Decision Maker

Marco Bussetti

  • Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca

Does Marco Bussetti have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Sergio Mattarella, Marco Bussetti

Vogliamo una legge contro la violenza sugli insegnanti

Una professoressa dal fisico minuto, fragile e con difficoltà motorie è stata legata alla sedia e presa a calci da alcuni alunni di prima di un istituto superiore di Alessandria mentre i compagni giravano il video messo online e subito dopo cancellato. L'episodio drammatico, terribile è accaduto circa un mese fa, ma è comparso oggi su alcune testate giornalistiche. Per tutelare la docente che non ha sporto denuncia non è stato reso noto il nome della scuola. La punizione per gli studenti è stata di un mese di sospensione con l’obbligo di frequenza e in aggiunta la pulizia dei cestini delle altre aule durante l’intervallo. Una punizione definita "per nulla esemplare, e un messaggio sbagliato agli studenti che rispettano la scuola e gli insegnanti" da molti altri docenti che esprimono la necessità di punizioni più incisive. Questo perché il drammatico episodio, che si vuol descrivere come isolato, in realtà rientra in una sequela di episodi che vedono i docenti quali vittime di violenza da parte o di studenti o di genitori. Di poco tempo fa infatti l'episodio della maestra dell'istituto Ignazio Fiorio di Palermo che per aver lamentato le numerose assenze di un suo allievo è stata colpita con un pugno in pieno volto dal genitore dello studente nonché collaboratore scolastico Maurizio Branzellino. Il fenomeno, di cui si è occupato persino la trasmissione "Le Iene" del 25 febbraio 2018, è grave e testimonia una barbarie culturale e una deriva morale preoccupanti. A Febbraio un professore a Treviso e un vicepreside a Foggia sono stati picchiati da genitori di studenti. A Gennaio un genitore ha percosso un docente a Siracusa. Il professore di educazione fisica picchiato dai genitori di un alunno ad Avola, la professoressa d’italiano accoltellata in classe nel Casertano e altri casi simili sono stati segnalati negli ultimi mesi. Insegnanti vittima di bulli e di genitori violenti. Un tema su cui la comunità educante sta riflettendo. Le famiglie sono una parte importante del lavoro educativo perché sono i genitori ad educare la persona mentre la scuola educa i cittadini. È sconvolgente pensare che un genitore possa entrare in una scuola e compiere atti simili o che uno studente si possa permettere di picchiare da solo o in gruppo un docente. Sono fatti che evidenziano quanto sia profondamente mutato il rapporto di fiducia tra scuola e famiglia, che interrompono bruscamente quel patto di corresponsabilità educativa e che vanno condannati con forza. A partire dall’autonomia scolastica fino alla recente riforma, la legge 107, la figura dell’insegnante ha perso via via autorevolezza e prestigio, calpestata da logiche di potere che ne minano la serietà ed il valore istituzionale. Negli ultimi anni gli insegnanti si sono trovati stretti tra mezzi coercitivi esercitati dalle dirigenze che, nel migliore dei casi, sottostanno alla logica aziendalistica commessa con la scuola odierna, tra i conseguenti comportamenti aggressivi da parte dei genitori e soprattutto, cosa gravissima, azioni violente anche sul piano fisico di alcuni studenti. Serve una legge, serve una norma che istituisca e soprattutto rafforzi la figura dell’insegnante quale pubblico ufficiale, che inasprisca le pene laddove ci sono episodi di violenza conclamati, che tuteli la libertà di insegnamento e restituisca agli insegnanti un ruolo di primo piano. Occorre una legge che comporti delle sanzioni che siano da esempio educativo per le generazioni future, serve una norma che tuteli il libero esercizio dell’insegnamento quale base per la crescita delle generazioni che verranno.Serve una legge atta a prevenire episodi del genere che si aggiungono alla non facile situazione del comparto scuola maltrattato sul piano economico, giuridico e sociale.

Professione Insegnante
91,291 supporters
Petitioning Marco Bussetti

Chiediamo ZOOLOGIA all'Università

Parlando con molti giovani e leggendo molti forum inerenti alla materia, ho riscontrato un unico punto in comune, causa di confusione, frustrazione ed infine rassegnazione; molti giovani, con la passione per la natura e gli animali, infatti, non riescono a trovare una realtà che li soddisfi pienamente, dove sentirsi al posto giusto, studiando e informandosi in linea diretta sull'argomento di loro interesse.Lo zoologo studia e ricerca, confronta la storia, l’evoluzione, le abitudini, i comportamenti, i bisogni delle specie animali, ai fini della conoscenza e della loro tutela. Organizza poi i risultati del suo lavoro in classificazioni sistematiche e comparative, permettendo così una conoscenza approfondita a vari livelli del mondo animale.Le professioni di Zoologo ed Etologo in Italia non sono regolamentate da alcuna legge; non vantano ancora un percorso accademico definito e non esiste pertanto il relativo ordine professionale. Unico corso di Laurea Magistrale in Italia per prepararsi a studiare il comportamento degli animali è quello proposto dalla Facoltà di Scienze Naturali dell’Università di Torino, “Evoluzione del Comportamento Animale e Umano”, oltre ad alcuni Master. Come corso triennale, se ci si vuole avvicinare al mondo animale, oltre a Medicina Veterinaria, bisogna frequentare Scienze Naturali, Scienze Biologiche o Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (finalizzato alla formazione di figure in grado di rispondere alle esigenze delle imprese zootecniche ed agro-zootecniche).In America e in Gran Bretagna esistono molti college che offrono questa opportunità, come la Queen Mary a Londra per esempio. Ma chi non ha la possibilità di studiare all'estero? Quello che chiediamo è, quindi, di promuovere Zoologia come Corso di Laurea Triennale, anche in Italia, con riconoscimento legislativo ed il relativo ordine professionale. Dando così la giusta importanza e dignità a tutti i giovani italiani che, con forte passione vogliono investire il proprio tempo, per portare al mondo la giusta conoscenza del mondo animale.Di seguito il testo in inglese,al fine di sollevare la questione in tutti i Paesi Europei: After speaking with several students and researching on different forums online, I became aware of the negative consequences of the lack of Zoology studies in University Institutions. This lack creates feelings of confusion, frustration and resignation in many young people who share a strong interest on the animal kingdom that can not be satisfied as there are not any Zoology Faculties or BcS (3rd year) they can attend to.Zoologists study, research and compare the history, evolution, habits, behaviors and needs of the animal species, to widen our understanding of each of them and ensure their protection. They organize the results of their work in comparative and systematic classifications, increasing our knowledge on various levels of the animal world.This discipline can already be studied all over the United Kingdom and USA and in many different institutions around the world (such as India, Australia, South Africa etc.) except in Italy and most of the European countries. In our country, there are several CdS (in a 3 years degree) that students can attend as replacement of Zoology such as Natural Science and Biology. However, due to the lack of time and resources their approach is limited and superficial, preventing students from obtaining the required skills to work and share their knowledge with the rest of the community. Zoologist and Ethologist are not regulated by any law; nor have an academic path and any relevant professional associations, which prevents those who can not afford to study abroad from fulfilling their vocation and, even more, from enriching the society with their knowledge.For all these reasons we would like Zoology to be promoted as a Course of Studies in Italy, with legal recognition and professional associations/opportunities. Acknowledging this way all the people whose passion is the animal kingdom and who are moved to learn, research, study and work on this discipline all over our country. We hope as well that, this way, we could be an example for other European countries in this innovative change. Thanks to everyone,Ester

Ester Cuffaro
73,549 supporters
Petitioning Marco Bussetti

Chiediamo ZOOLOGIA all'Università

Parlando con molti giovani e leggendo molti forum inerenti alla materia, ho riscontrato un unico punto in comune, causa di confusione, frustrazione ed infine rassegnazione; molti giovani, con la passione per la natura e gli animali, infatti, non riescono a trovare una realtà che li soddisfi pienamente, dove sentirsi al posto giusto, studiando e informandosi in linea diretta sull'argomento di loro interesse.Lo zoologo studia e ricerca, confronta la storia, l’evoluzione, le abitudini, i comportamenti, i bisogni delle specie animali, ai fini della conoscenza e della loro tutela. Organizza poi i risultati del suo lavoro in classificazioni sistematiche e comparative, permettendo così una conoscenza approfondita a vari livelli del mondo animale.Le professioni di Zoologo ed Etologo in Italia non sono regolamentate da alcuna legge; non vantano ancora un percorso accademico definito e non esiste pertanto il relativo ordine professionale. Unico corso di Laurea Magistrale in Italia per prepararsi a studiare il comportamento degli animali è quello proposto dalla Facoltà di Scienze Naturali dell’Università di Torino, “Evoluzione del Comportamento Animale e Umano”, oltre ad alcuni Master. Come corso triennale, se ci si vuole avvicinare al mondo animale, oltre a Medicina Veterinaria, bisogna frequentare Scienze Naturali, Scienze Biologiche o Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (finalizzato alla formazione di figure in grado di rispondere alle esigenze delle imprese zootecniche ed agro-zootecniche).In America e in Gran Bretagna esistono molti college che offrono questa opportunità, come la Queen Mary a Londra per esempio. Ma chi non ha la possibilità di studiare all'estero? Quello che chiediamo è, quindi, di promuovere Zoologia come Corso di Laurea Triennale, anche in Italia, con riconoscimento legislativo ed il relativo ordine professionale. Dando così la giusta importanza e dignità a tutti i giovani italiani che, con forte passione vogliono investire il proprio tempo, per portare al mondo la giusta conoscenza del mondo animale.Di seguito il testo in inglese,al fine di sollevare la questione in tutti i Paesi Europei: After speaking with several students and researching on different forums online, I became aware of the negative consequences of the lack of Zoology studies in University Institutions. This lack creates feelings of confusion, frustration and resignation in many young people who share a strong interest on the animal kingdom that can not be satisfied as there are not any Zoology Faculties or BcS (3rd year) they can attend to.Zoologists study, research and compare the history, evolution, habits, behaviors and needs of the animal species, to widen our understanding of each of them and ensure their protection. They organize the results of their work in comparative and systematic classifications, increasing our knowledge on various levels of the animal world.This discipline can already be studied all over the United Kingdom and USA and in many different institutions around the world (such as India, Australia, South Africa etc.) except in Italy and most of the European countries. In our country, there are several CdS (in a 3 years degree) that students can attend as replacement of Zoology such as Natural Science and Biology. However, due to the lack of time and resources their approach is limited and superficial, preventing students from obtaining the required skills to work and share their knowledge with the rest of the community. Zoologist and Ethologist are not regulated by any law; nor have an academic path and any relevant professional associations, which prevents those who can not afford to study abroad from fulfilling their vocation and, even more, from enriching the society with their knowledge.For all these reasons we would like Zoology to be promoted as a Course of Studies in Italy, with legal recognition and professional associations/opportunities. Acknowledging this way all the people whose passion is the animal kingdom and who are moved to learn, research, study and work on this discipline all over our country. We hope as well that, this way, we could be an example for other European countries in this innovative change. Thanks to everyone,Ester

Ester Cuffaro
73,549 supporters
Petitioning Danilo Toninelli, Marco Bussetti

Trasparenza sui fondi per post terremoto del Centro Italia

Tra la notte del 24 Agosto 2016 e la sera del 30 ottobre dello stesso anno, una serie di scosse di terremoto ha sconvolto profondamente la vita di centinaia di comunità del Centro Italia, tra Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio. Centinaia di persone sono morte, migliaia di nuclei familiari hanno perduto tutto (la casa ma, spessissimo, anche l'attività, perché sull'Appennino molti sono agricoltori, allevatori o ristoratori/piccoli e piccolissimi albergatori).  Oltre 1000 nuclei familiari sono ancora ospitati forzosamente in alberghi di riviera. Gli anziani - abituati all'aria di montagna - passano lunghe estenuanti giornate rinchiusi nelle anonime stanze dei resort (peraltro inadeguati per alloggi lunghi perché non provvisti di spazi ampli e poco attrezzati per le rigide temperature invernali) mentre i giovani con figli stanno abbandonando l'idea di tornare nei luoghi di origine perché, nel frattempo, i bambini crescono e si radicano altrove. Inoltre, moltissimi avevano su quelle montagne la seconda casa - non di lusso, ma semplice memoria della provenienza della propria famiglia. Il tessuto produttivo e sociale è stato devastato. Oltre 400 monumenti, alcuni dei quali risalenti al periodo romanico, sono andati perduti, perché il Governo, in oltre 2 mesi, non provvide neanche a puntellare gli edifici di pregio storico, artistico e monumentale. Dal punto di vista sociale, possiamo parlare di un Genocidio Culturale. Un intero paesaggio ha perduto la propria fisionomia, fatta di vette alternate a campanili, borghi e strade antiche, ora impraticabili. E' un patrimonio che il mondo intero ci invidia e conosce, perché fa da sfondo ai maggiori capolavori di Raffaello Santi (detto Sanzio) pittore che imparò dalla natura la grazia e la bellezza, nella sua gioventù marchigiana e nella sua maturità umbra. Ad oggi non esiste ancora un censimento delle opere d'arte perdute/danneggiate, non esiste un censimento della totalità degli edifici da aggiornare né è chiaro quanti e quali fondi sosterranno la promessa - e mai attuata - ricostruzione. Abbiamo bisogno di far chiarezza su dove sono finiti i fondi post terremoto. Vi chiedo una firma per poter raggiungere il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli e chiedergli di fornire trasparenza sull'utilizzo dei fondi. Vasco Errani, Commissario delegato per l'emergenza sisma in Emilia nel 2012, ha gettato la spugna. Addirittura, i fondi donati con gli sms, oltre ad essere spariti, sono incerti nella loro entità (le stime vanno da 33 milioni a 56 milioni di Euro). La vostra firma e condivisione della petizione con i vostri amici e parenti, inoltre, serve per sostenere la speranza, la dignità e le ragioni di coloro che hanno perduto tutto in una notte e che lo Stato ha finora trattato come ospiti indesiderati. Non si può ricostruire senza fare luce su quanto già fatto: occorre una seria pianificazione e vogliamo far sentire forte al nuovo Governo che questo tema è sentito dall'intera cittadinanza italiana, non solo da chi - come me - ha avuto la fortuna di abitare in quei luoghi. Si, ho scritto fortuna: perché il Centro Italia è un luogo meraviglioso e io ringrazio la vita e la sorte per avere il privilegio di vivere qui. Non vogliamo alcun trattamento di favore: possiamo pagare tutto di tasca nostra, ma abbiamo diritto alla verità, come tutte le Italiane e gli italiani che con le loro tasse o con un sms hanno rispettato il dovere inderogabile di solidarietà prescritto dalla nostra Costituzione. Più di ogni altra cosa, vorremmo, quando accompagniamo un nostro figlio a scuola, sapere che in quel luogo è al sicuro. Per far questo occorre che i fondi futuri per le scuole siano gestiti in modo trasparente e consapevole. Sottoporre al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti una petizione con migliaia di firme è il primo passo per rispondere a questa priorità.  Addendum del 26 luglio 2018: solo tre giorni fa, quando la ns petizione aveva già superato le 30mila firme, l'ANSA comunicava che <<...Ci sono state aziende infiltrate in odore di mafia nei subappalti delle casette per i terremotati. Una piovra che si è infilata silenziosa in una fetta di guadagni sicuri ed elevati. Ne è convinta la Procura di Ancona che ha aperto l'inchiesta sul appalti e subappalti per le Sae, con quattro indagati, tra funzionari e dirigenti regionali: dal capo della Protezione civile David Piccinini ai dirigenti Erap Maurizio Urbinati di Ancona e Lucia Taffetani di Macerata oltre al responsabile del procedimento Stefano Stefoni. Tutti accusati di abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Secondo l'accusa qualcosa non ha funzionato nei controlli e nelle procedure dei bandi, tanto da far muovere la Direzione distrettuale antimafia. La Procura ha nominato un consulente per studiare i documenti sequestrati. Per l'inchiesta, partita a gennaio con l'apertura del fascicolo, sono stati già chiesti sei mesi di proroga>>. A poche ore dal comunicato ANSA, il senatore Pazzaglini, eletto a Macerata, sindaco di uno dei Comuni più colpiti - Visso (Mc) - si è affrettato a dichiarare che non crede alle accuse. tre dei quattro indagati erano suoi strettissimi collaboratori. Noi ovviamente non sappiamo se le accuse risulteranno fondate ma la presenza, nelle indagini, della Direzione Distrettuale Antimafia rende la ns richiesta di trasparenza ancora più urgente ed importante. Siamo stati umiliati, aiutateci a non essere sconfitti. Grazie dal profondo del cuore a ciascuna/o di Voi. Avv. Luca Miniero - Comitato Nazionale Scuole Sicure - Blog www.lucaminiero.com

Luca Miniero
62,820 supporters
Petitioning Alfonso Bonafede, Marco Bussetti, Roberto Fico, Sergio Mattarella

NON PIU' VITTIME DI BULLISMO VOGLIAMO LA VERITA' SULLA MORTE DI GIOVANNI RUGGIERO

Siamo Carmela e Ilaria, le sorelle di Giovanni Ruggiero che si è tolto la vita il 23 febbraio 2016. Giovanni aveva 17 anni e frequentava l' Istituto di Istruzione Superiore Virgilio - Liceo Artistico di Benevento. Era il lunedì 22 Febbraio 2016 quando Giovanni prende il pullman e si reca a scuola come tutte le mattine. Al suo ritorno ci racconta che è accaduto qualcosa di terribile, noi gli chiediamo che cosa, ma lui non approfondisce. Il pomeriggio dello stesso lunedì va in paese a cercare un suo amico al quale voleva confidargli qualcosa ma l’amico non è in casa. Il giorno dopo 23 Febbraio di mattina Giovanni non va scuola e si toglie la vita. La Procura di Benevento che si occupa del caso ha presentato istanza di archiviazione. Il caso è stato sottovalutato perché suicidio ma molti aspetti importanti sono stati trascurati. Giovanni era vittima di bullismo a scuola, ma negli interrogatori dei compagni di classe e dei suoi amici questi hanno dato risposte generiche, vaghe oltre che contraddittorie. Sappiamo che qualcosa era accaduto il lunedì 25 Febbraio e sappiamo che Giovanni è stato a scuola e poi allo stazionamento degli autobus, a nessuno degli interrogati è stato chiesto cosa è accaduto quel lunedì. Un altro ragazzo si era tolto la vita l’anno prima e anche lui frequentava il Liceo Artistico di Benevento e cito “nel corso delle indagini relative al suo decesso l’attività di intercettazione consentiva di addivenire ad un fiorente spaccio di stupefacenti nel quale era coinvolto egli stesso”. Inoltre, nel fascicolo stesso del p.g. si suggerisce di investigare per portare alla luce la presunta attività di spaccio di stupefacenti nel contesto scolastico del Liceo Artistico di Benevento. Nessuna indagine è stata fatta tenendo conto di tutti questi aspetti. Insomma, vogliamo capire cosa accade in questa scuola. Sono già morti due studenti, quanti ancora dovranno morire per portare alla Luce la verità? Sono stati prelevati campioni biologici che non sono stati analizzati perché inutili ai fini dell’investigazione, si tratta di suicidio perché incentivare e approfondire le indagini? Vi rendete conto? E ora si vuole addirittura chiudere il caso come se fosse normale scegliere di togliersi la vita a causa dei tormenti esistenziali dell’adolescenza senza dare alcun valore alla sua vita e alcun peso alla sua morte. Giovanni ha subito qualcosa di davvero grave per scegliere di togliersi la vita. Negli ultimi tempi, era quasi invisibile, aveva negli occhi lo sguardo di chi teme per la propria vita. Le umiliazioni, le offese, gli insulti, gli sguardi minacciosi, il dolore: è un’esistenza insopportabile quella di chi è vittima di bullismo e di coercizione. Un’esistenza vuota ed un dolore che spesso è silenzioso perché chi è vittima dei bulli non vuole e non può parlare di quanto accaduto, per vergogna e per paura. Nulla ci riporterà indietro Giovanni. Ma tutti possiamo e dobbiamo fare in modo di dargli giustizia perché non accada di nuovo ad un altro ragazzo o ragazza e ad altri genitori, fratelli e sorelle. Quanti ancora dovranno morire prima che si capisca che il bullismo è una forma di violenza che porta alla morte? Non si possono chiudere le indagini senza aver vagliato tutte le ipotesi e seguito tutte le piste di indagine che sono venute alla luce. Non abbiamo potuto festeggiare i 18 anni di Giovanni, vederlo rimettere a nuovo un’auto vecchia insieme al babbo, realizzare i suoi sogni, scoprire sé stesso ed il mondo che lo circonda. Noi non vedremo Giovanni emozionato poco prima degli scritti dell' esame di maturità e poi sorridente dopo aver discusso la tesina, non vedremo Giovanni che si districa tra i vari corsi di Laurea per scegliere poi quello grazie al quale costruirà la sua vita. In questi mesi, noi abbiamo creato un'Associazione Culturale a suo nome (ci trovate a questo link https://www.facebook.com/associazionegiovanniruggiero/?ref=bookmarks ed un Concorso "La Giornata dell'Arte Borsa di Studio - Concorso a Premi" grazie alla collaborazione dell'Istituto Comprensivo "A. Oriani" di Sant'Agata dei Goti ideata per ricordare il giovane artista Giovanni Ruggiero, la sua immensa sensibilità, il suo umano divenire nella ricerca costante della conoscenza di sé e del Mondo. In virtù di questi dati oggettivi che meritano di essere approfonditi e soprattutto per il diritto alla giustizia e alla verità che spetta ad ogni persona chiediamo al GIP di Benevento, Dott. Roberto Melone, al Procuratore della Repubblica di Benevento, Dott. Giovanni Conzo, al Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott.ssa Assunta Tillo, di non chiudere il caso di Giovanni Ruggiero e proseguire con le indagini, questa volta con maggiore accortezza, professionalità ed attenzione e chiediamo al Presidente della Camera, Roberto Fico, al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, di scoprire quanto accade tra le mura dell' Istituto di Istruzione Superiore Virgilio- Liceo Artistico di Benevento e di approvare al più presto una Legge contro il bullismo e contro i bulli anche se si tratta di minorenni anzi a partire dai 13 anni che possano essere processati e condannati con pene severe, per aiutare le vittime di bullismo ed evitare che queste non siano più offese, derise e abusate solo perché sensibili e diversi ed evitare che si arrendano scegliendo la morte alla vita. Carmela Ruggiero e Ilaria Ruggiero

ASSOCIAZIONE CULTURALE GIOVANNI RUGGIERO
52,067 supporters
Petitioning CRUI

Sciopero docenti: non sulla pelle di studenti e studentesse

ll 16 febbraio il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria ha proclamato un nuovo sciopero degli appelli da svolgersi nella sessione estiva, dal 1° giugno al 31 luglio. I 6800 docenti firmatari la lettera di proclamazione dello sciopero chiedono lo sblocco degli scatti stipendiali per tutti i docenti, progressioni di carriera e nuove assunzioni, la copertura delle borse di studio e l’ampliamento della soglia di reddito per accedere alle borse di studio.Le modalità di sciopero indicate dal Movimento sono chiare. Qualora un docente scioperasse, ciò implicherebbe il mancato svolgimento del primo appello. Questo sciopero, seppur legittimo, si configura con una modalità che va a ricadere sulla pelle degli studenti. La sessione estiva è sempre stata fondamentale per rientrare nei tempi imposti dalle università e dal sistema del diritto allo studio. Durante gli appelli di giugno e luglio si recuperano gli ultimi crediti per ricevere la borsa di studio per l’anno successivo e per beneficiare della riduzione delle tasse in relazione al proprio reddito. Si rischia così il paradosso di richiedere al contempo l'ampliamento del diritto allo studio e comportare per tantissimi studenti e studentesse l’impossibilità di accedere alle borse e alla modulazione della tassazione studentesca. Con questa petizione abbiamo deciso di prendere parola. La possibilità di sciopero è un diritto da tutelare. Non vogliamo però che le modalità scelte vadano a frantumare ancor di più una comunità accademica già pesantemente attaccata e divisa dalle politiche degli ultimi governi. La reiterazione della pratica dello sciopero dell'appello e l'assenza di un confronto partecipato con tutte le componenti precludono ogni possibilità che gli studenti sostengano questa lotta. Ciò risulta ulteriormente contraddittorio nel momento in cui i proponenti estendono le proprie rivendicazioni anche a tematiche relative alla componente studentesca. In questi anni insieme abbiamo subito il definanziamento dell’università pubblica, l'inadeguatezza delle strutture a causa della carenza di risorse, una didattica sempre più sulle spalle del precariato universitario, la mancanza strutturale di borse di studio e di servizi e la conseguente riduzione delle iscrizioni. Cambiare l’università e le condizioni in cui essa si vive è quanto mai necessario. Vogliamo farlo come comunità universitaria con i dottorandi senza borsa, con i ricercatori precari, con i tecnici amministrativi, con i docenti ai quali non sono stati riconosciuti gli scatti stipendiali e con tutte le componenti che vorranno intraprendere questa battaglia. Vi sono priorità non più rimandabili quali la richiesta di un rifinanziamento sostanziale sul diritto allo studio, riconoscendo una borsa di studio a tutti gli aventi diritto e una progressiva abolizione delle tasse universitarie, la ridefinizione delle politiche di reclutamento, con un piano di assunzioni rivolto al precariato universitario e una modifica delle figure previste dalla Riforma Gelmini, e la sburocratizzazione dell'università, per superare la logica della valutazione e delle classifiche e consentire una ricerca e una didattica più libere. È per questo che abbiamo lanciato questa petizione in tutti gli Atenei e in tutto il Paese, per richiedere che nessuno prenda scelte che aggravano ulteriormente le condizioni degli studenti e delle studentesse e per impegnarci a cambiare l’università a partire dalle condizioni di tutti coloro che ne fanno parte.

Link Coordinamento Universitario
48,423 supporters
Petitioning Marco Bussetti, Mario Pittoni, Luigi Gallo

GIÙ LE MANI DAL GLHO! GIÙ LE MANI DAL PEI!

GIU’ LE MANI DAL GLHO – GIU’ LE MANI DAL PEI Siamo dei genitori con figli con disabilità che frequentano la scuola appartenenti a più Regioni d’Italia; abbiamo appreso che il Governo ha intenzione di volere portare a termine il pessimo lavoro di smantellamento dei diritti degli alunni con disabilità, che il precedente governo aveva attuato con l’approvazione del DLGS 66 del 2017 (denominato beffardamente decreto per la promozione dell’inclusione scolastica!). Questo governo intende approvare una riforma che toglie del tutto il potere attribuito per legge al GLHO, (Gruppo di lavoro Operativo per l’alunno con disabilità), nell’ambito della redazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) di indicare le ore di sostegno necessarie per l’alunno/a con disabilità di qualunque tipo. Il GLHO, come tutti sanno, è quel gruppo pluridisciplinare composto da: docenti di sostegno, docenti non di sostegno, operatori sanitari e, con la partecipazione della famiglia, ha il delicato compito, attribuitogli dalla legge 104 del 1992 e dal DPR di attuazione 1994, di redigere congiuntamente il PEI (Piano educativo individualizzato) in favore dell’alunno con disabilità; Come è noto, il potere e l’obbligo al GLHO di INDICARE LE ORE DI SOSTEGNO NEL PEI è stato attribuito per legge, dal comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, secondo questa norma, introdotta dopo la famosa sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2010, per garantire nella sua effettività il diritto allo studio e all’istruzione dell’alunno con disabilità, solo il GLHO, che conosce la storia e la vita dell’alunno/a può avere il potere di indicare le ORE ritenute necessarie per garantire il diritto allo studio e all’istruzione. IL NUOVO GOVERNO, PURTROPPO, IN CONTINUITA’ CON IL PRECEDENTE, VUOLE ABROGARE QUESTA NORMA DI FATTO NEUTRALIZZANDO, ANZI AZZERANDO, I POTERI DEL GLHO IN ORDINE ALL’INDICAZIONE DELLE ORE DI SOSTEGNO!ECCO COME VUOLE FARLONel testo del Dlgs 66 del 2017 (Decreto per la promozione dell’Inclusione degli alunni con disabilità) l’art. 18 comma 1 lettera a) prevede l’abrogazione del terzo e del quinto periodo del comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, cioè in parole semplici della norma di legge che attribuisce oggi i poteri al GLHO di indicare le ore di sostegno nel PEI (di fatto neutralizzando i compiti del GLHO, il quale non avrebbe più il potere di indicare le ore necessarie per l’alunno/a con disabilità). Quindi il GLHO per la sua composizione pluridisciplinare e la partecipazione della famiglia, l’unico che conosce la storia, la vita, le capacità, le potenzialità dell’alunno/a con disabilità, non avrebbe più nessuno potere di personalizzare il PEI con riferimento alle ore di sostegno! Nessun altro organo però può sostituire il gruppo GLHO! Noterai che l’art. 7 del DLGS 2017 n. 66, “Piano Educativo Individualizzato” non prevede il potere del GLHO di indicare le ore, perché una volta abrogata per legge la norma che oggi attribuisce questo potere al GLHO, quest’ organo finirà per occuparsi di altro! Non avrà più il potere di indicare le ore di sostegno necessarie per l’alunno/a con disabilità! Tutto ciò però è gravissimo perché è illegittimo, lede il diritto fondamentale degli alunni con disabilità allo studio e all’istruzione; le famiglie perderebbero un punto di riferimento fondamentale per la vita dei loro figli, dove potersi confrontare nell’ambito della redazione del PEI per l’indicazione delle ore di sostegno ai loro figli. Qualora ciò dovesse avvenire porterebbe ad una lesione irrimediabile dei diritti degli alunni con disabilità e un taglio probabilmente molto rilevante di docenti di sostegno, perché tale tentativo è illegittimo.Ciò determina un abuso palese sia dell’oggetto della delega, sia dei principi e criteri direttivi contenuti nella legge 107/2015 legge sulla buona scuola), che non (ha mai previsto un ipotesi di tale genere, né può ritenersi che il potere del governo possa estendersi fino al punto di ledere irrimediabilmente i diritti costituzionali degli alunni con disabilità. Nessuno dei criteri o dei principi direttivi, per non parlare dell’oggetto della delega, contenuti nella lettera c) del comma 181 L. 107 del 2015, fa riferimento alcuno alla possibilità per il legislatore delegante di intervenire normativamente sulla possibilità di neutralizzare il potere del GLHO nell’ambito della redazione del PEI, un potere giuridico sostanziale attribuitogli per legge, quale è quello di indicare le ore necessarie ed effettive di sostegno, che ogni singolo alunno/a ha diritto a usufruire seconda la necessaria personalizzazione caso per caso, che, solo questo specifico organo che conosce la storia e la vita dell’alunno/a, è in grado di realizzare in collaborazione con la famiglia. Tale operazione è manifestamente illegittima, non è possibile operarla, qualunque siano le ragioni che impongono la soppressione dei poteri del GLHO nell’ambito della redazione del PEI, con specifico riferimento all’ indicazione delle ore di sostegno necessarie, quand’anche fossero, come temiamo, ragioni di carattere finanziario, si andrebbero a scontrare con i limiti invalicabili che i diritti fondamentali impongono al legislatore, come ha più volte ha ribadito la Corte Costituzionale affermando che: “ i diritti sociali sono diritti fondamentali; l’art. 38 è norma vincolante per il legislatore; un diritto fondamentale costituisce un limite invalicabile alla discrezionalità del legislatore che è tenuto a renderlo effettivo, affinché la sua affermazione non si traduca una mera previsione programmatica, ma venga riempita di contenuto concreto e reale (Cost. n. 80/2010 e 2016/275). Gli alunni con disabilità e le famiglie sarebbero privati i primi di un loro diritto certo e soggettivo, le famiglie di uno strumento di tutela qualora il diritto dei loro figli venisse negato! Si determinerebbe con molta probabilità un taglio notevolissimo di posti sul sostegno per i docenti specializzati, malgrado i dati dello stesso MIUR riportano una carenza di cattedre sul sostegno impressionante dovuta anche all’aumento ogni anno degli alunni con disabilità; Dai dati MIUR emerge infatti che nell’ultimo anno 2016/2017, circa 51.949 docenti di fatto, (su cui si avvicendano ogni anno docenti precari specializzati, docenti di ruolo in assegnazione provvisoria e docenti non specializzati), hanno coperto cattedre sul sostegno.Dunque le cattedre ci sono, i posti sul sostegno sono in abbondanza, gli alunni con disabilità crescono ogni anno, eppure il governo anziché stabilizzare tutti i docenti precari specializzati e di ruolo specializzati su tutti i posti disponibili sul sostegno e garantire in questo modo una vera ed effettiva continuità didattica, mira a togliere i poteri al GLHO, non vuole che sia quest’ organo a dare le ore di sostegno agli alunni con disabilità, vuole che sia un organo amministrativo ( il GIT?), (la commissione prevalentemente sanitaria che dovrà redigere il profilo di funzionamento?) a indicare le ore di sostegno, (cioè un organo periferico del MIUR il primo e a prevalenza sanitaria il secondo!), che non conoscono nessuno degli alunni con disabilità e dovrà stabilire le ore che saranno necessarie tenendo conto delle esigenze di risparmio delle risorse. PER TUTTO CIO’ CHIEDIAMO:Al Sig. Ministro dell’ Istruzione, della Ricerca e dell’ Università, Prof. Bussetti, che noi non ci stiamo, non commetta l’errore di portare avanti la neutralizzazione dei poteri del GLHO con riferimento all’ indicazione delle ore di sostegno necessarie per gli alunni con disabilità. Lei sa bene come noi, essendo stato un docente di sostegno, che non esiste nessun altro organo che può sostituirsi al GLHO in questo compito delicatissimo per la vita degli alunni e per la garanzia del loro diritto allo studio, all’ istruzione e all’inclusione scolastica. Pertanto le chiediamo di sopprimere l’art. 18 del Dlgs 66 del 2017, nella parte in cui mira ad abrogare la norma di legge che oggi attribuisce al GLHO il potere di indicare le ore di sostegno, riconoscendogli i medesimi poteri che oggi questo organo ha per legge e riconsegnando alle famiglie i diritti per i loro figli. SE VUOI FERMARE QUESTO ATTO DI GRAVE ILLEGITTIMITA’ – SE VUOI TUTELARE GLI ALUNNI CON DISABILITA’ – SE VUOI GARANTIRE CHE NON CI SIANO PROBABILI TAGLI CONSIDEREVOLI NELL’ORGANICO DEL SOSTEGNO – CHIUNQUE TU SIA GENITORE – DOCENTE – OPERATORE SANITARIO – ASSISTENTE ALLA COMUNICAZIONE E AUTONOMIA – ASSISTENTE IGIENICO PERSONALE – PERSONALE ATA – PERSONALE AMMINISTRATIVO – SEMPLICE CITTADINO – ASSOCIAZIONE DI FAMIGLIE – ORGANIZZAZIONE SINDACALE - CHE VUOLE UNA SCUOLAEFFETTIVAMENTE INCLUSIVA E TUTELANTE PER I SOGGETTI PIU’ DEBOLI.FIRMA LA PETIZIONE!Facciamo sentire alta la nostra voce urlando:GIU’ LE MANI DAL GLHO – GIU’ LE MANI DAL PEI! IL COMITATO DI GENITORI Rossella Proietti Gianluca Bacconi  Giovanni Broccoli Fabio Paternoster Isabella Moschetta Salvatore Sgarra Camillo Galante Sofia Galante Giuseppe Galante Pieralba Navarra Annalisa Navarra Donatella Navarra Silvana Navarra Illuminata Navarra Girolamo Navarra Anna Accardi Mattia Pizzo Giampaolo D’Anna Vincenzo Barone Laura Padovano Rosario Padovano Filippo Orlando Giovanni Orlando Marianna Di Benedetto Alessandra De Matteo Claudio Gallina Patrizia Amato Marcello Tessitore Maria Fazzin Giuseppa Capizzi Rosaria Agata La Piana Guglielmino Antonino Alessio Campagnino Floriana Nipitella Alfio Russo Cettina Gurgone Loredana Pane Francesca Marcellino Adriana Tomaselli Maria Grazia Calabria Lucrezia Quadronchi Lucrezia Di Dio Carmela Marletta Stefania Accolla Sabrina Angelico Giancarlo Spadaro Carmela Pitruzzello Camillo Grasso Carmela Grasso Sabrina Lazzaro Mreana Mariana Corina Carmela Lagò Stefania Cantone Antonina Di Francesco Roberto Serrano Luisa Burrafato Maria Musumeci Anna Rapisarda Amedeo Abate Maria Patrizia Magri Franca Loi Daniela Tabò Sanfilippo Rosaria Sciacca Emanuela Di Mauro Clelia Maria Duff Antonino Santagati Maria Cristina Timpanaro Biagia Russo Ermanno Saraceno Lyudmilla Markova Veronica Costa Antonino Lo Giudice Manuela Gibilterra Martina Ravè Francesca Modica Agata Petruzzello Sara Baccio Alessandra Tutino Luca Bonomo Maria Tedesco Graziano Granata Calogero Magro Rossella Monaco Giuseppa Fazio Luigi Albani Giuseppe Mirabella Giuseppe Meli Marcella Micciulla Maurizio MilazzoMarcella Alessi Salvatore Scatà Rossana Passanisi Antonio Fasano Giuseppe Pasqua Rosanna Sgroi Giuseppa Capizzi Giovanni Limer Lucia Gulino Carmen Fruciano Giuseppe Lanteri Barbara De Lisi Josè Carmelo Belluso Sebastiano Sicuso Cristina Pasqua Pinuccio Mandolfo Concetta Castiglia Gaspare Leone Teresa Marino Sebastiano Sicari Rossella Di Pietro Leonardo Murano Daria Cipriano Agnese Maria Stiliato Rossella Sole Kingsley Ehigiegba Efosa Osato Sebastiano Giudice Maria Luisa Spinali Salvatore Paradiso Deborah Lantieri Domenica Zappalà Gianluigi Pisano Edoardo Gambardella Concetta Arena Clara Damiano Antonino Trovato Elisabetta Pimpolari Fabio Pacciani Fabiola Pacciani Davide Pacciani Veronica Abete Piero Pimpolari Flavia Fassone Elisa Conti Fernanda Maurizi DAVIDE CONTI SANDRA MAZZENGA MARIA MAZZEGA DUILIO MAURIZI GIOVINAZZO MARIA CRISTINA DESIREE NAURIZI BEATRICE MAURIZI LUCA LUPICUTI MARIA PIA PINCI ROBERTO LUPICUTI Tiziana di Stefano Emanuele Giordan Luigi luciani Nicola dante Stefano Maggi Visani Giorgia Giuseppina Nuzzi Muzi StefaniA Elisa Artosi Stefano Fusco Adriana Palmacci Valeria Chiolle Matteo Chiocchio Magistri Marika Stefania paoletti Angelo Maurizi Comazzetto AlessandroComazzetto Virginia Schiavon Bruna Giacon Tiziana Giacon Rita Comazzetto Giulia Marianelli Emilio Barbara Bruni Serena Bruni Ignazio Mastino Valentina Golini Valeria Golini Vito Scalisi Alessandra perilli Renata Mirulla Fabrizio Avico Alessia Mirulla Sabrina Ottaviani Sara Gabellini Sepe Alessandro Mazza Sara Bergomi veronica Machnio Bernadeta Vivona Caterina Fagiani Veronica Coluccello Sergio. Breda Nadia Migliaccio Tommaso Zanarini Chiara Alberti Luca Graziella Russo Teresa Reale Lucia Agati Francesco Capizzi Carmela Calogero Adelaide Cleonice De Dominicis Maria Antonina Adornetto Gianni Sicari Ileana Cappiello Ielsa Speciale Carmelo Tringali Trigilio Lucia Concettina SaracenoAngela Maria Blandino Giuseppe Gattuso Luigi Poti Elena Risetti Salvatore Patania Carmela Longo Silvia Antonella La Manna Cinzia Valeri Giuseppe Di Natale Adriana Monici Bella Filomena Firmo Benigno Rotella Laura Di Dio Massimo Padovani Roberta Pinto Roberta Giordano Salvatore Bocchino Carmela Di Rosa Sabrina Di Rosa Armando Zerbini Cornelia Komar Massimo Grande Carlo grande Serena Cancemi Alessandro Capobianchi Marcello Dell’Albani Angela Nastasi Giovanna Tramontano Roberto Sirci Benedetta Tramontano Maria Savarese Manuela Valente Chiara Cupidi Giustina Cannova Caterina Cannova Letizia ScrofanoRoberta Soncini Paolo Padovani sr David Padovani Luciana Padovani Paolo Padovani jr Lorena Spada Alessandra Melisi Roberto Arduino Angiola Nini Rotella Carolina Graziani Grazia Magro Laura Orvieto Carmelo Aprile Vincenza Campisi Idillia Rossitto Ilenia Cancemi Isidora Presti Licia Gulteri Maria Chiara Basile Maria Rita Scinitti Nadia Santoro Rita Inturri Rosanna Arizza Rosaria Amato Sebastiano Gulteri Ermelinda Millone Michela Scarcelli Ilaria Fortunato Alessia sperandio Domenico Mastrangeli Laurentia Oprea Laura Gianquitto Salvatore Scuderi Concetta Crispi

Edoardo Gambardella
45,660 supporters
Closed
Petitioning Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana), Valeria Fedeli, Pietro Carlo Padoan, Marco Bussetti, Giuseppe Conte, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giovanni Tria

SOS LICEI MUSICALI: SALVIAMO LE ORE DI STRUMENTO

La modifica dell'assetto orario nel biennio dei Licei Muiscali è oramai cosa certa, dovuta ad una insufficienza di organico assegnato e delle modalità di assegnazione delle ore sull'organico: si tratta di una motivazione puramente economica che va a ledere sia i docenti sia il diritto allo studio degli allievi. L'argomento dell'importanza di investire in formazione, della fuga di cervelli e di talenti, è all'ordine del giorno. Eppure la relatà dimostra l'esatto contrario. La nuova interpretazione del piano orario destinerebbe di fatto al biennio del liceo musicale non più 3 ma soltanto 2 ore settimanali di lezione individuale di esecuzione e interpretazione, da utilizzare per il 1° e per 2° strumento prescelto. Verrebbero così decurtate 33 ore delle 99 ore totali annuali previste dal piano di studio. Si tratta di una riduzione inaccettabile per una materia caratterizzante come lo studio dell'esecuzione dello strumento, in una scuola altamente specializzante come il liceo musicale, soprattutto se pensata nella prospettiva di offrire una adeguata preparazione per la successiva prosecuzione e completamento degli studi musicali al Conservatorio. E' quindi necessario far sentire la voce in un unico coro per evitare questa assurda decisione ed assicurare ai ragazzi un percorso di sudi congruo a quello che hanno scelto di svolgere e che ora viene loro sottratto. La sentenza N. 01731/2017 del 6/10/ 2016 pubblicata il 02/02/2017 della Terza Sezione Bis del TAR del Lazio accoglie il ricorso di un liceo romano, con le seguenti motivazioni: -La diminuzione delle ore di esecuzione del secondo strumento avrebbe dovuto essere comunicata in precedenza ai genitori degli alunni iscritti ed odierni ricorrenti, consentendo agli stessi di poter scegliere liberamente; - è violato, altresì, il diritto dei docenti ricorrenti all’insegnamento; - la riduzione ad un'ora a settimana di lezione con riferimento al primo strumento equivale ad una preparazione approssimativa, dilettantistica e ben lontana dal profilo professionalizzante richiesto dalle competenze in uscita dal Liceo per l'accesso al triennio di primo livello del Conservatorio; - la seconda ora di lezione frontale è presente nei primi due anni e garantisce una preparazione di base solida e l'acquisizione di un metodo di studio efficace per il proseguimento dello studio dello strumento nel triennio. Chiediamo a docenti, dirigenti scolastici, studenti, genitori, di sostenere questa petizione affinché questa assurda decione non sia messa in atto, per il futuro dei giovani musicisti.     

Salviamo le ore di strumento - SOS licei musicali
21,619 supporters
Victory
Petitioning Anna Maria Cisint, Marco Bussetti, Massimiliano Fedriga

Più posti nelle scuole dell'infanzia di Monfalcone

Nell'anno scolastico 2018/2019 le iscrizioni alle Scuole dell'Infanzia del Comune di Monfalcone sono state più numerose dei posti disponibili. Dopo averne preso atto, il Comune di Monfalcone ha sottoscritto un accordo con gli istituti scolastici per inserire nelle singole classi il limite del 45% di bambini non italofoni. Come risultato delle due azioni congiunte, nell'anno scolastico 2018-19 saranno 79 (ultimi dati disponibili) i bambini, quasi tutti figli di famiglie di immigrati, che non troveranno posto nelle scuole locali. Acclarato che il principio di comporre classi quanto più equilibrate tra bambini italofoni e bambini non di madre lingua italiana sia un'azione condivisibile, non la riteniamo però una soluzione adeguata e rispondente alla situazione delicata delle scuole di Monfalcone, tanto più in quanto i numeri del futuro parlano chiaro: nel 2014 i nuovi nati residenti a Monfalcone erano 240, nel 2015 erano 284, nel 2016 254 e nel 2017 sono 259 (fonte: rielaborazione Istat Regione Fvg). Per il 2018/2019 i posti disponibili saranno 180. Le prossime liste d'attesa riguarderanno tutti, figli di italiani e figli di immigrati. Ciò significa che nei prossimi anni avremo un aumento del numero di bambini con pieno diritto a un posto nelle aule e, visti i dati percentuali sulla nazionalità, per oltre la metà saranno bambini figli di genitori di nazionalità non italiana. Con le attuali impostazioni di capienza delle aule e l'attuazione della percentuale di “non italofoni” (che si vorrebbe abbassare al 30%), il rischio concreto per i prossimi anni è quello di lasciare decine di bambini a casa, ovvero all'esterno di quello che per loro dovrebbe essere il primo, importantissimo contatto con il nuovo Paese di residenza dei loro genitori, con le sue usanze e la sua lingua. Cosa cosa chiediamo? Chiediamo che, invece di percorrere le agevoli strade della pura e semplice esclusione di chi non rientra nei numeri previsti dall'attuale Amministrazione comunale, si elabori un vero progetto per le scuole di Monfalcone, proiettato sull'evoluzione futura. Nel dettaglio, con questa petizione chiediamo: - che per i prossimi anni scolastici venga richiesta al Ministero dell'Istruzione una deroga al numero minimo di bambini per gruppo classe, così da poter prevedere classi meno numerose nelle scuole dell'Infanzia monfalconesi;- l'attivazione di un numero adeguato di ore di mediazione linguistica nelle scuole dell'Infanzia, con una compresenza di insegnanti mediatori per un numero adeguato di ore al giorno;- l'attivazione delle due sezioni, attualmente non autorizzate, all'ex scuola Maria Immacolata di via Roma;- che venga inviata domanda alla Regione Fvg di un contributo per la realizzazione di una nuova scuola materna, o almeno per l'ampliamento di quelle esistenti, in previsione dell'alto numero di domande a cui bisognerà dare risposta nei prossimi anni;- l'elaborazione di progetti di approfondimento della lingua italiana.

El Watchdog
21,129 supporters
Petitioning Marco Bussetti

Petizione dei docenti precari sul sostegno: salva il diritto dei bambini alla continuità!

Nel "Contratto per il Governo del cambiamento” a proposito della scuola, è scritto chiaramente che “occorre innanzitutto ripartire dai docenti”.Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna, Versari, ritiene che il diritto dei bambini alla continuità sia predominante e reclama un intervento normativo. L’insegnante di sostegno precario potrebbe essere confermato nell’anno scolastico successivo e a deciderlo potrebbero essere i genitori insieme al Dirigente Scolastico, come previsto con la riforma sul sostegno - D.lgs 66/2017. Illustrissimo Ministro Bussetti: abbia fiducia nei docenti precari sul sostegno, dando così anche pienamente attuazione al Contratto per il Governo del cambiamento. Le chiediamo un intervento normativo urgente che consenta la conferma nell’anno scolastico successivo di quei docenti che nell’anno scolastico precedente, abbiano comunque prestato servizio sul sostegno a qualunque titolo e per un periodo non inferiore ai 180 giorni.

Carlo Marino
15,273 supporters