Salviamo il Convento San Domenico di Taggia (solo firme/no donazioni, Grazie)

Firmatari recenti
Giorgio Maria Codazzi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

CHIUDE IL CONVENTO SAN DOMENICO DI TAGGIA (PADRI DOMENICANI)
 
"Il convento di Taggia chiuderà Il 31 Dicembre del 2025." Questo e' ciò che a Novembre ci ha scosso e motivato a fare tutto il possibile per cambiare questo triste destino per il nostro amato Convento. 

Sebbene ora tramite articoli e rassicurazioni il peggio sembra scongiurato, rimane a noi soli la responsabilità di fare il possibile per coprire quanti piu' turni per tenere aperta la parte visitabile del convento. 

Abbiamo pubblicato gli orari temporanei, abbiamo un numero di cellulare per contattarci (3520299281) oltre al numero fisso del convento (0184 477278 se non rispondiamo siamo distanti in giro guida per il convento, contattateci al cellulare).

Teniamo duro finchè sarà possibile, con amore, rispetto per il Convento, per chi lo rispetta e per chi ancora non lo conosce.

Buon 2026!

Seguiteci sui nostri canali social:

Cellulare: (+39) 3520299281
Telefono Fisso: 0184 477278
Mail: amiciconventosandomenicotaggia@gmail.com
Canale Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029VbBwFAgDp2Q0FpQj5Y3i
Raccolta Firme: https://c.org/dG8SvPcBnf
Indirizzo: Convento San Domenico, Piazza Beato Cristoforo, 6, 18018 Taggia IM

 

Gli Amici del Convento 

[Aggiornamento 18/12/2025]

Vi invitiamo alla Santa Messa di Vigilia (pomeridiana) alle ore 16 presso il Convento dei Domenicani di Taggia! Porte aperte a tutti per vivere assieme questo momento!

Vi aspettiamo numerosi!

(Gli Amici del Convento) 

[Aggiornamento 22/11/2025]

La Petizione online, e le richieste di incontro con Comune, Prefettura e Diocesi, hanno smosso molti animi, amici e responsabili diretti ed indiretti del Convento. 

Questa e' una fase delicata, alcuni fondi sono stati stanziati, ma serve ulteriore interesse della popolazione per poter realizzare il completo salvataggio del Convento e la nostra nuova comune Fase due di accoglienza, eventi spirituali, momenti di incontro per tutti, cittadini, famiglie e turisti, per confermare quanto il Convento e' di tutti ed e' protetto da questi.

22/11/2025 SanremoNews

22/11/2025 RivieraTime
 

[9/11/2025]
La Diocesi che attualmente ne è custode non intende assumersi responsabilità dal momento che i lavori di messa in sicurezza che dovrebbero essere svolti con i fondi del FEC (Fondo Edifici di Culto) non sono ancora stati realizzati.
Il FEC è di pertinenza del Ministero degli Interni, è un ente pubblico responsabile della conservazione, tutela e valorizzazione di un vasto patrimonio di chiese e opere d’arte e a livello locale la gestione è affidata al Prefetto.
 
Come popolazione, associazioni culturali del territorio, volontari del Convento di San Domenico, Laici Domenicani, ci rivolgiamo alle autorità politiche del Comune, della Provincia e della Regione: vogliamo davvero restare in silenzio di fronte all’ imminente chiusura del Convento, la possibilità di perdere la custodia di opere prestigiose, l’incuria, l’abbandono?
 
È possibile avere contatti con la Regione per smuovere i Fondi del FEC necessari?
 
Rimanere in silenzio o peggio, in una relazione incostante e superficiale, perdere un gioiello, sarebbe certo irrispettoso nei confronti di tutti quegli uomini e donne che hanno creduto e hanno realizzato, di concerto, un’opera incredibile per quegli anni senza contare la perdita di prestigio per Taggia e per l’intera Provincia.

Parlano del convento e della campagna:

17/11/2025 SanremoNews

12/11/2025 SanremoNews

12/11/2025 RivieraTime

12/11/2025 ImperiaPost

10/11/2025 SanremoNews

10/11/2025 RivieraTime

09/11/2025 SanremoNews

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Qual è la storia del convento di San Domenico a Taggia?
 
Il Convento nasce a Taggia nel 1460 come frutto della predicazione itinerante del Padre Cristoforo da Milano, in un contesto di città in crescita per numero di abitanti e ricchezza, per questo la popolazione desidera erigere a proprie spese una chiesa con Convento di frati Predicatori dell’Ordine di San Domenico (Cronaca del Calvi, Il Convento dei P.P. Domenicani e la città di Taggia dal 1460 al 1623).
 
Sarà un meraviglioso lavoro corale che vedrà molti attori di ogni estrazione sociale:
 
-I maestri di muro lombardi tra cui Carlone, Bunichi, Di Lancia.
 
⦁ I Duchi di Milano, Visconti-Sforza che concederanno nel 1465, per due anni al Comune di Taggia, la riscossione dei diritti sulla tassa dovuta al governo genovese da chi eseguiva atti giuridici e notarili (scrivania)
 
⦁ “…tutta la popolazione di Taggia, uomini e donne, anche dei paesi vicini come Castellaro e Bussana sono venuti a lungo a trasportare pietre, sabbia, legni, ferri e ogni materiale, sia con animali da soma sia sulle spalle e sulla testa. Uomini e donne, nobili e di qualunque condizione si passavano di mano in mano le pietre dal fiume fino al luogo di costruzione del Convento. Alcuni fornivano denaro ai poveri che lavoravano al convento…”.
 
⦁ In modo particolare la popolazione di Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga e Pigna ha dato un generoso contributo. Dolcedo forniva olio d’oliva per chi lavorava nel cantiere, Cipressa il vino e gli altri paesi travi di legno dai loro boschi, tavole di cedro e larice.
 
⦁ Alcuni cognomi risuonano nel Parlamento di Taggia nel 1479: Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
 
⦁ Tra i benefattori ricordiamo: Paolo Sertorio, Francesco Reghezza e Maddalena,i nobili Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta e molti altri che non vollero essere ricordati.
 
La Cronaca del Calvi ci racconta tutte le fasi della costruzione che durò 30 anni, dal 1460 al 1490 e accolse molti giovani da Taggia e dalla provincia che iniziarono la vita di predicatori e crearono una comunità spirituale vivace in connessione col popolo.
 
Il Convento era una tappa obbligata, in posizione centrale tra Italia e Francia, punto di incontro tra la cultura dell’Italia settentrionale e quella francese, l’appartenenza alla Repubblica di Genova fece si che il Convento avesse contatti proficui con Inghilterra e Fiandre grazie anche all’intensa attività dei mercanti taggesi.
 
Sotto il profilo architettonico il complesso di San Domenico ci testimonia la vita dell’epoca: la cisterna per l’acqua, le meridiane per la scansione dei tempi della preghiera (in Convento vi è una delle meridiane più rare d’Europa), la chiesa ad aula unica per facilitare la predicazione, segno dello spirito domenicano e lombardo.
 
Il Convento subì l’occupazione napoleonica (1810-1814) e la soppressione delle congregazioni religiose con l’incameramento dei beni ecclesiastici nel 1866, furono anni di incuria, furti, danneggiamenti. Nel 1926 i frati domenicani tornarono a Taggia e nel ’36 iniziò un notevole lavoro di recupero. Nel 2008 i Domenicani hanno lasciato il convento che ha proseguito, con attori diversi e coadiuvati dai volontari, l’attività di accoglienza spirituale e turistica.
 
Oggi vi è un ricchissimo patrimonio artistico e librario, presenza di opere datate dal ‘400 al ‘700 e di libri antichi compresi incunaboli.
 
Brea e Canavesio, pittori che operarono tra ‘400 e ‘500 nel territorio intorno a Nizza e nell’estremo ponente ligure sono ben rappresentati in Convento, in modo particolare il San Domenico di Taggia è uno dei maggiori poli BREA con la presenza di 5 polittici e di un affresco. I ricchi committenti tabiesi diedero lavoro alle botteghe Brea per circa 30 anni.
 
La chiesa ospita l’Adorazione dei Magi del Parmigianino del 1528 ma accanto a questi nomi vi sono opere di Bernardino Campi, G.B. Trotti detto il Malosso, Alessandro Turchi da Verona detto l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari, Giacomo Antonio Ponsonelli.
 
Dal punto di vista culturale e storico il San Domenico è una perla della Liguria occidentale per la struttura e per le opere. L’internazionalità di questo luogo è testimoniata dalla presenza quotidiana di visitatori italiani, francesi, tedeschi, tuttora viva.
 
Taggia, 8 novembre 2025
 
Firmato per gli amici del Convento San Domenico (TAGGIA)
 
Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli e Andrea Pletzer

(ENGLISH VERSION)

SAINT DOMENICO CONVENT IN TAGGIA CLOSING DOWN (DOMINICAN FRIARS)
 

The Taggia convent will close down on December 31, 2025.

The Diocese, which is currently the custodian, does not intend to assume responsibility since the safety works that should be carried out with funds from the FEC (Fondo Edifici di Culto - Fund for Religious Buildings) have not yet been completed.

The FEC falls under the jurisdiction of the Ministry of the Interior; it is a public body responsible for the conservation, protection, and enhancement of a vast heritage of churches and works of art, and locally, its management is entrusted to the Prefect.

As local residents, cultural associations, volunteers of the San Domenico Convent, and Dominican Laity, we appeal to the political authorities of the Municipality, the Province, and the Region: do we really want to remain silent in the face of the imminent closure of the Convent, the possibility of losing the custody of prestigious artworks, neglect, and abandonment?

Is it possible to contact the Region to mobilize the necessary FEC Funds?

Remaining silent or, worse, maintaining an inconsistent and superficial relationship, and losing a jewel, would certainly be disrespectful to all those men and women who believed in and concertedly created an incredible work for those years, not to mention the loss of prestige for Taggia and the entire Province.

 
 

What is the history of the San Domenico Convent in Taggia?
 

The Convent was established in Taggia in 1460, the result of the itinerant preaching of Father Cristoforo da Milano, in a context of a city growing in terms of inhabitants and wealth. For this reason, the population wished to erect, at their own expense, a church with a Convent for Preaching Friars of the Order of Saint Dominic (Calvi's Chronicle, The Convent of the Dominican Fathers and the City of Taggia from 1460 to 1623).

It was a marvellous collaborative effort involving many contributors from every social background:

The Lombard master builders, including Carlone, Bunichi, and Di Lancia.
The Dukes of Milan, Visconti-Sforza, who in 1465 granted the Municipality of Taggia, for two years, the right to collect taxes owed to the Genoese government by those performing legal and notarial acts (scrivania - desk/office tax).
“...the entire population of Taggia, men and women, even from neighbouring towns like Castellaro and Bussana, came for a long time to transport stones, sand, wood, iron, and all materials, both with pack animals and on their shoulders and heads. Men and women, noble and of every condition, passed stones from hand to hand, from the river to the construction site of the Convent. Some provided money to the poor working at the convent…”.
In particular, the populations of Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga, and Pigna gave a generous contribution. Dolcedo provided olive oil for those working on the site, Cipressa the wine, and the other towns timber from their forests, cedar, and larch boards.
Some surnames resonate in the Parliament of Taggia in 1479: Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
Among the benefactors, we remember: Paolo Sertorio, Francesco Reghezza and Maddalena, the noble families Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta, and many others who did not wish to be remembered.
Calvi's Chronicle tells us about all the construction phases, which lasted 30 years, from 1460 to 1490, and welcomed many young people from Taggia and the province who began the life of preachers and created a lively spiritual community in connection with the people.

The Convent was an essential stop, centrally located between Italy and France, a meeting point between Northern Italian and French culture. Its belonging to the Republic of Genoa ensured that the Convent had fruitful contacts with England and Flanders, thanks also to the intense activity of Taggia's merchants.

From an architectural perspective, the San Domenico complex testifies to the life of the era: the cistern for water, the sundials for marking the times of prayer (the Convent houses one of the rarest sundials in Europe), and the single-nave church to facilitate preaching, a sign of the Dominican and Lombard spirit.

The Convent underwent the Napoleonic occupation (1810-1814) and the suppression of religious congregations with the appropriation of ecclesiastical property in 1866; these were years of neglect, thefts, and damage. In 1926, the Dominican friars returned to Taggia, and in '36, significant restoration work began. In 2008, the Dominicans left the convent, which continued its activity of spiritual and tourist reception, with different contributors and assisted by volunteers.

Today, there is an extremely rich artistic and library heritage, including works dating from the 15th to the 18th century and ancient books, including incunabula.

Brea and Canavesio, painters who worked between the 15th and 16th centuries in the area around Nice and the far western Ligurian coast, are well represented in the Convent. In particular, San Domenico in Taggia is one of the major BREA centres with the presence of 5 polyptychs and a fresco. The wealthy patrons from Taggia provided work for the Brea workshops for about 30 years.

The church houses the Adoration of the Magi by Parmigianino from 1528, but alongside these names, there are works by Bernardino Campi, G.B. Trotti known as il Malosso, Alessandro Turchi from Verona known as l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari, and Giacomo Antonio Ponsonelli.

From a cultural and historical point of view, San Domenico is a pearl of Western Liguria for its structure and its artworks. The international nature of this place is evidenced by the daily presence of Italian, French, and German visitors, which is still active today.

Taggia, November 8, 2025

Signed for the Friends of the San Domenico Convent (TAGGIA)

Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli, and Andrea Pletzer!

(FRANCAIS) 

FERMETURE DU COUVENT SAN DOMENICO DE TAGGIA (PÈRES DOMINICAINS)
 

Le couvent de Taggia fermera le 31 décembre 2025.

Le Diocèse, qui en est actuellement le dépositaire, n'entend pas assumer de responsabilité étant donné que les travaux de sécurisation qui devraient être réalisés avec les fonds du FEC (Fonds des Édifices de Culte) n'ont pas encore été effectués.

Le FEC relève de la compétence du Ministère de l'Intérieur ; c'est un organisme public responsable de la conservation, de la protection et de la valorisation d'un vaste patrimoine d'églises et d'œuvres d'art, et au niveau local, sa gestion est confiée au Préfet.

En tant que population, associations culturelles du territoire, bénévoles du Couvent de San Domenico, Laïcs Dominicains, nous nous adressons aux autorités politiques de la Commune, de la Province et de la Région : voulons-nous vraiment rester silencieux face à la fermeture imminente du Couvent, à la possibilité de perdre la garde d'œuvres prestigieuses, à la négligence, à l'abandon ?

Est-il possible d'avoir des contacts avec la Région pour mobiliser les Fonds du FEC nécessaires ?

Rester silencieux ou pire, dans une relation inconstante et superficielle, et perdre un joyau, serait certainement irrespectueux envers tous ces hommes et femmes qui ont cru et réalisé, de concert, une œuvre incroyable pour ces années-là, sans compter la perte de prestige pour Taggia et pour l'ensemble de la Province.

 
 

Quelle est l'histoire du couvent de San Domenico à Taggia ?
 

Le Couvent naît à Taggia en 1460 suite à la prédication itinérante du Père Cristoforo da Milano, dans un contexte de ville en croissance en nombre d'habitants et en richesse. C'est pourquoi la population souhaite ériger à ses frais une église avec un Couvent de Frères Prêcheurs de l'Ordre de Saint Dominique (Chronique de Calvi, Le Couvent des P.P. Dominicains et la ville de Taggia de 1460 à 1623).

Ce fut un merveilleux travail choral qui vit de nombreux acteurs de toute extraction sociale :

Les maîtres maçons lombards, dont Carlone, Bunichi et Di Lancia.
Les Ducs de Milan, Visconti-Sforza, qui accordèrent en 1465, pour deux ans à la Commune de Taggia, la perception des droits sur la taxe due au gouvernement génois par ceux qui effectuaient des actes juridiques et notariés (scrivania).
« …toute la population de Taggia, hommes et femmes, y compris des villages voisins comme Castellaro et Bussana, sont venus pendant longtemps transporter des pierres, du sable, du bois, du fer et tout autre matériau, que ce soit avec des animaux de somme ou sur leurs épaules et leur tête. Hommes et femmes, nobles et de toute condition, se passaient les pierres de main en main, du fleuve jusqu'au lieu de construction du Couvent. Certains fournissaient de l'argent aux pauvres qui travaillaient au couvent… ».
De manière particulière, la population de Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga et Pigna a apporté une contribution généreuse. Dolcedo fournissait de l'huile d'olive pour ceux qui travaillaient sur le chantier, Cipressa le vin, et les autres villages des poutres en bois de leurs forêts, des planches de cèdre et de mélèze.
Certains noms de famille résonnent dans le Parlement de Taggia en 1479 : Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
Parmi les bienfaiteurs, nous nous souvenons de : Paolo Sertorio, Francesco Reghezza et Maddalena, les nobles Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta et beaucoup d'autres qui ne voulurent pas être mentionnés.
La Chronique de Calvi nous raconte toutes les phases de la construction qui dura 30 ans, de 1460 à 1490, et accueillit de nombreux jeunes de Taggia et de la province qui commencèrent la vie de prêcheurs et créèrent une communauté spirituelle vivante en connexion avec le peuple.

Le Couvent était une étape obligatoire, en position centrale entre l'Italie et la France, un point de rencontre entre la culture de l'Italie septentrionale et celle française. Son appartenance à la République de Gênes fit en sorte que le Couvent ait des contacts fructueux avec l'Angleterre et les Flandres, grâce aussi à l'intense activité des marchands de Taggia.

Sous le profil architectural, le complexe de San Domenico témoigne de la vie de l'époque : la citerne pour l'eau, les cadrans solaires pour la scansion des temps de prière (le Couvent possède l'un des cadrans solaires les plus rares d'Europe), l'église à nef unique pour faciliter la prédication, signe de l'esprit dominicain et lombard.

Le Couvent subit l'occupation napoléonienne (1810-1814) et la suppression des congrégations religieuses avec l'incorporation des biens ecclésiastiques en 1866. Ce furent des années de négligence, de vols, de dommages. En 1926, les frères dominicains revinrent à Taggia et en 1936 commença un important travail de récupération. En 2008, les Dominicains ont quitté le couvent qui a poursuivi, avec différents acteurs et l'aide des bénévoles, l'activité d'accueil spirituel et touristique.

Aujourd'hui, il y a un très riche patrimoine artistique et libraire, la présence d'œuvres datées du XVe au XVIIIe siècle et de livres anciens, y compris des incunables.

Brea et Canavesio, peintres qui ont œuvré entre le XVe et le XVIe siècle dans le territoire autour de Nice et dans l'extrême ouest ligure, sont bien représentés dans le Couvent. En particulier, San Domenico de Taggia est l'un des plus grands pôles BREA avec la présence de 5 polyptyques et d'une fresque. Les riches commanditaires de Taggia donnèrent du travail aux ateliers Brea pendant environ 30 ans.

L'église abrite l'Adoration des Mages du Parmigianino de 1528, mais à côté de ces noms, il y a des œuvres de Bernardino Campi, G.B. Trotti dit il Malosso, Alessandro Turchi de Vérone dit l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari, Giacomo Antonio Ponsonelli.

Du point de vue culturel et historique, San Domenico est une perle de la Ligurie occidentale pour sa structure et pour ses œuvres. L'internationalité de ce lieu est attestée par la présence quotidienne de visiteurs italiens, français, allemands, toujours vivante.

Taggia, le 8 novembre 2025

Signé pour les amis du Couvent San Domenico (TAGGIA)

Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli et Andrea Pletzer !

(DEUTSCH) 

SCHLIESSUNG DES KLOSTERS SAN DOMENICO IN TAGGIA (DOMINIKANERPATRES)
 

Das Kloster in Taggia wird am 31. Dezember 2025 geschlossen.

Die Diözese, die derzeit die Verwahrung innehat, beabsichtigt nicht, die Verantwortung zu übernehmen, da die notwendigen Sicherungsarbeiten, die mit Mitteln des FEC (Fondo Edifici di Culto – Fonds für Kultusgebäude) durchgeführt werden sollten, noch nicht realisiert wurden.

Der FEC untersteht dem Innenministerium; er ist eine öffentliche Einrichtung, die für die Erhaltung, den Schutz und die Aufwertung eines umfangreichen Erbes an Kirchen und Kunstwerken zuständig ist, und seine lokale Verwaltung liegt beim Präfekten.

Als Bevölkerung, kulturelle Vereinigungen des Gebiets, Freiwillige des Klosters San Domenico und Dominikanische Laien wenden wir uns an die politischen Autoritäten der Gemeinde, der Provinz und der Region: Wollen wir wirklich schweigen angesichts der bevorstehenden Schließung des Klosters, der Gefahr, die Obhut über prestigeträchtige Werke zu verlieren, der Vernachlässigung und der Verwahrlosung?

Ist es möglich, Kontakt mit der Region aufzunehmen, um die notwendigen FEC-Fonds zu mobilisieren?

Zu schweigen oder schlimmer noch, in einer unbeständigen und oberflächlichen Beziehung zu verharren und ein Juwel zu verlieren, wäre sicherlich respektlos gegenüber all jenen Männern und Frauen, die an ein unglaubliches Werk geglaubt und es gemeinschaftlich verwirklicht haben, ganz zu schweigen vom Verlust an Prestige für Taggia und die gesamte Provinz.

 
 

Was ist die Geschichte des Klosters San Domenico in Taggia?
 

Das Kloster wurde 1460 in Taggia gegründet, als Ergebnis der Wanderpredigt von Pater Cristoforo da Milano, in einer Zeit des Wachstums der Stadt an Einwohnerzahl und Reichtum. Aus diesem Grund wünschte die Bevölkerung, auf eigene Kosten eine Kirche mit einem Kloster für Predigerbrüder des Dominikanerordens (Chronik von Calvi, Das Kloster der Dominikanerpatres und die Stadt Taggia von 1460 bis 1623) zu errichten.

Es war ein wunderbares Gemeinschaftswerk, an dem viele Akteure aus allen sozialen Schichten beteiligt waren:

Die lombardischen Baumeister, darunter Carlone, Bunichi und Di Lancia.
Die Herzöge von Mailand, Visconti-Sforza, die der Gemeinde Taggia 1465 für zwei Jahre das Recht einräumten, die dem Genueser Regime geschuldete Steuer von jenen einzuziehen, die juristische und notarielle Akte durchführten (scrivania - Schreibtischsteuer).
„…die gesamte Bevölkerung von Taggia, Männer und Frauen, auch aus den Nachbardörfern wie Castellaro und Bussana, kam lange Zeit, um Steine, Sand, Holz, Eisen und jedes Material zu transportieren, sei es mit Lasttieren oder auf ihren Schultern und Köpfen. Männer und Frauen, Adlige und von jeglicher Herkunft, reichten sich die Steine von Hand zu Hand, vom Fluss bis zur Baustelle des Klosters. Einige stellten den armen Arbeitern des Klosters Geld zur Verfügung…“.
Insbesondere die Bevölkerung von Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga und Pigna leistete einen großzügigen Beitrag. Dolcedo lieferte Olivenöl für die Arbeiter auf der Baustelle, Cipressa den Wein und die anderen Dörfer Holzbalken aus ihren Wäldern, Zedern- und Lärchenbretter.
Einige Nachnamen klingen im Parlament von Taggia im Jahr 1479 wider: Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
Unter den Wohltätern erinnern wir uns an: Paolo Sertorio, Francesco Reghezza und Maddalena, die Adligen Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta und viele andere, die nicht namentlich genannt werden wollten.
Die Chronik von Calvi erzählt uns von allen Bauphasen, die 30 Jahre dauerten, von 1460 bis 1490, und viele junge Menschen aus Taggia und der Provinz aufnahmen, die das Leben als Prediger begannen und eine lebendige spirituelle Gemeinschaft in Verbindung mit dem Volk schufen.

Das Kloster war eine obligatorische Station, zentral zwischen Italien und Frankreich gelegen, ein Treffpunkt zwischen der norditalienischen und der französischen Kultur. Die Zugehörigkeit zur Republik Genua sorgte dafür, dass das Kloster dank der intensiven Tätigkeit der Kaufleute von Taggia fruchtbare Kontakte mit England und Flandern pflegte.

Aus architektonischer Sicht zeugt der Komplex von San Domenico vom Leben der damaligen Zeit: die Zisterne für Wasser, die Sonnenuhren für die Zeiteinteilung des Gebets (im Kloster befindet sich eine der seltensten Sonnenuhren Europas), die einschiffige Kirche zur Erleichterung der Predigt, ein Zeichen des dominikanischen und lombardischen Geistes.

Das Kloster erlebte die napoleonische Besetzung (1810-1814) und die Aufhebung der religiösen Kongregationen mit der Einziehung der Kirchengüter im Jahr 1866. Dies waren Jahre der Vernachlässigung, des Diebstahls und der Beschädigung. Im Jahr 1926 kehrten die Dominikanerbrüder nach Taggia zurück, und 1936 begann eine bemerkenswerte Restaurierungsarbeit. Im Jahr 2008 verließen die Dominikaner das Kloster, das mit verschiedenen Akteuren und unterstützt von Freiwilligen die Aktivität der spirituellen und touristischen Aufnahme fortsetzte.

Heute gibt es ein sehr reiches künstlerisches und bibliothekarisches Erbe, mit Werken aus dem 15. bis 18. Jahrhundert und alten Büchern, einschließlich Inkunabeln.

Brea und Canavesio, Maler, die zwischen dem 15. und 16. Jahrhundert im Gebiet um Nizza und in der äußersten westlichen Ligurien arbeiteten, sind im Kloster gut vertreten. Insbesondere San Domenico in Taggia ist mit 5 Polyptychen und einem Fresko eines der wichtigsten BREA-Zentren. Die reichen Auftraggeber aus Taggia beschäftigten die Brea-Werkstätten für etwa 30 Jahre.

Die Kirche beherbergt die Anbetung der Könige von Parmigianino aus dem Jahr 1528, aber neben diesen Namen gibt es Werke von Bernardino Campi, G.B. Trotti genannt il Malosso, Alessandro Turchi aus Verona genannt l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari und Giacomo Antonio Ponsonelli.

Aus kultureller und historischer Sicht ist San Domenico eine Perle Westliguriens, sowohl aufgrund seiner Struktur als auch seiner Kunstwerke. Die Internationalität dieses Ortes wird durch die tägliche, immer noch lebendige Anwesenheit italienischer, französischer und deutscher Besucher bezeugt.

Taggia, 8. November 2025

Unterzeichnet für die Freunde des Klosters San Domenico (TAGGIA)

Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli und Andrea Pletzer!

 

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Sebbene ora tramite articoli e rassicurazioni il peggio sembra scongiurato, rimane a noi soli la responsabilità di fare il possibile per coprire quanti piu' turni per tenere aperta la parte visitabile del convento. 

Abbiamo pubblicato gli orari temporanei, abbiamo un numero di cellulare per contattarci (3520299281) oltre al numero fisso del convento (0184 477278 se non rispondiamo siamo distanti in giro guida per il convento, contattateci al cellulare).

Teniamo duro finchè sarà possibile, con amore, rispetto per il Convento, per chi lo rispetta e per chi ancora non lo conosce.

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Indirizzo: Convento San Domenico, Piazza Beato Cristoforo, 6, 18018 Taggia IM

 

Gli Amici del Convento 

[Aggiornamento 18/12/2025]

Vi invitiamo alla Santa Messa di Vigilia (pomeridiana) alle ore 16 presso il Convento dei Domenicani di Taggia! Porte aperte a tutti per vivere assieme questo momento!

Vi aspettiamo numerosi!

(Gli Amici del Convento) 

[Aggiornamento 22/11/2025]

La Petizione online, e le richieste di incontro con Comune, Prefettura e Diocesi, hanno smosso molti animi, amici e responsabili diretti ed indiretti del Convento. 

Questa e' una fase delicata, alcuni fondi sono stati stanziati, ma serve ulteriore interesse della popolazione per poter realizzare il completo salvataggio del Convento e la nostra nuova comune Fase due di accoglienza, eventi spirituali, momenti di incontro per tutti, cittadini, famiglie e turisti, per confermare quanto il Convento e' di tutti ed e' protetto da questi.

22/11/2025 SanremoNews

22/11/2025 RivieraTime
 

[9/11/2025]
La Diocesi che attualmente ne è custode non intende assumersi responsabilità dal momento che i lavori di messa in sicurezza che dovrebbero essere svolti con i fondi del FEC (Fondo Edifici di Culto) non sono ancora stati realizzati.
Il FEC è di pertinenza del Ministero degli Interni, è un ente pubblico responsabile della conservazione, tutela e valorizzazione di un vasto patrimonio di chiese e opere d’arte e a livello locale la gestione è affidata al Prefetto.
 
Come popolazione, associazioni culturali del territorio, volontari del Convento di San Domenico, Laici Domenicani, ci rivolgiamo alle autorità politiche del Comune, della Provincia e della Regione: vogliamo davvero restare in silenzio di fronte all’ imminente chiusura del Convento, la possibilità di perdere la custodia di opere prestigiose, l’incuria, l’abbandono?
 
È possibile avere contatti con la Regione per smuovere i Fondi del FEC necessari?
 
Rimanere in silenzio o peggio, in una relazione incostante e superficiale, perdere un gioiello, sarebbe certo irrispettoso nei confronti di tutti quegli uomini e donne che hanno creduto e hanno realizzato, di concerto, un’opera incredibile per quegli anni senza contare la perdita di prestigio per Taggia e per l’intera Provincia.

Parlano del convento e della campagna:

17/11/2025 SanremoNews

12/11/2025 SanremoNews

12/11/2025 RivieraTime

12/11/2025 ImperiaPost

10/11/2025 SanremoNews

10/11/2025 RivieraTime

09/11/2025 SanremoNews

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Qual è la storia del convento di San Domenico a Taggia?
 
Il Convento nasce a Taggia nel 1460 come frutto della predicazione itinerante del Padre Cristoforo da Milano, in un contesto di città in crescita per numero di abitanti e ricchezza, per questo la popolazione desidera erigere a proprie spese una chiesa con Convento di frati Predicatori dell’Ordine di San Domenico (Cronaca del Calvi, Il Convento dei P.P. Domenicani e la città di Taggia dal 1460 al 1623).
 
Sarà un meraviglioso lavoro corale che vedrà molti attori di ogni estrazione sociale:
 
-I maestri di muro lombardi tra cui Carlone, Bunichi, Di Lancia.
 
⦁ I Duchi di Milano, Visconti-Sforza che concederanno nel 1465, per due anni al Comune di Taggia, la riscossione dei diritti sulla tassa dovuta al governo genovese da chi eseguiva atti giuridici e notarili (scrivania)
 
⦁ “…tutta la popolazione di Taggia, uomini e donne, anche dei paesi vicini come Castellaro e Bussana sono venuti a lungo a trasportare pietre, sabbia, legni, ferri e ogni materiale, sia con animali da soma sia sulle spalle e sulla testa. Uomini e donne, nobili e di qualunque condizione si passavano di mano in mano le pietre dal fiume fino al luogo di costruzione del Convento. Alcuni fornivano denaro ai poveri che lavoravano al convento…”.
 
⦁ In modo particolare la popolazione di Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga e Pigna ha dato un generoso contributo. Dolcedo forniva olio d’oliva per chi lavorava nel cantiere, Cipressa il vino e gli altri paesi travi di legno dai loro boschi, tavole di cedro e larice.
 
⦁ Alcuni cognomi risuonano nel Parlamento di Taggia nel 1479: Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
 
⦁ Tra i benefattori ricordiamo: Paolo Sertorio, Francesco Reghezza e Maddalena,i nobili Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta e molti altri che non vollero essere ricordati.
 
La Cronaca del Calvi ci racconta tutte le fasi della costruzione che durò 30 anni, dal 1460 al 1490 e accolse molti giovani da Taggia e dalla provincia che iniziarono la vita di predicatori e crearono una comunità spirituale vivace in connessione col popolo.
 
Il Convento era una tappa obbligata, in posizione centrale tra Italia e Francia, punto di incontro tra la cultura dell’Italia settentrionale e quella francese, l’appartenenza alla Repubblica di Genova fece si che il Convento avesse contatti proficui con Inghilterra e Fiandre grazie anche all’intensa attività dei mercanti taggesi.
 
Sotto il profilo architettonico il complesso di San Domenico ci testimonia la vita dell’epoca: la cisterna per l’acqua, le meridiane per la scansione dei tempi della preghiera (in Convento vi è una delle meridiane più rare d’Europa), la chiesa ad aula unica per facilitare la predicazione, segno dello spirito domenicano e lombardo.
 
Il Convento subì l’occupazione napoleonica (1810-1814) e la soppressione delle congregazioni religiose con l’incameramento dei beni ecclesiastici nel 1866, furono anni di incuria, furti, danneggiamenti. Nel 1926 i frati domenicani tornarono a Taggia e nel ’36 iniziò un notevole lavoro di recupero. Nel 2008 i Domenicani hanno lasciato il convento che ha proseguito, con attori diversi e coadiuvati dai volontari, l’attività di accoglienza spirituale e turistica.
 
Oggi vi è un ricchissimo patrimonio artistico e librario, presenza di opere datate dal ‘400 al ‘700 e di libri antichi compresi incunaboli.
 
Brea e Canavesio, pittori che operarono tra ‘400 e ‘500 nel territorio intorno a Nizza e nell’estremo ponente ligure sono ben rappresentati in Convento, in modo particolare il San Domenico di Taggia è uno dei maggiori poli BREA con la presenza di 5 polittici e di un affresco. I ricchi committenti tabiesi diedero lavoro alle botteghe Brea per circa 30 anni.
 
La chiesa ospita l’Adorazione dei Magi del Parmigianino del 1528 ma accanto a questi nomi vi sono opere di Bernardino Campi, G.B. Trotti detto il Malosso, Alessandro Turchi da Verona detto l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari, Giacomo Antonio Ponsonelli.
 
Dal punto di vista culturale e storico il San Domenico è una perla della Liguria occidentale per la struttura e per le opere. L’internazionalità di questo luogo è testimoniata dalla presenza quotidiana di visitatori italiani, francesi, tedeschi, tuttora viva.
 
Taggia, 8 novembre 2025
 
Firmato per gli amici del Convento San Domenico (TAGGIA)
 
Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli e Andrea Pletzer

(ENGLISH VERSION)

SAINT DOMENICO CONVENT IN TAGGIA CLOSING DOWN (DOMINICAN FRIARS)
 

The Taggia convent will close down on December 31, 2025.

The Diocese, which is currently the custodian, does not intend to assume responsibility since the safety works that should be carried out with funds from the FEC (Fondo Edifici di Culto - Fund for Religious Buildings) have not yet been completed.

The FEC falls under the jurisdiction of the Ministry of the Interior; it is a public body responsible for the conservation, protection, and enhancement of a vast heritage of churches and works of art, and locally, its management is entrusted to the Prefect.

As local residents, cultural associations, volunteers of the San Domenico Convent, and Dominican Laity, we appeal to the political authorities of the Municipality, the Province, and the Region: do we really want to remain silent in the face of the imminent closure of the Convent, the possibility of losing the custody of prestigious artworks, neglect, and abandonment?

Is it possible to contact the Region to mobilize the necessary FEC Funds?

Remaining silent or, worse, maintaining an inconsistent and superficial relationship, and losing a jewel, would certainly be disrespectful to all those men and women who believed in and concertedly created an incredible work for those years, not to mention the loss of prestige for Taggia and the entire Province.

 
 

What is the history of the San Domenico Convent in Taggia?
 

The Convent was established in Taggia in 1460, the result of the itinerant preaching of Father Cristoforo da Milano, in a context of a city growing in terms of inhabitants and wealth. For this reason, the population wished to erect, at their own expense, a church with a Convent for Preaching Friars of the Order of Saint Dominic (Calvi's Chronicle, The Convent of the Dominican Fathers and the City of Taggia from 1460 to 1623).

It was a marvellous collaborative effort involving many contributors from every social background:

The Lombard master builders, including Carlone, Bunichi, and Di Lancia.
The Dukes of Milan, Visconti-Sforza, who in 1465 granted the Municipality of Taggia, for two years, the right to collect taxes owed to the Genoese government by those performing legal and notarial acts (scrivania - desk/office tax).
“...the entire population of Taggia, men and women, even from neighbouring towns like Castellaro and Bussana, came for a long time to transport stones, sand, wood, iron, and all materials, both with pack animals and on their shoulders and heads. Men and women, noble and of every condition, passed stones from hand to hand, from the river to the construction site of the Convent. Some provided money to the poor working at the convent…”.
In particular, the populations of Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga, and Pigna gave a generous contribution. Dolcedo provided olive oil for those working on the site, Cipressa the wine, and the other towns timber from their forests, cedar, and larch boards.
Some surnames resonate in the Parliament of Taggia in 1479: Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
Among the benefactors, we remember: Paolo Sertorio, Francesco Reghezza and Maddalena, the noble families Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta, and many others who did not wish to be remembered.
Calvi's Chronicle tells us about all the construction phases, which lasted 30 years, from 1460 to 1490, and welcomed many young people from Taggia and the province who began the life of preachers and created a lively spiritual community in connection with the people.

The Convent was an essential stop, centrally located between Italy and France, a meeting point between Northern Italian and French culture. Its belonging to the Republic of Genoa ensured that the Convent had fruitful contacts with England and Flanders, thanks also to the intense activity of Taggia's merchants.

From an architectural perspective, the San Domenico complex testifies to the life of the era: the cistern for water, the sundials for marking the times of prayer (the Convent houses one of the rarest sundials in Europe), and the single-nave church to facilitate preaching, a sign of the Dominican and Lombard spirit.

The Convent underwent the Napoleonic occupation (1810-1814) and the suppression of religious congregations with the appropriation of ecclesiastical property in 1866; these were years of neglect, thefts, and damage. In 1926, the Dominican friars returned to Taggia, and in '36, significant restoration work began. In 2008, the Dominicans left the convent, which continued its activity of spiritual and tourist reception, with different contributors and assisted by volunteers.

Today, there is an extremely rich artistic and library heritage, including works dating from the 15th to the 18th century and ancient books, including incunabula.

Brea and Canavesio, painters who worked between the 15th and 16th centuries in the area around Nice and the far western Ligurian coast, are well represented in the Convent. In particular, San Domenico in Taggia is one of the major BREA centres with the presence of 5 polyptychs and a fresco. The wealthy patrons from Taggia provided work for the Brea workshops for about 30 years.

The church houses the Adoration of the Magi by Parmigianino from 1528, but alongside these names, there are works by Bernardino Campi, G.B. Trotti known as il Malosso, Alessandro Turchi from Verona known as l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari, and Giacomo Antonio Ponsonelli.

From a cultural and historical point of view, San Domenico is a pearl of Western Liguria for its structure and its artworks. The international nature of this place is evidenced by the daily presence of Italian, French, and German visitors, which is still active today.

Taggia, November 8, 2025

Signed for the Friends of the San Domenico Convent (TAGGIA)

Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli, and Andrea Pletzer!

(FRANCAIS) 

FERMETURE DU COUVENT SAN DOMENICO DE TAGGIA (PÈRES DOMINICAINS)
 

Le couvent de Taggia fermera le 31 décembre 2025.

Le Diocèse, qui en est actuellement le dépositaire, n'entend pas assumer de responsabilité étant donné que les travaux de sécurisation qui devraient être réalisés avec les fonds du FEC (Fonds des Édifices de Culte) n'ont pas encore été effectués.

Le FEC relève de la compétence du Ministère de l'Intérieur ; c'est un organisme public responsable de la conservation, de la protection et de la valorisation d'un vaste patrimoine d'églises et d'œuvres d'art, et au niveau local, sa gestion est confiée au Préfet.

En tant que population, associations culturelles du territoire, bénévoles du Couvent de San Domenico, Laïcs Dominicains, nous nous adressons aux autorités politiques de la Commune, de la Province et de la Région : voulons-nous vraiment rester silencieux face à la fermeture imminente du Couvent, à la possibilité de perdre la garde d'œuvres prestigieuses, à la négligence, à l'abandon ?

Est-il possible d'avoir des contacts avec la Région pour mobiliser les Fonds du FEC nécessaires ?

Rester silencieux ou pire, dans une relation inconstante et superficielle, et perdre un joyau, serait certainement irrespectueux envers tous ces hommes et femmes qui ont cru et réalisé, de concert, une œuvre incroyable pour ces années-là, sans compter la perte de prestige pour Taggia et pour l'ensemble de la Province.

 
 

Quelle est l'histoire du couvent de San Domenico à Taggia ?
 

Le Couvent naît à Taggia en 1460 suite à la prédication itinérante du Père Cristoforo da Milano, dans un contexte de ville en croissance en nombre d'habitants et en richesse. C'est pourquoi la population souhaite ériger à ses frais une église avec un Couvent de Frères Prêcheurs de l'Ordre de Saint Dominique (Chronique de Calvi, Le Couvent des P.P. Dominicains et la ville de Taggia de 1460 à 1623).

Ce fut un merveilleux travail choral qui vit de nombreux acteurs de toute extraction sociale :

Les maîtres maçons lombards, dont Carlone, Bunichi et Di Lancia.
Les Ducs de Milan, Visconti-Sforza, qui accordèrent en 1465, pour deux ans à la Commune de Taggia, la perception des droits sur la taxe due au gouvernement génois par ceux qui effectuaient des actes juridiques et notariés (scrivania).
« …toute la population de Taggia, hommes et femmes, y compris des villages voisins comme Castellaro et Bussana, sont venus pendant longtemps transporter des pierres, du sable, du bois, du fer et tout autre matériau, que ce soit avec des animaux de somme ou sur leurs épaules et leur tête. Hommes et femmes, nobles et de toute condition, se passaient les pierres de main en main, du fleuve jusqu'au lieu de construction du Couvent. Certains fournissaient de l'argent aux pauvres qui travaillaient au couvent… ».
De manière particulière, la population de Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga et Pigna a apporté une contribution généreuse. Dolcedo fournissait de l'huile d'olive pour ceux qui travaillaient sur le chantier, Cipressa le vin, et les autres villages des poutres en bois de leurs forêts, des planches de cèdre et de mélèze.
Certains noms de famille résonnent dans le Parlement de Taggia en 1479 : Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
Parmi les bienfaiteurs, nous nous souvenons de : Paolo Sertorio, Francesco Reghezza et Maddalena, les nobles Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta et beaucoup d'autres qui ne voulurent pas être mentionnés.
La Chronique de Calvi nous raconte toutes les phases de la construction qui dura 30 ans, de 1460 à 1490, et accueillit de nombreux jeunes de Taggia et de la province qui commencèrent la vie de prêcheurs et créèrent une communauté spirituelle vivante en connexion avec le peuple.

Le Couvent était une étape obligatoire, en position centrale entre l'Italie et la France, un point de rencontre entre la culture de l'Italie septentrionale et celle française. Son appartenance à la République de Gênes fit en sorte que le Couvent ait des contacts fructueux avec l'Angleterre et les Flandres, grâce aussi à l'intense activité des marchands de Taggia.

Sous le profil architectural, le complexe de San Domenico témoigne de la vie de l'époque : la citerne pour l'eau, les cadrans solaires pour la scansion des temps de prière (le Couvent possède l'un des cadrans solaires les plus rares d'Europe), l'église à nef unique pour faciliter la prédication, signe de l'esprit dominicain et lombard.

Le Couvent subit l'occupation napoléonienne (1810-1814) et la suppression des congrégations religieuses avec l'incorporation des biens ecclésiastiques en 1866. Ce furent des années de négligence, de vols, de dommages. En 1926, les frères dominicains revinrent à Taggia et en 1936 commença un important travail de récupération. En 2008, les Dominicains ont quitté le couvent qui a poursuivi, avec différents acteurs et l'aide des bénévoles, l'activité d'accueil spirituel et touristique.

Aujourd'hui, il y a un très riche patrimoine artistique et libraire, la présence d'œuvres datées du XVe au XVIIIe siècle et de livres anciens, y compris des incunables.

Brea et Canavesio, peintres qui ont œuvré entre le XVe et le XVIe siècle dans le territoire autour de Nice et dans l'extrême ouest ligure, sont bien représentés dans le Couvent. En particulier, San Domenico de Taggia est l'un des plus grands pôles BREA avec la présence de 5 polyptyques et d'une fresque. Les riches commanditaires de Taggia donnèrent du travail aux ateliers Brea pendant environ 30 ans.

L'église abrite l'Adoration des Mages du Parmigianino de 1528, mais à côté de ces noms, il y a des œuvres de Bernardino Campi, G.B. Trotti dit il Malosso, Alessandro Turchi de Vérone dit l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari, Giacomo Antonio Ponsonelli.

Du point de vue culturel et historique, San Domenico est une perle de la Ligurie occidentale pour sa structure et pour ses œuvres. L'internationalité de ce lieu est attestée par la présence quotidienne de visiteurs italiens, français, allemands, toujours vivante.

Taggia, le 8 novembre 2025

Signé pour les amis du Couvent San Domenico (TAGGIA)

Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli et Andrea Pletzer !

(DEUTSCH) 

SCHLIESSUNG DES KLOSTERS SAN DOMENICO IN TAGGIA (DOMINIKANERPATRES)
 

Das Kloster in Taggia wird am 31. Dezember 2025 geschlossen.

Die Diözese, die derzeit die Verwahrung innehat, beabsichtigt nicht, die Verantwortung zu übernehmen, da die notwendigen Sicherungsarbeiten, die mit Mitteln des FEC (Fondo Edifici di Culto – Fonds für Kultusgebäude) durchgeführt werden sollten, noch nicht realisiert wurden.

Der FEC untersteht dem Innenministerium; er ist eine öffentliche Einrichtung, die für die Erhaltung, den Schutz und die Aufwertung eines umfangreichen Erbes an Kirchen und Kunstwerken zuständig ist, und seine lokale Verwaltung liegt beim Präfekten.

Als Bevölkerung, kulturelle Vereinigungen des Gebiets, Freiwillige des Klosters San Domenico und Dominikanische Laien wenden wir uns an die politischen Autoritäten der Gemeinde, der Provinz und der Region: Wollen wir wirklich schweigen angesichts der bevorstehenden Schließung des Klosters, der Gefahr, die Obhut über prestigeträchtige Werke zu verlieren, der Vernachlässigung und der Verwahrlosung?

Ist es möglich, Kontakt mit der Region aufzunehmen, um die notwendigen FEC-Fonds zu mobilisieren?

Zu schweigen oder schlimmer noch, in einer unbeständigen und oberflächlichen Beziehung zu verharren und ein Juwel zu verlieren, wäre sicherlich respektlos gegenüber all jenen Männern und Frauen, die an ein unglaubliches Werk geglaubt und es gemeinschaftlich verwirklicht haben, ganz zu schweigen vom Verlust an Prestige für Taggia und die gesamte Provinz.

 
 

Was ist die Geschichte des Klosters San Domenico in Taggia?
 

Das Kloster wurde 1460 in Taggia gegründet, als Ergebnis der Wanderpredigt von Pater Cristoforo da Milano, in einer Zeit des Wachstums der Stadt an Einwohnerzahl und Reichtum. Aus diesem Grund wünschte die Bevölkerung, auf eigene Kosten eine Kirche mit einem Kloster für Predigerbrüder des Dominikanerordens (Chronik von Calvi, Das Kloster der Dominikanerpatres und die Stadt Taggia von 1460 bis 1623) zu errichten.

Es war ein wunderbares Gemeinschaftswerk, an dem viele Akteure aus allen sozialen Schichten beteiligt waren:

Die lombardischen Baumeister, darunter Carlone, Bunichi und Di Lancia.
Die Herzöge von Mailand, Visconti-Sforza, die der Gemeinde Taggia 1465 für zwei Jahre das Recht einräumten, die dem Genueser Regime geschuldete Steuer von jenen einzuziehen, die juristische und notarielle Akte durchführten (scrivania - Schreibtischsteuer).
„…die gesamte Bevölkerung von Taggia, Männer und Frauen, auch aus den Nachbardörfern wie Castellaro und Bussana, kam lange Zeit, um Steine, Sand, Holz, Eisen und jedes Material zu transportieren, sei es mit Lasttieren oder auf ihren Schultern und Köpfen. Männer und Frauen, Adlige und von jeglicher Herkunft, reichten sich die Steine von Hand zu Hand, vom Fluss bis zur Baustelle des Klosters. Einige stellten den armen Arbeitern des Klosters Geld zur Verfügung…“.
Insbesondere die Bevölkerung von Dolcedo, Triora, Ceriana, Montalto, Badalucco, Cipressa, Briga und Pigna leistete einen großzügigen Beitrag. Dolcedo lieferte Olivenöl für die Arbeiter auf der Baustelle, Cipressa den Wein und die anderen Dörfer Holzbalken aus ihren Wäldern, Zedern- und Lärchenbretter.
Einige Nachnamen klingen im Parlament von Taggia im Jahr 1479 wider: Rolando, Pasqua, Asdente, Curlo, Reghezza, Arnaldo, Littardo, Fornara, Revello, Gallo, Anfosso, Vivaldo, Cagnazio, Pastorello, Cappone, Novaro, Ardizone, Littardo, Roggero.
Unter den Wohltätern erinnern wir uns an: Paolo Sertorio, Francesco Reghezza und Maddalena, die Adligen Curlo, Ardizone, Calvo, Arnaldo, Novaro, Revello, Vesconte, Porro, Bianco, Rolando, Della Volta und viele andere, die nicht namentlich genannt werden wollten.
Die Chronik von Calvi erzählt uns von allen Bauphasen, die 30 Jahre dauerten, von 1460 bis 1490, und viele junge Menschen aus Taggia und der Provinz aufnahmen, die das Leben als Prediger begannen und eine lebendige spirituelle Gemeinschaft in Verbindung mit dem Volk schufen.

Das Kloster war eine obligatorische Station, zentral zwischen Italien und Frankreich gelegen, ein Treffpunkt zwischen der norditalienischen und der französischen Kultur. Die Zugehörigkeit zur Republik Genua sorgte dafür, dass das Kloster dank der intensiven Tätigkeit der Kaufleute von Taggia fruchtbare Kontakte mit England und Flandern pflegte.

Aus architektonischer Sicht zeugt der Komplex von San Domenico vom Leben der damaligen Zeit: die Zisterne für Wasser, die Sonnenuhren für die Zeiteinteilung des Gebets (im Kloster befindet sich eine der seltensten Sonnenuhren Europas), die einschiffige Kirche zur Erleichterung der Predigt, ein Zeichen des dominikanischen und lombardischen Geistes.

Das Kloster erlebte die napoleonische Besetzung (1810-1814) und die Aufhebung der religiösen Kongregationen mit der Einziehung der Kirchengüter im Jahr 1866. Dies waren Jahre der Vernachlässigung, des Diebstahls und der Beschädigung. Im Jahr 1926 kehrten die Dominikanerbrüder nach Taggia zurück, und 1936 begann eine bemerkenswerte Restaurierungsarbeit. Im Jahr 2008 verließen die Dominikaner das Kloster, das mit verschiedenen Akteuren und unterstützt von Freiwilligen die Aktivität der spirituellen und touristischen Aufnahme fortsetzte.

Heute gibt es ein sehr reiches künstlerisches und bibliothekarisches Erbe, mit Werken aus dem 15. bis 18. Jahrhundert und alten Büchern, einschließlich Inkunabeln.

Brea und Canavesio, Maler, die zwischen dem 15. und 16. Jahrhundert im Gebiet um Nizza und in der äußersten westlichen Ligurien arbeiteten, sind im Kloster gut vertreten. Insbesondere San Domenico in Taggia ist mit 5 Polyptychen und einem Fresko eines der wichtigsten BREA-Zentren. Die reichen Auftraggeber aus Taggia beschäftigten die Brea-Werkstätten für etwa 30 Jahre.

Die Kirche beherbergt die Anbetung der Könige von Parmigianino aus dem Jahr 1528, aber neben diesen Namen gibt es Werke von Bernardino Campi, G.B. Trotti genannt il Malosso, Alessandro Turchi aus Verona genannt l’Orbetto, Gioacchino Asseretto, Gregorio De Ferrari und Giacomo Antonio Ponsonelli.

Aus kultureller und historischer Sicht ist San Domenico eine Perle Westliguriens, sowohl aufgrund seiner Struktur als auch seiner Kunstwerke. Die Internationalität dieses Ortes wird durch die tägliche, immer noch lebendige Anwesenheit italienischer, französischer und deutscher Besucher bezeugt.

Taggia, 8. November 2025

Unterzeichnet für die Freunde des Klosters San Domenico (TAGGIA)

Marilena Conterio, Roberto Ravera, Piera Pastorelli, Daniela Storti, Antonella Zinelli und Andrea Pletzer!

 

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Petizione creata in data 9 novembre 2025