Decision Maker

Laura Boldrini

  • Presidente della Camera dei Deputati

Does Laura Boldrini have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Petitioning Pietro Grasso, laura boldrini, Al Consiglio di presidenza del Senato della Repubblica, All’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati

Vitalizi, poniamo fine al privilegio

Quello dei vitalizi è uno dei più grandi scandali della Repubblica. Per gli sfacciati privilegi che i parlamentari si sono dati, per lo spreco di risorse che hanno comportato e comporteranno, per il peso che continueranno ad avere sui bilanci di Camera e Senato, dunque sulle finanze pubbliche. C’è un esercito di oltre duemila ex deputati e senatori che gode di questi ingiustificati trattamenti. In base ai quali persino chi non ha mai messo piede in Parlamento o ha partecipato a pochissime sedute delle Camere riscuote assegni di circa 2.000 euro netti mensili. Magari sommandoli ad altri vitalizi delle Regioni o del Parlamento europeo, oppure a trattamenti pensionistici maturati per le attività lavorative svolte. Per non parlare dei parlamentari eletti per più legislature, che arrivano ad incassare anche oltre 10 mila euro netti mensili. Cifre che i comuni cittadini neanche si sognano. Vero che a partire dal 2012 il sistema è stato riformato. E il vecchio sistema di calcolo dei vitalizi è stato rimpiazzato dal contributivo. Ciononostante, il trattamento dei rappresentanti del popolo continua a presentare elementi di smaccato favore rispetto a quello riservato ai normali lavoratori. A cominciare dall’età pensionabile.Ecco un esempio. Gli eletti per la prima volta nel 2013, se la legislatura durerà almeno 4 anni 6 mesi e un giorno, con 5 anni di contributi versati, matureranno a 65 anni il diritto ad una pensione di circa mille euro. Chi sarà eletto anche per un secondo mandato, con 10 anni di contributi, potrà iniziare a percepire l’assegno previdenziale addirittura a 60 anni. Mentre, a partire dal 2018, l’età minima richiesta ai comuni cittadini per andare in pensione salirà a 66 anni e 7 mesi. Per modificare il trattamento previdenziale degli ex parlamentari e rimuovere questo scandalo, non servono né leggi né complesse riforme costituzionali. Basta un semplice cambiamento ai regolamenti interni sui vitalizi varati dagli Uffici di presidenza di Camera e Senato. Esattamente come uno dei tanti fatti nel corso del tempo ai primi regolamenti approvati negli anni Cinquanta. E che, progressivamente, hanno determinato le distorsioni e le posizioni di favore che conosciamo per onorevoli e senatori. Ed è proprio agli Uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama che questa proposta-appello si rivolge. Affinché, attraverso un nuovo regolamento, eliminino definitivamente e una volta per tutte le ingiustificate posizioni di rendita maturate dagli ex parlamentari prima della riforma del 2012 e quelle che, anche dopo quest’ultimo intervento, sono rimaste praticamente inalterate.Ecco cosa proponiamo.1) Ricalcolare tutti i vitalizi attualmente in essere con il sistema contributivo in vigore a Montecitorio e Palazzo Madama dal 2012. E che prevede, in sostanza, un ammontare di circa 200 euro lordi al mese per ciascun anno di mandato parlamentare.2) Elevare il limite d’età per la percezione dell’assegno previdenziale allo stesso livello previsto dalla legge Fornero per i comuni lavoratori.3) Introdurre un tetto massimo al vitalizio di 5.000 euro lordi al mese. Anche per coloro che, avendo rivestito cariche in diverse assemblee elettive (Parlamento nazionale, Parlamento europeo e Consigli regionali), percepiscono o percepiranno, in base alle regole attualmente vigenti, più assegni previdenziali.4) Analogo tetto deve valere anche per tutti coloro che godono o godranno di un trattamento previdenziale frutto dei contributi versati nel corso della propria carriera professionale: se la pensione maturata attraverso l’attività lavorativa privata è pari o superiore a 5.000 euro lordi al mese, l’ex parlamentare non avrà diritto al vitalizio erogato dall’organo elettivo nel quale ha svolto il mandato, ma solo al rimborso dei contributi versati. Primo Di Nicola, Antonio Pitoni, Giorgio Velardi (autori del libro Orgoglio e Vitalizio per Paper First)

Il Fatto Quotidiano
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Petitioning Matteo Renzi

Dite no al Parlamento dei nominati e alle riforme che limitano i referendum e uccidono la democrazia partecipata

LE CONTRORIFORME dell'Italicum e del Senato delle Autonomie, concordate dal governo con il pregiudicato Silvio Berlusconi e il plurimputato Denis Verdini: - consentono a un pugno di capi-partito di continuare a nominarsi i deputati a propria immagine e somiglianza (con le liste bloccate per la Camera), addirittura aboliscono l'elezione dei senatori (scelti dalle Regioni fra consiglieri e sindaci, ridotti a un ruolo decorativo e per giunta blindati con l'immunità-impunità) e tagliano fuori i partiti medio-piccoli (con soglie di sbarramento abnormi); - trasformano il Parlamento nello zerbino di un premier-padrone, “uomo solo al comando” senza controlli né contrappesi, con una maggioranza spropositata che gli permette di scegliersi un presidente della Repubblica e di influenzare pesantemente la Corte costituzionale, il Csm, la magistratura e l'informazione televisiva e stampata; - espropriano i cittadini dei residui strumenti di democrazia diretta: i referendum (non più 500mila, ma addirittura 800mila firme) e le leggi di iniziativa popolare (non più 50mila, ma addirittura 250mila firme). DICIAMO NO ALLA SVOLTA AUTORITARIA, come i migliori costituzionalisti italiani hanno definito il combinato disposto delle due controriforme, ispirate  – consapevolmente o meno – al “Piano di Rinascita Democratica” della loggia P2 di Licio Gelli. DICIAMO SÌ ALLA DEMOCRAZIA PARTECIPATA e vi chiediamo di sostenere solo riforme istituzionali che rispettino lo spirito dei Padri Costituenti del  1946-'48: restituendo ai cittadini il diritto di scegliersi i parlamentari e coinvolgendoli nella cosa pubblica; tutelando le minoranze e le opposizioni; allargando gli spazi di partecipazione diretta alla formazione delle leggi; limitando l'immunità parlamentare alle opinioni espresse e ai voti dati e abolendo i privilegi impunitari in materia di arresti, intercettazioni e perquisizioni; combattendo i monopòli e i conflitti di interessi, specie nel mondo della televisione e della stampa; ampliando l'indipendenza e l'autonomia dei poteri di controllo, dalla magistratura all'informazione. Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Peter Gomez e la redazione del Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano
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Petitioning Laura Boldrini

La vita è un’altra cosa #eutanasialegale #Welby

Mi chiamo Mina e nel lontano 1980 ho sposato Piergiorgio, Piergiorgio Welby, un uomo affetto da distrofia muscolare. Piergiorgio prima di morire mi ha detto: “Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche.” Queste e altre parole contro l'accanimento terapeutico e per il diritto all'eutanasia Piergiorgio le pronunciava in un discorso del settembre 2006 al Presidente Napolitano. Un discorso, fatto dal letto al quale era inchiodato, in cui aggiungeva: “Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude”. In Italia, chi aiuta un malato terminale a morire - come un genitore o un figlio che vuole smettere di soffrire - rischia fino a 12 anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà è costantemente violato. Il 13 settembre 2013 abbiamo consegnato in Parlamento una legge di iniziativa popolare che regola l'eutanasia e il testamento biologico. Oggi chiedo, in memoria di Piergiorgio e per il diritto di tutti, la calendarizzazione in aula della proposta di legge sull’eutanasia e il testamento biologico. Piergiorgio amava la vita, ma per lui la vita era altro dall'essere condannato a stare inchiodato a un letto. Se anche per te la vita è un’altra cosa, aiutaci firmando la petizione. Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni Carla Welby, sorella di Piergiorgio Welby Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni

Associazione Luca Coscioni
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Closed
Petitioning Matteo Renzi, Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica), Matteo Renzi, Laura Boldrini, Pietro Grasso, Angelino Alfano, Paolo Gentiloni, Roberta Pinotti

STOP alla fornitura di armi all'ISIS

L'Arabia Saudita fino all'altro anno risultava essere il maggiore destinatario extraeuropeo dell’esportazione di armamenti italiani con circa il 14% delle commesse. Dalle notizie pubblicate dalla stampa risulterebbero provenienti da privati cittadini residenti in Arabia Saudita, Qatar e Kuwait i maggiori contributi di armamenti riservati al sedicente Stato Islamico e ad Al Qaeda, anche a causa della normativa presente in questi Stati. Perché l’Italia non sospende, a titolo precauzionale, la fornitura di armi, come ha già fatto la Germania? Il decreto legislativo 22 giugno 2012, n. 105 che ha modificato la legge n.185/1990 sul controllo dell'esportazione dei materiali di armamento, in attuazione della direttiva 2009/43/CE, vieta l’esportazione di armi quando mancano adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei prodotti per la difesa; è prevista anche l’eventuale sospensione o revoca di autorizzazioni già concesse per gravi motivi nel frattempo subentrati. Perché non si fa una legge che preveda la tracciabilità del petrolio acquistato in Italia (e in Europa e nel mondo), in modo da non acquistare quello proveniente dai pozzi controllati dall'ISIS? Carlo Battistella   (testo aggiornato il 25 novembre)  

Ester Bontempo
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Petitioning Laura Boldrini

Riconoscere il giusto risarcimento a Roberto Mancini

Roberto Mancini ha svolto un'indagine approfondita per anni sui rifiuti tossici interrati dalla camorra e per seguirne le piste ha respirato, toccato e assimilato i veleni che ne scaturivano. Per questo motivo ha contratto un tumore ai linfonodi contro cui sta combattendo in un letto di ospedale, sottoposto ad un trapianto come ultima spiaggia per rimanere in vita. Lo Stato che gli ha affidato questo incarico ora si sta defilando proponendo risarcimenti che sanno di elemosina. Non esiste indennizzo adeguato a far recedere la malattia, ma non è giusto che chi ha messo a repentaglio la propria vita per il bene di tutti, venga poi abbandonato. Firma perchè al Vice Commissario Roberto Mancini venga corrisposto un giusto riconoscimento ed un giusto indennizzo per il suo impegno, nulla più di ciò che compete ad un servitore dello Stato, che per lo Stato si è ammalato e ora lotta per vivere.

fiore santimone
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Petitioning Matteo Renzi

Femminicidi, vogliamo la Giusta Pena. Per Giordana uccisa a 20 anni dal suo ex

Mi chiamo Roberta, sono di Catania e mamma di tre figli. E sono molto, molto arrabbiata, come la mia carissima amica Vera. Sua figlia Giordana, 20 anni, è stata uccisa a inizio ottobre: 42 coltellate inferte dal suo ex, poi fermato mentre cercava di fuggire in Svizzera. Luca ha anche confessato: ha detto di averlo fatto perché Giordana si rifiutava di tornare con lui, condannando una bimba di 4 anni a crescere senza la propria madre. Una bimba che Giordana ha voluto a tutti i costi anche se è rimasta incinta a soli 15 anni. Sì perché io la conoscevo molte bene, Giordana, e posso dire che era una mamma davvero dolcissima e sempre presente. Tante cose sono state dette su questa storia e vogliamo che la giustizia faccia il suo corso. Ma lo deve fare bene, il suo corso. Giordana Di Stefano si era rivolta alle forze dell’ordine, aveva denunciato il suo ex per stalking. Eppure niente: la sua famiglia, i suoi amici, sua madre, noi tutti l’abbiamo vista morire. Ora la giustizia rischia di essere ancora una volta non giustizia: quante volte abbiamo letto di uomini che hanno odiato e ucciso delle donne ma che sono usciti di prigione dopo aver scontato pene di pochi anni? Punizioni ridicole per persone che non hanno trovato alcuna soluzione migliore che spegnere la vita di una donna che aveva magari “osato” dire basta. Ecco perché chiediamo, Vera ed io, una risposta al Governo, al Parlamento e ai nostri rappresentanti: approvare subito un provvedimento di legge che richiami la proposta presentata nella precedente legislatura e ora decaduta dall’avvocata Giulia Bongiorno. Vogliamo che venga prevista una specifica aggravante con il carcere a vita per chi compie un femminicidio. Non ne sono morte abbastanza? I femminicidi devono essere puniti con l’ergastolo. Giordana mi ha fatto entrare nella sua vita con naturalezza e spontaneità in questi anni. Ho sempre ammirato il suo coraggio, la sua forza di volontà, la sua grande passione per il ballo, unita a professionalità e creatività. Alla sua mamma Vera, che è chiusa nel suo dolore ma che è qui con me nel portare avanti questa battaglia, ho sempre detto che “Giordy” è la figlia che tutti vorremmo avere. Oggi guardo le foto di Giordana e mi rifiuto di ricordare l’immagine della sua bara. Non riesco a pensare a tutte quelle maledette coltellate su quel corpicino così piccolo. Nulla ci riporterà indietro Giordana. Ma tutti possiamo e dobbiamo fare in modo di combattere davvero queste morti senza senso, questi femminicidi. Chiediamo insieme l’ergastolo per gli uomini che uccidono le donne.

Roberta Di Natale
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Petitioning Laura Boldrini

Presidente della Camera Laura Boldrini: porti in aula la legge contro la corruzione. #riparteilfuturo

La lotta alla corruzione è una priorità. La corruzione avvelena il nostro Paese, un sistema dove corrotti e corruttori sottraggono ai cittadini onesti 60 miliardi l’anno (stima ufficiale della Corte dei Conti). È incalcobile il danno al futuro del paese in termini di mancato sviluppo, di occupazione e di sostenibilità economica. Con oltre 242.000 firme la campagna Riparte il futuro è riuscita a convincere la Commissione Giustizia della Camera a prendere sul serio il problema e in questi giorni sta discutendo la riforma del voto di scambio (416 ter), uno dei modi più insidiosi con cui corrotti e corruttori riescono a penetrare nel cuore delle istituzioni. Ma questo primo passo non basta, bisogna passare dalle parole ai fatti perché una nuova e più potente legge diventi uno strumento vero e utile per il contrasto della corruzione.  Bisogna discutere la legge in Parlamento, e bisogna farlo ora. Il ruolo della Presidente Boldrini è molto importante per questo delicato processo. Dobbiamo rivolgerci a lei e chiederle di fare la differenza. Per questo ti chiedo di firmare e far firmare questa petizione.  

Riparte il futuro
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Petitioning Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana), Andrea Orlando, Valeria Fedeli, Laura Boldrini

NON PIU' VITTIME DI BULLISMO VOGLIAMO LA RIAPERTURA DEL CASO DI GIOVANNI RUGGIERO

Siamo Carmela e Ilaria, le sorelle di Giovanni Ruggiero che si è tolto la vita l’anno scorso, il 23 febbraio 2016. Giovanni aveva 17 anni e frequentava il Liceo Artistico di Benevento. Era il lunedì 22 Febbraio 2016 quando Giovanni prende il pullman e si reca a scuola come tutte le mattine. Al suo ritorno ci racconta che è accaduto qualcosa di terribile, noi gli chiediamo che cosa, ma lui non approfondisce. Il pomeriggio dello stesso lunedì va in paese a cercare un suo amico al quale voleva confidargli qualcosa ma l’amico non è in casa. Il giorno dopo 23 Febbraio di mattina Giovanni non va scuola e si toglie la vita. La Procura di Benevento che si occupa del caso ha presentato istanza di archiviazione. Il caso è stato sottovalutato perché suicidio ma molti aspetti importanti sono stati trascurati. Giovanni era vittima di bullismo a scuola, ma negli interrogatori dei compagni di classe e dei suoi amici questi hanno dato risposte generiche, vaghe oltre che contraddittorie. Un altro ragazzo si era tolto la vita l’anno prima e anche lui frequentava il Liceo Artistico di Benevento e cito “nel corso delle indagini relative al suo decesso l’attività di intercettazione consentiva di addivenire ad un fiorente spaccio di stupefacenti nel quale era coinvolto egli stesso”. Inoltre, nel fascicolo stesso del p.g. si suggerisce di investigare per portare alla luce la presunta attività di spaccio di stupefacenti nel contesto scolastico del Liceo Artistico di Benevento. Nessuna indagine è stata fatta tenendo conto di tutti questi aspetti. Insomma, vogliamo capire cosa accade in questa scuola. Sono già morti due studenti, quanti ancora dovranno morire per portare alla Luce la verità? Sono stati prelevati campioni biologici che non sono stati analizzati perché inutili ai fini dell’investigazione, si tratta di suicidio perché incentivare e approfondire le indagini? Vi rendete conto? E ora si vuole addirittura chiudere il caso come se fosse normale scegliere di togliersi la vita a causa dei tormenti esistenziali dell’adolescenza senza dare alcun valore alla sua vita e alcun peso alla sua morte. Giovanni ha subito qualcosa di davvero grave per scegliere di togliersi la vita. Negli ultimi tempi, era quasi invisibile, aveva negli occhi lo sguardo di chi teme per la propria vita. Le umiliazioni, le offese, gli insulti, gli sguardi minacciosi, il dolore: è un’esistenza insopportabile quella di chi è vittima di bullismo e di coercizione. Un’esistenza vuota ed un dolore che spesso è silenzioso perché chi è vittima dei bulli non vuole e non può parlare di quanto accaduto, per vergogna e per paura. Nulla ci riporterà indietro Giovanni. Ma tutti possiamo e dobbiamo fare in modo di dargli giustizia perché non accada di nuovo ad un altro ragazzo o ragazza e ad altri genitori, fratelli e sorelle. Quanti ancora dovranno morire prima che si capisca che il bullismo è una forma di violenza che porta alla morte? Non si possono chiudere le indagini senza aver vagliato tutte le ipotesi e seguito tutte le piste di indagine che sono venute alla luce. Non abbiamo potuto festeggiare i 18 anni di Giovanni, vederlo rimettere a nuovo un’auto vecchia insieme al babbo, realizzare i suoi sogni, scoprire sé stesso ed il mondo che lo circonda. In questi giorni si stanno svolgendo le prove scritte dell’esame di maturità. Noi non vedremo Giovanni emozionato poco prima degli scritti e poi sorridente dopo aver discusso la tesina, non vedremo Giovanni che si districa tra i vari corsi di Laurea per scegliere poi quello grazie al quale costruirà la sua vita. In questi mesi, noi abbiamo creato un'Associazione Culturale a suo nome (ci trovate a questo link https://www.facebook.com/associazionegiovanniruggiero/?ref=bookmarks ed un Concorso "La Giornata dell'Arte Borsa di Studio - Concorso a Premi" grazie alla collaborazione dell'Istituto Comprensivo "A. Oriani" di Sant'Agata dei Goti ideata per ricordare il giovane artista Giovanni Ruggiero, la sua immensa sensibilità, il suo umano divenire nella ricerca costante della conoscenza di sé e del Mondo. In virtù di questi dati oggettivi che meritano di essere approfonditi e soprattutto per il diritto alla giustizia e alla verità che spetta ad ogni persona chiediamo al GIP di Benevento, Dott. Roberto Melone, al Procuratore della Repubblica di Benevento, Dott. Giovanni Conzo, al Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott.ssa Assunta Tillo, di non chiudere il caso di Giovanni Ruggiero e proseguire con le indagini, questa volta con maggiore accortezza, professionalità ed attenzione e chiediamo al Presidente della Camera, Laura Boldrini, al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, di scoprire quanto accade tra le mura del Liceo Artistico di Benevento e di approvare al più presto una Legge contro il bullismo e contro i bulli anche se si tratta di minorenni con pene severe, per aiutare le vittime di bullismo ed evitare che queste non siano più offese, derise e abusate solo perché sensibili e diversi ed evitare che si arrendano scegliendo la morte alla vita. Carmela Ruggiero e Ilaria Ruggiero

ASSOCIAZIONE CULTURALE GIOVANNI RUGGIERO
51,597 supporters
Petitioning Laura Boldrini

Chiediamo che la legge sul cognome materno venga messa immediatamente all'ordine del giorno in Parlamento

Mi chiamo Laura e sono impegnata in politica da tutta la vita. Come parlamentare, alla fine degli anni ’80 e poi di nuovo nel 2000, ho presentato più volte alla Camera proposte di legge per il cognome materno ai figli. Sono più di trent’anni che si prova a dare una svolta a questa realtà culturale e profondamente patriarcale, e sempre senza successo.In tutto questo tempo ho visto tante, troppe donne, magari abbandonate dal marito o dal compagno con i loro figli: tutti privati del diritto di scelta. Così come ho visto persone che semplicemente vogliono avere il diritto di decidere, mentre tutte le proposte di legge depositate non vengono prese in considerazione e restano chiuse nei cassetti del Parlamento.Ora la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condanna esplicitamente l’Italia perché non permettere di scegliere il cognome materno. Un risultato che è la conclusione di una coraggiosa battaglia giuridica cominciata nel lontano 2006 da una coppia italiana. Nella sentenza che avrà valore definitivo fra tre mesi, i giudici chiedono al nostro Paese di "adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare ai diritti violati.Ecco perché chiediamo al Parlamento di legiferare finalmente e adottare quelle riforme che ci chiede Strasburgo. Il cognome maschile è uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso.Una legge sul cognome materno completerebbe la riforma del diritto di famiglia secondo le indicazioni europee. Ed è ormai tempo di agire. Subito.Laura Cima------------------------------------------10 gennaio 2014 - AggiornamentoIl Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla bozza del disegno di legge per dare ai figli il cognome della madre. La nostra pressione è preziosissima: si è sentito il dovere di dare una risposta. Ma al momento si tratta solo del primo passo: l’iter parlamentare è lungo, e non dobbiamo smettere di lottare.La petizione sta andando benissimo e abbiamo già superato 20mila adesioni. Continuiamo a raccogliere il maggior numero di firme possibile. Consegneremo il prima possibile al Parlamento le firme raccolte, ribadendo le nostre sacrosante richieste per una legge che contrasti uno degli ultimi baluardi di una società patriarcale che ormai non ha più senso.

Laura Cima
50,213 supporters
Petitioning Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana), Laura Boldrini, Dipartimento Pari Opportunità, Vincenzo De Luca, assessore pari opportunità regione Campania

DIMISSIONI SINDACO PIMONTE: NON È UNA BAMBINATA MA UNO STUPRO!

Contro le affermazioni gravemente sessiste del Sindaco di Pimonte chiediamo le sue immediate ed irrevocabili dimissioni perchè offensive della dignità della vittima minorenne nonché della dignità di tutte le donne

Maison Antigone
45,213 supporters