Decision Maker

Laura Boldrini

  • Onorevole, Liberi e Uguali

Does Laura Boldrini have the power to decide or influence something you want to change? Start a petition to this decision maker.Start a petition
Victory
Petitioning Laura Boldrini

La vita è un’altra cosa #eutanasialegale #Welby

Mi chiamo Mina e nel lontano 1980 ho sposato Piergiorgio, Piergiorgio Welby, un uomo affetto da distrofia muscolare. Piergiorgio prima di morire mi ha detto: “Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche.” Queste e altre parole contro l'accanimento terapeutico e per il diritto all'eutanasia Piergiorgio le pronunciava in un discorso del settembre 2006 al Presidente Napolitano. Un discorso, fatto dal letto al quale era inchiodato, in cui aggiungeva: “Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude”. In Italia, chi aiuta un malato terminale a morire - come un genitore o un figlio che vuole smettere di soffrire - rischia fino a 12 anni di carcere. Il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà è costantemente violato. Il 13 settembre 2013 abbiamo consegnato in Parlamento una legge di iniziativa popolare che regola l'eutanasia e il testamento biologico. Oggi chiedo, in memoria di Piergiorgio e per il diritto di tutti, la calendarizzazione in aula della proposta di legge sull’eutanasia e il testamento biologico. Piergiorgio amava la vita, ma per lui la vita era altro dall'essere condannato a stare inchiodato a un letto. Se anche per te la vita è un’altra cosa, aiutaci firmando la petizione. Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni Carla Welby, sorella di Piergiorgio Welby Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni

Associazione Luca Coscioni
158,088 supporters
Closed
Petitioning Pietro Grasso

NO all'emendamento Vicari che prevede nicotina e sigarette elettroniche sotto Monopolio.

La Quinta Commissione del Senato ha approvato l'emendamento proposto dalla senatrice alfaniana Simona Vicari con il quale si stabilisce il passaggio della nicotina e delle sigarette elettroniche sotto il Monopolio. Un colpo senza precedenti. Il vaping passa sotto il controllo del Monopolio. Gli alfaniani capeggiati dalla senatrice Simona Vicari sono riusciti a condurre in porto il loro disegno monopolistico. In un panorama normativo in cui la politica lavora per alleggerire la stretta monopolistica sulle attività industriali e commerciali (vedi Siae, autobus e taxi), soltanto il vaping va controccorrente. Le mani dello Stato sono riuscite (per il momento) ad afferrare un settore traino dell’economia ma soprattutto in grado di scardinare nel volgere di qualche decennio la supremazia del tabacco combusto. E, forse, è proprio questo il problema. L’estremo interesse che le multinazionali negli ultimi mesi stanno dimostrando nei confronti degli strumenti di riduzione del danno, siano esse sigarette elettroniche o riscaldatori di tabacco, Iqos per intenderci. Seppure cercata più volte, la senatrice, per mezzo del suo portavoce, si è sempre rifiutata di illustrare pubblicamente la ratio politica dell’emendamento.La Quinta Commissione del Senato ha approvato l’endamento proposto dalla senatrice alfaniana Simona Vicari. Ripresentato con un articolo aggiuntivo sugli introiti erariali rispetto la versione originaria, pare essere stata proprio questa la chiave che ha fatto sì che l’emendamento venisse approvato in sede di votazione. Come avevamo già avuto modo di dire, si apre uno scenario assolutamente nuovo per l’intero settore. La vendita e la distribuzione dei prodotti con nicotina saranno appannaggio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, area Monopoli. I prodotti si potranno vendere soltanto con licenza. I negozianti attualmente aperti che hanno attività prevalente nella vendita di tali prodotti potranno continuare a vendere. Aams però avrà tempo sino al 31 marzo 2018 per predisporre le regole e i requisiti affinché la licenza possa essere mantenuta e per rilasciarne di nuove. Nel periodo di transizione sino ad appovazione del decreto, i negozi già operativi potranno continuare ad esercitare.Sempre secondo l’emendamento approvato, chiuderanno tutti i siti internet che sono predisposti alla vendita di prodotti con nicotina e sigarette elettroniche ai privati. Secondo le previsioni prospettate nell’amendamento, l’introito per le finanze pubbliche derivante da questa soluzione è di 9,5 milioni di euro.Le associazioni sono in queste ore impegnate a capire chi possa aver lavorato nell’ombra affinchè questo emendamento venisse approvato. Certamente i grandi beneficiari sono i tabaccai al quale si aggiungono multinazionali del tabacco presenti nella filiera del vaping in grado di strutturare una rete capillare di vendita e approvvigionamento. La partita, se il Senato dovesse approvare il testo normativo in via definitiva, passarebbe nelle prossime settimane alla Camera dei Deputati. La senatrice Simona Vicari a maggio si dimise dall’incarico di Sottosegretario alle infrastrutture in seguito ad un avviso di garanzia per il sospetto di aver presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4% l’iva sui trasporti marittimi in cambio di due orologi di pregio.     Fonte articolo originale: www.sigmagazine.it/2017/11/vicari-approvato/

#FreeVape
87,755 supporters
Victory
Petitioning Gianluca Susta (Capogruppo al Senato SCELTA CIVICA PER L’ITALIA)

Urgentemente una legge sul #DopoDiNoi

È quasi un anno che Alessandro e Mariateresa non ci sono più. Sergio li ha uccisi, il 9 aprile 2014. Aveva paura di morire e di lasciare solo Alessandro, suo figlio disabile, visto che alla mamma, Mariateresa, era stato diagnosticato un grave male. Incontravo spesso quest'uomo che spingeva la carrozzina del figlio. Abitavano a duecento metri da casa mia e tutte le volte Sergio mi diceva: "Che succederà, ad Alessandro, dopo la mia morte e quella di mia moglie ? Non abbiamo parenti, Ileana fai qualcosa per il “DOPO DI NOI”, non dimenticartene." Poi mentre scherzavo con Ale sulla Roma e lui mi raccontava dei suoi studi, della laurea, della voglia di trovare lavoro, Sergio ci interrompeva e tornava a dire che era diventato anziano, che era stanco e che lo Stato e le amministrazioni dovevano sbrigarsi. Per lui e per tanti altri familiari, nella precedente legislatura ho scritto una legge sul “DOPO DI NOI”. Erano e sono tanti i papà e le tante mamme che bussano alla mia porta chiedendo una soluzione per i loro figli disabili non autosufficienti nel momento in cui verranno a mancare. La politica, si sa, è lenta e i tempi sono andati oltre il previsto. Oggi, fortunatamente, la legge sta arrivando in commissione e il suo iter sta per cominciare. Nel frattempo, però, Sergio non ce l'ha fatta. Ha sparato ed è diventato un assassino. Io, che siedo dietro uno scranno in Parlamento come deputata del PD e sono affetta da una grave patologia neuromuscolare, pur essendo fortemente attaccata alla vita ho capito quel padre. Non l'ho giustificato, l'ho capito... Anche io sono figlia e so, da sempre, che i miei genitori hanno paura di lasciarmi e per questo non si concedono neanche il “lusso” di un'influenza, figuriamoci la possibilità di invecchiare e morire. Eppure io sono una donna adulta, felice di essere quella che sono. Convivo da tanti anni con Sandro, il mio compagno, e ho due cani stupendi, Rocco ed Ettore, ai quali garantisco passeggiate e pappa da sette anni. Nella vita ho studiato, mi sono laureata, ho avuto esperienze di lavoro, ho fatto tanti anni di volontariato nelle associazioni dell'handicap e per tre legislature sono stata consigliere comunale a Roma nelle liste prima del PDS, poi dei DS e del PD. In questo ruolo sono stata delegata per l'handicap con portafoglio, gestendo molti progetti sulla disabilità, con i sindaci Rutelli e Veltroni. Sono quindi una persona “faticosamente autonoma”, ma tutto questo non basta a mia madre e mio padre per non aver l'ansia del “dopo di noi”. Tutti i genitori che ho conosciuto, con un figlio disabile, hanno come grande e a volte unica preoccupazione il “dopo”. Il momento in cui diventeranno vecchi e non potranno più assistere il figlio che non è in grado di far fronte autonomamente alle necessità della vita quotidiana. La legge che ho proposto parte proprio da quest'ansia, a cui vuole dare una risposta, garantendo l'assistenza al disabile nella propria abitazione o il progressivo inserimento in comunità familiari e case famiglia.  Perché ciò avvenga la legge prevede la costituzione di un fondo con risorse pubbliche e private che saranno gestite in base ai criteri della legge 328/2000. Sono previste agevolazioni fiscali per chi eroga risorse finalizzate al medesimo obiettivo e forme di defiscalizzazione. Questa legge è urgentissima, perché di famiglie in queste condizioni ce ne sono davvero tante. Sono 2 milioni 600 mila le persone che nel nostro Paese sono colpite da disabilità grave e per questo non sono autosufficienti. Ciò vuol dire che le famiglie italiane interessate sono circa il 15 per cento del totale, quindi il 4,8 della popolazione italiana. Il tempo è inesorabile, come sappiamo. Per questo chiedo ai Presidenti di Camera e Senato e ai Capigruppo di tutti i partiti di velocizzare il più possibile l'iter di questa norma. Il mio obiettivo, che ispira questa petizione, è quello di riuscire ad approvare la legge sul “Dopo di noi” entro il prossimo 3 dicembre, che è la giornata internazionale della disabilità. Sogno che quel giorno, festeggeremo tutti insieme un traguardo importate per tante famiglie e dedicheremo quel successo a Sergio, Alessandro, Mariateresa e a tutti quelli che il “Dopo di noi” non sono riusciti a vederlo.

Ileana Argentin
88,067 supporters
Closed
Petitioning Naheed Nenshi, John Tory, Jim Watson, Barack Obama, Amnesty International Australia, Human Rights Campaign, United Nations Security Council, Human Rights Watch, Lawyers Committee for Human Rights, ...

Free Ahed Tamimi

My name is Nasri Akil from Toronto, Canada. I started this campaign to support" Ahed Tamimi", her mother "Mariam", her cousin "Nur" and the other kids detained by the evil hands of the Zionists of the fake state of Israel. In a desperate hope to get enough signature to put pressure on decision makers to do something about the constant twisted detention of Palestinian kids. In turn this will expose the evil of the zionists and pressure the international community. I would like to mention here that this petition has nothing to do with race or religion or ethnicity. It's pure right against wrong. Zionism is not Judaism. Judaism is a religion not a race. Many Jews are not Zionists. Most Zionists are not Jews. Many Zionists hate Jews. Opposition to Israel is NOT anti-Semitism. Ahed Tamimi, 16, was arrested ( kidnapped actually ) by Israeli forces in the middle of the night. Since she was a young child, she has been active in weekly demonstrations against Israel’s theft of her family’s land in occupied Nabi Saleh. But as Tamimi stands against Israeli occupation, she underscores: whenever a people face oppression, we must show solidarity. Israeli soldiers shot Ahed Tamimi's relative in the head, leaving the teenage boy in a coma, and then invaded her family home. She demanded that the occupying Israeli soldiers leave her property immediately, shouting "don't touch me" and "leave!" Now she's in Israeli military detention, where 75% of Palestinian children report assault. Ahed is a child, and like thousands of Palestinian children she could be humiliated and abused if we don't get her out fast. She has become another child statistic of the countless other children detained illegally in Israel. Her court date is December 25th, 2017. She was taken into question at the Moscobiyeh prison, notorious for it's dungeon cell, torture tactics fully utilized on children, and extensive harassment. She was put in isolation, left in an icy cell, without proper food. In fives days she was moved three times. Why? To exhaust and break her.  When her mother arrived to be there with her, she too was arrested.  We demand that Ahed and all Palestinian children are released from Israeli prisons now.  The international community must put an end to the ill-treatment and detention of Palestinian children. Enough is enough.  Ahed Tamimi represent all the innocent kids in the Isareli detention and represent the Palestinians struggle against the illegal occupation of Palestine. Since 1967, Palestinian children in the Occupied Palestinian Territory have been living under Israeli military law and prosecuted in military courts. Israeli military law, which fails to ensure and denies basic and fundamental rights, is applied to the whole Palestinian population. Israel is the only country in the world that automatically prosecutes children in military courts that lack basic and fundamental fair trial guarantees. Since 2000, at least 8,000 Palestinian children have been arrested and prosecuted in an Israeli military detention system notorious for the systematic ill-treatment and torture of Palestinian children. Around 500-700 Palestinian children are arrested, detained and prosecuted in the Israeli military court system each year. The majority of Palestinian child detainees are charged with throwing stones, and three out of four experience physical violence during arrest, transfer or interrogation. Unlike Israeli children living in illegal settlements in the West Bank, Palestinian children are not accompanied by a parent and are generally interrogated without the benefit of legal advice, or being informed of their right. They are overwhelmingly accused of throwing stones, an offense that can lead to a potential maximum sentence of 10 to 20 years depending on a child’s age. AHED TAMIMI will go to trial on Christmas Day for slapping an Israeli soldier, illegally trespassing on her property, the day after her 15-year-old cousin was shot in the face. In December 2011, Mustafa Tamimi was killed during a protest in the village when an Israeli soldier shot him in the face with a tear gas canister. One year later, Israeli soldiers shot and killed Rashadi Tamimi in the village. One wonders why the "slap" is the Crime? I decided to do something about it and start with what I can. So that's why I am here asking you to help me help Ahed, her family and all the other kids. I also started a fund raising campaign on "GoFundMe" hoping to raise enough money to hire as many legal advisors to support Ahed and the others legaly in the court and get some justice. I mean enough is enough...I can't sleep I can't eat and these kids are experiencing all of that twist. Someone must do something. This is not right. This is not humanity. We cannot make this acceptable by doing nothing.  I earnestly ask that at the very least, we make some noise in support of Ahed Tamimi and the other children that are held prisoners with no charge, no defense, all in violation of international laws.   She is one, but we are many. It takes a united front to add pressure, to induce accountability and hopefully give freedom to the oppressed, weak and innocent.  To Ahed and all the children in Israeli jails: We stand by your side, and are holding you in our hearts. We will not give up until you are free. You are not alone. As a wise man ounce said: "Start by doing what's necessary; then do what's possible; and suddenly you are doing the impossible" Sign. Support. Make Noise. Add Pressure. Be Human.  what if Ahed was your daughter, sister or just a friend? What would you do?

Nasri Akil
68,503 supporters
Petitioning Carlo Calenda, Emma Bonino, Giuseppe Civati, Enrico Letta, Beatrice Lorenzin, Giuseppe "Beppe" Sala, Nicola Zingaretti, Benedetto Della Vedova, Elly SCHLEIN, Marco Taradash, Riccardo Magi, Pierfran...

Unione democratica contro il regime antisociale

CHI SIAMO E COSA VOGLIAMO Siamo persone comuni, abitanti di questo Paese, diversi fra noi per storia e idee politiche. Abbiamo a cuore la democrazia e la società democratica, e guardiamo con sgomento il clima sociale e politico della Penisola degli ultimi mesi: un clima di divisione, odio e disumanizzazione, fomentato dalle realtà di Governo e loro alleati più o meno dichiarati. Come stanno agendo le forze politiche di opposizione a questo clima? Poco e male. Sono disunite! Prese dai loro percorsi singoli, dalle loro competizioni intestine, si rifiutano di comprendere la gravità del momento e che la difesa della democrazia esige capacità di unirsi nelle differenze.  Con questo appello intendiamo richiamare le forze dell'opposizione alle loro importanti e urgenti responsabilità da qui ai prossimi mesi. Chiediamo loro di dare vita a un tavolo di lavoro per conformare un'unione democratica sulla base di 3 principii fondamentali: – A difesa della dignità umana e di tutti i diritti che la affermano e la salvaguardano, contro ogni forma di razzismo e discriminazione. No a qualsiasi legge o regolamento sull'immigrazione che neghi o ignori la salvaguardia della dignità e della vita di chi giunge in Europa. – A difesa della società democratica e di tutti i suoi criteri e valori espressi nella Costituzione. – A difesa dell’Unione Europea e della piena e totale permanenza dell’Italia nell’Unione Europea, il miglior progetto democratico – sempre migliorabile e riformabile, ma irrinunciabile – di cui disponiamo in questa epoca storica. Questo appello firmato sarà il documento di principio sulla base del quale inaugurare il tavolo di lavoro unitario, e una piattaforma di sostegno e vigilanza al percorso di questa Unione democratica. COSA STA SUCCEDENDO Vogliono disintegrare la società democratica In Italia dal risultato elettorale del 4 marzo 2018 è scaturito, più che un vero e proprio governo, un percorso di costruzione di un regime di odio, conflitto e divisione permanente in seno alle istituzioni e alla società democratica. Lo consideriamo un regime antisociale, perché mina a distruggere alcuni pilastri fondamentali della società democratica: la fiducia reciproca, il rispetto della dignità umana, la ricerca e il riconoscimento della verità. La società italiana è lacerata come non mai. Non c’è giorno che la propaganda di questo nuovo regime non punti ad alimentare accuse, sospetti, odio verso determinati bersagli. Gli esseri umani sono diventati pretesti: dagli show mediatici fino ai provvedimenti esecutivi, osserviamo come nessun rispetto è stato usato né nei confronti dei morti di Genova, né nei confronti di profughi e immigrati, per fare solo due esempi dei vari possibili. Capaci di niente e di tutto Quando le persone vengono private di umanità, tutto diventa possibile. Dallo svuotamento delle istituzioni già in corso, con un Primo ministro imbarazzante fantoccio, a un braccio di ferro con l'Europa sul terreno economico e politico che isolerà l'Italia in una finta sovranità di propaganda, flirtando nel frattempo con i peggiori tiranni liberticidi di quest’epoca. COSA SI PUÒ FARE Unire in un percorso comune tutti i democratici e chi ha a cuore la libertà, compreso persone che magari in altre situazioni sarebbero avversarie. Mostrare generosità, serietà e responsabilità per contrastare il regime antisociale incarnato dalle forze di governo e da chi le sostiene, in modo più o meno trasparente. Uniti, siamo di più. Viva la società plurale e democratica  

Unione democratica
50,855 supporters
Petitioning Maurizio Martina, Emma Bonino, Luigi Di Maio, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi, Laura Boldrini, Beatrice Lorenzin

Educazione sentimentale nelle scuole #1oradamore

Perché se una bambina picchia è un “maschiaccio”? E se un bambino piange è una “femminuccia”? Perché le ragazze possono camminare mano nella mano e i ragazzi no? Perché si studia Gabriele D'Annunzio e non Sibilla Aleramo? Perché se mamma non lavora è normale ma se non lavora papà è una vergogna? Perché #1oradamore? Sono solo alcuni dei “perché” a cui vuole provare a rispondere la proposta di legge sull'introduzione dell'educazione sentimentale nelle scuole di cui sono prima firmataria. Parlare di femminicidio non basta più se viene trattato come atto conclusivo del fenomeno. E non basta invocare la prevenzione, tanto contro la violenza sulle donne quanto sul bullismo e l'omofobia: la prevenzione bisogna costruirla, uscendo dall'ottica securitaria, insegnando un'altra educazione civica. Quello che proponiamo è un diritto scritto nella Convenzione di Istanbul, ratificata all'unanimità in Parlamento, che chiede agli Stati di introdurre l'educazione all'affettività negli ordinamenti scolastici. In Europa è una realtà, in Italia siamo ancora in ritardo. Benché esistano esempi di autonomi progetti scolastici sul tema, è importante fare una legge che miri a fare di essi un virtuoso modello nazionale. Perché a scuola? Non sfugge a nessuno che l’emotività ricopra una parte consistente nello sviluppo della persona, soprattutto nella fase adolescenziale, quando si forma il carattere e si iniziano a fissare i comportamenti sociali. Conoscere le proprie emozioni, comprenderle e saperle affrontare consente inoltre un aumento delle capacità di comunicare e il potenziamento dell’apprendimento cognitivo. #1oradamore a scuola perché oggi gli stereotipi maschili e femminili invadono il quotidiano sia in ambito pubblico che privato. La scuola ha la possibilità di fornire gli strumenti per una lettura paritaria, per ristabilire un equilibrio delle immagini fornite dai mass media, schiacciate sulla mercificazione del corpo femminile. I ragazzi e le ragazze si abituano a una visione inflessibile dei ruoli sessuali, un'impostazione così assoluta da sfociare anche in forme di bullismo nei confronti di chi non rientra in questo schema. Noi oggi abbiamo una grande possibilità, quella di fornire gli strumenti per un nuovo modello di cittadinanza. Sì, proprio oggi, che nella crisi e nell'esasperazione della precarietà avviene una decostruzione dei ruoli classici, familiari e sociali: le donne sono state sempre abituate a forme di precarietà, gli uomini no. E per la prima volta vivono una condizione che li avvicina. Da questo tragico corso della storia possiamo costruire nuove storie, dove la dignità e la parità costituiscono l'inizio di una nuova educazione civica. Chiediamo che la proposta sia discussa al più presto e che diventi quanto prima legge dello Stato. La violenza maschile sulle donne, l'omofobia, il bullismo e gli stereotipi di genere si combattono con l'educazione e la formazione sin da piccoli. Prima che sia troppo tardi. Firma anche tu! Il testo della proposta di legge: http://bit.ly/educazione-sentimentale

Celeste Costantino
44,195 supporters
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Petitioning Laura Boldrini

Io segno la Lis. Ma lo Stato italiano non riconosce la mia lingua. #iosegno

Siamo un gruppo di ragazzi, tutti sotto i trenta anni. Due cose ci uniscono: siamo sordi e ci siamo incontrati grazie ad una radio. Radio Kaos ItaLis è nata da un’idea che potrebbe sembrare paradossale: creare un progetto radiofonico per promuovere l’integrazione tra sordi e udenti. E ci siamo riusciti, dimostrando a noi stessi che le barriere all’integrazione possono essere superate. Purtroppo però c’è un muro che non riusciamo ad abbattere: la nostra lingua, la Lingua dei Segni italiana (LIS), non è riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese. La LIS rende possibile la comunicazione tra sordi e l’integrazione tra sordi e udenti. Chiediamo quindi al Parlamento italiano di riconoscere ufficialmente la LIS come già avviene in 44 paesi del mondo (tra i quali Iran, U.S.A., Cina, Spagna e Francia). La convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, riconosceva la LIS promuovendone l’acquisizione e l’uso. Riteniamo che il mancato riconoscimento ufficiale della LIS da parte dell’Italia sia un’inadempienza alla avvenuta ratifica italiana di questa Convenzione. Il riconoscimento della LIS come una vera e propria lingua garantirebbe la libertà di un sordo di scegliere come comunicare ed integrarsi: un effettivo e illimitato accesso all’informazione, alla comunicazione, alla cultura, all’educazione, ai servizi, alla vita sociale, lavorativa e perfino ricreativa; un’equa rappresentazione politica e giuridica, l’accesso all’istruzione... la dignità. Firma la petizione per chiedere a tutti i capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato, al Presidente del Senato Pietro Grasso, al Presidente della Camera Laura Boldrini di impegnarsi affinchè la LIS venga finalmente riconosciuta come lingua ufficiale dal Parlamento italiano. Chiediamo che venga riconosciuta la LIS in italia!

Radio Kaos ItaLis
120,210 supporters
#INTIMITAVIOLATA - Chiediamo una legge contro il revenge porn

Condivido il vostro appello: una norma per contrastare il fenomeno del revenge porn è necessaria e il nostro Paese non può continuare a fingere che il problema non esista. La testimonianza e l’attivismo di Silvia Semenzin e delle tre associazioni – Insieme In Rete, I Sentinelli e Bossy – che hanno lanciato la petizione, è una prova di partecipazione e di impegno civile che non può essere ignorata dalle istituzioni. Del resto i numeri di #IntimitàViolata parlano chiaro: 72.000 firme dopo una settimana, 72.000 persone che colgo l’occasione di ringraziare per aver contribuito ad evidenziare la dimensione del problema. Per questo ho deciso di impegnarmi insieme a voi e a quanti vorranno dare il loro contributo, su una proposta di legge che tuteli chi subisce la pubblicazione e la diffusione di foto o video intimi senza aver dato il proprio consenso. Una legge che oltre alle sanzioni, però, preveda anche azioni di prevenzione alla violenza di genere, lo sviluppo di un piano di educazione civica digitale e un’opera di formazione continua sulla questione dell’odio in rete. Una proposta di legge che presenterò alla Camera dei deputati all’inizio del prossimo anno e sulla quale chiederò il sostegno delle mie colleghe e dei miei colleghi di tutti gli schieramenti politici. Infine ringrazio le associazioni per l’invito a parlarne pubblicamente, sarò con voi a Milano il 14 dicembre e chiedo a tutte e tutti coloro che hanno a cuore questo tema di partecipare. Laura Boldrini

1 year ago