Denunciamo il Partito Comunista Cinese per il Coronavirus e per crimini contro l'umanità

Il problema

Chiediamo di portare il Partito Comunista Cinese davanti alla giustizia, per la sua dissennata gestione dell’epidemia di Coronavirus e per i suoi crimini contro l’umanità.

Denunciamo il PCC per i seguenti punti:

- Ha avvertito con grave ritardo la comunità internazionale riguardo alla pericolosità del Coronavirus

- Ha tardato colpevolmente a diffondere la sequenza genomica del virus

- Secondo uno studio, se fosse intervenuto con sole tre settimane di anticipo, ci sarebbero potuti essere il 95% di contagiati in meno

- Ha sanzionato i medici che hanno lanciato l’allarme e diffuso notizie sul virus, tra cui colui che l’aveva scoperto, il Dott. Li Wenliang, morto dopo essere stato contagiato

- Ha arrestato numerosi cittadini che avevano condiviso informazioni sul virus

- Ha mentito sul numero dei contagi e sui morti, come sostenuto dai servizi segreti americani

- Ha consentito che si svolgesse un banchetto con decine di migliaia di persone in un quartiere di Wuhan, nonostante fosse consapevole dei rischi

- Ha accumulato circa 2 miliardi di mascherine, rendendone difficile il reperimento agli altri paesi colpiti

- Ha approfittato della situazione per propagandare la Cina come “paese amico” e “benefattore”

- Ha ucciso, da quando è stato fondato, dai 60 agli 80 milioni di cinesi

- Ha prelevato e continua a prelevare gli organi, contro la loro volontà, a prigionieri di coscienza, come praticanti del Falun Gong, cristiani indipendenti, uiguri e tibetani

In questa situazione di emergenza, la Cina sembra aiutarci ed esserci vicina, avendo inviato materiale sanitario e medici esperti nella lotta al Covid-19 (Coronavirus).

In realtà, l’Italia ha regolarmente acquistato i ventilatori polmonari e le mascherine che sono arrivati in pompa magna, come se fossero stati donati generosamente dal governo cinese.

Anche nel caso fossero stati regalati, è bene ricordare la frase che Laocoonte pronunciò nell’Eneide, quando vide il Cavallo di Troia: “Timeo Danaos et dona ferentes” cioè “Temo i Greci anche quando portano doni”.

Inoltre, cosa penseresti se qualcuno ti accoltellasse e poi ti tendesse amichevolmente la mano?

Anche se il primo caso di infezione a Wuhan è stato segnalato l’8 dicembre 2019, il Partito Comunista Cinese (PCC), consapevole dell’elevato rischio di contagio, non ha preso nessuna precauzione per prevenire la diffusione del Coronavirus, ad eccezione dell’ambito dell’esercito cinese.

Il PCC ha avvisato con grave ritardo la comunità internazionale della pericolosità del Coronavirus e ha colpevolmente tardato a diffonderne la sequenza genomica.

Secondo uno studio dell’Università di Southhampton, se il PCC avesse agito con sole tre settimane di anticipo, i contagiati nel mondo sarebbero potuti essere il 95% in meno.

Quattro giorni prima del blocco di Wuhan, Li Gang, direttore e capo medico del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Wuhan, ha dichiarato alla televisione di stato (CCTV) che: “il rischio di trasmissione da uomo a uomo è basso”.

Nessun media statale ha parlato del rischio epidemia sui giornali, che invece hanno pubblicato il discorso del presidente Xi Jinping e le notizie sulla celebrazione delle vacanze.

La CCTV ha dedicato solo un minuto alla chiusura della città di Wuhan nel notiziario della sera.

Il 18 gennaio, cinque giorni prima della chiusura della città, le autorità locali di Wuhan hanno invitato più di 40.000 famiglie a partecipare a un banchetto per festeggiare il capodanno lunare, nonostante fosse già nota la trasmissione da uomo a uomo, con la conseguenza che, giorni dopo, molti partecipanti hanno mostrato i sintomi del Coronavirus.

I medici e gli informatori che hanno parlato del potenziale focolaio sono stati oggetto di sanzioni disciplinari e, secondo l’organizzazione per i diritti umani Chinese Human Rights Defenders, con sede a Washington, tra il 22 e il 28 gennaio, 325 residenti sono stati arrestati con l’accusa di “diffondere fake news”, “creare panico” o di “tentare di disturbare l’ordine sociale”.

Fang Bin, un cittadino di Wuhan, ha documentato l’epidemia con dei video e poi li ha caricati su YouTube.

Uno dei video, registrato in un ospedale, mostrava il trasferimento di 8 cadaveri in 5 minuti.

Per questo suo gesto, Fang Bin è stato arrestato e di lui non si hanno più notizie dal 10 febbraio.

La task force per la gestione dell’emergenza Coronavirus ha vietato fin dall’inizio agli operatori sanitari di parlare dell’epidemia a casa o in altri luoghi, di persona, per telefono, con messaggi di testo, con WeChat, sui blog o tramite email.

Per i trasgressori sono previsti dai 3 ai 7 anni di reclusione.

Tutti i dipendenti del governo e delle imprese statali, gli avvocati e il personale del comitato residenziale hanno il divieto assoluto di commentare, condividere o divulgare informazioni sul Coronavirus non approvate dal PCC.

Tutti i gruppi di WeChat (un’applicazione simile a WhatsApp), ad eccezione di quelli aziendali ufficiali, sono stati cancellati.

Chi pubblica informazioni sull’epidemia sui social media viene arrestato e rischia pesanti condanne per “aver diffuso dicerie e causato un impatto sociale negativo”.

Il 5 marzo, la vicepremier Sun Chunlan e altri funzionari hanno messo in scena una finta consegna di cibo in una zona residenziale di Wuhan e, mentre ispezionavano il quartiere, i residenti hanno urlato che tutto quello che vedevano era falso.

Il PCC ora controlla anche le informazioni presenti su Internet e questo controllo così stretto rende estremamente difficile per i media stranieri, compresi quelli italiani, entrare in possesso di notizie attendibili sull’epidemia in Cina

Per questo non dovremmo credere alle cifre fornite dal PCC riguardo al numero contagi e soprattutto che il Coronavirus sia stato debellato totalmente dal territorio cinese.

Secondo i servizi segreti americani, il governo cinese avrebbe mentito sui dati relativi all’epidemia e le cifre fornite sono intenzionalmente false.

A partire da metà marzo, il PCC ha espulso tutti i giornalisti stranieri dal territorio cinese.

Ci sono numerose testimonianze secondo le quali in Cina l’epidemia continua e non si tratta soltanto di qualche focolaio isolato dovuto a casi importati.

Il 19 marzo, a Wuhan le strade erano ancora chiuse, così come le scuole, e i cittadini non erano ancora tornati al lavoro.

L’edizione cinese di The Epoch Times è entrata in possesso di un documento governativo, emesso dalla città di Nanning, nel quale si legge che:

“durante il periodo di lotta contro il virus, tutti i tipi di documenti, avvisi e comunicati urgenti […] le informazioni sensibili condivise internamente e qualsiasi informazioni che i leader [del governo] non abbiano deciso di rivelare al pubblico” sono da considerarsi segreto di Stato.

Inoltre, esiste anche un documento della provincia dell’Heilongjiang, Cina settentrionale, secondo il quale le informazioni sulla pandemia sono da considerarsi “top-secret”.

Nel 2003, durante l’epidemia della SARS, la gestione è stata identica a quella del Coronavirus.

Quando in una zona emergeva un caso di contagio, il responsabile locale del Partito veniva sospeso.

Proprio per questo le cifre su morti e contagiati erano enormemente più basse di quelle reali e anche in quel caso il PCC diffuse la notizia che il virus era stato sconfitto, quando ancora era presente in molte zone della Cina e continuava a mietere vittime.

Spero che, dopo aver letto queste informazioni, non ti lascerai ingannare e commuovere dalle notizie trasmesse dai telegiornali italiani sulla Cina “amica” e “generosa” che ci sta aiutando a combattere l’epidemia.

Tutto quello che il PCC decide di fare ha il semplice scopo di portare l’opinione pubblica dalla sua parte e propagandare un’immagine positiva di sé.

Fin dalla sua fondazione, il PCC ha sempre mentito e, coprendo la diffusione del Covid-19, quella che era un’epidemia è ora una pandemia a livello mondiale.

Questo regime malvagio non è capace di gesti di compassione e lo dimostra il fatto che, da quando è stato fondato, ha ucciso dai 60 agli 80 milioni di cinesi, macchiandosi di crimini orribili, come la persecuzione dei praticanti del Falun Gong, una pacifica disciplina spirituale che insegna a diventare persone buone, seguendo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza.

Il PCC, e in particolar modo il suo ex leader Jiang Zemin, sono responsabili dell’arresto, della tortura e dell’uccisione di un numero enorme di praticanti del Falun Gong, e questi criminali arrivano persino a prelevare gli organi di molti praticanti, contro la loro volontà, come è stato confermato recentemente da un tribunale di Londra.

Per saperne di più, ti invito a leggere questo articolo sulla persecuzione del Falun Gong; non ti porterà via molto tempo e contribuirà a spezzare l’omertà su questo crimine contro l’umanità che il PCC vorrebbe nascondere al mondo:

Ti prego di valutare anche la possibilità di leggere questo libro che documenta la vera natura e la storia di omicidi del PCC, un regime malvagio che ha distrutto la cultura tradizionale cinese, radendo al suolo templi, abbattendo statue e bruciando libri antichi di spiritualità, compreso lo Zhuan Falun, il testo principale del Maestro Li Hongzhi, fondatore del Falun Gong e candidato cinque volte al Premio Nobel per la Pace:

“Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese”

Spero che ascolterai il mio appello e contribuirai anche tu a denunciare il Partito Comunista Cinese.

La saggezza cinese insegna che "il bene viene retribuito col bene e il male viene punito col male"; se firmerai e condividerai questa petizione, sarai certamente ricompensato.

È un piccolo gesto di compassione e di responsabilità verso l'Italia e verso la comunità internazionale, che stanno pagando a caro prezzo l'insabbiamento dell'epidemia da parte del PCC.

Ti ringrazio e ti auguro ogni bene.

Fonti:

(Per la cronologia del Coronavirus clicca qui)

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Fabrizio Maria FrancoPromotore della petizioneSono un praticante della Falun Dafa con la passione per la musica, cerco di coltivare il mio cuore, di diventare una persona migliore e di informare la gente sulla persecuzione in Cina.

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Il problema

Chiediamo di portare il Partito Comunista Cinese davanti alla giustizia, per la sua dissennata gestione dell’epidemia di Coronavirus e per i suoi crimini contro l’umanità.

Denunciamo il PCC per i seguenti punti:

- Ha avvertito con grave ritardo la comunità internazionale riguardo alla pericolosità del Coronavirus

- Ha tardato colpevolmente a diffondere la sequenza genomica del virus

- Secondo uno studio, se fosse intervenuto con sole tre settimane di anticipo, ci sarebbero potuti essere il 95% di contagiati in meno

- Ha sanzionato i medici che hanno lanciato l’allarme e diffuso notizie sul virus, tra cui colui che l’aveva scoperto, il Dott. Li Wenliang, morto dopo essere stato contagiato

- Ha arrestato numerosi cittadini che avevano condiviso informazioni sul virus

- Ha mentito sul numero dei contagi e sui morti, come sostenuto dai servizi segreti americani

- Ha consentito che si svolgesse un banchetto con decine di migliaia di persone in un quartiere di Wuhan, nonostante fosse consapevole dei rischi

- Ha accumulato circa 2 miliardi di mascherine, rendendone difficile il reperimento agli altri paesi colpiti

- Ha approfittato della situazione per propagandare la Cina come “paese amico” e “benefattore”

- Ha ucciso, da quando è stato fondato, dai 60 agli 80 milioni di cinesi

- Ha prelevato e continua a prelevare gli organi, contro la loro volontà, a prigionieri di coscienza, come praticanti del Falun Gong, cristiani indipendenti, uiguri e tibetani

In questa situazione di emergenza, la Cina sembra aiutarci ed esserci vicina, avendo inviato materiale sanitario e medici esperti nella lotta al Covid-19 (Coronavirus).

In realtà, l’Italia ha regolarmente acquistato i ventilatori polmonari e le mascherine che sono arrivati in pompa magna, come se fossero stati donati generosamente dal governo cinese.

Anche nel caso fossero stati regalati, è bene ricordare la frase che Laocoonte pronunciò nell’Eneide, quando vide il Cavallo di Troia: “Timeo Danaos et dona ferentes” cioè “Temo i Greci anche quando portano doni”.

Inoltre, cosa penseresti se qualcuno ti accoltellasse e poi ti tendesse amichevolmente la mano?

Anche se il primo caso di infezione a Wuhan è stato segnalato l’8 dicembre 2019, il Partito Comunista Cinese (PCC), consapevole dell’elevato rischio di contagio, non ha preso nessuna precauzione per prevenire la diffusione del Coronavirus, ad eccezione dell’ambito dell’esercito cinese.

Il PCC ha avvisato con grave ritardo la comunità internazionale della pericolosità del Coronavirus e ha colpevolmente tardato a diffonderne la sequenza genomica.

Secondo uno studio dell’Università di Southhampton, se il PCC avesse agito con sole tre settimane di anticipo, i contagiati nel mondo sarebbero potuti essere il 95% in meno.

Quattro giorni prima del blocco di Wuhan, Li Gang, direttore e capo medico del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Wuhan, ha dichiarato alla televisione di stato (CCTV) che: “il rischio di trasmissione da uomo a uomo è basso”.

Nessun media statale ha parlato del rischio epidemia sui giornali, che invece hanno pubblicato il discorso del presidente Xi Jinping e le notizie sulla celebrazione delle vacanze.

La CCTV ha dedicato solo un minuto alla chiusura della città di Wuhan nel notiziario della sera.

Il 18 gennaio, cinque giorni prima della chiusura della città, le autorità locali di Wuhan hanno invitato più di 40.000 famiglie a partecipare a un banchetto per festeggiare il capodanno lunare, nonostante fosse già nota la trasmissione da uomo a uomo, con la conseguenza che, giorni dopo, molti partecipanti hanno mostrato i sintomi del Coronavirus.

I medici e gli informatori che hanno parlato del potenziale focolaio sono stati oggetto di sanzioni disciplinari e, secondo l’organizzazione per i diritti umani Chinese Human Rights Defenders, con sede a Washington, tra il 22 e il 28 gennaio, 325 residenti sono stati arrestati con l’accusa di “diffondere fake news”, “creare panico” o di “tentare di disturbare l’ordine sociale”.

Fang Bin, un cittadino di Wuhan, ha documentato l’epidemia con dei video e poi li ha caricati su YouTube.

Uno dei video, registrato in un ospedale, mostrava il trasferimento di 8 cadaveri in 5 minuti.

Per questo suo gesto, Fang Bin è stato arrestato e di lui non si hanno più notizie dal 10 febbraio.

La task force per la gestione dell’emergenza Coronavirus ha vietato fin dall’inizio agli operatori sanitari di parlare dell’epidemia a casa o in altri luoghi, di persona, per telefono, con messaggi di testo, con WeChat, sui blog o tramite email.

Per i trasgressori sono previsti dai 3 ai 7 anni di reclusione.

Tutti i dipendenti del governo e delle imprese statali, gli avvocati e il personale del comitato residenziale hanno il divieto assoluto di commentare, condividere o divulgare informazioni sul Coronavirus non approvate dal PCC.

Tutti i gruppi di WeChat (un’applicazione simile a WhatsApp), ad eccezione di quelli aziendali ufficiali, sono stati cancellati.

Chi pubblica informazioni sull’epidemia sui social media viene arrestato e rischia pesanti condanne per “aver diffuso dicerie e causato un impatto sociale negativo”.

Il 5 marzo, la vicepremier Sun Chunlan e altri funzionari hanno messo in scena una finta consegna di cibo in una zona residenziale di Wuhan e, mentre ispezionavano il quartiere, i residenti hanno urlato che tutto quello che vedevano era falso.

Il PCC ora controlla anche le informazioni presenti su Internet e questo controllo così stretto rende estremamente difficile per i media stranieri, compresi quelli italiani, entrare in possesso di notizie attendibili sull’epidemia in Cina

Per questo non dovremmo credere alle cifre fornite dal PCC riguardo al numero contagi e soprattutto che il Coronavirus sia stato debellato totalmente dal territorio cinese.

Secondo i servizi segreti americani, il governo cinese avrebbe mentito sui dati relativi all’epidemia e le cifre fornite sono intenzionalmente false.

A partire da metà marzo, il PCC ha espulso tutti i giornalisti stranieri dal territorio cinese.

Ci sono numerose testimonianze secondo le quali in Cina l’epidemia continua e non si tratta soltanto di qualche focolaio isolato dovuto a casi importati.

Il 19 marzo, a Wuhan le strade erano ancora chiuse, così come le scuole, e i cittadini non erano ancora tornati al lavoro.

L’edizione cinese di The Epoch Times è entrata in possesso di un documento governativo, emesso dalla città di Nanning, nel quale si legge che:

“durante il periodo di lotta contro il virus, tutti i tipi di documenti, avvisi e comunicati urgenti […] le informazioni sensibili condivise internamente e qualsiasi informazioni che i leader [del governo] non abbiano deciso di rivelare al pubblico” sono da considerarsi segreto di Stato.

Inoltre, esiste anche un documento della provincia dell’Heilongjiang, Cina settentrionale, secondo il quale le informazioni sulla pandemia sono da considerarsi “top-secret”.

Nel 2003, durante l’epidemia della SARS, la gestione è stata identica a quella del Coronavirus.

Quando in una zona emergeva un caso di contagio, il responsabile locale del Partito veniva sospeso.

Proprio per questo le cifre su morti e contagiati erano enormemente più basse di quelle reali e anche in quel caso il PCC diffuse la notizia che il virus era stato sconfitto, quando ancora era presente in molte zone della Cina e continuava a mietere vittime.

Spero che, dopo aver letto queste informazioni, non ti lascerai ingannare e commuovere dalle notizie trasmesse dai telegiornali italiani sulla Cina “amica” e “generosa” che ci sta aiutando a combattere l’epidemia.

Tutto quello che il PCC decide di fare ha il semplice scopo di portare l’opinione pubblica dalla sua parte e propagandare un’immagine positiva di sé.

Fin dalla sua fondazione, il PCC ha sempre mentito e, coprendo la diffusione del Covid-19, quella che era un’epidemia è ora una pandemia a livello mondiale.

Questo regime malvagio non è capace di gesti di compassione e lo dimostra il fatto che, da quando è stato fondato, ha ucciso dai 60 agli 80 milioni di cinesi, macchiandosi di crimini orribili, come la persecuzione dei praticanti del Falun Gong, una pacifica disciplina spirituale che insegna a diventare persone buone, seguendo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza.

Il PCC, e in particolar modo il suo ex leader Jiang Zemin, sono responsabili dell’arresto, della tortura e dell’uccisione di un numero enorme di praticanti del Falun Gong, e questi criminali arrivano persino a prelevare gli organi di molti praticanti, contro la loro volontà, come è stato confermato recentemente da un tribunale di Londra.

Per saperne di più, ti invito a leggere questo articolo sulla persecuzione del Falun Gong; non ti porterà via molto tempo e contribuirà a spezzare l’omertà su questo crimine contro l’umanità che il PCC vorrebbe nascondere al mondo:

Ti prego di valutare anche la possibilità di leggere questo libro che documenta la vera natura e la storia di omicidi del PCC, un regime malvagio che ha distrutto la cultura tradizionale cinese, radendo al suolo templi, abbattendo statue e bruciando libri antichi di spiritualità, compreso lo Zhuan Falun, il testo principale del Maestro Li Hongzhi, fondatore del Falun Gong e candidato cinque volte al Premio Nobel per la Pace:

“Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese”

Spero che ascolterai il mio appello e contribuirai anche tu a denunciare il Partito Comunista Cinese.

La saggezza cinese insegna che "il bene viene retribuito col bene e il male viene punito col male"; se firmerai e condividerai questa petizione, sarai certamente ricompensato.

È un piccolo gesto di compassione e di responsabilità verso l'Italia e verso la comunità internazionale, che stanno pagando a caro prezzo l'insabbiamento dell'epidemia da parte del PCC.

Ti ringrazio e ti auguro ogni bene.

Fonti:

(Per la cronologia del Coronavirus clicca qui)

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Fabrizio Maria FrancoPromotore della petizioneSono un praticante della Falun Dafa con la passione per la musica, cerco di coltivare il mio cuore, di diventare una persona migliore e di informare la gente sulla persecuzione in Cina.

I decisori

Corte Internazionale di Giustizia
Corte Internazionale di Giustizia
Tribunale Internazionale dell'Aia
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