Creare un portale per verificare le firme digitali CIE

Il problema

Ogni volta che firmo un contratto digitalmente, devo spiegare all'impiegato — spesso non familiare con lo stack di autenticazione — perché la mia firma è valida. Questo processo, ripetutamente frustrante, mi porta spesso a dover stampare e firmare sul cartaceo. Nel 2025, in un mondo in cui la digitalizzazione dovrebbe semplificarci la vita, questa situazione non è accettabile. Non solo comporta una perdita di tempo, ma va anche contro l'idea stessa di innovazione tecnologica che dovrebbe renderci più efficienti e sostenibili.

Le firme digitali apposte con la Carta d'Identità Elettronica (CIE) sono legalmente riconosciute, ma la loro interoperabilità è limitata. I software di verifica più diffusi — come Adobe Reader o i portali di validazione europei — non riconoscono automaticamente la CA nazionale italiana, generando messaggi di “firma sconosciuta” o “certificato non attendibile”. Questo crea disagi a chi, come me, cerca di avvalersi di tecnologie avanzate per snellire i processi burocratici.

È essenziale che lo Stato, attraverso il Ministero dell’Interno e l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), intervenga su due fronti:

  1. Predisporre un portale pubblico di verifica firme digitali CIE, accessibile a tutti, che consenta di caricare un documento firmato e ottenere un report chiaro e stampabile con l’indicazione del tipo di firma (non valida, semplificata, avanzata, qualificata) e della validità della catena di certificazione.
  2. Avviare il processo di riconoscimento internazionale della CA nazionale italiana, affinché venga inclusa nei trust store globali (es. Adobe Approved Trust List), garantendo piena interoperabilità e fiducia automatica nei software di terze parti.

Un portale pubblico garantirebbe trasparenza e facilità d'uso, permettendo ai cittadini di evitare incomprensioni e ritardi nei processi che richiedono firme digitali. La certificazione globale della CA nazionale, invece, rappresenterebbe un passo decisivo verso una vera cittadinanza digitale europea, dove i documenti firmati con CIE siano riconosciuti ovunque, senza necessità di spiegazioni tecniche.

Vi invitiamo a firmare questa petizione per spingere il Ministero dell’Interno e l'AgID a prendere azione. Un vostro sostegno può fare la differenza e contribuire a una società più moderna, interoperabile e connessa.

avatar of the starter
Mario RossiPromotore della petizione

4

Il problema

Ogni volta che firmo un contratto digitalmente, devo spiegare all'impiegato — spesso non familiare con lo stack di autenticazione — perché la mia firma è valida. Questo processo, ripetutamente frustrante, mi porta spesso a dover stampare e firmare sul cartaceo. Nel 2025, in un mondo in cui la digitalizzazione dovrebbe semplificarci la vita, questa situazione non è accettabile. Non solo comporta una perdita di tempo, ma va anche contro l'idea stessa di innovazione tecnologica che dovrebbe renderci più efficienti e sostenibili.

Le firme digitali apposte con la Carta d'Identità Elettronica (CIE) sono legalmente riconosciute, ma la loro interoperabilità è limitata. I software di verifica più diffusi — come Adobe Reader o i portali di validazione europei — non riconoscono automaticamente la CA nazionale italiana, generando messaggi di “firma sconosciuta” o “certificato non attendibile”. Questo crea disagi a chi, come me, cerca di avvalersi di tecnologie avanzate per snellire i processi burocratici.

È essenziale che lo Stato, attraverso il Ministero dell’Interno e l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), intervenga su due fronti:

  1. Predisporre un portale pubblico di verifica firme digitali CIE, accessibile a tutti, che consenta di caricare un documento firmato e ottenere un report chiaro e stampabile con l’indicazione del tipo di firma (non valida, semplificata, avanzata, qualificata) e della validità della catena di certificazione.
  2. Avviare il processo di riconoscimento internazionale della CA nazionale italiana, affinché venga inclusa nei trust store globali (es. Adobe Approved Trust List), garantendo piena interoperabilità e fiducia automatica nei software di terze parti.

Un portale pubblico garantirebbe trasparenza e facilità d'uso, permettendo ai cittadini di evitare incomprensioni e ritardi nei processi che richiedono firme digitali. La certificazione globale della CA nazionale, invece, rappresenterebbe un passo decisivo verso una vera cittadinanza digitale europea, dove i documenti firmati con CIE siano riconosciuti ovunque, senza necessità di spiegazioni tecniche.

Vi invitiamo a firmare questa petizione per spingere il Ministero dell’Interno e l'AgID a prendere azione. Un vostro sostegno può fare la differenza e contribuire a una società più moderna, interoperabile e connessa.

avatar of the starter
Mario RossiPromotore della petizione

I decisori

Ministero dell’Interno – Direzione Centrale per i Servizi Demografici
Ministero dell’Interno – Direzione Centrale per i Servizi Demografici
Responsabile della digitalizzazione
Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)
Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)
Responsabile della digitalizzazione

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 2 ottobre 2025