nel letto. Di prima mattina, già stanca.  Un giorno, però, anche la chimica del mio corpo è cambiata e il mio sistema immunitario indebolito ha permesso a un cancro di crescere nel mio seno. Ogni persona scopre di avere la Fibromialgia grazie a fattori scatenanti: il mio non è stato un solo evento, ma numerosi. Ho attraversato un periodo difficile: per il tumore, i dolori, la stanchezza, la perdita del lavoro e di persone care. Soffrivo tremendamente, ma dagli esami clinici e strumentali non risultava nulla.  Oggi, a sette anni dalla mia scoperta, vorrei che la comunità medica, i responsabili politici nazionali ed europei contribuissero a eliminare lo scetticismo attorno a questa malattia, per garantire a tutti i pazienti un miglioramento della qualità di vita. Servirebbero programmi interdisciplinari di sostegno individuale, medici e professionisti del settore sanitario dovrebbero essere specificamente formati, perché la diagnosi precoce diventi più semplice e più rapida, così come le cure. Prima di tutto, però, occorre che l'Italia riconosca ai malati di Fibromialgia gli stessi diritti, nella cura e nell’assistenza, di cui godono i pazienti negli altri paesi europei. Non si può essere membri di una stessa comunità senza avere anche, tutti, gli stessi diritti. Vorrei che questo mio raccontarmi servisse anche a tante altre persone come me. Caro Stato italiano, riconosci la Fibriomalgia come malattia reale, invalidante e limitante, da’ le risposte adeguate a una patologia così subdola e devastante.

Morena Pantalone
112,776 supporters
Petitioning Alfonso Bonafede, Matteo Salvini

Una violenza non si dimentica in 6 mesi #MeToo

Mi chiamo Lidia, ho 46 anni e sono di Palermo. Sono sopravvissuta a un tentativo di femminicidio e ho deciso di raccontarvi la mia storia perché oggi vorrei poter fare qualcosa per tutte le donne che subiscono violenza e hanno la forza di rialzarsi. Perché una donna che ha il coraggio di lasciare un uomo violento non può essere lasciata sola e ha bisogno di sostegno da parte delle istituzioni.Dopo il mio divorzio e la perdita del mio posto di lavoro mi sentivo sola e senza speranza e mi innamorai di Isidoro, un uomo dolce e comprensivo. Dopo 5 mesi di litigi iniziarono le minacce verbali e fisiche. MI picchiava con una rabbia incontenibile, fatta di schiaffi e pugni così forti da spaccarmi il timpano e riempirmi di lividi.   Un giorno mi chiese di trascorrere del tempo con me in una località fuori porta, avevo paura di lui e decisi di portare con me anche mia sorella. Non servì a molto. A fine giornata Isidoro mi chiese di passare la notte con me poiché il tragitto verso casa era lungo e lui era stanco. Sembrava tutto tranquillo, lui aveva accettato la mia decisione di lasciarlo. Alle 2 di notte Isidoro si alza per andare in bagno e senza un motivo inizia a colpirmi in testa con una padella di ghisa! Non riuscivo a capire cosa stava succedendo. Aveva trovato delle forbici e le stava usando come pugnale, colpendomi alla schiena. Ho cercato in tutti i modi di difendermi, sono quasi stata soffocata con il filo della lampada sul comodino. È successo di tutto quella notte, ho ancora paura a raccontarlo. Con la forbice mi ha provocato ferite in volto, sulle gambe, sangue ovunque.   Non so come ho fatto, ma dopo tutte quelle ore di sequestro l’ho convinto di stare bene e che non l’avrei denunciato. Solo così l’ho convinto ad andare via e ho potuto chiamare i soccorsi. Io sono ancora viva e posso raccontare tutto questo. Isidoro è stato condannato a soli 4 anni (per il tentato omicidio) e 6 mesi (per il sequestro), ed ora, dopo solo 2 anni e mezzo, presto sarà di nuovo libero. Mi sono rifatta una vita, intanto, ho un compagno e due bimbi, ma sono stata lasciata sola dalla istituzioni: mi hanno detto che se lui non mi aggredisce nuovamente, loro non posso intervenire. Il codice penale punisce con la reclusione da cinque a dieci anni chi, mediante violenza, minaccia o abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali [ Art. 609-bis cod. pen.]. Si parla in questi casi di violenza per costrizione. Solo se la vittima querela il suo aggressore entro sei mesi dalla commissione del fatto, quest’ultimo può essere processato. In altri casi, la legge può procedere penalmente da sola, senza costringere la vittima ad esporsi e denunciare più e più volte, ponendo sé stessa in grave pericolo. Io ho subito stalking, persecuzioni e violenze di ogni genere, psicologiche e fisiche. Ho denunciato ma nessuno è intervenuto per fermarlo e presto lui sarà libero. Credo che lo Stato debba tutelare tutte quelle donne che hanno il coraggio di allontanarsi dagli uomini violenti. Abbiamo bisogno di sentirci sicure, protette. Allontanarsi da casa vuol dire spesso perdere la propria indipendenza economica. Bisogna avere il coraggio di denunciare tutto ciò! Lancio questa petizione per chiedere a tutti i candidati delle elezioni che avverranno in Italia il prossimo 4 marzo di modificare questa legge (Art. 336 ss. C.p.p. E art. 609 septies C.p.) e rendere il delitto di violenza sessuale procedibile anche senza la volontà della vittima e allungare il tempo limite di 6 mesi per la denuncia. In questo modo tutte le donne che, per paura o per ragioni economiche, non trovano il coraggio di denunciare possano essere salvate e tutelate dallo Stato.  

Lidia Vivoli
109,710 supporters
Petitioning Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Chiara Appendino, Sergio Chiamparino

SI TAV! - Firma per rilanciare l'economia, il lavoro e l'ambiente in Piemonte e in Italia.

Il nostro Paese a 10 anni dall'inizio della crisi non ha ancora recuperato i livelli economici e di benessere di prima. Torino e il Piemonte stanno peggio della media nazionale, la speranza di lavoro a Torino e in tante altre città italiane non è mai stata così bassa nel dopoguerra. L’Italia cresce poco mentre l'economia mondiale cresce. Inserirsi nell'economia e nel mercato globale è uno dei modi più sicuri per agganciarci alla ripresa mondiale e per aumentare la crescita. Per essere collegati al mercato mondiale occorre avere una rete di trasporti collegata meglio con l’Europa e con il mondo. Tanto più che ora il Corridoio della TAV si collegherebbe alla Via della SETA e quindi alla Cina. La TAV oggi è molto più importante di 30 anni fa perché metterebbe Torino e il Nord Italia dentro una rete che parte dal Sud della Spagna e va sino in Cina. Le Infrastrutture di trasporto sono state il più grande motore di crescita nella Storia dell’uomo dai Romani in poi. La crescita dell'economia globale induce la crescita degli scambi commerciali e del trasporto merci. In Germania la logistica occupa quasi 3 milioni di persone, da noi con meno infrastrutture e trasporti la logistica occupa solo 1 milione di persone. La crescita della economia globale e dei redditi delle popolazioni sta generando anche un aumento della domanda turistica mondiale: chi avrà le migliori reti di trasporto autostradali e ferroviarie, chi avrà i migliori porti e aeroporti godrà dei flussi turistici e logistici più degli altri.  Il 70% delle esportazioni italiane debbono attraversare le Alpi, il 45% circa passa dal Brennero, il 28% circa dal lato Francia e il 27% circa dal lato Svizzera. Se il Ministro Toninelli ritiene strategico il tunnel del Brennero che costa oltre 8 miliardi, bisogna considerare strategica anche la TAV, che all’Italia costa meno di 3 miliardi e che ha gli stessi obiettivi del Tunnel del Brennero, cioè trasferire una parte del trasporto merci dalla strada alla rotaia riducendo l’inquinamento e gli incidenti stradali. La TAV collegherebbe Torino e il Nord del Paese con la Francia, che ogni anno riceve 84 milioni di turisti internazionali, i quali in poco più di tre ore da Parigi potrebbero arrivare a Torino. L'arrivo anche del solo 1% varrebbe quasi un milione di turisti esteri. Per questo motivo con i ragazzi e gli studenti di SILAVORO promuoviamo la raccolta di firme dei cittadini che vogliono rilanciare economia e lavoro di Torino, della Val Susa e del Paese nella sostenibilità ambientale: spostare il trasporto dalla gomma alla rotaia significa diminuire l’inquinamento e la congestione del traffico. Senza la TAV la Via della Seta passerebbe sopra le Alpi e noi perderemmo lavoro e entrate fiscali. Con la TAV in funzione Torino e il Piemonte oggi starebbero meglio e non avrebbero perso tante aziende, molti Centri Direzionali, causando la diminuzione di molti posti di lavoro e del giro di affari delle piccole aziende commerciali e artigianali. Se la Sindaca Appendino suggerisce di fare la TAV - ma senza farla passare dalla Val Susa - significa che capisce che il collegamento moderno con la Francia è vitale; ma passare da un’altra parte oltre a non essere efficace, non trova il consenso dei francesi. In sintesi, la realizzazione della TAV e del Terzo Valico daranno un contributo economico e occupazionale importante all'economia italiana che negli ultimi anni ha perso tanti posti di lavoro. Il Piemonte e l’Italia aumenteranno la loro capacità di attrazione di turisti e di investimenti esteri. Ecco perché vi chiediamo di sottoscrivere questo appello SITAV. SITAV = SILAVORO. http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=29225 Bartolomeo GIACHINO, Francesco FORTE, Alessio Cotroneo, Gian Marco Moschella, Franca Marotta.

Bartolomeo Giachino
106,384 supporters