Decision Maker

Luca Zaia

  • Presidente Regione Veneto

Does Luca Zaia have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Gian Marco Centinaio, Sergio Costa, Giuseppe Conte, Luca Zaia

Chiusura immediata CACCIA stagione venatoria 2018/19

Il Veneto è martoriato dal maltempo, è palese e ormai dichiarato che il danno ambientale è INCALCOLABILE, dovrebbe essere OVVIO prevedere la chiusura della caccia per quest'anno e invece non è cosi, dopo pochi giorni di chiusura Il governatore del Veneto Luca Zaia ritira il divieto di caccia e lo limita solo per alcune zone del Veneto. Sergio Berlato patron dei cacciatori facendo pressioni sul Governatore ha ottenuto la riapertura, senza tenere minimamente in conto il disastro ambientale. Sono le persone NORMALI che devono farsi sentire e PRETENDERE il buon senso e la tutela della natura e del patrimonio naturale che NON E' dei cacciatori, è DI TUTTI!  La stagione venatoria non ha ancora fatto abbastanza vittime?  La stagione venatoria (2018-19) appena iniziata sta producendo un escalation di incidenti, violazioni, e morte. Le persone comuni hanno paura, passeggiare per boschi, fare una gita, mangiare in un ristorante in campagna ormai è un rischio, E' stato ucciso Nathan un ragazzo ligure di 19 anni che passeggiava con il suo cane nei boschi della sua terra,Piovono pallini da caccia sui soccorritori di Iuschra tra Serle e Botticino (nonostante le ordinanze delle forze dell'ordine).A San Pietro di Feletto (TV) un cacciatore ferisce accidentalmente due cercatori di funghi.TUTTO QUESTO IN UN WEEK END.La gente non ne può più. Ci sono provincie in cui la sorverglianza venatoria è inesistente per cronica carenza di personale e mezzi Lo Stato deve tutelare i suoi cittadini DISARMATI non quelli ARMATI COMUNQUE E SEMPRE PERICOLOSI.VOGLIAMO LA CHIUSURA IMMEDIATA DELLA STAGIONE VENATORIA 2018-19Vogliamo la revisione della legge sulla caccia.Vogliamo una sorveglianza venatoria adeguata e proporzionale all'estensione del territorio e al numero di cacciatori, dove non sia possibile vogliamo che la caccia sia chiusa.Vogliamo poter impedire ai cacciatori di entrare nei fondi di nostra proprietàVogliamo il carcere per il bracconaggioVOGLIAMO VIVERE TRANQUILLI E NON NEL TERRORE per noi i nostri bambini, gli animali domestici e le nostre proprietà.

iliana comina
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Petitioning Remo Sernagiotto

Permettete a Jacopo, ragazzo autistico, di continuare a frequentare la propria scuola.

Mi chiamo Laura e sono la madre di Jacopo Bregolato, un ragazzo padovano di 15 anni con diagnosi di autismo grave. L’anno scorso, verso la fine della scuola media, il Collegio Docenti aveva messo per iscritto l’indirizzo orientativo per la scuola superiore, consigliando per Jacopo il Liceo della Grafica 'Valle' che, essendo nel quartiere, avrebbe permesso di continuare il progetto di lavoro sull’autonomia già avviato durante le medie. Il Liceo 'Valle' ha rifiutato l’iscrizione asserendo di non avere la struttura adatta ad accogliere Jacopo. Consapevoli delle difficoltà di inserimento di Jacopo in un tradizionale percorso di scuola superiore, abbiamo allora deciso di iscriverlo al Centro di Formazione Professionale Francesco d’Assisi, che accoglie ragazzi svantaggiati, con problemi personali e/o relazionali. Assurdi ostacoli impediscono a Jacopo di frequentare il Francesco d’Assisi per tutta la settimana: può accedervi solo 3 giorni su 5. A marzo si è tenuta dunque la riunione plenaria di tutte le Istituzioni coinvolte alla quale la famiglia non è stata invitata. In quella sede si è  risolto il problema con un parcheggio: il prossimo anno scolastico Jacopo dovrebbe frequentare l’Istituto Statale per geometri Boaga. Questo problema, per il bene di Jacopo e di tutti i ragazzi come lui, deve essere risolto diversamente! Jacopo deve poter frequentare la scuola che lui e la famiglia hanno scelto. Deve poter continuare il prossimo anno al Francesco d’Assisi e frequentare le classi tutti i giorni. Per questo chiediamo che ci sia personale assistenziale e/o educativo, dedicato agli alunni con “particolari necessità” per tutto il tempo di copertura delle attività formative, anche presso i Centri di Formazione Professionale! I genitori di Jacopo e Autismo Padova Onlus

Laura Stecca
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Petitioning Stefania Giannini

Pasta Rummo in tutte le scuole! #SaveRummo

Il Pastificio Rummo di Benevento produce pasta da oltre 160 anni, rappresentando in questo settore una delle eccellenze del made in Italy. La notte tra il 14 e il 15 ottobre questa storica azienda è stata duramente colpita dal nubifragio che si è abbattuto sul beneventano. Tutta la struttura produttiva è stata invasa da acqua e fango, alcuni macchinari e prodotti sono andati distrutti. Lo stabilimento sarà inagibile per parecchio tempo, mentre centinaia di dipendenti sono attualmente senza lavoro. In tanti si sono già mobilitati per dare una mano ad azienda e lavoratori, invitando quante più persone possibili a comprare pacchi di pasta Rummo. Sono un medico nutrizionista, mi piace scrivere di cibo e nel 2014 ho vinto la terza edizione di MasterChef Italia. Promuovo quotidianamente la gastronomia italiana di qualità, il cibo sano nelle scuole, la tutela dei mercati e la diffusione della cultura del cibo. In questi ultimi due anni ho girato le scuole d'Italia per parlare di gusto. E non sempre nella mensa della scuola ci sono grandi sorrisi. Malgrado gli sforzi di tutti. Sono le materie prime a fare la differenza e, tra i prodotti industriali, nella pasta Rummo la differenza si sente.  Mi piacerebbe che le mense di tutte le scuole italiane si impegnassero a utilizzare la pasta Rummo per la preparazione dei primi piatti, sostituendola per il momento a quella che utilizzano attualmente. Con un’azione del genere potremmo dare un grande aiuto al pastificio e allo stesso tempo nutrire i nostri bambini con un alimento eccellente, insegnando loro il valore dell'aiuto reciproco. Potremmo, insomma, farci del bene facendo del bene. Con gusto.  Per questo mi rivolgo al ministero dell’Istruzione e ai Presidenti di tutte le Regioni italiane, ai Presidi e a tutte le mamme, invitandoli a raccogliere il mio appello e ad adoperarsi perché i gestori di tutte le mense scolastiche italiane compiano questo gesto di grande solidarietà. A far del bene c'è più gusto! #SaveRummo

Federico Francesco Ferrero
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Petitioning Luca Zaia, radio 24

Richiesta licenziamento da radio 24 per Cruciani e Parenzo

Richiesta immediata sospensione e licenziamento per i signori  Parenzo e Cruciani a seguito della trasmissione radio del giorno 13 dicembre 2016 , ove i due telefonavano , offendevano e ridicolizzavano una signora di 86 anni che e' stata vittima di una rapina in casa , picchiata selvaggiamente insieme al marito e torturata con un ferro da stiro rovente .. A distanza di pochi mesi il responsabile della rapina e' stato messo agli arresti domiciliari a poche centinaia di metri di distanza da dove abita la coppia di anziani .  Il resto potete ascoltarlo qui : https://www.youtube.com/watch?v=xztnSPVrjOQ&feature=youtu.be&app=desktop

lorenzo greco
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Petitioning President Luca Zaia of Veneto Region, Italy

Tell Friendship State, Gangwon-do,Korea, That We’re Opposed to the Torture/Eating of Dogs.

For more actions you can take, please visit: http://koreandogs.org/friendship-state-campaign-gangwon-south-korea-veneto-region-italy/ President Luca Zaia of Veneto Region, Italy: Tell Friendship State, Gangwon-do, South Korea, That We’re Opposed to the Torture and Consumption of Dogs and Cats.  Dott. Luca Zaia, Presidente della regione Veneto, Italia: dica allo Stato amico Gangwon-do, in Corea del Sud che ci opponiamo alla tortura e consumo di cani e gatti. (Scroll down for the Italian translation) Veneto Region of Italy has become Friendship State with Gangwon-do, South Korea.  This relationship was no doubt formed in the spirit of Friendship and for their mutual benefit, for business links and trade etc.  And, while Veneto would have expected to learn about the differences in cultural practices of the Gangwon-do citizens, we feel certain that the Veneto authorities would have hesitated to form such a Friendship State relationship had they known about the aberrant and cruel practices routinely carried out in the dog and cat meat trades in Gangwon-do and all over South Korea.  Lucrative, but illegal trades which carry on unchallenged: with no enforcement of the laws and no punishment for those violating them. South Korea is the home to global companies, such as Hyundai, Kia, Samsung, LG, Daewoo, SK and POSCO, which is why it is so shocking that an estimated 2.5 million dogs are tortured and slaughtered every year within South Korea, because of the greed of dog eaters and the dog meat industry; while the majority of those Koreans, who don’t actually participate in this offensive trade, show a profound indifference by doing nothing at all to stop it. We know how loyal and faithful our dogs across the world are; and we all ask a lot of them - they serve us in innumerable ways: farm work, war work, police and guard duties, search and rescue, help for the disabled, guiding and guardianship, and, of course, as our loving and trusting companions. Dogs were first domesticated many thousands of years ago, and so much do they want to be part of our ‘human’ family that they have learned to understand our gestures and our language - the language of another species, which shows remarkable willingness and intelligence. In Gangwon-do there are countless dog farms, slaughterhouses, markets and restaurants where the dogs, who are tortured their entire lives, end up being slaughtered in the most inhumane ways, such as by electrocution, hanging or beating; and then thrown into boiling water – sometimes while they are still alive. In many places, dogs are being killed in full view of other terrified, caged dogs; and this takes place in public and in broad daylight. In addition, many abandoned and stolen former pets end up in this industry, and are subjected to the same cruelty. Please watch this undercover video by animal rights activists in South Korea: http://youtu.be/3uR8R8Mu70Q There are laws in South Korea against selling dogs and cats for human consumption yet these laws are routinely and blatantly ignored. We believe that there must surely be some social responsibility for the representatives of one State to take a stand against any wrongdoing being sanctioned or ignored by their Friendship State.  As such, we ask you to please urge Gangwon-do Governor Moon-Soon Choi to take action, and to state that Veneto and its citizens demand that Gangwon-do issue an official document mandating that the following existing Korean laws be enforced by its government officials, police and judges: Unauthorized processing of food waste fed to dogs in the meat trade is a violation of Wastes Control Act, Article 15-2, Article 25, Section 3.  Suppliers of food waste and transporters of food waste to dog meat farms are violating this regulation. Food waste fed to dogs in the dog meat trade is a violation of Control of Livestock and Fish Feed Act, Article 14, Section 1 & 2.  Unauthorized collection of food waste and the act of feeding it to dogs in the meat trade is in violation of this regulation. Excrement and resulting environmental damage produced as a by-product of the illegal dog meat farm is a violation of Act on the Management and Use of Livestock Excreta Article 11.  The excrement produced at dog meat farms causes environmental damage to the immediate and surrounding area. The act of slaughtering of dogs for human consumption is a violation of Animal Protection Act Article 8, Section 1, Clause 4. The act of slaughtering of a dog, without a justifiable ground – such as out of necessity for veterinary treatment, or in circumstances of immediate threat, harm or damage to human life or property, is a violation. The slaughter of dogs by electrocution is a violation of Animal Protection Act, Article 8, Section 1, Clause 1.  Inflicting injury or death to any animal by the following means: battery by tools, exposure to drugs, exposure to extreme heat or fire, electrocution and drowning is subject to legal punishment. Therefore, the routine slaughter of dogs by butchers and farmers by these methods is in violation of the Act. Further, electrocution as a method of slaughter is internationally recognized as an inherently cruel method of slaughter and banned globally. Slaughter of dogs from unauthorized slaughterhouse is a violation of Livestock Products Sanitary Control Act, Article 7 Section 1.  The Livestock Products Sanitary Control Act, states that dogs are officially recognized and classified as “animals” that are “prohibited from being slaughtered and distributed as food for human consumption”. Therefore, those vendors operating dog slaughterhouses are operating outside of the parameters of the law and in violation of the law. Slaughter of dogs for his/her own consumption is a violation of Animal Protection Act, Article 10.  The intent of the Act is to ensure that no animal is slaughtered in a cruel or revolting manner, and shall be free from unnecessary pain, fear, or stress during the process of slaughter. Therefore, only humane way of slaughtering dogs would be by euthanasia (lethal injection). All currently practiced methods of slaughter by butchers, farmers and traders excludes euthanasia as a method of slaughter, therefore they are all in breach of this Act.  This is also a violation of Livestock Products Sanitary Control Act Article 7 Section 1 Clause 2.  According to the Livestock Products Sanitary Control Act, slaughter of animals for his/her own consumption is allowed only for the livestock animals that are publically announced as classification of livestock in the Livestock Products Sanitary Control Act and dogs are not classified here. Display and sale of dog carcass in traditional outdoor markets is a violation of Food Sanitation Act, Article 4, 5.  Violation of laws banning sale of harmful food due to the contamination from unsanitary and illegal slaughter of the animal and display of the dog carcass. For example, dog carcass are routinely contaminated by microorganisms that cause human diseases and food poisoning which can lead to serious and life threatening health complications.  There are also strict laws which ban the sale of meat from sick animals, due to the fact that there is no quality control or formal monitoring of slaughter practices in the dog meat trade it is very likely that violation of these laws is happening routinely. Dog meat restaurants’ sale of dog meat soup made with dog carcass from an unknown source is a violation of Food Sanitation Act Article 44 Section 1 Clause 1. Uninspected livestock products must not be transported, stored, displayed, sold or used for manufacturing or processing of food for human consumption. Please refer to the legal information regarding the dog meat consumption in South Korea published by KARA (Korea Animal Rights Advocates):  http://koreandogs.org/kara-publishes-legal-information-booklet-ending-dog-meat-consumption/ We believe these demands are in line with the spirit and goals of Friendship cities to establish friendly communications in the areas of tourism, commerce, cultural exchange and public health. International coverage of the brutal dog and cat meat trade in South Korea has stained Gangwon-do, South Korea’s image.  Don’t let it also tarnish your region’s Friendship State relationship. The time to end this tragedy is now.  The favor of your reply is requested. ------------------------------------------------------- [In Italian] Dott. Luca Zaia, Presidente della regione Veneto, Italia: dica allo Stato amico Gangwon-do, in Corea del Sud che ci opponiamo alla tortura e consumo di cani e gatti. Regione Veneto, e’ necessario rendervi consapevoli dell' illegale e immorale commercio della carne di cane e gatto, problematica da considerare nell'ambito del vostro rapporto di amicizia sottoscritto con lo stato di Gangwon-do,  in Sud Corea. Vi chiediamo di agire, dare il buon esempio, e lavorare con noi per poter mettere fine a tutto questo. La Corea del Sud è la sede di aziende globali, come Hyundai, Kia, Samsung, LG, Daewoo, SK e POSCO, motivo per cui è davvero scioccante il fatto che un numero stimato di 2,5 milioni di cani venga torturato e macellato ogni anno in questo paese per l'avidità dei consumatori e dell'industria della carne di cane mentre la maggior parte di questi ultimi, che non partecipa fattivamente a questo commercio offensivo, mostra una profonda indifferenza e non interviene per fermare questa vergogna. Sappiamo quanto siano leali e fedeli i cani di tutto il mondo, e proprio per questo chiediamo loro molto. Ci aiutano in innumerevoli modi: in fattoria, in guerra, in polizia e nel servizio di guardia, nella ricerca e nel salvataggio, nell'aiuto ai disabili, nella guida e nella difesa, e, naturalmente, come compagni amorevoli e fidati. I primi cani sono stati addomesticati molte migliaia di anni fa, ed è tale e tanta la loro voglia di far parte della famiglia ‘umana’ che hanno imparato a capire i nostri gesti e la nostra lingua: la lingua di un'altra specie, segno quindi di una notevole prontezza ed intelligenza. Gangwon-do conta innumerevoli allevamenti di cani, macelli, mercati e ristoranti in cui i cani, torturati per tutta la vita, finiscono per essere macellati nei modi più inumani, quali l'elettrocuzione, l'impiccagione o le percosse, e poi buttati in acqua bollente, spesso ancora vivi. In molte località, i cani vengono uccisi davanti ad altri cani rinchiusi in gabbia e terrorizzati, e tutto questo all'aperto e alla luce del giorno. Inoltre, molti animali domestici, rubati e abbandonati, finiscono vittime di questo commercio, e sono soggetti alla stessa crudeltà. Le chiediamo di guardare questo video effettuato sotto copertura da alcuni attivisti per i diritti degli animali in Corea del Sud: http://youtu.be/3uR8R8Mu70Q La Corea del Sud ha sì emanato leggi contro la vendita di cani e gatti per il consumo umano delle loro carni, tuttavia queste vengono costantemente e manifestamente ignorate. Le chiediamo di invitare il Governatore Moon-Soon Choi ad agire, e di affermare che la regione Veneto e i suoi cittadini chiedono che Gangwon-do emetta un documento ufficiale in cui si richiede il rafforzamento da parte del governo, della polizia e della magistratura delle seguenti leggi vigenti in Corea del Sud: La lavorazione non autorizzata dei rifiuti alimentari somministrati ai cani coinvolti nel commercio della loro carne rappresenta una violazione dell'art. 15-2 e dell'art. 25, § 3 della legge sudcoreana sulla gestione dei rifiuti. I fornitori e i trasportatori di rifiuti alimentari destinati agli allevamenti di cani violano questa legge. La somministrazione di rifiuti alimentari ai cani coinvolti nel commercio della loro carne rappresenta una violazione dell'art. 14, §§ 1 e 2 della legge sudcoreana sulla gestione dell'alimentazione del bestiame e della fauna ittica. La raccolta non autorizzata di rifiuti alimentari e la relativa somministrazione ai cani coinvolti nel commercio della loro carne violano questa legge. Gli escrementi e i danni ambientali risultanti, quali sottoprodotti degli allevamenti illegali di cani rappresentano una violazione dell'art. 11 della legge sudcoreana sulla gestione e l'impiego degli escrementi del bestiame. Gli escrementi prodotti negli allevamenti di cani causano danni ambientali nell'area in cui si trova l'allevamento e nelle immediate vicinanze. L'attività di macellazione dei cani per il consumo umano delle loro carni rappresenta una violazione dell'art. 8, § 1, clausola 4 della legge sudcoreana sulla protezione degli animali. L'uccisione di un cane senza giustificabile motivo – quindi al di là della necessità dovuta ad un trattamento veterinario, o a circostanze di minaccia, pericolo o danno immediati per la vita umana o per la proprietà, è una violazione di questa legge. La macellazione dei cani mediante elettrocuzione rappresenta una violazione dell'art. 8, § 1, clausola 1 della legge sudcoreana sulla protezione degli animali. Chi provoca lesioni o la morte a un animale con i seguenti mezzi: percosse, esposizione a droghe, esposizione a calore estremo o al fuoco, elettrocuzione o annegamento è condannato ad una pena. Pertanto, l'abituale macellazione dei cani da parte di macellai e allevatori con questi metodi rappresenta una violazione di questa legge. Inoltre, l'elettrocuzione adottata come pratica di macellazione è riconosciuta a livello internazionale come metodo intrinsecamente crudele, ed è quindi proibita in tutto il mondo. La macellazione dei cani in macelli non autorizzati è una violazione dell'art. 7 § 1 della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame. Questa legge afferma che i cani sono ufficialmente riconosciuti e classificati come “animali la cui macellazione e distribuzione sotto forma di cibo per il consumo umano è proibita”. Per questo motivo, coloro che gestiscono i macelli per cani operano al di fuori dei parametri della legge e in violazione della stessa. La macellazione dei cani ai fini del consumo delle loro carni è una violazione dell'art. 10 della legge sudcoreana sulla protezione degli animali. L'intento di questa legge è garantire che gli animali non vengano macellati in maniera cruenta e disgustosa, né provando dolore, paura o stress inutili durante la macellazione. L'unica modalità umana per macellare i cani sarebbe quindi l'eutanasia (iniezione letale). Tutti i metodi di macellazione correntemente praticati da macellai, allevatori e commercianti escludono l'eutanasia, per cui essi violano tutti questa legge. Ciò rappresenta anche una violazione dell'art. 7 § 1 clausola 2 della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame. Secondo questa legge infatti, la macellazione per il consumo umano è consentita solamente per gli animali ufficialmente definiti e classificati come bestiame ai sensi della legge sudcoreana sul controllo sanitario dei prodotti provenienti da bestiame, e i cani non sono compresi in tale definizione. L'esposizione e la vendita delle carcasse di cane nei mercati tradizionali all'aperto rappresentano una violazione degli artt. 4, 5 della legge sudcoreana sull'igiene alimentare. Vengono inoltre violate le leggi che proibiscono la vendita di cibo nocivo per contaminazione dovuto ad una macellazione insalubre e illegale dell'animale, e all'esposizione della relativa carcassa. Ad esempio, le carcasse dei cani sono di norma contaminate da microorganismi che provocano l'insorgenza di malattie e avvelenamento da cibo, con conseguente rischio di complicazioni gravi e pericolose. La Corea del Sud vanta inoltre leggi severe che proibiscono la vendita della carne di animali malati, in quanto questa non è soggetta a controlli di qualità o a monitoraggi formali delle pratiche di macellazione; nel commercio della carne di cane, è molto probabile che queste leggi vengano violate abitualmente. La preparazione della zuppa di carne di cane, servita presso i ristoranti che propongono abitualmente specialità di questo tipo, viene preparata con carcasse di cani di origine ignota, e rappresenta una violazione dell'art. 44, § 1 clausola 1 della legge sudcoreana sull'igiene alimentare. I prodotti ottenuti da bestiame non ispezionato non devono essere trasportati, conservati, esposti, venduti o utilizzati per la produzione o la lavorazione di alimenti per il consumo umano. La preghiamo a questo proposito di consultare le informazioni legali riguardanti il consumo della carne di cane in Corea del Sud pubblicate dai KARA (Korea Animal Rights Advocates): http://koreandogs.org/kara-publishes-legal-information-booklet-ending-dog-meat-consumption/ Crediamo che queste richieste siano in linea con lo spirito e gli obiettivi dei patti d’ amicizia fra città e regioni per il consolidamento di una comunicazione cordiale nei settori del turismo, del commercio, degli scambi culturali e della salute pubblica. Il vostro intervento è importante:  sicuramente aiuterà a salvare la vita e ridurre la sofferenza di animali indifesi tragicamente intrappolati nel commercio illegale di carne di cane e gatto in Corea del Sud. Molti sindaci da tutto il mondo hanno appoggiato le nostre campagne, intervenendo con le loro diverse controparti in Corea del Sud. Considerate, Bucheon, per esempio, tali azioni realmente fanno la differenza: il sindaco di Bucheon sta lavorando seriamente per diventare la prima città “ libera da carne di cane “ in Corea del Sud, clausurando allevamenti e macelli illegali di cani, e ordinando ai ristoranti di smettere di vendere piatti a base di carne di cane !! Notizie promettenti, risultato di azioni dirette e mirate frutto di persone compassionevoli e ispirate, come voi. La copertura a livello internazionale del brutale commercio della carne di cane e di gatto effettuato in Corea del Sud ha disonorato Gangwon-do , l'immagine della Corea del Sud e gravemente offuscato i rapporti dello Stato amico con la sua regione. Il momento per porre fine a questa tragedia è adesso. La preghiamo gentilmente di rispondere alla presente lettera.

KOREANDOGS.ORG
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Petitioning Al Ministro dell'Ambiente On. Gianluca Galletti, Al Ministro dello Sviluppo Economico On. Carlo Calenda, Al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, Al Presidente della Provincia di Belluno Ro...

Basta centraline idroelettriche sui fiumi e torrenti di montagna

Siamo cresciuti con l'idea che l'idroelettrico è bello: zero emissioni ed energia pulita da fonte rinnovabile. Nella realta' CON LE MINI CENTRALI IDROLETTRICHE CIO' CHE LA NATURA E L'ACQUA HANNO CREATO IN MIGLIAIA DI ANNI VIENE DISTRUTTO PER SEMPRE. Dove prima c'era un torrente, con i suoi salti, i suoi rivoli, le sue pozze, ora ci sono lunghe tubature. Dove prima c'erano sassi, oggi c'è cemento. Si tratta di opere che prevedono spesso chilometri di condutture forzate che si portano via quasi tutta l'acqua del torrente. Il cosiddetto Deflusso Minimo Vitale, cioè la quantità d'acqua che dovrebbe rimanere nel torrente, spesso non consente la sopravvivenza dell'ecosistema fluviale. Sono effetti devastanti che non vengono mai tenuti in considerazione negli iter autorizzativi.   Gli stessi iter autorizzativi che non danno praticamente NESSUN POTERE AGLI AMMINISTRATORI LOCALI E AI CITTADINI per potersi opporre all'avanzare di queste opere sul loro territorio. L'APPORTO ENERGETICO di queste mini centrali idroelettriche E' IRRISORIO. Si produce infatti, con la desertificazione dei torrenti, una quantità di energia pari al 2 per mille del fabbisogno energetico nazionale (mediamente ogni centralina produrrebbe un milionesimo del fabbisogno). Tale irrilevante quantità di energia, oltretutto, NON E' RINNOVABILE A CAUSA DELL'ESAURIMENTO DELLA MATERIA PRIMA,  L'ACQUA. Ma allora, perchè vengono realizzati questi impianti ?  La causa va ricercata negli "INCENTIVI VERDI" , che hanno completamente drogato il mercato: l'energia prodotta da queste centrali, infatti, viene venduta a una cifra tre volte superiore al prezzo normale. Questo ha fatto sì che si realizzassero centrali anche in torrenti con portate d'acqua molto basse, che non sarebbero state sufficienti a produrre una quantità di energia tale da giustificare gli investimenti : QUESTE CENTRALI NON SAREBBERO ECONOMICAMENTE SOSTENIBILI SE NON VI FOSSERO GLI AIUTI STATALI.  INCENTIVI CHE PAGANO I CITTADINI IN BOLLETTA. E' un business enorme a favore di pochi che trasforma i torrenti in veri e propri bancomat, se si considera che l'utile netto di una centrale sotto il megawatt può superare tranquillamente il milione di euro all'anno. I soldi pubblici che vanno nelle mani degli "imprenditori", per lo più soggetti privati, sono dell'ordine di 1 miliardo di euro all'anno (20 miliardi in 20 anni). Una quantità enorme di denaro che dalle tasche dei contribuenti finisce nelle mani di pochi, senza alcun vantaggio per la collettività. Ne deriva che IL COSTO DI PRODUZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA CON LE "CENTRALINE" E' DI GRAN LUNGA SUPERIORE A QUELLO DI MERCATO. Ma qual è la situazione nel concreto?  Intere valli ingannate da uomini in giacca e cravatta. Valigette piene di interessi in cambio di un Patrimonio Mondiale dell'Umanità, come sono le Dolomiti.  Intere valli svendute, umiliate, depredate. Predatori senza scrupoli ce le stanno portando via.  Armati di braccia meccaniche che recintano, scavano, martellano, espropriano.  Anche i boschi circostanti disseccano perchè non più dissetati dall'acqua dei torrenti.  Perchè di acqua, dopo, non ce n'è più: i tubi se la sono portata via tutta. Solo un 10 % resiste. E' in corso una vera e propria rapina nata dalla speculazione e dallo sfruttamento dei torrenti e fiumi dolomitici. SENZA INCENTIVI VERREBBERO MENO LE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO LE AZIENDE A REALIZZARE QUESTI IMPIANTI. Riassumendo, con le centrali idroelettriche sui  fiumi e torrenti di montagna : -si produce un danno ambientale enorme ( la vera e propria desertificazione della montagna); -si ottengono risultati irrilevanti e non rinnovabili in termini energetici; -si sperperano risorse pubbliche in quantità paragonabile ai maggiori scandali nazionali; -si procurano danni consistenti al territorio e alle economie locali per la perdita dei valori paesaggistici legati al turismo. Per tutti questi motivi CHIEDIAMO AL GOVERNO DI ELIMINARE DEFINITIVAMENTE E NON PROCEDERE AL RINNOVO DEGLI INCENTIVI ECONOMICI AL SETTORE DEL MINI ELETTRICO. Chiediamo LO STOP AI PROGETTI DI NUOVE CENTRALI che si trovano già IN FASE DI AUTORIZZAZIONE: più di 2000 in tutta Italia, oltre 150 nella sola provincia di Belluno. E' tempo di togliere il denaro pubblico dalle mani della lobby dell'idroelettrico. E' tempo di dire BASTA ALLE MINI CENTRALI IDROELETTRICHE E ALLE SPECULAZIONI SUI NOSTRI FIUMI E TORRENTI DI MONTAGNA.

Nerina Piazza
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Petitioning Ministro dell'ambiente, Gian Luca Galletti, Council of the European Union, Luca Zaia, Regione Veneto

MANIFESTO PER IL FIUME PIAVE

Manifesto per La Piave - FIUME SACRO ALLA PATRIA - e per tutti i corsi d'acqua. Il bacino del Fiume Piave, Sacro alla Patria, è tra i più sfruttati e artificializzati d’Europa. Nell’area montana, appena il 5% degli affluenti è ancora allo stato naturale, il rimanente 95% è già utilizzato a fini idroelettrici. Nel Medio corso, a causa dei prelievi eccessivi e della carenza idrica che ormai da tempo colpisce i nostri territori, il Fiume è regolarmente soggetto a magre/secche sempre più accentuate, oltre che nel periodo estivo (quando la richiesta per l’utilizzo in agricoltura è maggiore), anche per lunghe fasi nelle stagioni primaverile e autunnale. In molti tratti, la portata del Fiume si riduce a zero per periodi di tempo significativi, con pesanti ripercussioni sulla fauna e sulla flora acquatiche e sconvolgendo i normali cicli biologici. Nel territorio della Sinistra Piave, lunghi tratti di fiumi di risorgiva sono scomparsi; in Destra Piave, la zona dei fontanili fino alle risorgive del Fiume Sile a Casacorba è in sofferenza. Nel basso corso del Fiume Piave, la carenza d’Acqua contribuisce alla risalita del cuneo salino: le Acque del mare, cioè, risalgono il corso del Fiume per diversi chilometri, stravolgendone l’ecosistema e rendendo inutilizzabile l’Acqua a fini agricoli. La carenza d’Acqua crea problemi alla fruibilità del greto e delle Acque del Fiume, che non si possono più valorizzare per attività turistiche e ricreative, come pesca, iniziative di educazione ambientale, uscite in kayak e canoa, passeggiate, osservazioni naturalistiche, meditazione. Viene inoltre compromessa gravemente la capacità di autodepurazione del Fiume dagli inquinanti che derivano dagli scarichi urbani e agrari. Gli ecosistemi della zona golenale e dell’intera pianura alluvionale tendono a cambiare, diventano banali, ripetitivi, privi di valore paesaggistico, monotoni e con una grave perdita di biodiversità. In questo contesto, non è possibile immaginare uno sviluppo del territorio, con nuove economie che abbiano al centro la valorizzazione ambientale e la fruizione sostenibile. Per la tutela del Fiume Piave, i firmatari chiedono alle Istituzioni, a tutti i livelli (Regione Veneto, Ministero dell’Ambiente, Unione europea), di: attuare un cambio complessivo di gestione, riconoscendo che mettere al centro il   Fiume significa anche sviluppare nuove economie sostenibili dal punto di vista ambientale, come il turismo naturalistico e la fruizione culturale, ludica, sportiva; programmare una seria politica di risparmio idrico, di controllo delle captazioni, di programmazione oculata degli invasi alpini, di bilancio idrico e di rilascio del deflusso minimo vitale in ragione della salvaguardia ambientale della risorsa FIUME; vista la consistenza dell’uso dell’Acqua in agricoltura (circa il 70%), intervenire con urgenza nel settore primario con una razionalizzazione nella distribuzione dell’Acqua, una pianificazione di colture meno esigenti per quel che riguarda il consumo idrico e con tecniche di irrigazione più razionali; eliminare gli incentivi all’idroelettrico nei casi in cui la costruzione di nuovi impianti comprometterebbe ambienti allo stato naturale, nel rispetto della Direttiva Acque dell’UE; programmare il rilascio d’Acqua dagli invasi dei bacini montani non solo in base alla produzione di energia elettrica, ma anche tenendo conto degli aspetti inerenti alla salvaguardia ambientale del Fiume e all’uso dell’Acqua in agricoltura; monitorare le portate fluviali e le captazioni, anche da pozzi artesiani, in modo da tenere costantemente sotto controllo il bilancio idrico; negare qualsiasi intervento invasivo sul Fiume, a partire da nuove dighe, ulteriori sbarramenti, costruzioni e vigneti nelle aree golenali, asportazione di quantitativi non giustificati di ghiaia e di taglio non giustificato della vegetazione ripariale; favorire interventi di rinaturalizzazione volti a migliorarne il patrimonio di biodiversità, la sicurezza idraulica e la fruizione culturale e turistica sostenibile. Il fiume è come un organismo vivente, va rispettato e tutelato nella sua interezza, dalle sorgenti alla foce. Il Manifesto per La Piave è sostenuto da Legambiente Piavenire, Legambiente Sernaglia della Battaglia, Legambiente Pascutto-Geretto Veneto Orientale, Legambiente Treviso, Ass. OpenCanoe OpenMind, Ass. Da Ponte a Ponte, Legambiente del Vittoriese, Italia Nostra Sez. di Treviso, Italia Nostra Sez. di Belluno, Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, Mountain Wilderness, Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore, Libera Cadore, Comitato Tutela Paesaggio Veneto, WWF OA terre del Piave Belluno e Treviso, Cipra Italia, Comitato Zoldo c'è e difende i suoi torrenti  per rimanere in contatto:                                                                                        www.facebook.com/piavenire                                                                        www.legambientepiavenire.it

Legambiente Piavenire - Maserada sul Piave (TV)
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Petitioning Luca Zaia, Luca Coletto, Beatrice Lorenzin

Salviamo le eccellenze dell'ospedale Codivilla

Il 29 aprile si conclude la sperimentazione gestionale dell'ospedale Codivilla Putti di Cortina, centro di eccellenza nazionale per la cura della osteomielite, per gli impianti di protesi e gli interventi di ortopedia e  per la riabilitazione funzionale. Dal 30 aprile funzioneranno solo alcuni poliambulatori e il punto di primo intervento, in attesa di un bando europeo per privatizzare la struttura per il quale servirà  oltre un anno e mezzo. Si rischia di perdere tutto questo, a discapito di migliaia di persone che, in tutta Italia, si rivolgevano al Codivilla per questi servizi  

Corriere delle Alpi
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Petitioning Luca Zaia, Giunta Regionale del Veneto , Consiglio Regionale del Veneto

NO ai fascisti nelle istituzioni venete. Donazzan dimettiti!

L'assessore regionale Elena Donazzan ieri sui giornali ha pubblicamente appoggiato la repressione violenta dello stato spagnolo contro l'inerme e pacifica popolazione catalana, per calpestare alcuni basilari diritto umani pre-costituzionali, quali la libertà di espressione, di riunione e di associazione e il diritto di autodeterminazione. Noi sottoscrittori di questa petizione riteniamo che tali dichiarazioni siano incompatibili con la carica pubblica istituzionale che la Sig.ra Elena Donazzan ricopre e che anche le sue successive scuse e precisazioni non cambiano la gravità delle sue dichiarazioni. La sua dichiarata fede fascista confermata da tale parole è in contrasto assoluto con il rispetto di principi umani inviolabili salvaguardati da innumerevoli trattati e convenzioni internazionali. Riteniamo che la Regione Veneto non possa annoverare tra i propri rappresentanti chi fa esplicito riferimento alla difesa di pratiche violente da parte dello stato e del governo spagnolo contro la popolazione civile pacifica e incolpevole. Tale fatto è stato duramente condannato dall'Ufficio dell'Alto Commissariato dell'Onu per i Diritti Umani. Se la Regione Veneto confermasse la presenza della Sig.ra Donazzan tra i suoi esponenti nell'Esecutivo, dimostrerebbe di non tenere in considerazione i diritti umani di base violati dalla Spagna e la condanna dell'Onu. Noi sottoscrittori di questa petizione chiediamo pertanto le immediate dimissioni di Elena Donazzan dalla carica di assessore regionale. Se la Sig.ra Donazzan non si dimettesse, chiediamo alla Giunta Regionale del Veneto e al suo Presidente di sfiduciare la Sig.ra Elena Donazzan e di rimuoverla immediatamente dalla sua carica.

Gianluca Busato
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